<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192</id><updated>2011-11-28T00:39:39.836+01:00</updated><category term='Freschi di stampa'/><category term='Trattati di pace'/><category term='Papi'/><category term='Impero romano'/><title type='text'>Spigolature storiche e letterarie</title><subtitle type='html'>La storia in quanto selezione di fatti che devono essere interpretati è filosofia. In “Meditazioni filosofiche” si troveranno post ispirati da testi filosofici, mentre in “spigolature storiche” si traggono spunti da fatti storici per riflessioni filosofiche. Si aggiunge ora anche una sezione letteraria, inizialmente non prevista.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>75</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-8604742355642153074</id><published>2011-10-06T10:41:00.006+02:00</published><updated>2011-10-06T11:10:23.933+02:00</updated><title type='text'>Freschi di stampa: 61. Miguel Ayuso en su labirinto, Ediciònes Scire, Barcellona, 2011, pp. 144 (Rec. di T. Klische de la Grange)</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/02/resensioni-di-libri-critiche-rassegna.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2011/07/testi-segnalati-60-anna-kirschner-il.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/Successivo&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AGIU4kxddpI/To1o73xAPqI/AAAAAAAAQU0/8AED1gcJzfE/s1600/coleccion-de-regno-el-estado-en-su-laberinto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-AGIU4kxddpI/To1o73xAPqI/AAAAAAAAQU0/8AED1gcJzfE/s200/coleccion-de-regno-el-estado-en-su-laberinto.jpg" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cEww9LYFmbI/Thg-B6IULvI/AAAAAAAAQAM/d-tHCsS1UxU/s1600/Java-H-857.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Miguel Ayuso&lt;/b&gt;,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;El estado en su labirinto&lt;/i&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; Ediciònes Scire, Barcellona 2011, pp. 144.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Con questo lavoro Ayuso prosegue l’indagine sulla crisi dello Stato moderno iniziata nel 1996 con &lt;i&gt;Después del Leviathan?&lt;/i&gt; e continuata con &lt;i&gt;Ocaso o eclipse del Estado?&lt;/i&gt; del 2005. Il cui filo conduttore è la necessità di chiarire e approfondire il senso, la funzione&amp;nbsp; (e i compiti) dello Stato moderno, in crisi evidente dal secolo scorso, e in particolare il rapporto tra questo, la globalizzazione e la post-modernità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-F1d9Bt2hv-0/To1vpwcC3FI/AAAAAAAAQU4/MQEiQ4BExgk/s1600/miguelayuso.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-F1d9Bt2hv-0/To1vpwcC3FI/AAAAAAAAQU4/MQEiQ4BExgk/s200/miguelayuso.jpg" width="178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Miguel Ayuso&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Come scriveva l’autore, già nel primo dei libri citati, il paradosso della modernità politica è che al venir meno dello Stato moderno si corre il rischio di demolire ciò che è più profondo e stabile, la propria comunità politica; della quale lo Stato è solo una delle forme (o formule) politiche, assunta dal XVI secolo in poi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Come scrive l’autore, la chiave interpretativa dei mutamenti in corso è la stessa applicata a quelli precedenti i tempi attuali. Gli argomenti trattati sono: nazione, costituzione, comunità, società, governo e democrazia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Tutti sono considerati rilevando il cambiamento di senso che le idee subiscono col mutare delle concrete situazioni storiche; in tale contesto, tuttavia, l’autore nota che anche il senso “post-modermo” era in certa misura contenuto nella concezione “originale” e se ne differisce grandemente, usa gli stessi termini ed espressioni. Ad esempio la formula “più società meno Stato”: all’inizio costituiva una rivendicazione anti-burocratica, successivamente con un senso parzialmente diverso fatta propria dalla Chiesa, ambedue accomunate dalla difesa dell’autonomia sociale da uno Stato forte che si voleva limitare. Ora è usata non tanto per quello, ma soprattutto per indebolire lo Stato: non è una difesa da questo, ma un attacco allo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Oppure la tendenza – apparentemente contraddittoria – dello Stato moderno da un lato al particolarismo (la frammentazione della res publica christiana), dall’altro alla universalizzazione del modello statale. Nella fase attuale la prima tendenza si è trasformata in una dissoluzione pluralistico-policratica (lobbies, separatismo delle piccole comunità e così via); l’altro ha creato un sistema economico globale, che tende ad&amp;nbsp; esautorare e/o indebolire il potere statale (e i suoi connotati peculiari).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;In altre parole: è l’ideologia statale, sostiene Ayuso, ad aver creato le premesse dell’attuale momento di crisi: contratto sociale al posto delle costituzioni storiche, società a quello di comunità, l’individuo in luogo dell’uomo concreto. Alla fine dell’evoluzione lo Stato, nato dall’emancipazione del pensiero politico “classico”, in particolare di Aristotele e San Tommaso, sconta l’insufficienza – più che l’erroneità – dei tre pensatori che (sopra gli altri) l’hanno concepito: Machiavelli, Bodin e soprattutto Hobbes.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Non insistiamo nell’esposizione delle tesi dell’autore, varie e articolate, perché esulano dai limiti di una recensione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto due notazioni al libro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Se è vero che (gran) parte delle ragioni della crisi attuale risalgono all’ideologia “genetica” dello Stato moderno (sono cioè endogene), è da considerare se tali “vizi d’origine” sono la logica conseguenza o il risultato, per così dire, di una patologia degenerativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-brOalCFiDmo/To1wa1JQ8_I/AAAAAAAAQU8/W_Mdp8akPUo/s1600/blog-2008-12-22-22-47-51.jpg-tn300.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-brOalCFiDmo/To1wa1JQ8_I/AAAAAAAAQU8/W_Mdp8akPUo/s320/blog-2008-12-22-22-47-51.jpg-tn300.jpg" width="204" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ad esempio: la concezione dello Stato (e del potere politico) si regge su una antropologia negativa, tale sia nella Bibbia che in S. Agostino o S. Tommaso. Ma anche in Machiavelli e in Hobbes. L’uomo è un animale politico e ha bisogno del potere politico (di &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; governo) perché ha una natura problematica, segnata dal peccato originale. Espressa sinteticamente, per giustificare la Costituzione (democratico-liberale) nordamericana nell’asserto del Federalista che se gli uomini fossero angeli, non vi sarebbe bisogno dei governi; se lo fossero i governanti non ci sarebbe la necessità di controlli sui governi; ma dato che gli uomini non sono angeli, c’è bisogno degli uni e degli altri. La concezione liberale “classica” presupponeva la concezione dell’uomo dal pensiero cristiano e non si discostava da quella, per cui lo Stato (il potere politico) trovava lì il proprio fondamento e giustificazione. Ma nel corso del XX secolo, come conseguenza del pensiero post-hegeliano del XIX e soprattutto del marxismo, si è sostenuto che era possibile anzi “scientifico” cambiare la natura umana, cambiando i rapporti di produzione. Con le conseguenze che abbiamo visto. Ciò non toglie che il pensiero liberale-democratico “classico” è evidentemente la secolarizzazione della teologia politica cristiana, mentre il marxismo, e in parte anche altre concezioni, sono la secolarizzazione di concezioni eretiche cristiane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Le evidenti influenze gnostiche e pelagiane presenti nel marxismo, quelle pelagiane anche in altre concezioni (in quelle sansimoniane, tra le altre) lo rendono palese; con la convinzione che l’uomo sia capace di costruire (a tavolino) una società perfetta, e quel che più conta farla stare in piedi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Convinzione su cui ironizzava de Maistre. Ma che evidenzia la cesura, anzi l’inesorabile opposizione tra il pensiero politico cristiano e liberale e quello che ne costituisce la negazione, addirittura nei più fondamentali presupposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;Teodoro Klitsche de la Grange&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-8604742355642153074?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/8604742355642153074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=8604742355642153074&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8604742355642153074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8604742355642153074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2011/10/freschi-di-stampa-61-miguel-ayuso-en-su.html' title='Freschi di stampa: 61. Miguel Ayuso en su labirinto, Ediciònes Scire, Barcellona, 2011, pp. 144 (Rec. di T. Klische de la Grange)'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-AGIU4kxddpI/To1o73xAPqI/AAAAAAAAQU0/8AED1gcJzfE/s72-c/coleccion-de-regno-el-estado-en-su-laberinto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-5722124765965322623</id><published>2011-07-03T17:54:00.013+02:00</published><updated>2011-07-09T10:53:45.671+02:00</updated><title type='text'>Freschi di stampa: 58. Pino Aprile: «Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud...» (Piemme, Giugno 2011)</title><content type='html'>&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/02/resensioni-di-libri-critiche-rassegna.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2011/06/testi-di-studio-57-giovanni-rulli-lo.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; /&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2011/07/freschi-di-stampa-59-andrea-giacobazzi.html"&gt; Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8BVia78G57Y/ThCX7IgQz9I/AAAAAAAAP8M/v_cAvzf8xwA/s1600/JavaScript-F-833.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 129px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8BVia78G57Y/ThCX7IgQz9I/AAAAAAAAP8M/v_cAvzf8xwA/s200/JavaScript-F-833.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625162976736628690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tema è interessante e si colloca a 150 anni dall’Unificazione come un momento opportuno di riflessione. La quarta di copertina fa un paragone con i libri di Pansa, che hanno divulgato il revisionismo storico sul periodo della guerra civile italiana, detta Resistenza o Liberazione, ma in realtà disfatta bellica, occupazione mai cessata e pure guerra civile mai veramente finita. Mi auguro però che non sia così, in quanto trovo piuttosto edulcorati e leggeri i libri che ho letti di Pansa. Vale oggi forse più di ieri il principio secondo cui i vincitori scrivono sempre la storia. Vi possono essere modi piuttosto grossolani ed altri più eleganti e sofisticati. È probabile, ma non voglio enunciare giudizi perentori e non modificabili, che il metodo iniziato da Pansa sia quello edulcorato. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-JkNFC34LRrM/ThCYVp7_YxI/AAAAAAAAP8U/O5vU55BqjQ8/s1600/JavaScript-F-834.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 129px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-JkNFC34LRrM/ThCYVp7_YxI/AAAAAAAAP8U/O5vU55BqjQ8/s200/JavaScript-F-834.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625163432387896082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vi è da sperare, per Pino Aprile ed auspicabili imitatori, che non vi siano i rischi che si corrono nel trattare il periodo di cui si è occupato Pansa. Per non parlare poi del revisionismo storico connesso ai campi di concentramento, dove il carcere duro è la regola per chi si discosta da canoni sanciti per legge e ferocemente applicati dalla magistratura, la stessa che mandò in carcere ed al patibolo i “briganti” di cui Aprile si occupa nel suo libro con un tono ed un linguaggio certamente non accademico. Scrive da giornalista e vuole suscitare emozioni, ai quali affida il successo commerciale del libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Pxm1cQICgps/ThCZrMUcGQI/AAAAAAAAP8k/r1mNFZ-38Vo/s1600/JavaScript-F-835.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 118px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Pxm1cQICgps/ThCZrMUcGQI/AAAAAAAAP8k/r1mNFZ-38Vo/s200/JavaScript-F-835.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625164901906127106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma il tema è troppo serio perché possa essere lasciato nelle mani di un giornalista, se Aprile è fondamentalmente questo e senza voler offendere i giornalisti, la cui funzione è da valutare caso per caso, ma che spesso come agenti ideologici non sono diversi dagli storici accademici, cambiando solo la tecnica e lo stile. Sono abbastanza avanti negli avanti per ricordare la ricorrenza del Centenario dell’Unificazione, quando terminavo le scuole elementari in Calabria. Ma ero allora troppo giovane per andare oltre le narrazioni scolastiche e ricostruire i fatti suo documenti rimasti. Adesso la difficile congiuntura italiana e internazionale costringe ad un ripensamento critico dell’Unificazione. Credo che anche la situazione internazionale porti a riflettere sui rapporti fra il ceto politico che vive esercitando il potere e la stragrande maggioranza dei cittadini che sono amministrati e che sempre più numerosi nutrono seri dubbi che chi governa in nome loro voglio il loro bene o che essi abbiano davvero il diritto ed il potere di eleggerli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È forse questa nuova ed inedita condizione esistenziale che ci consente di comprendere gli anni dell’Unificazione oggi meglio di ieri. La rivoluzione tecnologica delle comunicazioni ci rende meno isolati l’un l’altro. Potendo comunicare più facilmente possiamo forse costruire una nuova identità. Ma è anche vero che questa possibile nuova identità è insidiata dai cosiddetti “mainstream”, dai grandi canali verticali di comunicazione, per la quali da una parte vi è il talk show e dall’altra succubi milioni di cittadini non si sa bene quanto criticamente autonomi e immuni da persuasione subliminale e da influenze programmate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio dunque con interesse la lettura del libro di Aprile, facendo teso di ogni nome di “brigante”&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Do4P04nXgSs/ThCaef3iBPI/AAAAAAAAP80/hQyzS4hXQ_g/s1600/JavaScript-F-837.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 195px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Do4P04nXgSs/ThCaef3iBPI/AAAAAAAAP80/hQyzS4hXQ_g/s200/JavaScript-F-837.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625165783326917874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; finora ignoto. La scheda appare in questo mio blog poco curato e aggiornato, allo scopo di redigere una scheda autonoma per ogni “brigante” che Aprile mi farà conoscere. Avverto i miei lettori, e lo stesso Pino Aprile, se gli capita di leggere questa scheda, che in ragione dell’attualità del suo libro, me ne avvalgo come traccia per poi passare ad ulteriori approfondimenti, basandomi sugli spunti che lui stesso mi offre, ma privilegiando le ricerche dirette di archivio presso l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, dove di tanto in tanto mi reco per altre ricerche non ancora concluse. Rinvio inoltre ad una riflessione sullo stesso tema avviata da Teodoro Klitsche de la Grange, sul tema «&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2011/03/teodoro-klitsche-de-la-grange.html"&gt;Risorgimento e guerra civile&lt;/a&gt;», ed integrata con documenti inediti. Il lavoro è lungi dall’essere concluso e penso che potrà solo essere avviato. Non credo che mi sarà concesso il tempo per attendere il 200° anniversario dell’Unificazione, un tempo che giudico necessario per potermi formare idee abbastanza definitive su ciò che è stato il Risorgimento, di cui ci hanno parlato a scuola, ma che che trovo già infangato per taluni rapporti che vengono in alto loco fatti fra Risorgimento italiano e sionismo. Se davvero fosse così, allora sarebbe proprio da concludere che è tutto da buttar via e da rifare di sana pianta. Non so come la pensa al riguardo Pino Aprile, se ne parlerà nel resto del libro, ancora tutto da leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-5722124765965322623?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/5722124765965322623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=5722124765965322623&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5722124765965322623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5722124765965322623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2011/07/freschi-di-stampa-58-pino-aprile.html' title='Freschi di stampa: 58. Pino Aprile: «Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud...» (Piemme, Giugno 2011)'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8BVia78G57Y/ThCX7IgQz9I/AAAAAAAAP8M/v_cAvzf8xwA/s72-c/JavaScript-F-833.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-9202856589260984203</id><published>2010-12-05T13:45:00.020+01:00</published><updated>2010-12-05T15:33:11.491+01:00</updated><title type='text'>«Un collegio sul M.te Carmelo», ora che il Monte brucia, come descritto in un articolo del 1921</title><content type='html'>&lt;a href="http://politica-internazionale.blogspot.com/2010/12/la-questione-sionista-ed-il-vicino_9559.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/12/r-paribeni-la-questione-dei-luoghi.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/TPuOgXsOE-I/AAAAAAAANXo/5aVkJCv_wcc/s1600/P221%2Bda%2BRI-1921.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/TPuOgXsOE-I/AAAAAAAANXo/5aVkJCv_wcc/s200/P221%2Bda%2BRI-1921.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547184052803343330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di seguito a quanto abbiamo già detto e qui non ripetiamo, ci sembra interessante questo secondo articolo che riproduciamo dalla «Rassegna Italiana del Mediterraneo» del 1921. Dalla sua lettura dovrebbe risultare quanto questo Luogo sia stato e sia importante per la Cristianità. Eppure, mentre scriviamo sta ancora bruciando, e non sappiamo quali luoghi esattamente siano a rischio. Corre voce che l’incendio sia doloso. Le &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=37543"&gt;polemiche&lt;/a&gt;  e i &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25678/Il+vero+nemico+di+Israele"&gt;sospetti&lt;/a&gt; già prendono forma. Suscita impressione come la maggiore potenza militare e tecnologica dell’odierna Palestina si dimostri non all’altezza della situazione nel fronteggiare e soprattutto prevenire un incendio, che è dato come il maggiore in tutta la storia israeliana. Staremo a vedere quanto ancora ci sarà concesso nell’arco di una guerra che ininterrotta dura da oltre un secolo. È forse la più lunga guerra della storia umana, se si ammette che la pace non consiste nel semplice, momentaneo silenzio delle armi che producono deflagrazione del suono.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Del resto, oggi come non mai la presenza cristiana nel Vicino Oriente, è ai minimi storici, ma non per intolleranza e persecuzione da parte dei musulmano – come certa propaganda vorrebbe far credere –, ma come conseguenza della guerra che il sionismo ha portato in tutta l’area geopolitica. Anche questo processo di espulsione o emigrazione andrebbe ricostruito al riparo dei media e degli agit-prop, le cui squadre in Europa vengono rinfoltite e rafforzate proprio in questi giorni dal governo israeliano, se dobbiamo credere al “Guardian” che ha intercettato un Leak. La notizia è ripresa dal quotidiano “&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=41&amp;amp;sez=110&amp;amp;id=37548"&gt;il Manifesto&lt;/a&gt;” ed appare in una &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=41&amp;amp;sez=110&amp;amp;id=37548"&gt;rassegna sionista&lt;/a&gt;, che si arrampica sugli specchi per negare l’evidenza di un’ampia e capillare corruzione in tutto il sistema dell’informazione e della formazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;UN COLLEGIO SUL M.&lt;/span&gt;&lt;sup style="font-weight: bold;"&gt;te&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; CARMELO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di P.G. in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Rassegna Italiana del Mediterraneo&lt;/span&gt;, Anno I, N. 8, Settembre 1921, pp. 221-226; e&lt;span style="font-style: italic;"&gt; ivi&lt;/span&gt;, N. 9, Ottobre 1921, pp. 245-251.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Forse ai nostri lettori non sarà sfuggita la notizia, riportata su giornali e riviste, della fondazione di un collegio per Missionari voluta dal Rev.mo P. Generale dei Carmelitani Scalzi su lo storico Monte Carmelo. Il Rev.mo P. Generale ha inteso, con tale opportunissimo provvedimento, preparare nuove falangi di giovani destinati a disseminare la civiltà tra i popoli delle estesissime Missioni, che il benemerito Ordine coltiva da secoli nelle Indie, nella Mesopotamia, Persia, Urabà, Anatolia e Siria: queste due ultime italiane e sotto l’alta protezione del R. Governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo sicuri che i nostri lettori gradiranno una breve illustrazione della biblica Montagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;Carmelo di Giuda e Carmelo del mare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In Palestina due monti si chiamano «Carmelo». La Bibbia, per distinguerli, li chiama: Carmelo di Giuda e Carmelo del mare. Il primo si trova a sud della nominata Tribù, tra il Mar Morto e la città di Hebron, dalla parte di Idumea, e raggiunge 800 metri sul livello del mare. Si presenta arido e sempre triste, eccetto il tempo primaverile; poichè allora si ricopre di un verde tappeto tempestato non di fiori ma di pietre. Al Carmelo di Giuda si riferisce la Scrittura quando parla dell’Arco di trionfo di Saul (1); e in questo medesimo monte Nabal, marito della prudente Abigail, teneva il suo gregge di capre e di pecore (2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-9202856589260984203?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/9202856589260984203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=9202856589260984203&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/9202856589260984203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/9202856589260984203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/12/un-collegio-sul-m-te-carmelo-ora-che-il.html' title='«Un collegio sul M.&lt;sup&gt;te&lt;/sup&gt; Carmelo», ora che il Monte brucia, come descritto in un articolo del 1921'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/TPuOgXsOE-I/AAAAAAAANXo/5aVkJCv_wcc/s72-c/P221%2Bda%2BRI-1921.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7200507649274375707</id><published>2010-12-05T12:40:00.011+01:00</published><updated>2010-12-05T14:09:33.383+01:00</updated><title type='text'>«La questione dei Luoghi Santi», vista in una rivista del 1921, in un articolo di R. Paribeni.</title><content type='html'>&lt;a href="http://politica-internazionale.blogspot.com/2010/12/la-questione-sionista-ed-il-vicino_9559.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/12/un-collegio-sul-m-te-carmelo-ora-che-il.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/TPuEhptekxI/AAAAAAAANXg/IeWbzfQmhbo/s1600/P.8%2Bda%2BRI-1921.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/TPuEhptekxI/AAAAAAAANXg/IeWbzfQmhbo/s200/P.8%2Bda%2BRI-1921.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547173079704048402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Viene qui riprodotto un articolo tratto dalla «Rassegna Italiana del Mediterraneo», Anno I, Numero I, gennaio 1921. È un tema indirettamente collegato ad un’ampia ricerca sul tema «La questione sionista e il Vicino Oriente». Giacché nell’articolo non si accenna propriamente al sionismo, è parso opportuno non appesantire il nostro blog tematico di “Geopolitica”, aprendo un’ampia digressione. Tuttavia, è bene avere una qualche cognizione dell’annosa problematica dei “Luoghi Santi”, che volendo a una storia secolare, addirittura riconducibile all’epoca delle Crociate e degli Ordini cavallereschi, tema certamente affascinante ma piuttosto lontano da una questione attuale e cruciale come la “pulizia etnica”, di cui in forme malamente mascherate sono oggi vittime i palestinesi e non certo per motivi religiosi, come ancora poteva essere ai tempi delle Crociate, dove pure si instaurò un clima di intesa e di reciproco rispetto fra genti di fede diversa. Anche se la stessa propaganda sionista tenta di suscitare guerra fra cristianesimo e Islam, non esiste nessun motivo per il quale le due grandi religioni con ciascuna oltre un miliardo di fedeli dichiarati non possano e non debbano vivere in pace nel rispetto reciproco.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non è certo, sul piano dei numeri, una grande religione il giudaismo. Lo fu nel primo millennio, ai tempi della Kazaria, ma poi perse nel tempo ogni attrattiva ed oggi è teologicamente compromessa per la commistione, tutta politica ed economica, fra ebraismo e sionismo. Se le persone di fede giudaica non superano oggi nel mondo qualche decina di milioni di persone, deve però riconoscersi ad essa una grande potenza politica per la capacità lobbistica dei suoi membri sionisti sulla maggiore potenza che attualmente incombe sul pianeta terra, cioè gli USA. Non entriamo adesso in dettagli che trattiamo altrove. Aggiungiamo soltanto che le tre religioni monoteiste, pur spesso in conflitto fra di loro, hanno una comune matrice e nella Bibbia e soprattutto nella concezione monoteista, che soppiantò il bel mondo popolato da quelle innumerevoli divinità, assai tolleranti, che ormai possiamo conoscere solo dai poemi classici e da quanto è sopravvissuto della loro memoria nelle arti figurative.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cristianesimo – a nostro avviso – è frutto più dell’ambiente ellenistico che non del giudaismo, la cui angustia teologica e antropologica ci sembra la vera causa della sua scarsa attrattiva, se oggi solo pochi milioni di persone professano questa religione. Il cristianesimo seppe invece assorbire in una grande sincretismo quanto la religiosità greco-romana aveva ed avrebbe ben potuto tramandare fino a noi se non fosse stata sconfitta dalla pretesa intollerante dell’Unico Dio. Ma anche per questa problematica abbiamo un blog specifico, al quale rinviamo e dove cureremo i necessari svolgimenti. Qui presentiamo senz’altro indugio il primo di una serie articoli integrativi della ricostruzione di una Guerra Ultracentenaria che funesta ancora oggi la nostra epoca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA QUESTIONE DEI LUOGHI SANTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di R. Paribene,&lt;br /&gt;in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rassegna Italiana del Mediterraneo&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;a. I, n. 1, gennaio 1921, pp. 8-12&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Da parecchi decenni tutte le volte che si è avuta occasione di redigere un trattato con la Turchia, si è accennato alla questione dei Luoghi Santi. Ma mentre le varie questioni territoriali, commerciali, economiche, ecc,. appaiono in quei trattati per solito nettamente definitem quando si viene all’argomento dei Luoghi Santi la soluzione prescelta è sempre redatta il forma sì vaga e nebulosa, che finisce per non risolver nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valga come ottimo degli esempi l’articolo 62 del Trattato di Berlino del 13 luglio 1878: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il est bien intendu, qu’aucune atteinte ne saurait être portée au statu quo dans les Lieux Saints&lt;/span&gt;». &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Nè si deve pensare che questa vaga indeterminatezza di formula sia dovuta allo scarso interesse che la questione sembra debba suscitare tra gli scettici uomini d’Occidente, ma piuttosto alla delicatezza somma della cosa e al molto d’interesse e di passione che essa può sollevare tra gli uomini del Levante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7200507649274375707?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7200507649274375707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7200507649274375707&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7200507649274375707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7200507649274375707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/12/r-paribeni-la-questione-dei-luoghi.html' title='«La questione dei Luoghi Santi», vista in una rivista del 1921, in un articolo di R. Paribeni.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/TPuEhptekxI/AAAAAAAANXg/IeWbzfQmhbo/s72-c/P.8%2Bda%2BRI-1921.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-448518774691678950</id><published>2010-03-15T10:27:00.017+01:00</published><updated>2010-03-17T20:36:54.080+01:00</updated><title type='text'>Notizie curiose e divertenti in materia sensibile ed esplosiva: giudaico-sionista.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54Ju4ODreI/AAAAAAAAL1k/ULWGdu_rT4U/s1600-h/ridere_per_non_morire.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 133px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54Ju4ODreI/AAAAAAAAL1k/ULWGdu_rT4U/s200/ridere_per_non_morire.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448803300134858210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il riso è forse l’arma più innocua e distruttiva che in modo non violento possa usarsi contro un regime di intolleranza e sopraffazione che ogni giorno diventa sempre più sfacciato, esigente ed arrogante. Per le vignette su Maometto, che non mi hanno fatto mai ridere, si invoca la libertà di stampa e di espressione artistica noncé di pensiero, ma se appena la satira cambia di segno e si volge altrove, allora scattano pesanti sanzioni penali. In questo blog dedicato alle “spigolature”, pensiamo di fare cosa e utile raccogliendo in un solo post notizie che si prestano in uno stesso tempo al riso ed alla riflessione. L’idea di metterle insieme sorge da una loro contemporaneità pur nella diversità dei loro contesti. Ad esempio, merita di passare nella storia del riso, non in senso vegetale, ma proprio del ridere più o meno a creparelle, rientra la bufala pezzettiana che aveva pensato di dare un chicca alla mostra della Shoah in Roma, annunciando che la cantante Lia Origoni della Scala di Milano aveva cantato in Auschwitz, ossia nella comune immaginazione il luogo dove si entra passando sotto il cartello “Arbeit macht frei”, mentre invece si trattava di un teatro varietà esistente in Berlino con lo stesso nome, ma soprattutto negando la signora Origoni di essere mai stata all’interno del campo di concentramento, come leggendo sul “Corriere della Sera” del 27 gennaio un comune lettore poteva intendere. È stata quanto mai penoso e divertente la smentita, apparsa sullo stesso quotidiano in data 1° marzo,  da parte del direttore della mostra Marcello  Pezzetti, noto storico olocaustico, che peraltro era per lo meno costretto ad ammettere che non vi era nessun “inedito” – come annunciato – ma solo un insignificante e per nulla “eccezionale” documento edito dieci anni prima. La mia personale vicenda e polemica è narrata in apposito post, ma qui intendo raccogliere tutte le notizie analoghe che. per la mia sensibilità e per il mio angolo visuale, offrono spunti comici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vers. 1.4/15.3.10&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54KRlt2DAI/AAAAAAAAL1s/QyoXRztaaDE/s1600-h/4251178539_01efbc66cf.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 171px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54KRlt2DAI/AAAAAAAAL1s/QyoXRztaaDE/s200/4251178539_01efbc66cf.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448803896463330306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="uno"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: 1. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html#uno"&gt;Ma quale Scala&lt;/a&gt;? – 2. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html#due"&gt;Lula non vuole&lt;/a&gt;. – 3. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html#tre"&gt;Qualcuno si muove&lt;/a&gt;. – 4. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html#quattro"&gt;Una Promenade Ben Gurion a Parigi&lt;/a&gt;. – 5. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html#cinque"&gt;E perchè mai proprio Lula&lt;/a&gt;? –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html"&gt;Ma quale Scala&lt;/a&gt;? – Il nostro viaggio, spigolando qua e là, incomincia con un rinvio ad un ampio post di questo blog, che qui riassumiamo brevemente. In data 27 gennaio 2010, in coincidenza con le annuali ricorrenze della Shoah veniva annunciato un documento inedito di eccezionale importanza offerto ai visitatori della mostra al Vittoriano, non ancora conclusa. Il chiaro intento era quello di gettare discredito sulla massima istituzione musicale del paese, il teatro della Scala di Milano, una cui cantante, Lia Origoni, avrebbe cantato in tournéé addirittura nel campo di concentramento di Auschwizt. Questo ultimo aspetto, per la verità, è un poco ambiguo. Con questo nome tutti intendono comunemente  il campo di concentramento. La signora Lia, che in difesa proprio degli ebrei perseguitati aveva opposto un diniego ad un invito di Goebbels, e dunque testimone non sospetta, nega però decisamente di aver mai cantato dentro il campo di concentramento di Auschwitz. Nelle sue numerose tournéè in parecchie città della Germania, in Cecoslovacchia e in Polonia si erà avvicinata – in tournéé dove il suo impresario la portava – al massimo a Katowize, che dista trenta chilometri dal campo di concentramento vero e proprio: se fosse stata lì dentro la lucidissima signora di 90 anni non avrebbe avuto nessuna difficoltà ad ammetterlo ed a testimoniare ciò che aveva visto. Ma non c’era stata! Quel che è peggio però ed assai più grave, dimostrando la bufala, il dilettantismo e la malafede di altri, è il fatto che in quegli anni, cioè nel 1942-43, il soprano Lia Origoni non lavorava ancora alla Scala di Milano, cosa che avviene solo a partire dal 1946, non prima, come è facile verificare, consultando, ad esempio, la collezione delle locandine della Scala di Milano. Il teatro della Scala di cui si parla nel 1942-43 è un omonimo teatro di varietà che esisteva in Berlino, dove la signora Origoni aveva avuto un contratto nell’autunno-inverno del 1942-43. Non è difficile arguire che si tratta di un marchiano errore del burocrate che scrive "Milano” anziché Berlino, annunciando per il futuro uno spettacolo di cui non è poi certo abbia avuto effettivamente luogo. Messo alle corde da un’intervista di smentita della signora Lia Origoni, apparso sul Corriere della Sera del 5 febbraio, il direttore “scientifico” della Mostra Marcello Pezzetti se ne esce fuori con una “controsmentita” del 1° marzo, dove intanto si dà la zappa sui piedi, ammettendo che l’«inedito» era in realtà apparso dieci anni prima in un libro, la cui “scientificità” è riconosciuta da tutti gli studiosi dell’eccelsa materia. E comunnqe alla mostra non è dato trovare neppure il documento originale e neppure le fotocopie del due pagine di libro, dove ogni modesto cultore di materie storiche può valutare l’inconsistenza probabtoria e documentale del pur autentico (ma non esposto) documento: un pezzetto di carta che non dice nulla che valga di più di quanto la diretta interessata ha personalmente chiarito ed autenticato. Mi sono divertito non poco andando alla mostra, per chiedere di poterlo vedere questo documento “inedito” e di “eccezionale importanza”. La morale della favola è che si voleva incrementare l’industria della colpa e del senso di colpa, coinvolgendo il teatro della Scala di Milano ed i suoi cantanti, rei di niente altro che di... cantare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.israel-infos.net/Visite-historique-du-President-Lula-en-Israel-premier-incident-diplomatique-5576.html"&gt;Lula non vuole&lt;/a&gt;. – Era la prima volta che un presidente brasiliano passava dalle parti di Israele. Per chi conosce un poco di diritto internazionale sa che se uno stato esiste vuol che esiste, cioè esiste di fatto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54NzfKeB1I/AAAAAAAAL10/bX1xbrtWpcI/s1600-h/resample.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 120px; height: 88px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54NzfKeB1I/AAAAAAAAL10/bX1xbrtWpcI/s200/resample.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448807777354778450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E quindi si hanno le relazioni che si devono avere. Per giunta Israele ha 200 testate atomiche che potrebbero giungere fin nel Brasile. Dunque, un capo di stato deve fare il capo di stato. A casa sua, in privato, fa quello che vuole. E dunque sia pure obtorto collo bisognava passare da Israele. Ma esiste il cerimoniale. E cosa volevano da Lula? Che andasse a deporre una corona sulla tomba di Thédore Herzl, che sarà pure un padre per i sionisti, ma il cui giudizio storico può essere per nulla positivo da parte di chi ha indipendenza di giudizio. E così ha dimostrato di essere il presidente Lula, che non sembra ci voglia stare a ripetere per l’Iran il copione già visto per l’Iraq. Senza guerre – e ne conduce da più di cento anni – Israele proprio non può vivere. Lo sapeva già persino papà Herzl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può essere divertente seguire e monitorare i commenti. Intanto diamo la notizia dell’agenzia adncronos:&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Gerusalemme, 15 mar. (Adnkronos) - Il mancato omaggio del presidente  braziliano Luiz Inacio Lula da Silva alla tomba di Theodor Herzl nel  corso della sua prima visita ufficiale in Israele iniziata ieri e' "un  insulto agli israeliani e alle comunita' sioniste di tutto il mondo". E'  il commento dell'Agenzia ebraica per bocca di Hagai Merom, citato dal  'Jerusalem Post'. "Mi auguro e credo che il presidente cambiera' idea  -aggiunge- non deporre una corona sulla tomba di Herzl e' come  rifiutarsi di visitare le tombe di Mustafa Kemal Ataturk in Turchia o  del Mahatma Gandhi in India"»&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Per il bene del mondo ci auguriamo che non cambi idea, ma soprattutto interessa poter leggere qualche dichiarazione di Lula come spiegazione del suo gesto, che in ogni caso ha un suo valore, anche se per ragioni diplomatiche decidesse di cambiare idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="tre"&gt;3&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.israel-infos.net/Norvege--une-dirigeante-de-la-communaute-juive-d-Oslo-critique-violemment-Israel-5582.html"&gt;Qualcuno si muove&lt;/a&gt;. – Nei grandi media la posizione di tutto l’ebraismo o giudaismo – ma i due termini non sono identici – è in genere tutta schiacciata su Israele ed i sionismo. Se però si va a leggere e studiare un libro come quello di Jacob Rabkin, si apprende che non è esattamente così. Anzi, si viene ad apprendere che il giudaismo rigorosamente inteso sulla base dei testi religiosi ebraici e della sua tradizione è addirittura antitetico al sionismo. La confusione aumenta perché si legge nei grandi media di ebrei “ultraortodossi” che sono poi in realtà “ultranazionalisti” ed hanno le posizioni estreme in una vera e propria campagna di genocidio dei palestinesi. Questa “ortodossia” non ha nulla a che fare con l’«ortodossia» chè è invece descritta nel libro di Rabkin ed è rappresentata da Neturei Karta. Sarebbe interessante, utile e chiarificatore saperne di più, ma questa informazione è inutile ed ingenuo aspettarsela dal grandi media. Resta però un fatto assai pericoloso per l’ebraismo inteso nel suo complesso, cioè includendo le comunità ebraiche che vivono nei diversi paesi, avendone la cittadinanza e godendo in fondo di una situazione di privilegio non concessa ad altri strati di popolazione. Si tratta di una particolare comunità religiosa, non di un “popolo” in senso proprio. Se così fosse sorgerebbero delicati problemi di ordine costituzionale: può vivere un "popolo” all’interno di un altro "popolo”? Non insisto oltre sul tema. Invece la notizia che intendo dare come “curiosa” è significativa è il fatto che qua e là qualcuno dall’interno dell’ebraismo insorge contro Israele e la sua politica. Qualcuno capisce che appoggiare Israele significa assumersi la responsabilità per “Piombo Fuso”, per la “puliza etnica del 1948”, per tutta la politica di insediamento coloniale dell’ebraismo che inizia esattamente dal 1882 e che giunge con una linea costante di sangue fino all’odierno regime di apartheid e di genocidio programmato. La propaganda israeliana può avere successo dove le orecchie hanno interesse a far passare la propaganda, ma dove esiste un minimo di indipendenza di giudizio e non dipendenza materiale, la visione delle cose è ben diversa. La responsabile si chiama comunque Anne Sander e cercheremo di seguirne le vicende, interessanti e istruttive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quatto"&gt;4&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.israel-infos.net/Le-Parti-Communiste-Francais-critique-le-projet-de-Bertrand-Delanoe-d-inaugurer-une-Promenade-David-Ben-Gourion--5579.html"&gt;Una Promenade Ben Gurion a Parigi.&lt;/a&gt; – Cosa succederebbe se anziché a Ben Gurion la promenade fosse intitolata ad Adolh Hitler? È questione di punti di vista, ma per chi si informa bene su cosa ha significato la fondazione dello stato di Israele, si impongono determinate riflessioni, valutazioni ed opzioni politiche. È qui difficile non immaginare i soggetti che stanno dietro a questa iniziativa. Difficile non pensare alla potenza di un ben individuabile Lobby e a una lenta e capillare penetrazione di tipo culturale, scientificamente programmata. Qualcosa di simile si vuol fare anche per Roma. Mancano in genere forze che si contrappangono alla Lobby e perciò le cose passano. Quel che è poi è peggio è che a farne le spese sono singoli cittadini che in modo spontaneo, individuale e senza avere alle spalle forze politiche ed appoggi esprime sue libere valutazioni e giudizi. Il cosiddetto “lavaggio del cervello” passa per questi canali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cinque"&gt;5&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.israel-infos.net/Avigdor-Lieberman-a-boycotte-la-visite-du-president-bresilien-5594.html"&gt;E perchè mai proprio Lula&lt;/a&gt;?  – Il gioco diplomatico si arricchisce di nuovi dettagli. Il ministro degli esteri Lieberman, uomo che è tutto dire, ha fatto opera di “boicottaggio” – dunque anche lui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;boicotta&lt;/span&gt;? – contro Lula, che non vuole andare a deporre la corona a Herzl, ma impeccabilmente lo staff di Lula obietta che questa performance non era nel programma, era un fuor d’opera, che non è stato chiesto per altre visite di stato, in ultimo quella di Berlusconi. Non si capisce quindi perché proprio a Lula dovesse venire chiesta questa prestazione diplomatica non prevista. Chissà se ne sentiremo delle altre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-448518774691678950?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/448518774691678950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=448518774691678950&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/448518774691678950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/448518774691678950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/notizie-curiose-e-divertenti-in-materia.html' title='Notizie curiose e divertenti in materia sensibile ed esplosiva: giudaico-sionista.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54Ju4ODreI/AAAAAAAAL1k/ULWGdu_rT4U/s72-c/ridere_per_non_morire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-4668053845278649540</id><published>2010-03-14T14:09:00.010+01:00</published><updated>2010-04-12T14:17:46.001+02:00</updated><title type='text'>Freschi di stampa: 36. Piero Buscaroli: «Dalla parte dei vinti. Memorie e verità del mio Novecento». - Siamo tutti figli dei vinti.</title><content type='html'>&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/02/resensioni-di-libri-critiche-rassegna.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-35-leonid-mlecin.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/04/delenda-37-giorgio-israel-la-questione.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zpAnYxTSI/AAAAAAAAL1E/TJQ1N5NEstM/s1600-h/Buscaroli-038.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zpAnYxTSI/AAAAAAAAL1E/TJQ1N5NEstM/s200/Buscaroli-038.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448485845993606434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stesso discorso per i due libri precedenti. La lettura è in corso ed avrei voluto aspettare il termine per parlarne. Ma non è necessario e forse neppure opportuno. Vi è poi anche il rischio che passando troppo tempo non ne parli affatto e subentrino altri interessi ed incombenze. Siamo sempre, come per i due altri libri pur assai diversi, di Salerno e di Mlecin, negli anni del primo dopoguerra, quando matura quello status quo e quella cultura politica che finirà per influenzare tutti noi, nati dopo la disfatta, senza poter ricostruire il vero senso della nostra nascita e non poter avere consapevolezza dei parametri e degli ideologismi che ingabbieranno il nostro sforzo di consapevolezza critica. Ci hanno ingannato in tutti i modi possibili ed ancora oggi i più sono ingannati, ma non lo sanno. Ed a noi che cerchiamo di aprir loro gli occhi ci fanno passare per “matti” e ci mettono alla “gogna”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema che tratta Buscaroli è lo stesso che ha incominciato a dissodare Giampaolo Pansa, ma – direi – con una differenza importante e sostanziale, senza voler qui parlare male di Pansa, i cui libri ho già letto e vado leggendo. Pansa mi sembra uno scrittore che abbia scoperto un filone di successo, su cui poter scrivere libri, trattando temi nuovi e perciò tali da poter essere venduti. Diverse stanno le cose per Piero Buscaroli che invece ha vissuto e sofferto quegli anni come un protagonista, anzi no, meglio dire come una vittima, sia per le vicende personali che hanno colpito il padre, sia per quella che sarò poi la sua storia come intellettuale fino ai nostri giorni, dove forse appena può permettersi di pubblicare le sue “Memorie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti i fatti narrati, o meglio ancora le prospettive con cui noi possiamo leggere e vedere eventi che ci sono stati narrati in altro modo, e che per una sorta di legislazione antirevisionista non possiamo ancora neppure permetterci di interpretare in altro modo, se non vogliamo incorrere in qualche avventura giudiziaria. Accenno soltanto agli eventi di via Rasella, quando ancora non esistevano i “martiri” kamikaze e nessuno aspirava ad un simile ruolo. Il calcolo della prevista e prevedibile rappresaglia, senza nessun utilità politico-strategica, trova nelle pagine di Buscaroli una trattazione che commuove fin nel profondo e lascia l’amaro in bocca. A chi dirlo? È un mondo che ha perso quella “pietas” che era degli antichi e che ci è nota per la frequentazione di quelle pagine dei “classici” sui quali parte di noi si sono formati. La ferocia, l’inganno, la mistificazione è il pane con il quale hanno nutrito per lo meno le genrazioni dal 1950 in poi, che non hanno visto la guerra, ma ne hanno portato tutto il peso dell’eredità. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zpGmiyZUI/AAAAAAAAL1M/FEHForFwQpE/s1600-h/Buscaroli-041.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 192px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zpGmiyZUI/AAAAAAAAL1M/FEHForFwQpE/s200/Buscaroli-041.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448485948846400834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un Buscaroli, nato nel 1930, pur aver vissuto in anni più tragici e certo non invidiabili, era per lo meno fuori della caverna e poteva vedere ciò che all’aperto succedeva. Ma quelli che sono nati dopo, dal 1950 in poi, si son trovati nella faticosa posizione di chi ha dovuto decifrare il mondo dalle ombre che si agitavano sulle pareti della caverna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro di Buscaroli è prezioso in quanto salda l’esperienza di una generazione e di quella immediatamente successiva, a venti anni di distanza l’una dall’altra. Un libro su cui riflettere e sul quale torneremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-4668053845278649540?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/4668053845278649540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=4668053845278649540&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4668053845278649540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4668053845278649540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-35-piero-buscaroli.html' title='Freschi di stampa: 36. Piero Buscaroli: «Dalla parte dei vinti. Memorie e verità del mio Novecento». - Siamo tutti figli dei vinti.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zpAnYxTSI/AAAAAAAAL1E/TJQ1N5NEstM/s72-c/Buscaroli-038.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-6745923959967174161</id><published>2010-03-14T13:42:00.010+01:00</published><updated>2010-03-14T15:13:15.105+01:00</updated><title type='text'>Freschi di stampa: 35. Leonid Mlecin: «Perché Stalin creò Israele». – Il vero atto di nascita che la propaganda israeliana nasconde accuratamente.</title><content type='html'>&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/02/resensioni-di-libri-critiche-rassegna.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-32-un-parroco.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-35-piero-buscaroli.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zfrxdSNuI/AAAAAAAAL08/0YOhTvia010/s1600-h/Stalin-037.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zfrxdSNuI/AAAAAAAAL08/0YOhTvia010/s200/Stalin-037.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448475592314992354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vale qui lo stesso discorso appena fatto per il libro di Erich Salerno e che farò subito dopo per quello di Piero Buscaroli. Si tratta di libri che ho iniziato a leggere e che non ho ancora terminato. Per quello di Mlecin ho da dire che non mi sembra di essere ancora entrato nel vivo. Sono ben a pagina 76, ma l’autore indugia in una parte introduttiva della quale non ho particolare bisogno. Inoltre alcuni suoi incisi mi molestano. Il meglio che possa fare Mlecin, a mio avviso, è di andare in medias res, cioè nell’esposizioni delle carte di archivio che ha avuto il privilegio di poter esaminare fra i primi e trarre così la ragione per farne un libro. Astuzie del mestiere per chi dello scrivere libri fa appunto un mestiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo post, che non è e non vuole essere una recensione, ritornerò dunque ancora via via che vado avanti nella lettura del libro, possibilmente comparandola con altre fonti di informazione. Qui mi limito ad alcuni osservazioni sulle quali occorre ritornare, per approndirle più che si può. Nella propaganda israeliana volta a ribadire uno strano «diritto ad esistere”, invocato per lo stati di Israele, si fa ricorso a tre o quattro argomenti, di cui una particolare importanza rivestirebbe il “riconoscimento” da parte dell’ONU nel 1948, un riconiscimento che però parrebbe revocato dalle oltre 70 risoluzioni di condanna che da allora hanno interessato Israele, il quale ricambio facendo gli sberleffi, ma in questo modo invalidando una delle maggiori fonti di legittimazione per la sua esistenza, che al momento si basa unicamente sulla mera forza delle armi: un vero ritorno alla barbarie preistorica, che probabilmente aveva una migliore base etica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, dietro il nascente ONU, una creatura totalmente dipendente nei primi anni da chi ˇaveva voluta far nascere, per nascondere meglio decisioni di mera politica di potenza, si nascondeva un calcolo politico di Stalin, che in quegli anni pensava di poter giocare sullo scacchiere internazionale una carta in funzione antibritannica. La creazione di Israele da parte di Stalin (lapsus: stavo scrivendo Hitler!) è il vero atto di nascita di Israele. Senza Stalin essa non sarebbe mai stata. Più che un museo all’«Olocausto» in Israele dovrebbero fare un monumento smisurata a Stalin, e lo avrebbero certamente già fatto, se questo non fosse per l’attuale propaganda israeliana un peccato di nascita, che bisogna accuratamente nascondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ritorneremo a libro terminato di leggere, e soprattutto se riusciremo a trovare altre fonti da comparare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-6745923959967174161?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/6745923959967174161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=6745923959967174161&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6745923959967174161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6745923959967174161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-35-leonid-mlecin.html' title='Freschi di stampa: 35. Leonid Mlecin: «Perché Stalin creò Israele». – Il vero atto di nascita che la propaganda israeliana nasconde accuratamente.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zfrxdSNuI/AAAAAAAAL08/0YOhTvia010/s72-c/Stalin-037.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-2896317295400801006</id><published>2010-03-14T11:34:00.012+01:00</published><updated>2010-03-14T17:55:17.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Freschi di stampa'/><title type='text'>Freschi di stampa: 34. Erich Salerno: «Mossad base Italia. Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste». – Quando in una paese manca  la “sovranità”.</title><content type='html'>&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/02/resensioni-di-libri-critiche-rassegna.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/03/testi-di-studio-33-all-that-remains.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-35-leonid-mlecin.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zGwc538VI/AAAAAAAAL0U/1mZqakB2oKk/s1600-h/Mossad-Salerno72-030.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zGwc538VI/AAAAAAAAL0U/1mZqakB2oKk/s200/Mossad-Salerno72-030.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448448184906412370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il libro di  Eric Salerno sta riscuotendo evidentemente un notevole successo. Come me ne accorgo, come posso dirlo? Con le mie osservazioni dirette che sono le seguenti. In ultimo, recentemente, un signore che era presso di me, per farmi un’intervista, pensando di segnalarmi una cosa nuova tira fuori dalla borsa il libro di Salerno chedendomi se ne sapevo qualcosa. Gli ho risposto che già lo avevo comprato e che lo stavo appunto leggendo, ma lentamente come faccio per tanti altri libri. Di rado li divoro tutti di un fiato. Mi piace vederli stagionare e poi magari, come per Rabkin, li rileggo due e tre volte, o per Pappe ne faccio base di ricerche e studi. Per parlare del libro di Salerno, la cui notizia mi giunge da più persone, avrei voluto terminarne la lettura, giunta appena , in questo momento, a pagina 63.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intuisco che si tratta di una ricostruzione di cose che non sappiamo. Non può non offenderci come l’Italia sia stata, nei secoli (!), e sia ancora oggi, una terra in cui eserciti stranieri e spioni di ogni risma possono tranquillamente scorazzare indisturbati, anzi spesso con il lasciapassare e la complicità di chi dovrebbe vegliare sulla nostra incolumità e sulla nostra dignità e responsabilità storica come “popolo”, se davvero possiamo considerarci tale. Di noi i potenti della terra dispongono come meglio credono. Anzi l’arroganza e l’insulto va ancora oltre: ci rendono responsabili e correi di cose che neppure sappiamo e che sapendoli non avremmo mai voluto e sottoscritto. Qui andrebbe aperta una chiosa sul termine “sapere”. Chi è che in realtà sa per davvero? E sapendo può parlare come «italiano»? Può sapere il povero cristo che ieri come oggi deve penare per combinare il pranzo con la cena? No! Queste persone, a mio avviso, possono essere esentate da responsabilità in quanto non hanno quella necessaria libertà morale per poter pensare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politicamente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se esiste una forma di rappresentanza, che non è la farsa elettorale, vera e propria associazione a delinquere, che spoglia i popoli non solo degli averi ma di ogni identità e dignità, ognuno di noi è responsabile per il suo vicino nella misura in cui, condividendone condizione sociale e destino, riesce a sapire e capire ciò che l’altro non può sapere né capire. In una famiglia, sul far della sera, in tempi tristi, ogni componente sa che deve chiudere la porta di casa, se la trova aperta ed esposta al rischio di visite non gradite né autorizzate. Ognuno di noi ha un momento nella vita in cui si scopre cittadino e soggetto politico. Molti lo sono solo per un momento, altri lo sono per più tempo, fino a quando possono pensare alla politica come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;philosophia prima&lt;/span&gt;, come inizo di ogni pensare. Qui mi fermo per concludere che ieri come oggi esistono lobbies che ben sanno come le società, parcellizzate e prive di “sovranità”, siano come delle greggi che si possono tranquillamente tosare, sapendo a quali guardiani rivolgersi, quali porte ungere, quali voci mettere a tacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È quel che successe negli anni di cui Salerno narra. È vano chiedersi cosa vi sia stato dietro le “stragi” che hanno sollecitato la nostra fantasia per molti anni. Una regola saggia da seguire è quella di attribuire ai governi e ai politici, tutti nessuno escluso, la pratica ordinaria e ricorrente della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;menzogna&lt;/span&gt;. I fondamenti della partecipazione politica devono ricercati non nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;, che è una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;truffa&lt;/span&gt; ed una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;beffa&lt;/span&gt; al tempo stesso, ma nella sfera della pubblicità e nella concretezza della relazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;protezione/obbedienza&lt;/span&gt;. Quanto per intenderci: se mi fai mancare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lavoro &lt;/span&gt;per vivere decentemente, la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sicurezza&lt;/span&gt; per potermi muovere nelle strade e stare tranquillo dentro casa, la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pace&lt;/span&gt; che non mi mette in guerra contro altri popoli che cercano egualmente la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pace&lt;/span&gt;, se non mi consenti tuttà la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;libertà di pensiero&lt;/span&gt; che mi serve di dirti quel che penso di te, se meriti o non merita la mia fiducia e la mia obbedienza, ma anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;libertà di pensiero&lt;/span&gt; per smascherare e denunciare le frottole che mi tocca ascoltare su giornali e televisioni, ebbene tu sei privo di legittimitò ed io non tu devo nessuna obbiedienza, o almeno posso cercare di sottrarmi alla tua prepotenza ed al tuo inganno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine “sovranità” riassume tutte queste cose. Ma in Europa una sovranità non esiste più dal 1945. Da allora il Mossad ha libertà di circolazione nelle nostre città, può violare le nostre case, può uccidere e rapire sul nostro territorio chiunque aggrada farlo. Al mio amico Gianni Alemanno ho mandato a dire, perchè mai anzichè dare uno cittadinanza onoraria ad un certo Shalit, che non ne aveva proprio nessun titolo, non ha pensato di darla a Mordechai Vanunu che proprio a Roma è stato rapito dal Mossad: non sono arrivato alla pagine di Erich Salerno che pensa ne tratteranno. Il suo unico torto era di aver denunciato al mondo l’esistenza dell’atomica israeliana. Chissà perchè dovremmo mai sentirci tranquilli se l’atomica la possiede Israele ed invece dovremmo temere un Iran che l’atomica non ce l’ha! Misteri del Mossad e degli amici del Mossad, che come rivela Erich Salerno in Italia ve ne sono sempre stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorneremo sull’argomento a lettura del libro terminata… Giunto alla metà del libro non resisto alla tentazione di saltare al capitolo 18, dove si narra del rapimento in Roma di Mordechai Vanunu, l’israeliano che ha rivelato al mondo l’esistenza dell’atomica israeliana con oltre 200 puntati forse anche sulle nostre teste. Ebbene, mi vergogno di essere italiano e di aver votato per Gianni Alemanno, che ha ben pensato di dare la cittadinanza onoraria romana a chi non ne aveva titolo, negandola a chi lo avrebbe invece ben meritato. Quanche giorno fa mi è capitato perfino di leggere l’articolo di un giornalista che vuole addirittura riportare indietro le lancette e farci credere che ciò rivelò Vanuni sia mera fantasia. E che magari sia stato rapito per essere sottoposto a cura mediche in Israele. È incredibile ma questo di cui parlo è l’Italia nell’anno 2o10.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-2896317295400801006?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/2896317295400801006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=2896317295400801006&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/2896317295400801006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/2896317295400801006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/freschi-di-stampa-32-un-parroco.html' title='Freschi di stampa: 34. Erich Salerno: «Mossad base Italia. Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste». – Quando in una paese manca  la “sovranità”.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5zGwc538VI/AAAAAAAAL0U/1mZqakB2oKk/s72-c/Mossad-Salerno72-030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-226244547517399163</id><published>2010-03-01T19:21:00.127+01:00</published><updated>2010-03-20T09:06:30.277+01:00</updated><title type='text'>Quando le testimonianze valgono e quando non valgono: sulla polemica fra Lia Origoni e Marcello Pezzetti. Osservazioni sulla «memoria condivisa».</title><content type='html'>Vers. 2.5/4.3.10&lt;br /&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/03/lideologia-della-colpevolizzazione.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4_6nLOdzKI/AAAAAAAALoE/tLilR1-ux74/s1600-h/Lia+Origoni.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 78px; height: 116px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4_6nLOdzKI/AAAAAAAALoE/tLilR1-ux74/s200/Lia+Origoni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444846025449524386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="premessa"&gt;Premessa&lt;/a&gt;. – Lungi da me mille anni luce il rivendicare una qualsiasi competenza sul merito della per me divertente divergenza fra Lia Origoni e Marcello Pezzetti. La Origoni, a ben vedere, non è già essa stessa testimone di qualcosa, ma protagonista di un evento che l’ebbe a riguardare di persona ben oltre 65 anni fa. Essendo nata il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lia_Origoni"&gt;20 ottobre 1919&lt;/a&gt; aveva 20 anni compiuti nel 1939, giusto all’inizio della seconda guerra mondiale. E negli anni 1942-43 durante i quali si trovava in Germania, a Berlino, ne aveva ben 22-23 ed esattamente, quasi 23 nel settembre del 1943, quando venne scritturata per cantare a Berlino. Oggi Lia Origoni ha dunque 9o anni e tre mesi. A meno che i suoi medici non dicano che Lia sia affetta da demenza senile, la sua è un’età in cui si possono ben ricordare eventi della propria vita giovanile. Al contrario, si legge che Lia a 91 è ancora «lucidissima».  E lo posso testimoniare personalmente, avendo avuto modo di poter parlare la la signora Lia. Inoltre per un fenomeno, che è stato osservato, le persone anziane  pare ricordino più facilmente eventi remoti della loro esistenza, legati per lo più alla loro gioventù, che non eventi prossimi. Pertanto diremmo che la “testimonianza” di Lia Origoni non è tanto una testimonianza quanto un ricordo personale di eventi personali legati alla sua professione di cantante lirica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S40IvLYu3KI/AAAAAAAALm0/L_xrNG-I5SM/s1600-h/Pezzetti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 116px; height: 91px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S40IvLYu3KI/AAAAAAAALm0/L_xrNG-I5SM/s200/Pezzetti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444017131164196002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E dunque se dice quel che dice le si dovrebbe normalmente credere. Ed invece lo storico olocaustico Marcello Pezzetti, organizzatore della «Memoria» si avvale di argomentazioni, che per una volta sono in controtendenza rispetto al suo metodo abituale e contrappongono la documentazione archivistica ai “testimoni”, anzi al testimone Lia Origoni che nella mostra è discriminato rispetto al testimone Shlomo Venezia, di cui Pezzetti ha pure curato un libro di testimonianza da noi &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html"&gt;recensito&lt;/a&gt;. Peccato che questo criterio venga adottato solo per la Lia Origoni che parla con ferma e lucida decisione di “falsa” documentazione prodotta nella mostra organizzata da Pezzetti, almeno per quanto riguarda personalmente lei, la sua professione e il teatro della Scala di Milano, dove Lia iniziò a lavorare dal 1946, non prima. Lo stesso principio di subordinazione delle testimonianze ai riscontri documentali non sembra valere per il supertestimone Shomo Venezia o addittura per «&lt;a href="http://ita.vho.org/056_Elie_Wiesel.htm"&gt;il più autorevole testimone vivente&lt;/a&gt;»  che sarebbe Elie Wiesel, la cui “identità” non sembra trovare riscontri in una solida base archivistica-documentaria, che anzi sosterrebbe il contrario di ciò che comunemente si accredita. Mi aspetterei che per le cose gravi che si leggono sulla vera &lt;a href="http://olo-dogma.myblog.it/archive/2009/04/20/auschwitz-wiesel-e-un-impostore.html"&gt;identità&lt;/a&gt; di Elie Wiesel seguisse un’immediata smentita e che la pubblica fede, soprattutto quella di Gianfranco Fini, e delle più alte autorità dello Stato che hanno patrocinato la mostra, venisse tutelata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra considerazione di carattere generale che può farsi su una vicenda in apparenza marginale è la seguente. La memoria è importante per ognuno di noi, innanzitutto come un riferimento identitario della nostra esistenza riferita al passato. In fondo non esistono le società se non costituite dalla somma degli individui che la compongono. Quindi la memoria personale del passato è sempre una somma di memorie individuali. E poiché gli individui sono tanti, milioni di milioni, le memorie sono altrettante. È violenza totalitaria, potremmo dire secondo un uso corrente, violenza&lt;span style="font-style: italic;"&gt; fascista&lt;/span&gt;, voler imporre a tutti una stessa memoria del passato, o come usa dire una memoria &lt;span style="font-style: italic;"&gt;condivisa&lt;/span&gt;. Alla Signora il regime dei Fini e degli Alemanno, ex di ieri che fanno oggi da maestri di storia e di eticità, vogliono togliere la memoriadei suoi anni giovanili, criminalizzandola e alterandola: non è ciò che ricordi tu, per come da te percepito, ma la memoria che ti diamo noi e che tu devi sottoscrivere, se no ti lasciamo a casa a “La Maddalena”, giacché non abbiamo i mezzi finanziari per un’operazione in perdita e controproducente per lo spettacolo che intendiamo dare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra buffa pretesa di questo modo manicheo di intendere il passato è che all’epoca di Auschwitz non si poteva cantare, ballare e fare tutte le cose che nella vita ordinaria si fanno. Si doveva stare sbigottiti davanti ad un «orrore» che allora nessuno vedeva. Certamente, non lo ha visto Lia Origoni che nel 1942-43 era in Tournée per la Mittleeuropa. Dunque, i medici non avrebbero dovuto operare, i panettieri fare il pane, i calzolai riparare le scarpe. Insomma, viviamo oggi una costrizione della memoria ed una completa spersonalizzazione degli individui, costretti a cantare in coro le nuove canzoni di regime, quale neppure i regimi precedenti, demonizzati, avevano conosciuto. Ma non è Lia Origoni che gli organizzatori della mostra hanno inteso colpire, ma La Scala di Milano, cioè la massima istituzione musicale del paese, che qualcuno ha pensato di gettare nel fango, anzi in pasto ad una memoria &lt;span style="font-style: italic;"&gt;condivisa&lt;/span&gt;, di cui riesce difficile capire cosa poi sia, di cosa sia fatta. Infatti, ognuno di noi con gli anni che avanzano matura un suo particolare rapporto con la sua memoria individuale, esistenziale. La dove la memoria individuale non soccorre più è possibile solo l’interrogazione dei documenti, delle tracce e delle vestigia del passato, ma si tratta sempre di un’interpretazione individuale che è tanto più accurata ed onesta quanto sono accurati ed onesti i soggetti individuali che per un qualche motivo affrontano e scrutano un passato remoto. È chiaro poi che se questa ricostruzione non è libera ad ognuno, si tratta di operazione ideologica per fini di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#premessa"&gt;Premessa&lt;/a&gt;. – 1. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#uno"&gt;Il Corsera del 5 febbraio con refuso ed errata corrige.&lt;/a&gt; – 2. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#due"&gt;Il Pezzetti del 27 gennaio con il documento “eccezionale”&lt;/a&gt;. – 3. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#tre"&gt;Il Pezzetti del 1° marzo con il suo documento “eccezzionale”: edito o inedito? Locandina o Bericht&lt;/a&gt;? –  4. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;Visita autoptica della mostra con mancato rinvenimento dell’«eccezionale» documento. Alla ricerca della locandina perduta&lt;/a&gt;. – 5. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#cinque"&gt;Lia Origoni sul web&lt;/a&gt;. – 6. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sei"&gt;La locandina negata&lt;/a&gt;. –&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt; ← &lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. → &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#due"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#tre"&gt;3&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#cinque"&gt;5&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sei"&gt;6&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;hr style="margin-left: auto; margin-right: auto;" size="2" width="80%"&gt;Il Corsera del 5 febbraio con refuso ed errata corrige.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo  al &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/05/SCALA_MAI_AUSCHWITZ_co_9_100205071.shtml"&gt;testo&lt;/a&gt;  di Lia Origoni che si legge sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 5 febbraio 2010, pagina 45:&lt;br /&gt;&lt;a name="maincontent"&gt;&lt;/a&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="article"&gt;    &lt;!-- toolbar --&gt;    &lt;blockquote&gt; &lt;!-- /toolbar --&gt;  &lt;!-- google_ad_section_start --&gt;    &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La testimonianza dell’artista. Un episodio dimenticato del 1943&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IO E LA SCALA MAI AD AUSCHWITZ&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lia Origoni: ho cantato nel teatro di Katowice, dista trenta chilometri dal campo di sterminio&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4xHD-PARVI/AAAAAAAALlk/1Ywqs-b3Cd4/s1600-h/2008-11-14-100JahreScala-Scala-Berlin-Germany-Flyer-large.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 98px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4xHD-PARVI/AAAAAAAALlk/1Ywqs-b3Cd4/s200/2008-11-14-100JahreScala-Scala-Berlin-Germany-Flyer-large.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443804183155197266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A Berlino, fra gli anni Trenta e Quaranta, esisteva un teatro di rivista chiamato Scala, omaggio a quella «vera». Da questa omonimia è nato un equivoco storico ripreso nella mostra sulla Shoah del Vittoriano: qualcuno ha pensato che nel '43 la Scala avesse inviato un soprano, Lia Origoni, a cantare ad Auschwitz per le SS. Questa versione è stata accolta nell'articolo del «Corriere» del 27 u.s. Ma dalla testimonianza della Origoni, lucidissima novantenne, emerge un'altra verità.  Alla fine del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;settembre del 1943&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;fui scritturata dalla signora Spadoni, agente per l’Italia di un impresario italo-tedesco per cantare alla Scala di Berlino, prestigioso teatro di rivista e canto: il contratto che ebbi in qualità di cantante avrebbe dovuto avere una durata di due mesi, ma visto il successo, si protrasse fino al &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;dicembre del 194&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2&lt;/span&gt; [&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;evidente refuso di stampa per 1943?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;], successivamente lo stesso impresario aveva programmato una tournée in varie località della Germania, della Polonia e della Cecoslovacchia durante la quale abbiamo cantato in teatri e luoghi pubblici istituzionali. Il nostro pubblico era variamente composto da civili, soldati, feriti di guerra e ufficiali. Il luogo più prossimo ad Auschwitz nel quale ho cantato è stato nel teatro di Katowice che dista 30 chilometri dal campo di sterminio. Sono a conoscenza del documento che è stato esposto alla Mostra del Vittoriano dal quale risulta che invece il concerto si sia tenuto nella sede della Saal des Kameradschaftsheimes der Waffen, ma nello stesso documento si dice anche erroneamente che io ero una soprano della Scala di Milano, cosa che divenne realtà solo nel 1946. Il mio stupore e sorpresa è duplice in quanto per l' inaugurazione della Mostra al Vittoriano, alla quale ero stata invitata quale testimone dell'epoca, avevo fatto presente agli organizzatori, il dottor Nicosia della società Comunicare organizzando, e alla sua segreteria, gli errori inseriti nel documento. Nessuno dei curatori si è informato su quanto da me descritto né tantomeno sono stata interpellata per produrre, per esempio, documenti che attestassero la mia scrittura da parte della Scala di Berlino. Stranamente proprio dopo queste mie precisazioni l'organizzazione ha pensato bene di mettermi nelle condizioni di non poter presenziare non prevedendo la presenza di un accompagnatore che mi assistesse durante il viaggio da La Maddalena fino a Roma, viste le mie 90 primavere. So per esperienza che «chiedere una rettifica» è a volte dare per la seconda volta una notizia, ma soprattutto so di poter essere giudicata una anziana donna che per opportunità dice di aver cantato in un altro luogo per nascondersi: chi mi conosce (purtroppo i più sono morti) sa, che se fosse accaduto, lo direi, anche perché se è vero che molti non hanno visto è anche vero che molto era ben nascosto, ma ritengo inaccettabile che un evento nazionale patrocinato dalle più alte cariche dello Stato, butti capziosamente del fango su una delle primarie istituzioni del Paese come il Teatro della Scala di Milano di cui mi onoro di essere stata una delle interpreti a partire dal 1946. La storia non si racconta solo con i pezzi di carta che possono essere sbagliati come in questo caso, ma vive di testimonianze e di riscontri senza i quali si possono fare delle vittime eccellenti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;!-- google_ad_section_end --&gt; &lt;p class="footnotes"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Origoni Lia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="footnotes-archivio"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Pagina 45&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(5 febbraio 2010) - Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;   &lt;/div&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al testo sopra riprodotto con diritto di citazione scientifica aggiungiamo le seguenti osservazioni:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;1°) La “Scala” di cui si parla non è la Scala di Milano, ma un teatro di varietà che esisteva a Berlino e dove Lia lavorava. Una banalissima omonia nella quale pare sia incorso il grande espero di Shoah Pezzetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2°) Lia Origoni in Auschwitz non c’è mai stata: per sua fortuna. Ed invece diventa sua malgrada una “testimone” di Auschwitz nella mostra organizzata dal superstorico Pezzetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3°) Lia Origoni incomincia a lavorare alla Scala di Milano solo dal 1946, a guerra finita. Fu scritturata dalla Scala di Berlino nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;settembre&lt;/span&gt; del 1943, non nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;febbraio &lt;/span&gt;dello stesso anno, come invece vorrebbe Marcello Pezzetti. I conti qui decisamente non tornano. Per giunta, se leggiamo bene, la scritturazione inizialmente prevista per due mesi (settembre-ottobre) si sarebbe protratta, a Berlino, fino al dicembre dello stesso anno, e solo «successivamente», quindi nel 1944, vi sarebbe stata una tournée oltre che nella stessa Germania anche in altri paesi, cioè: Polonia e Cecoslovacchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;ERRARA CORRIGE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Avevamo già notato sopra nel nostro editing e commento l’incongruenza di date fra il 1942 e il 1943, un’inconguenza che è originaria del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt;, dal quale è inutile aspettarsi qualsiasi errata corrige. Nell’errore però eravamo incorsi anche noi supponendo che la signora Lia, secondo il suo lucidissimo racconto, fosse stata scritturata nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;settembre del 1943&lt;/span&gt; e l’incongruenza del non lucidissimo intervistatore cadesse sulla data del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dicembre 1942&lt;/span&gt; da dover quindi correggere in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dicembre 1943&lt;/span&gt;. Ed invece no! È il contrario ed in questo modo i conti, almeno in parte tornano. La signora Lia è stata scritturara dal teatro varietà “La Scala” di Berlino nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;settembre del 1942&lt;/span&gt; (!). La seconda data del dicembre 1942 è invece esatta. Sarebbe stato davvero ben strano che nel settembre 1943 una cantante della Scala di Milano (!) andasse in giro in tournéé per la Germania, protraendosi fino all’estate del 1944.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È lucidissimo il ricordo della signora Lia e pieno di riscontri verificabili, se appena lo storico di mestiere facesse il suo mestiere esplorando tutti gli archivi possibili, prima di dire che altri documenti non esistono. E per dire che non esistono bisogna prima dire presso quali archivi si è stati. La signora Lia racconta di essere in Germania fino esattamente alla notizia della caduta di Mussolini il 25 luglio 1943. Se ben ho inteso,  ma verificheremo di nuovo, la notizia di questo evento cruciale della nostra storia la raggiunse nel corso di uno dei suoi numerosi spettacoli, alla Scala &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Berlino&lt;/span&gt;, determinando l’interruzione dello spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S45YWRKaNCI/AAAAAAAALnE/-6G5gmvxg6g/s1600-h/Origoni+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 130px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S45YWRKaNCI/AAAAAAAALnE/-6G5gmvxg6g/s200/Origoni+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444386139124937762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Signora Lia si recò subito all’Ambasciata italiana per chiedere il rientro in Italia. Le fu messo a disposizione un vagone letto per l’Italia. Il treno allora come oggi cambiava a Monaco. Qui vi fu una manifestazione dei fan della Signora Lia, i quali avrebbero voluto che restasse in Germania e continuasse la sua tournée. Quindi, nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;febbraio del 1943&lt;/span&gt; il nome di Lia Origoni era ben noto in Germania. Non si può escludere che l’equivoco fra la più nota Scala di Milano e la meno nota Scala di Berlino, accompagnato al fatto che Lia Origoni era italiana, fosse tutto nella testa di chi redigeva il Bericht, riportato nel libro citato più sotto da Pezzetti. Si badi: cita un libro uscito dieci anni fa, che copia documenti originali di un Bericht, ma non si parla più di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Locandina&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S45XzHFVHeI/AAAAAAAALm8/j1rzQYctsao/s1600-h/Origoni+2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 104px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S45XzHFVHeI/AAAAAAAALm8/j1rzQYctsao/s200/Origoni+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444385535123856866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La notizia succulenta, da dare in pasto ai visitatore della mostra del Vittoriano, era che persino La Scala veniva intrigata e coinvolta, nel febbraio del 1943, con l’orrore di Auschwitz. La signora Origoni in fondo sarebbe stata un bersaglio secondario. Insomma, come si dice a Roma una pecionata non andata in porto. Più sotto, in data 1° marzo, lo storico olocaustico Pezzetti mette in dubbio la testimonianza “di parte” (?!) della Origoni opponendo una pagina di libro, qui da noi per altre mani e altri fonti ottenuta. Ma vediamo un po’ quale fonti, se facessimo il mestiere di Pezzetti, avremmo potuto esplorare e di cui non sappiamo, giacché non ce lo dice, se effettivamente esplorate dal direttore del Museo romano della Shoah, che grava sui cittadini romani per 23 milioni di euro, scempi urbanistici a parte, e non solo urbanistici. Intanto 1°) non dovrebbe essere difficile verificare al ministero degli esteri italiano la notizia della prenotazione e pagamento di un treno da Berlino per l’Italia, pagato dall’Ambasciata italiana; 2°) se anche non esistessero più gli archivi della Scala di Milano come quelli della Scala di Berlino per gli anni in questione, sarà pur possibile lo sfoglio dei giornali dell’epoca tanto tedeschi quanto italiani per seguire Lia Origoni in tournéé; 3°) quindi, per un ricercatore di mestiere non dovrebbe essere impresa impossibile stabilire se Lia Origoni, come lei stessa lucidamente ricorda ed afferma, non ha lavorato alla Scala di Milano prima del 1946. 4°) A questo punto diventa ovvio l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;abbaglio&lt;/span&gt; contenuto nel Corsera del 27 gennaio ed imputabile al virgolettato attribuito allo storico olocaustico Pezzetti, che sembra non basarsi su altro, non conoscere altro che due pezzetti di carta consistenti in altrettante pagine del libro citato, per giunta di dubbia interpretazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;  &lt;a name="due"&gt;- &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#uno"&gt;1&lt;/a&gt; ← 2. →  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#tre"&gt;3&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#cinque"&gt;5&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sei"&gt;6&lt;/a&gt; -&lt;hr align="center"  width="80%" style="font-size:85%;"&gt;Il Pezzetti del 27 gennaio con il documento “eccezionale”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’articola sopra citato del 5 febbraio è una sostanziale smentita di altro articolo, apparso sullo stesso Corriere della Sera, in data del 27 gennaio 2010, giorno istituzionale della Memoria,  che riproduciamo, facendolo seguire da nostre osservazioni critiche.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Archivi Inaugurata con Elie Wiesel la mostra al Vittoriano. Una locandina inedita della tournée per le SS&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt; &lt;h1 style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;E il soprano della Scala cantò ad Auschwitz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ad accogliere il visitatore, in un viaggio che documenta e rievoca l'orrore nazista, le parole stampate su un pannello di &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html"&gt;Shlomo Venezia&lt;/a&gt;, uno dei pochi membri ancora vivi dei Sommerkommandos, gli speciali gruppi di deportati obbligati a collaborare con le SS nei luoghi di sterminio: «L'inferno, qualsiasi persona lo conosce dai libri, noi lo abbiamo vissuto». E Shlomo, matricola 182727 tatuata sull' avambraccio, era, con Sadi Modiano, uno dei superstiti presenti ieri per la visita in anteprima alla mostra «Auschwitz-Birkenau», che si inaugura ufficialmente oggi, in coincidenza con il «Giorno della Memoria», nel Complesso del Vittoriano a Roma. Con loro anche il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel, ex internato a Auschwitz, in visita nella capitale dove oggi incontrerà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini (alle 9.30 visita al Quirinale, alle 12 Wiesel terrà un discorso nell' Aula di Montecitorio alla presenza di Napolitano, con il quale, alle 17, inaugurerà la mostra). «Ricordare è l' unica cosa che può aiutare - ha detto ieri Wiesel - ed è fondamentale soprattutto per i giovani, affinché non si cada più preda dell' odio». Ad accompagnarlo, oltre a Fini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Una mostra per raccontare l' orrore e la storia in modo corretto, incentrata sul luogo simbolo dello sterminio, dove venne ucciso un milione di ebrei»: così la rassegna è stata sintetizzata da Marcello Pezzetti, storico della Shoah e uno dei curatori, con Bruno Vespa e Alessandro Nicosia, della mostra, suddivisa in sezioni tematiche e cronologiche. Tra i pezzi importanti esposti, Pezzetti segnala un documento giudicato «di eccezionale importanza» e ritrovato nell' archivio di Auschwitz: il 16 febbraio 1943 il Teatro alla Scala di Milano, rappresentato dalla celebre soprano Lia Origoni - sarda, classe 1919 - partecipò alla serata «Sud solare», con «stelle internazionali»,&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S45fN3BaZ6I/AAAAAAAALnM/X52zr09iHhU/s1600-h/Origoni+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 130px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S45fN3BaZ6I/AAAAAAAALnM/X52zr09iHhU/s200/Origoni+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444393691250321314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; per il diletto delle guardie SS di Auschwitz, organizzata dalla Kommandantur di Auschwitz-Birkenau: «Questo per dimostrare che da noi si sapeva più di quanto si voglia ogni tanto far credere», il commento. In mostra anche abiti di prigionieri, foto di torture ed esperimenti medici, piani di costruzione di crematori, documenti, lettere, diari e filmati, a partire dall' istituzione del campo, aprile 1940, e fino a quel 27 gennaio 1945, giorno dell' abbattimento dei cancelli da parte dell' Armata Rossa. Tra i focus, uno in particolare è dedicato ai bambini. Duecentomila quelli deportati a Birkenau, la quasi totalità uccisa nelle camere a gas il giorno stesso dell'arrivo. Altri, gemelli in particolare, dopo aver subito come cavie esperimenti di ogni tipo, erano eliminati con iniezioni di fenolo al cuore. La mostra dedica una parte della sua documentazione anche alla figura del famigerato dottor Josef Mengele, medico capo del campo, morto in libertà a San Paolo del Brasile nel 1979: «Fuggito - come ha ricordato Pezzetti - con la complicità del Vaticano».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;!-- google_ad_section_end --&gt; &lt;p style="text-align: right;" class="footnotes"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sassi Edoardo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="footnotes-archivio"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Pagina 33&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(27 gennaio 2010) - Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo in evidenza le notizie che si trovano in questo articolo di Sassi Edoardo, mettendole a confronto con la smentita di Lia Origoni e con la successiva smentita alls stessa Origoni da parte dello storico Pezzetti cui si deve l’organizzazione scientifica della mostra del Vittoriano, inaugurata il 27 gennaio scorso e forse ancora aperta. Almeno, passandoci davanti vedo ancora lo stendardo pubblicitario. Non l’ho visitata e non ho un particolare interesse a farlo. Osserviamo:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;1°) Personalmente, sono stato alla presentazione del libro di Shlomo Venezia in Campidoglio. La locandina dell’invito conteneva qualcosa come una sorta di prova definitiva sulle “camere a gas”, ma a meno che non mi sia totalmente distratto io non ho trovato nessuna “prova”, presente lo stesso Pezzetti, curatore del volume di Shlomo Sand. Ne avevo io stesso iniziato una sorta di recensione, sotto l’aspetto letterario, ma poi è subentrata una critica scientifica del libro per la penna di Carlo Mattogno. Per una conventio ad escludendum nessun vuol leggere le argomentazioni di questo storico, al quale un Pezzetti non ha pensato di chiedere consulenza: ne sa di più. Ora Shlomo Venezia, classe 1923, diventa un “testimone” anche sul teatro della Scala, non solo di “camere a gas”, mentre non trovo credito Lia Origoni, classe 1919, che alla Scala ci lavorò per davvero, cosa che nessuno le contesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2°) Secondo il racconto di un compagno di sventura dello stesso Elie Wiesel, questi benché richiesto, si sarebbe rifiutato di mostrare il numero di matricola. Il fatto suona strano. Adesso lo troviamo anche all’inaugurazione della mostra, dove non era invece presente Lia Origoni. L’«inedito» della mostra, pare di capire, era proprio la partecipazione del teatro della Scala di Milano agi «orrori del nazismo». Tutti, dunque, sapevano e tutti quindi hanno colpevolemente taciuto. I cantanti lirici della Scala di Milano andavano ad Auschwitz e dunque non potevano sapere. Da qui si procede alla criminalizzazione e colpevolizzazione di un’intera generazione, che è quella dei nostri padri, che nulla sapeva e nulla ci hanno detto e tramandato. Il programma ideologico della mostra era dunque chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3°) Poveri giovani! Di loro ci si preoccupa tanto, ma non per trovare loro un’occupazione, non per lasciarli liberi di pensare e di documentarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4°) Il documento in questione, che riguarda la Scala di Milano, è presentato da Marcello Pezzetti come di «eccezionale importanza», dunque non qualcosa di marginale, ma probabilmente il pezzo forte della mostra, che ha avuto tra i suoi organizzatori addirittura Bruno Vespa. Se però dobbiamo credere a Lia Origoni, che dice di aver lavorato alla Scala di Milano solo dal 1946, cosa che non dovrebbe essere difficile verificarfe negli archivi della Scala... di Milano, si tratterebbe invece certamente di una “eccezionale bufala” che la direbbe lunga su manifestazioni simili che con grande dispendio di pubblico danaro, mentre cadono i soffitti delle scuole, ci vengono profusi a piene mani.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Sembra evidente che non storia si sia voluto fare, ma produrre un’ideologia che è esattamente il contrario di ciò che la storia dovrebbe essere, cioè una serena e distaccata comprensione del nostro passato, sia esso indivuale, riguardante la nostra individuale e personale esistenza, o sia un passato collettiva che riguarda l’esistenza associata degli uni con gli altri e dove i destini individuali nella buona come nella cattiva sorte appaiono intrecciati. Ancora a 65 dalla fine della guerra gli “antifascisti” dimostrano di mancare di quel patriottismo, che qualcuno – come si legge nel recente libro di Buscaroli – pensava di attribuire loro nell’imminenza della disfatta. Costoro hanno prosperato e costruito le loro fortune politiche e personali non su una legittimazione propria che si fossero meritati salvando la patria nella disgrazia, ma solo delegittimando un regime già di per se ormai privo di legittimità. Gli “eroi” del dopoguerra hanno rinnovato i fasti di Maramaldo, uccidendo un regime già morto e svendendo se stessi ed il paese all’invasore, che li ha resi “cupidi servi” fino ad oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;  &lt;a name="tre"&gt;- &lt;/a&gt;&lt;a name="due"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#uno"&gt;1&lt;/a&gt;  &lt;a name="quattro"&gt;- &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#due"&gt;2&lt;/a&gt; -&lt;a name="tre"&gt; ← 3&lt;/a&gt;. →  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#cinque"&gt;5&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sei"&gt;6&lt;/a&gt; -&lt;hr align="center" size="2" width="80%"&gt;Il Pezzetti del 1° marzo con il suo documento “eccezionale”: edito o inedito? Locandina o Bericht?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Esaminiamo ora la risposta di Marcello Pezzetti, direttore del Museo della Shoah di Roma, per il quale Alemanno ha destinato ben 23 milioni di euro, che riprendiamo dalla testata sionista «&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33591"&gt;Informazione Corretta&lt;/a&gt;» ma apparso sul Corriere della Sera di oggi 1° marzo 2010. Quanto alla domanda hasbarotica si potrebbe osservare che se veramente Lia era stata ad Auschwitz a cantare per gli stessi internati, che venivano “costretti” ad ascoltarla, forse non si era accorta dello “sterminio”, che probabilmente non veniva eseguito mentre lei cantava.&lt;span class="icMedium"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p static="true"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In occasione della «Giornata della memoria 2010», all’interno di un’importante mostra su Auschwitz-Birkenau allestita nel complesso museale romano del Vittoriano e alla Camera dei Deputati, è stato esposto un documento relativo a un concerto svoltosi ad Auschwitz il 16 febbraio 1943, organizzato dalla Kommandantur del campo, composta da SS, non da «civili» tedeschi, che ha visto la partecipazione di una cantante lirica italiana, Lia Origoni, indicata come cantante della «Scala» di Milano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La signora Origoni, informata del fatto dall’organizzazione stessa della mostra, ha sostenuto in un intervento sul «Corriere» (5 febbraio) di non aver cantato ad Auschwitz, ma nella vicina città di Katowice, di non essere stata inviata lì dalla Scala di Milano, ma da quella di Berlino (un locale di varietà, non un teatro lirico), e soprattutto che un documento (in questo caso definito come «falso») ha meno valore di una testimonianza (in questo caso la sua). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come curatore della mostra, mi limito a osservare che questo documento appartiene alla serie di ordini emessi dalla Kommandantur del campo di Auschwitz-Birkenau, archiviati nel Museo di Auschwitz, già pubblicati in Germania e giudicati da tutti gli storici come fonte privilegiata, di prima mano, quindi difficilmente contestabili. Se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mulka,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4w73zjEq0I/AAAAAAAALlc/2e2fKFdwWGw/s1600-h/Robert+Mulka.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 122px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4w73zjEq0I/AAAAAAAALlc/2e2fKFdwWGw/s200/Robert+Mulka.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443791879500245826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; aiutante del comandante di Auschwitz Rudolf Höss, ha ordinato a tutto il corpo delle SS di partecipare al concerto presso il Kameradschaftsheim («casa dei camerati») di Auschwitz, significa che i cantanti e musicisti spagnoli, ungheresi, italiani, quindi anche la «stella internazionale» Origoni, hanno allettato quei criminali proprio nei pressi del campo di sterminio, non altrove. Del resto alcuni sopravvissuti ci hanno confermato di essere stati obbligati più volte ad assistere a concerti nelle strutture adiacenti al campo e le ultime fotografie ritrovate di Auschwitz, anch’esse esposte in mostra, dimostrano che le SS si «divertivano» proprio in prossimità del campo stesso. Per confutare il contenuto del documento messo sotto accusa dalla Origoni è quindi necessario far ricorso ad altre prove documentarie — che però non esistono —, non certo a una testimonianza, soprattutto se di parte. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div id="testArtCol_b" class="art-layout-b"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Abbiamo esposto questo documento non tanto per sottolineare la «collaborazione» di un’italiana al sistema di oppressione nazista — anche se cantare per i nazisti in Germania e in Polonia nel 1943 non è certo un fatto di cui andare fieri —; volevamo semplicemente far comprendere al pubblico come i carnefici nazisti concepissero la «normalità» della vita quotidiana all’ombra dei crematori: anche ascoltando musica italiana. Lo stesso giorno in cui si tenne il concerto, infatti, le SS bruciarono i corpi di 689 ebrei francesi, uomini, donne e tanti bambini, deportati da Drancy. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La Origoni non era certamente l’oggetto del nostro interesse scientifico in una mostra dal contenuto così drammatico e delicato (e come avrebbe potuto esserlo?). Invitarla all’inaugurazione dell’evento, con i rappresentanti delle maggiori istituzioni nazionali, sarebbe stato fuori luogo. La sua reazione, del resto, lo ha confermato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="icMedium"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div id="testArtCol_b" class="art-layout-b"&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcello Pezzetti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="icMedium"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="icMedium"&gt;&lt;div id="testArtCol_b" class="art-layout-b"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripeto che non sono per nulla un esperto sulla materia, e soprattuto che non ho nessuna conoscenza diretta degli archivi e della documentazione evocata e dalla Origoni, che però è lei stesso protagonista di eventi, individuali e personali della sua vita che la coinvolgono per fatti specifici molto più di quanto Shlomo Sand possa essere testimone di fatti pur sempre collettivi. Cerchiamo di ragionare in base ad una logica di attendibilità, veromiglianza, plausibilità. Dunque osserviamo:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;1°) Siamo certi che Pezzetti abbia saputo leggere i documenti di cui parla? Siamo certi che egli non confonda la Scala di Milano con la Scala di Berlino? Ha consulato Pezzetti gli archivi della Scala di Milano per sapere quando Lia Origoni ha incominciato lavorare alla Scala di Milano? Dalla stessa Origoni sappiamo che questo periodo inizia con il 1946, non prima. Sono forse andati distrutti gli archivi della Scala di Milano? Ce lo dica Pezzetti! Se no, non lo sappiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2°) È curioso come Pezzetti indica la testimonianza di «sopravvissuti» che guarda caso venivano costretti ad… «assistere a concerti»! Come forma di tortura è davvero insoliti, anche tutti sappiamo che certi concerti possono ben essere una tortura, alla quale qualche volta ci sottoponiamo volontariamente per ragioni sociali di buona educazione. Ma ciò che qui rileva è il principio di testimonianza giudicato valido per i fruitori, sia pure obbligati, di quei concerti, ma non invece valida per chi quei concerti doveva produrli cantando. Se dobbiamo ammattere un difetto di memoria, mi sembra più difficile che possa dimenticare da parte di chi a quei doveva cantare piuttosto che da parte di chi doveva soltanto ascoltare, magari annoiandosi e dormendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4w0jvfCzWI/AAAAAAAALlU/3cwe7D8FyYk/s1600-h/Lia+Origoni2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4w0jvfCzWI/AAAAAAAALlU/3cwe7D8FyYk/s200/Lia+Origoni2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443783838230826338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;3°) E perchè mai la testimonianza della Origoni sarebbe «di parte»? Di parte rispetto a quale «controparte»? La Origoni ha cantato in tournéé – ci dice – oltre che a Berlino, al teatro della Scala, la cui esistenza Pezzetti non sembra aver smentito, anche  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;in varie località della Germania, della Polonia e della Cecoslovacchia»&lt;/span&gt;. Per essere di parte e di controparte la Origoni avrebbe dovuto essere stata portata davanti ad un qualche tribunale e venire accusato per il reato di “canto” e magari avere come controparte quelli che si sono annoiati per averla dovuta ascoltare e che sono rimasto inorriditi davanta alla beltà dei suoi anni giovanili che si può riconoscere dalla foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4°) La Origoni dice: io ad Auschwitz non ho mai cantato, per giunta nel febbraio del 1943. Nulla esclude che nel febbraio del 1943 il teatro della Scala di Berlino abbia mandato cantanti e ballerine in giro per i luoghi dove avevano stanza gli eserciti. Succede credo in tutti gli eserciti del mondo. Il fatto in sé è storicamente e penalmente irrilevante, secondo il comune buon senso diverso da quello “corretto” dall’Hasbara di Tel Aviv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5°) Infine, non si comprende se si fosse liberi o costretti, carcerieri e prigionieri, ascoltare la Origoni e ascontandola si soffrisse o ci si divertirsi. È alquanto strano il concetto che si possa veniri costretti a “divertirsi”. Ancora più strano argomentare che se io canto e chi ascolta il mio canto è ritenuto, magari mezzo secolo dopo un criminale, io ero pure un criminale per aver semplicemente cantato davanti ad un pubblico che era interessato allo spettacolo. Questa non è né storia né archivistica, ma deformazione morale che probabilmente costituisce l’humus con cui si allestiscono mostre e si scrivano libri ad educazione della più bella gioventù della nostra epoca felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6°) Ancora ci sembra di poter osservare come Marcello Pezzetti tenda a svalutare non già la testimonianza della Origoni, che sarebbe tale se riguardasse terzi a cui favore o disfavore lei fosse chiamata a testimoniare, ma è piuttosto una dichiarazione, anzi un’autocertificazione di eventi della sua attività professionale. La prima certificazione che conti è qui ciò che lei dice e dovrebbe essere Pezzetti in grado di smentirla con ben altra documentazione, che peraltro dice inesistente, che non con dei pezzetti di carta che lui potrebbe ben avere equivocato. Chi sa un poco di archivistica sa anche che ul documento non ha un valore assoluto. Posso citare il caso di un archivio storico di un’importante famiglia, il cui rampollo si divertiva a manipolare e falsificare le carte di famiglia per il solo gusto di fare ammattire i discendenti. Ma ancora Pezzetti non si rende conto, credo, di darsi la zappa sui piedi perché rispetto al critica revisionista, diffamatoriamente della negazionista, sono proprio i Pezzetti che valorizzano oltre ogni ragionevolezza le prove testimoniali, spesso contradditorie, rispetto alle prove documentali che o dicono altro o non esistono affatto rispetto a quelli che sono i tre  assoluti della storiografica olocaustica: 1) il numero dei sei milioni di vittime; 2) la documentazione sulle camere a gas; 3) il famoso ordine, cioè l’intenzionalità dello sterminio. Quindi, due pesi due misure: va bene il testimone Shlomo Venezia che non prova nulla, ma non va bene una Lia Origoni che dice di non essere mai stata ad Auschwitz, beninteso per cantare in quanto sua ordinaria attività lavorativa in giro per tournée , e di non aver lavorato alla Scala di Milano prima del 1946.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7°) Non si capisce perché mai gli organizzatori della mostra avrebbero dovuto informare Lia Origoni se poi non avevano nessuna intenzione di tener conto delle sue dichiarazioni su eventi suoi personali di cui la mostra pretendeva di dare documentazione storica. Per disgrazia di Pezzetti la Origoni vive ancora ed è “lucidissima”. Insomma, la vogliono per forza far cantare ad Auschwitz, anche se lei continua a dire che no, ad Auschwitz lei non ha mai cantato. E la vogliono far cantare in forza di un documento che Lia dice essere “falso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8°) Lo stesso Pezzetti che cita un solo documento, dico uno solo, dice «nei pressi» del campo, non “dentro” il campo di Auschwitz. Il lettore comune, non esperto di questo genere di letteratura, non riesce a comprendere cosa significa «nei pressi». Sotto un albero? In un casolare abbandonato? O a 30 km da Auschwitz come dice appunto Lia Origoni? Dunque, in questo caso lo stesso Pezzetti darebbe ragione a Lia, che però aggiunge trattavasi della Scala di Berlino, non di quella di Milano, dove ancora in quegli anni non lavorava. Un archivista, a questo punto, avrebbe bisogno di avere in mano il documento e di confermarne o meno l’interpretazione data da Pezzetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9°) Pezzetti criminalizza Lia Origoni perché avrebbe “cantato” nel 1943 in tournée per l’Europa. È un principio elementare di civiltà giuridica la non retroattività del diritto penale. Se la mostra da lui organizzata, voleva essere “pedagogica”, è invece quanto di più antipedagogico e barbarico possa esserci. Insomma, a questo punto sulla base del «documento» di Pezzetti si può ben imbastire un processo penale alla novantenne Lia Origoni, rea di... aver cantato in tournée in giro per l’Europa nel 1943, non si sa bene se nel febbraio o ne settembre. Ma se eravamo in febbraio, come sostine Pezzetti, l’Italia e la Germania erano ancora formalmente alleati e nulla di illegale o immorale, in ogni caso, potrebbe essere imputato a Lia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10°) È davvero curioso il modo di ragionare di Pezzetti. Più ci soffermiano sulle sue categorie mentali e sempre più troviamo deficit di logica. Orbene, Lia non è stata chiamata al processo di Norimberga, un processo dei vincitori sui vinti, la cui natura giuridica lascia quanto mai perplessi dei giuristi degli di questo nome. Ma sorvoliamo. Se Lia sarebbe una “di parte” la cui parola neppure per vicende proprie della sua vita può creduta, perché mai non dovrebbero essere “di parte” tutti i “sopravvissuti” che rilasciano testimonianze spesso contradditorie. I vantaggi di costoro sono innumerevoli. Lo stesso Elie Wiesel è diventato ricchissimo soltanto un quanto “sopravvissuto”. Non credo che nella vita abbia mai fatto altro mestiere che il “sopravvissuto”. Perché le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;testimonianze&lt;/span&gt; di tutta questa gente non dovrebbe essere “di parte”? A 90 anni perché mai dovrebbe temere di dire la verità se lei fosse stata davvero... a cantare in Auschwitz? Dico a cantare, non a infornare cadaveri nei forni crematori, o a spingerli nelle “camere a gas”? Dove starebbe il reato per il quale dovrebbe temere di essere accusata? O anche soltanto la censura morale, che esiste soltanto nella testa di Marcello Pezzetti? Anzi, poteva essere una magnifica occasione per fornire una preziosa testimonianza storica, non meno preziosa di quella di Shlomo Venezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11°) Piuttosto vi è da sorprendersi sui criteri di “normalità” che sono propri dello stesso Pezzetti, che però si contraddice con quanto dice poco sopra: a) quando al giornalisto Sasso che si tratta di un documento di “eccezionale importanza” quello che riguarda proprio Lia Origoni, la “criminale” che sarebbe andata a cantare in Auschwitz, nel 1943, ma poi dice la documentazione “vivente” – non un pezzo di carta – di quel fatto non è oggetto del (plurale maiestatis  «nostro interesse scientifico». Dubito che Pezzetti sappia lontanamente dove la scienza stia di casa e che creda di poter impunemente infinocchiare quanto leggono il maggior quotidiano d’Italia, ribattezzato da alcuni spiriti sardonici, come il «Corriere di Sion», dove basta aver scritto tanto chi legge se la può prendere solo a quel posto secondo la migliore tradizione democratica di questo Paese, funestato da politici opportunisti e scienziati di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12°) Le dichiarazioni di Lia appaiono quanto mai circostanziate: a) la non casuale omonimia; b) una certa signora Spadoni che all’epoca scritturò Lia per conto di un impresario tedesco; c) lascia intendere che ove richiesta avrebbe potuto produrre documenti; d) dice che alla Scala di Milano lei incominciò a lavorare solo dal 1946; e) Lia dice di essere stata inizialmente invitata alla mostra quale “testimone dell’epoca”: potevano non invitarla affatto anziché poi “snobbarla” come villanamente fa il Pezzetti, cosa che succede dopo che Lia Origoni li aveva avvertito del grossolano abbaglio; g) non dovrebbe essere difficile controllare l’affermazione di Lia seconda la quale era stata “soprano” alla Scala nel 1946, nei cui archivi dovrebbe risultare una tournéé in Auschwitz. Pezzetti tace al riguardo e si basa su un solo documento. Altri archivi potrebbero esistere alla Scala di Berlino. Pezzetti dice che non esistono altri documenti, ma non ci dice quali archivi ha esplorato. h) il testo di Lia Origoni denota a 90 maggiore lucidità, limpidezza ed onestà di quanto non ne appaia in quello del giovane Pezzetti, evasivo ed elusivo.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho soltanto posto alcuni quesiti. La vicenda non finisce qui e mi auguro che chi è in grado di farlo faccia una seria verifiche dei documenti citati da Pezzetti: non è la prima volta né l’ultima che uno storico capisca fischi per fiaschi, ma soprattutto con una ricerca presso gli archivi della scala di Milano ed ancora presso la stessa “lucidissima” Lia Origoni, certamente in grado di poter fornire riscontri, ripeto, non alla sua “testimonianza”, ma delle sue dichiarazioni su fatti della sua vita privata e professionale. Se si scoprirà che è una mentitrice, almeno sapremo che è una mentitrice. Diversamente dobbiamo decidere se vogliamo credere a Pezzetti, di cui non trovo l’anno, ma suppongo successivo al 1945, e Lia Origoni, classe 1919 ed ancora “lucidissima”. Francamente, fra i due io sono più propenso a credere a Lia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt; - &lt;a name="due"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#uno"&gt;1&lt;/a&gt;  &lt;a name="quattro"&gt;- &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#due"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#tre"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;a name="quattro"&gt; ← 4&lt;/a&gt;. → &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#cinque"&gt;5&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sei"&gt;6&lt;/a&gt; -&lt;hr style="font-size: 85%;" align="center" width="80%"&gt;Visita autoptica della mostra con mancato rinvenimento dell’«eccezionale» documento. Alla ricerca della locandina perduta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Giusto per fare una passeggiata, non abitando distante dal luogo della mostra, mi sono recato ieri pomeriggio per vedere il documento citato da Pezzetti. Probabilmente per mia imperizia, sanabile, ma pur avendo avendo fatto due volte il giro della mostra ed avendo chiesto ai custodi e telefonato al numero che mi è stato fornito, non ho potuto vedere né il “documento” – suppongo il Bericht riportato nel libro citato – ne la “locandina” di cui si parla nell’articolo di Corsera del 27 gennaio scorso. Nella sua risposta alla signora Lia del 1° marzo su Corsera non lascia ben capire al lettore di cosa si stia parlando: a) se di una locandina, di cui sopra; b) o se del documento originale, pubblicato circa dieci anni fa, e quindi non inedito, che lo stesso Pezzetti cita nella sua risposta del 1° marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento in cui scrivo, non ho ancora ricevuto nessuna risposta né telefonica né scritta alla mia richiesta di poter vedere il documento in questione, quale che esso sia, in una pubblica postra patrocinata dalle più alte autorità dello stato, dal presidente della Camera andando in giù fino al sindaco Alemanno, la cui firma ho visto compare anche nel catalogo della mostra. Anche lui è dunque uno storico. Forse un “testimone” pure lui, almeno per quanto riguarda il suo curriculum politico e le sue precedenti vedute storigrafiche. Fino alla data di chiusura della mostra non esclude altre passeggiate romane alla ricerca della locandina perduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="cinque"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt; - &lt;a name="due"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#uno"&gt;1&lt;/a&gt;  &lt;a name="quattro"&gt;- &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#due"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;a name="quattro"&gt; -   &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a name="quattro"&gt;← &lt;/a&gt;&lt;a name="cinque"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="cinque"&gt;5&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt; →  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sei"&gt;6&lt;/a&gt; -&lt;hr style="font-size: 85%;" align="center" width="80%"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lia Origoni sul web&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come ricercatore di mestiere ho certamente un’idea del lavoro che si potrebbe e dovrebbe fare per verificare o smentire la notizia di stampa, risalente agli organizzatori della mostra, secondo cui – infamia delle infamie – Lia Origoni avrebbe cantato in Auschwitz, per diletto dei carcerieri, ed ivi mandata dal teatro della Scala di Milano. È una circostanza decisamente negata dall’interessata, la quale peraltro non avrebbe avuto nessuna difficoltà ad ammetterlo, ove fosse vera. Dalle scarne notizie di stampa e da altre sembra di capire che l’iniziale interesse da parte della mostra fosse proprio quello di procura un «testimone d’epoca», ma l’interesse deve essere scemato quando si è capito che la «testimone d’epoca» – la signora Lia porta benissimo i suoi 89 anni ed in lucidità mentale dà punti a parecchi giovanotti – non avrebbe testimoniato ciò che si voleva testimoniasse. Improvvisamente, sono mancati i soldi per far venire dalla Sardegna a Roma l’anziana signora che per i suoi 90 aveva bisogno almeno di un accompagnatore. Quei soldi che il sindaco Alemanno in milioni ventitrè non lesina, sul dissestato bilancio comunale e sulle spalle dei romani tutti, anche e soprattutto quelli di religione non ebraica, per un nuovo scempio urbanistico, la cui attività scientifica già si caratterizza in antitesi a ben altra istituzione italiana, il teatro della Scala di Milano, incautamente tirato dentro in questa storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto nodale è se La Scala di Milano ha mandato o non mandato Lia Origoni a cantare per le SS di Auschwitz. Non si comprende in quale forma giuridica ciò sarebbe mai avvenuto. Se cioè con contratti stipulati direttamente dal teatro milanese che mandava per così dire in trasferta sue proprie maestranze, in questo caso cantanti come Lia Origoni, oppure se la stessa Lia Origoni, a titolo privato e non in quanto cantante della Scala di Milano, era andata da sola a cantare ad Auschwitz per le SS. Fatto sta che la Origoni smentisce categoricamente e decisamente di aver lavorato alla Scala di Milano prima del 1946, a guerra finita. Avendone i finanziamenti e sufficiente interesse, un ricercatore dovrebbe esplorare gli archivi della Scala di Milano, ove ancora esistano, per rintracciare il nome Lia Origoni e l’anno in cui incomincia a lavorare per la Scala di Milano. Potremmo poi seguire tante altre strada: l’averle percorse, sia pure con esito negativo, è già una forma di ricerca, è già parte della ricerca. Dall’articolo di Pezzetti del 1° marzo sembra di capire, quando dice che non esistono altri documenti, che egli si riferisca solamente al libro che cita e che pubblica l’unico documento, su cui si è basato per l’intervista del 27 gennaio e che quindi non è un documento inedito, se di questo e solo di questo si tratta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Rete comunque è una grande risorsa, dove a costo zero, si trovano spesso dati interessanti e significativo, come ad esempio questo link, &lt;a href="http://www.ildiscobolo.net/ORIGONI%20LIA%20HOME.htm"&gt;il Discobolo&lt;/a&gt;, dove è tracciata una breve biografia della Origoni da cui riportiamo alcuni dati che la Signora riconosce corretti, mentre non lo sarebbero altri- Il dato che qui a noi interessa è l’anno 1946. La signora Lia, lucidissima, dice che lei con Macario non c’entra, ma è invece esatto il riferimento agli anni anni 1942-43 e 1946, i riscontri che a noi storicamente interessano e che dimostrano che la Scala di Milano proprio non c’entra! Non c’azzecca nulla! direbbe Di Pietro. Tanto dilettantismo da parte degli organizzatori della mostra, che si sono eretti a padroni e governatori della nostra Memoria è inaudito e imperdonabile. Si trovano.  dunque, riscontri, da fonte terza, non “di parte”, che confermano pienamente le dichiarazioni della signora Lia. Se gli organizzatori della mostra, suppongo lautamente pagati, avessero cercato in rete, avrebbero probabilmente evitato di chiamare indebitamente in causa e la signora Origoni ed in particolare la massima istituzione musicale del Paese, cioè il teatro La Scala di Milano. Questi signori ritengono che a loro sia tutto concesso, che tutto possono permettersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="sei"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="due"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="quattro"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="quattro"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="sei"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="sei"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="sei"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="cinque"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt; - &lt;a name="due"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#uno"&gt;1&lt;/a&gt;  &lt;a name="quattro"&gt;- &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#due"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;a name="quattro"&gt; -   &lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#quattro"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html#cinque"&gt;5&lt;/a&gt;  &lt;a name="quattro"&gt;←&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="sei"&gt;6&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr align="center" size="2" width="80%"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La locandina negata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Veramente me lo aspettavo e non voleva telefonare a Marcello Pezzetti. Avevo però preso le mie precauzioni, non ricordando se anche Pezzetti fosse nel corso di quanti con Piero Marrazzo avrebbero voluto “guardarmi negli occhi”, supponendo che fosse verità di stato quanto a “La Repubblica” si erano inventati dalla sera alla mattina. Addirittura “La Repubblica” titolava «Shock alla Sapienza», dove era assolutamente tutto tranquillo, non volava una mosca, neppure le foglie si muovevano, fino a quando lo shock non ebbe a crearlo proprio “La Repubblica”. Ci era cascato anche il mio Rettore, che adesso mi consiglia su quale cifra mi conviene accordarmi con Repubblica per il risarcimento, a suo avviso dovuto. Su questo abbiamo delle divergenze, io ed il Rettore, che di fronte a tanto clamore ed ai politici che lo pressavano in tutti modi per avere la mia testa ha giudicato saggio demandare tutto ad un organo terzo, neutrale e da lui indipendente: il Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale, dove la mia assoluta innocenza, per mancanza assoluta del fatto è subito parsa chiara. Ma questo Pezzetti non lo sa e non lo vuole neppure sapere. Mi ero qualificato al telefono, datomi dalla ditta che ha in subappalto la mostra, semplicemente come un “visitatore della mostra” che chiedeva lumi sulla mostra. Evidentemente, Marcello era sull’avviso ed aspettava la mia telefonata. Ed eccolo subito che voleva sapere il mio nome per dirmi che lui con uno che... non parlava. Questo atteggiamento è tipico di Lorsignori che reclamano risarcimenti perpretui a nome dei Discriminati per antonomasia. Lascio impregiudicato quanto grande storico sia Marcello Pezzetti, ma mi sembra del tutto ignorante sul dettato dell’art. 3 della vigente costituzione italiana che recita: «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Io ero solo un visitatore della mostra, suppongo pagata con i soldi del contribuente italiano. E non chiedevo altro che di poter vedere un particolare documento. Ma il Pezzetti non mi ha lasciato neppure aprire bocca. Ha voluto il mio nome per bollarmi per i secoli come il “negazionista” con il quale non si parla, ma il quale voleva semplicemente la locandina che attestava come La Scala di Milano nella persona di Lia Origoni era in Auschwitz nel febbraio 1943 per far divertire carcerieri e carcerati. Non sapendo che fare ho redatto la seguente lettera che ho mandato all’indirizzo di chi mi aveva chiesto di telefonare al curatore della mostra Marcello Pezzetti, per avere quei chiarimenti che la ditta subappaltatrice non era in grado di fornire. Ecco il testo della Lettera:«Agli Organizzatori della Mostra sulla “Shoah etc.” al Vittoriano&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;– Ai suoi responsabili amministrativi, scientifici, finanziari&lt;br /&gt;Loro Sedi - Loro Uffici&lt;br /&gt;E p.c.&lt;br /&gt;Alla Signora Lia Origoni&lt;br /&gt;-------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: formale richiesta di accesso alla mostra e alla visione dei documenti, specificamente al “documento Origoni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio esplicita richiesta di poter vedere la documentazione relativa a Lia Origoni, su cui vi sono stati almeno tre articoli di stampa sul “Corriere della Sera”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente, sarà stata una mia svista, ma facendo per due volte il giro della mostra, non ho trovato né la “Locandina” né il documento “inedito” annunciato a mezzo stampa né altro che riguardasse Lia Origoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo cortesemente che mi venga indicato il punto preciso dove si trova e mi sia consentito di visionare una siffatta documentazione di «eccezionale importanza», a detta del signor Pezzetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un cittadino italiano e mi appello all’art.  3 della costituzione che sancisce il principio di eguaglianza e di non discriminazione di tutti i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualificandomi come “un visitatore”, mi sono rivolto – come indirizzato dalla ditta “Comunicare Organizzando” – telefonicamente, questa mattina, al curatore signor Pezzetti, il quale però, chiesto e saputo il mio nome, non solo non mi ha fornito le notizie richieste, ma mi ha anche insolentito, sulla base, ritengo, di una orchestrazione di stampa apparsa nello scorso ottobre su “La Repubblica”, che fa il paio con analoghi articoli di stampa, a mio avviso, ingenerosi verso la Signora Lia Origoni, forse secondo un disegno di politica culturale ad opera di soggetti ed associazioni non bene identificabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza esserne minimamente tenuto, ma perché il signor Pezzetti è subito scattato al solo sentire il mio nome e senza voler ascoltare spiegazioni di sorta, trasmetto al curatore della mostra, signor Pezzetti, per carità cristiana, in allegato, la mia Memoria difensiva, disponibile anche in rete, con commenti e integrazioni, insieme con la&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;COMUNICAZIONE FORMALE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;del mio proscioglimento con formula piena da parte del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale avvenuto in data 13 gennaio 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunico altresì la notizia dell’avvio di azione civile risarcitoria contro il quotidiano “La Repubblica” con citazione già notificata e data di prima udienza già fissata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stigmatizzo il comportamento incivile del signori Pezzetti, contrario ad ogni deontologia professionale. La documentazione annunciata è per me utile ai fini di uno studio in rete che vado facendo, per mero diletto,  traendone non poco divertimento davanti a quello che mi appare come un evidente dilettantismo ed una inammissibile superficialità dei curatori della mostra. Salvo che il signor Pezzetti non mi fornisca le prove “scientifiche” di quanto da lui dichiarato a mezzo stampa, riguardo il coinvolgimento della signora Origoni e del teatro della Scala di Milano nel campo di concentramento di Auschwitz. Voleva essere questo e nessun altro l’oggetto della mia richiesta telefonica, troncata quasi subito dal ricevente signor Pezzetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente le mie conclusioni sono ancora parziali ed aspetto che il signor Pezzetti, o chi per lui, mi fornisca la documentazione da me richiesta, cioè l’indicazione delle mera visione del documento che dovrebbe essere in mostra pubblica. Ove il signor Pezzetti persistesse in pubblico nella sua irriferibile risposta telefonica, trasmetterò ai miei legali per quanto di competenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Distintamente&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;Non so se avrò risposta, se ad uno come me, la costituzione vigente consente di avere una risposta. Dubito a questo punto che il curatore della mostra sia in grado di dare una qualsiasi risposta che mi eviti di credere al suo dilettantismo. In questo senso ammetto di essere un “negazionista”: non credo nella professionalità e nella deontologia di Marcello Pezzetti. È più non dico, ma ognuno che legge può aggiungervi del suo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-226244547517399163?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/226244547517399163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=226244547517399163&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/226244547517399163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/226244547517399163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/03/quando-le-testimonianze-valgono-e.html' title='Quando le testimonianze valgono e quando non valgono: sulla polemica fra Lia Origoni e Marcello Pezzetti. Osservazioni sulla «memoria condivisa».'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4_6nLOdzKI/AAAAAAAALoE/tLilR1-ux74/s72-c/Lia+Origoni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-1237043042422683522</id><published>2010-02-08T21:47:00.012+01:00</published><updated>2010-02-28T19:52:27.905+01:00</updated><title type='text'>Ideologi: 76. Benny Morris ovvero la storiografia del regime sionista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/10/monitoraggio-di-informazione-corretta.html"&gt;Home&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SEp5A9vw3cI/AAAAAAAAENA/IR6Mn7gJhVs/s1600-h/F3.Israel+lobby.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SEp5A9vw3cI/AAAAAAAAENA/IR6Mn7gJhVs/s200/F3.Israel+lobby.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209108976489258434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, non contestiamo a Benny Morris le sue posizioni ed i suoi concetti. Dopo aver sperimentato sulla nostra pelle l’intolleranza, sarebbe curioso che rendessimo agli altri ciò che hanno fatto a noi. Appunto perché crediamo nella libertà di pensiero, ci sta a cuore soprattutto la libertà di chi la pensa diversamente da noi. Rispetto all’episodio di recente denunciato, distinguiamo tuttavia fra la vera e propria intollerenza che significa censura, impedimento di parlare e semplice contestazione, alla quale ognuno di noi può andare incontro. Anche la contestazione in quanto dissenso è qualcosa che si può fare ad altri e che chi ne è oggetto deve saper accettare. Ho nella mia biblioteca diversi libri di Benny Morris, sono anche usciti sulla stampa italiana diversi suoi articoli, che non mi erano piaciuto, mi sono proposto di “fare i conti” con lui e con la sua opera storiografica. Per un primo giudizio rinvio a ciò che di lui dice Ilan Pappe in “La pulizia etnica della Palestina”. Trattandosi, indubbiamente, di autore di non poco conto, questa scheda richiederà non poco impegno. Ma iniziamo un lavoro di analisi, che svolgeremo con il tempo, secondo una metodologia ormai sperimentata ed all’interno di un disegno complessivo di analisi dell’ideologia sionista, responsabile di un genocidio del popolo palestinesi, la cui datazione si puà far cominciare con il 1882, anno del primo insediamente sionista, e nella sua fase esecutiva ad incominciare dal 1949. Lo “scontro di civiltà”, se davvero Morris si adagia su questo schema, è davvero una pericoloso caduta per uno storico che intenda mantenere la dignità del suo status.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Precedente/&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/02/cristianizzarre-la-shoah-o.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vers. 1.1 - 28.2.10&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4q56FktQmI/AAAAAAAALks/ncIoxitTtv4/s1600-h/Benny+Morris.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 128px; height: 90px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4q56FktQmI/AAAAAAAALks/ncIoxitTtv4/s200/Benny+Morris.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443367507210355298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: 1. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/02/ideologi-76-benny-morris-ovvero-la.html#uno"&gt;Benny Morris contestato&lt;/a&gt;. – 2. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/02/ideologi-76-benny-morris-ovvero-la.html#due"&gt;Dove l’«assurdità e l’ipocrisia»&lt;/a&gt;? –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33271"&gt;Benny Morris contestato&lt;/a&gt;. – Andando al link si trova un articolo di Battistini che riferisce di una contestazione che Morris avrebbe subito in Gran Bretagna. Pur dissociandomi e condannando il fatto in quanto rubricabile sotto la testatina “violenza” o “intolleranza”, non posso non pensare alla legge ebraica del taglione. Non posso non pensare a quanto è stata fatto a Ilan Pappe, prima nella stessa Israele, in ultimo a Monaco di Baviera, dove la locale comunità ebraica è uscita allo scoperto per impedire all’ebreo Pappe di poter parlare, allo stesso modo in cui al padre di Pappe nella Germania degli anni ’30 era stato pure impedito di parlare. Senza parlare delle leggi liberticide che esistono in 13 paesi europeo e che sono una specifica produzione dell’attività lobbistica delle comunità ebraiche. Non si gridi perciò allo scandalo se qualche torto è stato fatto a Benny Morris, quando la parte cui Morris serve ha fatto infinitamente di più e di peggio. Quanto alla titolazione degli agenti sionisti di IC si può subito liquidarne le sciocchezze osservando che la categoria di “islamofascismo” ha di gran lunga minore fondamento di quanto il sionismo non possa essere assimilato al nazismo,  come in molti fanno paragonando i misfatti attribuiti ad un movimento che è esistito appena dodici rispetto ai crimini secolari del sionismo. Il problema dei “profughi” – come si legge – è da Morris in realtà più occultato che non rivelato. Si rinvia qui alle critiche di Pappe a Morris. Vi è poco da discutere: la presenza degli Ebrei in palestina dal 1882 in poi si spiega semplicemente sotto la categoria della conquista coloniale, della violenza, dell’appropriazione di terra altrui, della pulizia etnica e del genocidio. Basta conoscere elementi minimali per formulare questo genere di giudizi. Un librone che ho davanti a me di Morris mi ha infastidito non dalla prima sua pagina, ma da primo suo rigo. Ne ho dovuto interrompere la lettura, ma per scrupolo filologico berrò l’amaro calice fino in fondo. Con il tempo. La notizia data da Battistini, dopo vari articoli dello stesso Morris uscito sul “Corriere della Sera”, mi suona come una sorte di nemesi. Giusto la “Israel Society” poteva fornigli una tribuna! Ma il lobbismo sembra non passi più incontestato. Grazie a Battistini per avermo dato il nome di Ben White e della sua “Guida all’apartheid di Israele”. Non ne sapevo nulla e credo possa essere una lettura profittevole. Fa ridere l’espressione “pregiudizio anti+israeliano” quando il governo israeliano si sottrae alla richiesta dell’ONu di fornire un’inchiesta indipendente sui crimini ultimi di “Piombo Fuso”: la classica goccia che fa trabbocare il vaso. L’antisemitismo ed i numerosi casi segnalati? Spesso si tratta di scritte sui muri, magari dei cessi pubblici! Se si dovesse applicare lo stesso criterio alla restante letteratura parietale, nessuno ne sarebbe risparmiato. Ma al riguardo non si redigono Report. Non esiste una corrispondente ADL con 70 milioni annui di bilancio per fabbricare fandonie. Sull’«antisemitismo» presunto e “inventato” ci campano. Il paragone con il Congo per distogliere l’attenzione da Gaza offre un’immagine veritiera dell’ideologo sionista Benny Morris.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/02/ideologi-76-benny-morris-ovvero-la.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33579"&gt;Dove l’«assurdità e l’ipocrisia»&lt;/a&gt;? – Se Benny Morris anziché uno storico fosse di mestiere un chirurgo, noi potremmo credere che, operando, non ammazzerebbe deliberatamente un palestinese che gli capitasse sotto i ferri solo perché magari è un palestinese di Hamas. Esiste una deontologia che si suppone ogni medico rispettrebbe o dovrebbe risettare. Ma trattandosi di uno storico che parla di “diritto di difesa” per quelli che storicamente sono degri aggressori occupanti, ci si pongono interrogativi sui suoi libri di storia. In effetti, io non ho potuto andare avanti non dico oltre la ptima pagina, ma addirittura oltre il primo rigo di un suo libro, che devo però leggere per intero, se voglio criticarlo. Cosa che intendo certo fare, anche se non subito, avendo maggiori impegni e interessi. In questo articolo è possibile cogliere le coordinate dell’ideologo sionista Benny Morris. La cosa non ci scandalizza. Ci basta sapere con chi abbiamo a che fare quando si parla di lui come il padre dei “nuovi storici”, quasi avesse inventato lui la penicellina o addirittura l’alfabeto. Ed a “ridacchiare” qui siamo noi. Sarebbe cosa lunga spiegare il perché sotto il profilo di una deontologia che esiste anche nelle discipline umanistiche. Nessun dubbio dovrebbe esserci che un assassinio è un assassinio: in questo caso freddo e premeditato più di quanto potesse esserlo. In spregio ad ogni principio di diritto e di umanità. Assassinio da sicari. Perfino Sarko, grande amico di Israele è costretto a dire: «assassinio che nessuno può giustificare», ma che Benny giustifica. E poi si lamentano con Ariel Taoff, a sproposito, per un’inesistente “accusa del sangue”, quando nel sangue ci sguazzano tutti i giorni, da quando nel 1948 Israele venne al mondo, cioè ottene il riconoscimento diplomatico degli stati e fu annoverato fra gli stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un vigile ti sorprende e ti fa la multa mentre passi con il rosso, poco serve obiettargli: “così fan tutti”. Intanto, io ho colto te in fallo. Lo storico del Mossad – altro suo libro nella mia biblioteca da dover leggere – difende la sua mostruosa creatura. È incredibile la pretesa all’illegalità e all’impunità per Israele che «ovviamente, non può utilizzare i propri passaporti per operare nei Paesi arabi». Poveretti! Magari gli presto il mio di passaporto, tanto non lo uso mai. Suppone che altri provino “ammirazione” per l’operato del Mossad. Anche la distorsione morale, dunque, in Benny Morris. A Morris che parla di «Occidente» dobbiamo consigliare la lettura del palestinese Edward Said perché possa capire la scarsa consistenza dei concetti di Occidente ed Oriente che fanno il paio con quelli di destra e di sinistra. E dunque il nostro sarebbe un Occidente dove staremmo insieme io e lui? Il Mossad saremmo «noi»? Il Mossad è la nostra identità? Una simile infame genia di assassini, veri discendenti di Caino?  Non andiamo oltre. È troppo leggere di simili assurdità concettuali e disordini morali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-1237043042422683522?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/1237043042422683522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=1237043042422683522&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/1237043042422683522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/1237043042422683522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/02/ideologi-76-benny-morris-ovvero-la.html' title='Ideologi: 76. Benny Morris ovvero la storiografia del regime sionista'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SEp5A9vw3cI/AAAAAAAAENA/IR6Mn7gJhVs/s72-c/F3.Israel+lobby.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7783064301689207704</id><published>2009-12-25T00:14:00.043+01:00</published><updated>2010-01-15T22:25:58.340+01:00</updated><title type='text'>Note su George L. Mosse ed Ernst Nolte: l’interpretazione generale della storia del Novecento.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzSX2u5YicI/AAAAAAAALLs/ndN-gyqDd40/s1600-h/Mosse006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 131px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzSX2u5YicI/AAAAAAAALLs/ndN-gyqDd40/s200/Mosse006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419123218190993858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;George L. Mosse (1918-1999) è uno di quei nomi speciali che vanno per la maggiore quando si cercano autori che ci aiutino a capire il nostro recente e meno recente passato storico, forse meglio ancora il nostro presente, se si considerano tutte le categorie concettuali che hanno assunto ormai la forza del dogma, alla quale non ci si può sottrarre se non con gravi rischi. Non è possibile leggere tutti i libri e tutti gli autori, ma è possibile cogliere le linee guida con le quali si interpreta un’epoca. Mosse è certamente un autore impegnativo con il quale occorre fare i conti. Nell’interpretazione del nazismo, se non erro, il suo nome è contrapposto a quello di Nolte, il quale per sommi capi interpreta il nazismo come un fenomeno reattivo a determinate situazioni senza le quali non sarebbe concepibile. Per Mosse sembra che le spiegazioni debbano cercarsi in insonsabili fattori psicologico-culturale. Diamo qui inizio a semplici appunti di lettura, che essendo pubbliche spero non mi procurino ulteriori fastidi da parti di intrusi ai quali non sono destinate queste semplici note di lettura ed appunti provvisori. Infatti, proseguendo nella lettura sequenziale del testo si perdono tutti quegli spunti, intuizioni, reazioni, che non vengono subito trascritte. Avverto quindi l’occasionale lettore che si tratti di spunti e riflessioni, non di tesi conclusive. Niente esclude che i punti di vista via via espressi possono essere superati e modificati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Sommario: 1. Impressioni tratte dalle prime pagine. –&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;1. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia-Italic;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Impressioni tratte dalle prime pagine&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. – Un senso di fastidio mi assale fin dall’Introduzione a “Il razzismo in Europa. Dalle origini all’Olocausto”. La sensazione è che Mosse stesso di ideologismi ne abbia lui più di quanto non ne imputa ad altri. Quanto poi al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia-Italic;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;razzismo &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;direi che forse oggi sia non meno prospero e vitale che non in passato. Il sospetto – tutto da verificare – è che Mosse abbia voluto scrivere nell’interesse e per conto dei vincitori che in fatto di discriminazione e persecuzioni nonchè genocidio ne sapevano e ne sanno più dei vinti. Se si prende la storia del XIX e l’epoca coloniale durante la quale gli stati coloniali europei erano arrivati, nel 1914, ad esercitare il loro dominio diretto sull’85 per cento delle terre emerse, si vede che il razzismo era assolutamente il modo orrdinario di operare e di pensare non solo da parte dei politici, ma di quanti facevano cultura, anche ai più alti livelli: il pensiero europeo, occidentale, è stato ed è ancora in buona parte intimamente razzista. Forse in questo senso il suo prodotto più avanzato è il sionismo. Naturalmente, non si accetta questa eredità. Ma come si pensa di eliminarla e di allontanarsene? Anche qui cercando un capro espiatorio su cui caricare tutte le colpe ed uscirne così immacolati ed a salvamento. Il colpevole è bell’e pronto servito sulla graticolo: la Germania nazista nei suoi brevi 12 anni a fronte dei secoli razzisti di tutti gli altri suoi accusatori. È un colpevole perfetto perché non può avere neppure un difensore d’ufficio: chi ci azzardasse verrebbe messo pure lui in cella o alla gogna. E non per metafora!&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ecco dunque l’importanza della libertà di pensiero per chi avverte il bisogno di pensare e ripensare il passato storico. Per essere più chiari e suscitare forse meno sospetti ci si può spostare all’epoca di Nerone, la cui immagine è diventato il prototito di ogni nefandezza su cui possono tranquillamente farsi esercitazioni scolastiche. Senza voler discolpare l’imperatore dalle sue colpe – e perché dovrebbe essere questo il compito di uno storico? – alcuni studiosi hanno incominicato a considerare con più serenità quel lontano periodo. Noi non possiamo fare altrettanto per il nostro recente e meno recente passato. È emblematico il caso di Ernst Nolte non già contestato, ma violentemente attaccato in Trieste. Ed allora ecco che a parlare sono soltanto i Mosse. Uno storico che vuol far carriera ed aver successo deve per prima cosa capire come gira il vento e gli umori. Quindi, con l’apparenza della forma scientifica e con tutti apparati formali che fanno un libro, si producono in abbondanza quei testi che la classe politica vuole avere. Quando si dice che i vincitori scrivono la storia è quel che qui si intende: un’ampia produzione di regime che diventà perfino verità di stato imposta per legge.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;(segue)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7783064301689207704?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7783064301689207704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7783064301689207704&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7783064301689207704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7783064301689207704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/12/note-su-george-l-mosse.html' title='Note su George L. Mosse ed Ernst Nolte: l’interpretazione generale della storia del Novecento.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzSX2u5YicI/AAAAAAAALLs/ndN-gyqDd40/s72-c/Mosse006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-792455360860393833</id><published>2009-12-23T11:51:00.015+01:00</published><updated>2010-03-06T19:06:18.226+01:00</updated><title type='text'>Teodoro Klitsche de la Grange: Recensione a: «Ruggiero Capone, “Br esoteriche”, Roma 2009, p. 146, euro 13» - Ripensando gli “anni di piombo”.</title><content type='html'>&lt;div face="times new roman" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/03/homepaga-di-teodoro-klitsche-de-la.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2009/11/teodoro-klitsche-de-la-grange-tutta.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2010/01/teodoro-klitsche-de-la-grange-feticismo.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5IXt4WvdMI/AAAAAAAALpU/3uQqenv23Iw/s1600-h/Khalidi011.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 136px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5IXt4WvdMI/AAAAAAAALpU/3uQqenv23Iw/s200/Khalidi011.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445440976433673410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Ripensando gli “anni di piombo”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Recensione a: Ruggiero Capone, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Br esoteriche&lt;/span&gt;, Pagine, Roma 2009, pp. 146, € 13,00.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo lavoro affronta con efficacia ed originalità la questione della etero-direzione delle Brigate Rosse, e sui collegamenti, interessi, complicità che hanno lasciato estese zone d’ombra ed interrogativi ancor oggi d’attualità, come le evidenti coperture (da Lollo a Cesare Battisti) di cui ancora fruiscono a livello nazionale e internazionale i terroristi degli “anni di piombo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzH43zoBz2I/AAAAAAAALLE/6pcNEdGEQMY/s1600-h/diana-brigate_rosse-copertina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 144px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzH43zoBz2I/AAAAAAAALLE/6pcNEdGEQMY/s200/diana-brigate_rosse-copertina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418385464338009954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le tesi di Capone sono, essenzialmente due: la prima che le BR siano state dirette da un livello “superiore” neppure ortodossamente marxista – leninista e, insieme, dal KGB, con cui collaboravano gli altri servizi segreti degli Stati del Patto di Varsavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda che gran parte delle tesi – e il comportamento complessivo in materia della stampa di sinistra – è stato determinato e indotto da precise strategie di depistaggio e disinformazione del KGB; per lo più rivolte – com’è logico – all’occultamento della direzione delle attività terroristiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzH5yW6OVMI/AAAAAAAALLM/YxBARiR83GI/s1600-h/morob1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 173px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzH5yW6OVMI/AAAAAAAALLM/YxBARiR83GI/s200/morob1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418386470241981634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il tutto iniziava con le cosiddette “sedicenti brigate rosse” della metà degli anni ’70, proseguiva con i vari depistaggi durante e dopo il sequestro Moro e l’attentato a Giovanni Paolo II; continuava con l’affossamento per esaurimento dell’attenzione dell’opinione pubblica. Dovuto anche, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, al collasso per implosione dell’Unione Sovietica e, in genere, del comunismo. Per cui, calata la tensione politica, si sono visti terroristi – di sinistra, è ovvio – assunti come consulenti da amministrazioni di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avverando così la profezia di Montanelli che avremmo avuto anche i reduci del terrorismo, con tanto d’impiego, trattamento previdenziale e magari, come il barone Fanfulla da Lodi, con l’inquadramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questi episodi – ai limiti del grottesco - confermano tuttavia le comprensioni di cui il terrorismo ha goduto (e gode), anche nelle strutture dello Stato. Dovute sia alla direzione esoterica che a quella “politica” del movimento, ricollegabile a elementi del vecchio PCI in collegamento con i servizi segreti del blocco comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla direzione esoterica l’autore nota un particolare poco notato: che la stella (vuota) a cinque punte ed iscritta in un cerchio non è un simbolo comunista, ma è (l’essenziale) del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pentacolo&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzH6zH8fh0I/AAAAAAAALLU/uCN27kK1z-g/s1600-h/pentacolo1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzH6zH8fh0I/AAAAAAAALLU/uCN27kK1z-g/s200/pentacolo1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418387582916462402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; cioè del simbolo, d’importanza centrale in molte tradizioni esoteriche, e insieme dell’evocazione demoniaca. Il demonio – si può aggiungere – nella teologia politica cristiana, tutta rivolta all’ordine, ha il ruolo (e la funzione) del disordine. Il quale, in primo luogo, richiede la distruzione dell’autorità costituita. Come del pari assumeva significato fortemente anti-cristiano, “satanico” dalla contrapposizione al cattolicesimo, culminante nell’attentato al Papa, somma autorità della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di tanti anni, il riemergere – anche se della geometrica potenza del ’78 è rimasta solo la radice quadrata degli omicidi di D’Antona e Biagi – delle “seconde” BR può trovare spiegazione nel perdurare della direzione esoterica, sostanzialmente intatta da indagini e processi. Perché se le “prime” BR s’iscrivevano nel contesto del confronto tra comunismo e mondo libero, e in questo avevano una logica e una funzione, a comunismo crollato, uccidere per un’illusione falsificata della storia non ha senso. O, almeno, di sicuro non ha quel senso politico che aveva prima del collasso comunista. Ma può averne un altro che questo libro in parte indica e in altra suggerisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;T.K.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-792455360860393833?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/792455360860393833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=792455360860393833&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/792455360860393833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/792455360860393833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/12/teodoro-klitsche-de-la-grange.html' title='Teodoro Klitsche de la Grange: Recensione a: «Ruggiero Capone, “Br esoteriche”, Roma 2009, p. 146, euro 13» - Ripensando gli “anni di piombo”.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S5IXt4WvdMI/AAAAAAAALpU/3uQqenv23Iw/s72-c/Khalidi011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-6569903043774802069</id><published>2009-09-29T23:31:00.007+02:00</published><updated>2009-11-07T13:49:55.888+01:00</updated><title type='text'>Judaica: 1. Dostoevskij e gli ebrei</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SsNEtQHiUHI/AAAAAAAAK50/BD7FgYfItgY/s1600-h/Judaica.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 147px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SsNEtQHiUHI/AAAAAAAAK50/BD7FgYfItgY/s200/Judaica.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387225123476623474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi propongo qui di studiare un tema per me nuovo, che ho bisogno di approfondire, e cioè il rapporto di Dostoevskij con gli ebrei e l’ebraismo. So che lo scrittore russo è stato annoverato fra i peggiori antisemiti. Voglio però indagare da vicino come stanno esattamente le cose. Sono abituato più a leggere di saggistica che non di letteratura. Ho davanti a me i “Diari di uno scrittore” con le sue olre 1000 pagine e faccio fatica a ritrovare per adesso i brani incriminati. Mi auguro che questo mio post non mi produca insulti e contumelie analoghe a quelle che mi sono giunte alcuni anni fa, quando decisi di mettermi a studiare il tema dell’«Olocausto». Ormai però sono preparato a respingere ogni genere di assalto e se necessario anche a passare al contrattacco. Apprezzerò invece e ringrazio anticipatamente di ogni indicazione di studio e di ogni utile segnalazione. Avverto che questo sarà il primo post di una serie collegata. Ad esempio, avendo appreso dell’esistenza di un autore come Jacob Brafman seguirà su di lui una scheda e una ricerca. La serie nasce dunque aperta e non sappiamo a quali scoperte di nuovi autori giungeremo. Per autori qui non si intendono i grandi della letteratura, come appunto Dostoevskij, ma chiunque anche oscuro e mediocre scrittore possa dirci qualcosa di nuovo che non conosciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.0/29.9.09&lt;br /&gt;Sommario: 1. Il “Gran Kahal”. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://www.gerusalemmeterrasanta.org/Dostoevskij-GranKahal.htm"&gt;Il “Gran Kahal”&lt;/a&gt;. – No, non si tratta del Graal, ma del nome di un’associazione talmudica con questo nome, di cui si parla in un libro di Jacob Brafman (1824-1879). Sembra che Dostoevskij possedesse questo libro nella sua biblioteca. Dunque, un’utile traccia di studio, di cui per maggiori dettagli al link. Qui annoterò eventuali osservazioni critiche. Non ha proprio senso che io ripubblichi il testo che già si trova altrove. Per i malintenzionati e le persone in mala fede osservo che si tratta di un mio studio privato che non ha nessuna relazione con quelli che saranno i miei corsi universitari, se ve ne saranno e che riguardano sempre un ambito disciplinare ben delimitato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-6569903043774802069?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/6569903043774802069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=6569903043774802069&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6569903043774802069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6569903043774802069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/09/scrittori-1-dostoevskij-e-gli-ebrei.html' title='Judaica: 1. Dostoevskij e gli ebrei'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SsNEtQHiUHI/AAAAAAAAK50/BD7FgYfItgY/s72-c/Judaica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-6806542065775182362</id><published>2009-06-27T23:20:00.003+02:00</published><updated>2009-06-27T23:27:06.607+02:00</updated><title type='text'>Aldo Costa: «Jakob Phanus: il re degli alchimisti»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SkaN0jSb7RI/AAAAAAAAKGc/2XRyKdZJeXo/s1600-h/raimondo-lullo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 171px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SkaN0jSb7RI/AAAAAAAAKGc/2XRyKdZJeXo/s200/raimondo-lullo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352121141141695762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;JAKOB PHANUS: IL RE DEGLI ALCHIMISTI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Alla fine delle crociate un uomo saggio, in mezzo a tante avversità e persecuzioni, tentò di edificare un ponte spirituale tra occidente ed oriente: Raimondo Lullo. Orginario di Palma de Mallorca, a causa di una delusione amorosa, rifiutato dalla bell’Ambrosia, in seguito ad una crisi interiore, si fece missionario e girò tutta l’Europa nel tentativo di unificare i vari ordini cavallereschi in un unico progetto di conversione dell’Islam. Pagò di persona, viaggiatore solitario in Tunisia a predicare il Vangelo. Gravemente ferito per le percosse, ritornò in patria, ma morì durante il viaggio. Il suo impegno culturale, scientifico e spirituale fu notevole; scrisse numerose opere di teologia, di alchimia, di geometria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il protagonista del libro di Jakob Phanus “Il re degli alchimisti”, secondo una non banale scelta dall’editore Ursini, che si proietta così oltre i confini regionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SkaOmpec3JI/AAAAAAAAKGk/01QHJmzTLvg/s1600-h/phanus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 140px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SkaOmpec3JI/AAAAAAAAKGk/01QHJmzTLvg/s200/phanus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352122001796160658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Jakob Phanus, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nom de plume&lt;/span&gt; di un aristocratico studioso calabrese, che si è dedicato alla traduzione dal latino di testi medievali, è conosciuto dagli addetti ai lavori soprattutto per la magistrale presentazione delle Epistole di Sendivogio nelle pregiate edizioni Ninfee di Padova (il volume è da tempo esaurito). Oggi ha voluto riproporre il suo impegno con un’opera di narrativa impegnata che cerca di introdurre l’attento lettore nella vera natura dell’alchimia che si riconosce  “ nell’isolamento e successiva unificazione dei principi costitutivi della materia, dell’energia e dello spirito incorporato, la loro elaborazione per il perfezionamento e l’acquisizione della Luce ”, scrive nella bella prefazione Fabrizio Tonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raimondo Lullo è seguito nei suoi itinerari ed incontri nello scenario storico che vede protagonisti i Mori, le Crociate, i Templari, l’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore lascia aperto il problema sull’autenticità del Lullo alchimista, collocando sullo scenario storico del tormentato Duecento due protagonisti: uno vero, Lullo, l’altro inventato, Mundanus. I due personaggi sono simili, hanno molto in comune, sono intercambiabili, in un accorto gioco di sdoppiamento, nella vita e nella morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente, anche sul tema dell’alchimia, Jakob Phanus dice una parola seria su una scienza spesso oscurata più che dai detrattori, dai ciarlatani e da tanti usurpatori del titolo che, non conoscendone i princìpi, si sono dati all’inseguimento di una chimera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo fa Massimo Introvigne, fondatore del Cesnur - Centro Studi sulle Nuove Religioni, a proposito di questa dottrina affermava che “la parola Alchimia va declinata in riferimento a diverse epoche storiche. L’alchimia medievale è un tentativo di approfondire la conoscenza della natura alla luce delle nozioni scientifiche dell’epoca, della filosofia classica e della fede cristiana: la hanno praticata anche santi canonizzati, ed è impensabile che la Chiesa la condanni”. E certamente l’opera di Phanus contribuisce ad una più approfondita conoscenza dell’affascinante  pensiero alchemico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;                                                                                             &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;    Aldo Costa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Jakob Phanus, Il re degli alchimisti, Ursini Edizioni, pag. 118, euro 15,00.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-6806542065775182362?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/6806542065775182362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=6806542065775182362&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6806542065775182362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6806542065775182362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/06/aldo-costa-jakob-phanus-il-re-degli.html' title='Aldo Costa: «Jakob Phanus: il re degli alchimisti»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SkaN0jSb7RI/AAAAAAAAKGc/2XRyKdZJeXo/s72-c/raimondo-lullo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-5369773195028610100</id><published>2009-05-13T23:28:00.015+02:00</published><updated>2009-05-14T00:33:10.241+02:00</updated><title type='text'>Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Capitolo Primo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta-homepage.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cap. Successivo&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs8D2179kI/AAAAAAAAJMQ/Skq8t_Icrlk/s1600-h/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs8D2179kI/AAAAAAAAJMQ/Skq8t_Icrlk/s200/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335424220509500994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cap. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaletta-capitolo.html"&gt;I&lt;/a&gt; - II - III - IV - V - VI - VII - VIII - IX - X - XI - XII - XIII - XIV - XV - XVI - XVII - XVIII - XIX - XX - XXI - XXII - XXIII - XXIV - XXV - XXVI - XXVII.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;SIBILLA ODALETA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capitolo Primo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;..... Ecco opportuna&lt;br /&gt;Già la stagion che a guerreggiar s’aspetta&lt;br /&gt;Perché dunque frappor dimora alcuna&lt;br /&gt;A liberar Gerusalem soggetta?&lt;br /&gt;Tu i Prìncipi a consiglio omai raguna,&lt;br /&gt;Tu al fin dell’opra i neghittosi affretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tasso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nel 1493 esercitava Lodovico Sforza detto il Moro l’uffizio di tutore del di lui nipote &lt;a href="http://www.aczivido.net/historia/lombardia/giovanni.php?PHPSESSID=ea6a74757f2869"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giovanni Galeazzo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs_eRrewJI/AAAAAAAAJMY/tITGQVZRuxc/s1600-h/1.+Giovanni+Galeazzo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 183px; height: 196px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs_eRrewJI/AAAAAAAAJMY/tITGQVZRuxc/s200/1.+Giovanni+Galeazzo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335427972924883090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; duca di Milano, maggiore già di vent’anni, ma povero d’ingegno e di salute. Teneva egli da molto tempo le redini del governo, e, dal titolo di duca in fuori, dominava coll’ampiezza del potere di un principe assoluto, poiché in propria podestà avea ridotte le fortezze, le genti d’armi ed il tesoro dello Stato. Ma ambizioso oltre ogni credere, non poteva dormir tranquillo per un andamento di cose affatto precario; e perciò pensava seriamente ai modi di liberarsi del nipote, non perché lo tenesse capace di riprendersi da sé il supremo comando, ma perché Isabella d’Aragona, di lui moglie, donna di spirito virile, non cessava di stimolare il padre suo, Ferdinando re di Napoli, a non tollerare più a lungo tanta vergogna; e caldamente lo pregava perché prendesse in considerazione il pericolo delle lor vite continuamente esposte con quelle dei loro figliuoli alle insidie ed alla mala fede di Lodovico. Per altra parte egli sapeva essere il suo nome odioso al popolo, e somma la compassione che ciascuno avea per l’infelice Giovanni Galeazzo legittimo signore di Milano: ond’è che per giungere a’ suoi fini, sparse dapprima a piene mani semi di discordia tra il Re di Napoli ed Alessandro Sesto (Rodrigo Borgia, il quale avea l’anno addietro immeritamente carpita la tiara), affinché, suscitando in costui a Ferdinando un gagliardo nemico, a questo venisse per esso diminuita e la possanza e la facoltà di sostenere i diritti del genero. Alcuni fatti che in altre circostanze sarebbero stati considerati di nessun conto, gli servirono di pretesto; e presentati poi con maligna disposizione, inacerbirono talmente l’animo del superbo Pontefice, che il di lui rancore non aspettava che il destro per umiliare l’inquieto suo vicino.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgtBkqRF83I/AAAAAAAAJMg/kY4It-i5n0M/s1600-h/2.+Ludovico+il+Moro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 136px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgtBkqRF83I/AAAAAAAAJMg/kY4It-i5n0M/s200/2.+Ludovico+il+Moro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335430281627562866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dissapori però non sembravano agli occhi dell’accorto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.melegnano.net/storia/pagina004sg5.htm"&gt;Lodovico&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;di natura inconciliabile, sia perché Alessandro era di suo carattere instabile, sia perché Alfonso, figlio primogenito di Ferdinando, pareva inclinasse a stringere legami di matrimonio tra Sancia sua figliuola naturale, e Gioffredo figliuolo del Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era anche l’anno prima morto in Firenze Lorenzo de’ Medici: luttuosa perdita non solo per quella Repubblica, ma per tutta Italia, poiché alla tranquillità di tutti maravigliosamente contribuiva l’ingegno, la prudenza e la riputazione di quel principe. Egli era il solo che sapesse moderare e metter freno all’ambizione di Ferdinando e di Lodovico, che per esser di potenza quasi eguale, e per i riferiti motivi, vivevano in continui dispiaceri e sospetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era a lui succeduto Pietro, di gran lunga inferiore al padre; e questi, per consiglio di Virginio Orsini suo parente, si restrinse talmente con Ferdinando, che Lodovico Sforza ebbe giusta ragione di temere che ogni qualvolta volessero gli Aragonesi prorompere nel Ducato di Milano, o negli Stati Pontificii, avrebbero avuto a sostegno le armi della Repubblica di Firenze. Egli rivolse perciò l’animo a ricercare più efficaci rimedii al male che lo minacciava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regnava in Francia &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_VIII"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carlo VIII&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgtKhZlqCTI/AAAAAAAAJMw/oeLXv1zsXFA/s1600-h/3.Carlo+VIII.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 159px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgtKhZlqCTI/AAAAAAAAJMw/oeLXv1zsXFA/s200/3.Carlo+VIII.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335440121215453490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; figlio di Luigi XI. I suoi predecessori aveano più volte con diversa fortuna assalito il reame di Napoli, conceduto in feudo, per ragioni che sarebbe superfluo addurre, da Urbano IV pontefice romano, fino dal 1274 , a Carlo conte di Provenza e d’Angiò, fratello di San Luigi. Tale concessione, benché fosse chimerica, poiché in realtà il Regno di Napoli non fu mai feudo di Roma, fu sostenuta con varia fortuna dai sovrani di Francia, e passò per ultimo in retaggio a Carlo VIlI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo principe, naturalmente guerriero, ambiva di acquistare colle armi quel regno come giustamente appartenente a sé; e non l’ignorava Lodovico Sforza. Giudicò quindi quest’ ultimo esser unico mezzo di umiliar Ferdinando ed assicurarsi il dominio di Milano, chiamare in Italia le armi di quel giovane Monarca, offerendogli potente aiuto di soldati e di denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto diretto all’esecuzione di questo disegno, del quale non calcolò però con quella saviezza e prudenza che pretendeva possedere, le possibili conseguenze, apertamente spedì a Carlo, benché con altri colori cercasse di velarne le cagioni vere, ambasciatore Carlo da Barbiano, conte di Belgioioso. Da sagace politico, e colla scorta delle suggestioni di Lodovico, questi presentò a quel monarca sotto si bell’aspetto quella conquista, ne mostrò con tanta chiarezza la facilità, ne nascose con tant’arte i pericoli, seppe esagerar così bene la gloria che ne tornerebbe alla Francia, dar peso alla giustizia della causa, e pregio ai frutti della vittoria, ed insieme allontanare ogni sospetto d’interesse privato nell’animo di Lodovico, che Carlo, giovane di ventidue anni, per natura poco intelligente delle azioni umane, trasportato da ardente sete di dominare e da appetito di gloria, decise di passar l’Alpi, e, novello Annibale, venirne alla conquista d’ Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mancarono però molti Signori e Grandi di Francia, i quali accolsero con diffidenza sì magnifiche prospettive. Fra questi, Giacomo Gravilla, grand’ammiraglio, uomo che godeva fama di autorevole saviezza, schierò dinanzi al Re ed al Parlamento ragioni tali che bilanciarono quelle dell’Ambasciatore italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mostrò da una parte le difficoltà di una guerra in paese lontano, la fama ed il valore di Alfonso duca di Calabria, le astuzie e gli artifizii italiani, e la mala fede di Lodovico; dall’altra, richiamò alla memoria la mancanza di denari, le controversie coi Re vicini, che importava in caso di guerra comporre con sagrifizii dannosi e poco onorevoli. Ma né questi né altri simili riflessi valsero a distogliere l’animo di quell’imprudente monarca, poiché fortemente lo instigavano, per motivi che diremo poi, Stefano di Vers linguadochese, e Guglielmo Brissonetto, prima generale di Francia, poi vescovo di San-Malò, non che varii Principi e molti Baroni banditi dal Regno di Napoli, e ritirati in Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di oltrepassare le barriere che la Natura pose tra la Francia e l’Italia, i diversi Potentati di questa nostra bella penisola furono segretamente esplorati per calcolare al giusto su quali soccorsi si poteva contare, e quali ostacoli si sarebbero incontrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro VI, ansioso di vendicarsi di Ferdinando, e di vederlo umiliato ed anche detronizzato, aderiva alle istanze di Lodovico, ed incoraggiava la venuta di Carlo in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Veneziani e i Sanesi, ai quali non conveniva troppo che le fiorite sponde di Partenope divenissero sede di un monarca straniero, richiesti da Filippo di Comines, signore di Argentone, se, avversi al Re di Francia, si sarebbero opposti, o se favorevoli lo avessero assecondato, si sbrigarono alla meglio con inconcludente risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Fiorentini, benché minacciati di essere privati del commercio con la Francia se avessero ricusato di prestarle armati e denaro, non vollero abbandonare gli Aragonesi, poiché Pietro de’ Medici, misurando le cose più con la volontà che con la prudenza, sperava che la spedizione d’Italia avesse a terminare in vani rumori: e persistette in voler correre con Ferdinando la medesima fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Carlo aveva in suo cuore fortemente deciso di condurre a termine l’ideata invasione; laonde, questi ostacoli poco o nulla calcolati, messi a fine i preparativi nel corso dell’anno 1493, preceduto dalla fama del valor francese scese nell’anno successivo in Italia alla testa di formidabile esercito. Lo seguirono tutti i Signori ed i Capitani del Regno. Il nerbo delle sue truppe si componeva di Guasconi, gente gagliarda, armata e disciplinata alla maniera degli Svizzeri, di varii battaglioni di questi guerrieri montanari, che allora più che mai aveano acquistato riputazione di forti e coraggiosi per le recenti vittorie di Granson e di Morat, riportate nel 1476 sulle falangi del terribile duca di Borgogna Carlo il Temerario, e di compagnie di gendarmi a cavallo, dove per la prima volta servivano i gentiluomini della più distinta condizione, i quali avevano sino allora temuto di macchiare la nobiltà loro col farsi ascrivere in compagnie assoldate, ma che liberatisi da quel pregiudizio si distinsero dappoi con ogni sorta di virtù militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto scorrevano l’Italia, già tremante sul destino che la minacciava, uomini che o creduli od impostori, facevano professione di avere, o per scienza, o per inspirazione divina, conoscenza delle cose future, e le pronosticavano con impudente sfacciataggine. Costoro, o sia che dai Francesi o da Lodovico fossero assoldati, o sia che la paura ingrandisse realmente ai loro occhi i pericoli, andavano predicando esser giunto per l’Italia l’estremo fato; e parlare il Cielo in mille modi con accidenti strani, con orrende apparizioni, quali da molti secoli non si erano più nel mondo osservate. Affermavano ch’ eransi veduti nella Puglia tre Soli (di notte!…) e in un cielo nubiloso: che orribili fulgori e tuoni aumentavano il terrore di quel fenomeno; che nel territorio di Arezzo era per molti giorni passata visibilmente una non numerabile quantità di uomini armati sopra grossissimi cavalli, ed accompagnati da terribile strepito di trombe e di tamburi; che in molti luoghi aveano sudato le immagini e le statue sacre; ch’ erano accadute in somma in diverse parti d’Italia infinite cose tutte fuori dell’ordine della natura. Tali stranezze passavano di bocca in bocca, e venivano così sempre più sfigurate ed ingrandite da immaginazioni percosse dal terrore e dalla superstizione. Consolava soltanto taluni il non essersi ancora osservata quella cometa che gli antichi riputavano certissima messaggiera della mutazione degli Stati e dei Regni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano in questa disposizione gli spiriti e le cose d’Italia quando Carlo mosse di Francia; ma, nel frattempo scorso dalla partenza di lui all’arrivo suo in Toscana, si cambiarono in parte le propizie circostanze che al valor francese agevolar doveano l’ambita conquista. Giovanni Galeazzo Sforza, ostacolo principale all’ambizione di Lodovico, che da lungo tempo giaceva infermo nel castello di Pavia, venne a morte, e fu opinione di quei tempi che un lento veleno datogli dallo zio ne fosse cagione: per tale avvenimento, al quale tenne immediatamente dietro l’elezione di Lodovico a duca di Milano, cangiaronsi le disposizioni ostili di questo principe; aggiungasi ch’egli fu pure inacerbito dall’essere stato costretto a dare in ostaggio di sua fede quel castello a Carlo, ed a somministrargli dugentomila ducati: perciò, forte gli increbbe d’aver egli stesso aperte le porte d’Italia alle armate di oltremonte, e dall’esperienza instrutto, pensava che difficil cosa sarebbe stato il frenare in progresso l’ambizione di un monarca vincitore, che in sua mente ruminava non solo la conquista d’Italia, ma ben anco quella della superba Costantinopoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferdinando, a cui la minacciata invasione di Francia e la difficoltà di opporvisi gravissimi affanni cagionarono, finì in pochi giorni di vivere. Alfonso, erede del trono, si affrettò di ammansare l’ire di Alessandro: quindi sparirono anche le nuvole di dissensioni tra il Pontefice romano e quel principe; ed a suggellare la pace furono conchiuse le ideate nozze, delle quali noi demmo più sopra un cenno, tra Sancia e Gioffredo. Tali e sì importanti cangiamenti in pochi mesi avvenuti furono di non piccol pensiero a Carlo; e se l’impresa non fosse stata cominciata, se la vergogna di dovervi pubblicamente rinunziare non l’avessero ritenuto, avrebbe senza dubbio fatto luogo a più prudenti consigli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’incagli furono però resi meno notabili dai seguenti fatti. Un’armata sotto il comando di D. Federico, fratello del Re, era partita da Napoli coll’idea di presentarsi nelle acque di Genova, dove speravasi, per segrete intelligenze coi fuorusciti di quella città, in una sollevazione che avrebbe dato in loro potere quel porto prima che il Re di Francia, il cui pensiero era di attaccar Napoli per terra e per mare contemporaneamente, avesse potuto radunarvi le galere di Marsiglia. L’armata del principe Federico, a quanto raccontano gli Storici, era forte di trentacinque galee sottili, diciotto navi e varii legni minori, muniti di buona artiglieria e montati da tremila fanti da sbarco. Erano molti anni che il Mar Tirreno non aveva veduto una flottiglia così ben provveduta, e meglio armata, onde a ragione speravasi un felice successo di questa intrapresa. Ma troppo tardi si era mossa da Napoli, poiché i Francesi avevano avuto il tempo di antivenire i loro disegni; ed il Bali di Digione, con duemila Svizzeri assoldati dal Re di Francia, erasi impossessato di Genova, ed avea messe in ordine molte navi e galee, le quali, unite a quelle di Marsiglia, potevano opporre validissima difesa; quindi quella impresa, facilissima ove fosse stata tentata un mese addietro, era divenuta ardua e laboriosa: ed il principe Federico dopo alcuni scontri di poco momento nella riviera di Levante, perduta omai la speranza d’impadronirsi di Genova, e non volendo avventurarsi ad una lotta di esito incerto perché da essa poteva dipendere la sorte del Regno, rimandò le sue navi a Napoli, e ritirossi colle galee sottili nel porto di Livorno nel momento appunto in cui Carlo di Francia mettea piede nella Toscana. Questa specie di ritirata, quantunque inconcludente perché rimaneva tuttora intatta la marineria aragonese, imbaldanzì il Monarca ed i fautori della guerra; e la viltà di Pietro de’ Medici diè loro l’ ultima spinta a proseguire in quella mal augurata impresa. Questo principe il quale, finché l’armi di Francia erano lontane avea animato la Repubblica di Firenze ad opporvisi con ogni possa, tosto che le vide balenar da vicino, temendo del pari e l’ira di Carlo e quella del popolo che l’abborriva, uscì segretamente di Firenze, e portossi a Serezana ad inchinar quel monarca onde placarlo, e comprarne la protezione: quindi, senza alcuno speciale incarico della Repubblica piegò ad ogni più superba inchiesta, promise gran somma di danaro, e molte fortezze per garanzia della fede fiorentina. Ma ritornato in Firenze trovò tutti gli animi fortemente esacerbati contro di lui, ed il popolo in sollevazione: ché l’ aver ceduto con tanta pieghevolezza alle orgogliose ed immoderate richieste di Carlo pareva anche ai meno forti insopportabile viltà; e tanta fu l’indignazione di tutti, che avviatosi al Palazzo della Signoria per render conto di quanto aveva operato, gli fu preclusa l’entrata da diversi magistrati, che armati di tutto punto s’erano messi a quella in guardia. Erano fra questi Jacopo de’ Nerli e Gualterotto, giovani entrambi di alto lignaggio e ricchi, che acremente il rampognarono; e intorno ad essi tumultuariamente il popolo si affollò, sì che quasi gli veniva meno il tempo di montare a cavallo per fuggirsene in Bologna accompagnato da’ suoi fratelli il cardinal Giovanni e Giuliano. Quindi il popolo si armò, dichiarò di propria sua autorità ribelle Pietro; furono riempiute le case di paesani, e per tutto si preparava un’arrabbiata difesa ove Carlo avesse insistito nelle oltraggiose dimande consentite da Pietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frattanto, tuttoché lo sdegno di Carlo fosse non piccolo per tanta opposizione, si aprirono a Signa, luogo da Firenze sette miglia distante, nuovi negoziati; ma persisteva Carlo, e persistevano i Fiorentini. Finalmente vennero in accordo che Carlo sarebbe stato in sembianza di amico accolto in Firenze, dove, coi supremi magistrati in persona, si sarebbero pacificamente discusse le contestazioni, e ne fu determinata l’epoca col dì diciassette novembre 1494, cioè nove giorni appunto dopo che Pietro de’ Medici n’era stato ignominiosamente cacciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste nozioni preliminari, come quelle che sono affatto conformi alla storica verità, saranno ignote a pochi che delle patrie cose non sieno del tutto digiuni; ma abbiamo creduto necessario permetterle per richiamarle a memoria a quelli ai quali sono note, e per intelligenza di un lettore straniero, o di chi non avesse ancora trovato il tempo e il modo d’instruirsi nelle storie d’Italia nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-5369773195028610100?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/5369773195028610100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=5369773195028610100&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5369773195028610100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5369773195028610100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaletta-capitolo.html' title='Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Capitolo Primo.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs8D2179kI/AAAAAAAAJMQ/Skq8t_Icrlk/s72-c/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-4411412584820957287</id><published>2009-05-13T23:21:00.004+02:00</published><updated>2009-05-13T23:35:35.922+02:00</updated><title type='text'>Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Avvertimento degli Editori.</title><content type='html'>&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta-homepage.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs6LXmEPPI/AAAAAAAAJMI/POWn7lmbILU/s1600-h/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs6LXmEPPI/AAAAAAAAJMI/POWn7lmbILU/s200/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335422150537133298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;AVVERTIMENTO&lt;br /&gt;DEGLI EDITORI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La Sibilla Odaleta, romanzo storico del signor D. Carlo Varese, fu ristampato in quasi tutti i piccoli Stati d Italia nostra. Crediamo doverlo dire alla prima pagina di questo libro, non per farne l’elogio, ché ben sappiamo come le molte edizioni non sieno sempre la misura del merito di un’opera, ma per notare che nessuna di esse fu consentita dall’autore. Questa che noi offriamo al Pubblico, seconda edizione milanese, di miglior sesto e di caratteri più nitidi, fu anche riveduta dal sig. Varese stesso; per cui speriamo ch’essa verrà favorevolmente accolta, e otterrà sulle altre quella preferenza che le è dovuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-4411412584820957287?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/4411412584820957287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=4411412584820957287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4411412584820957287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4411412584820957287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta.html' title='Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Avvertimento degli Editori.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs6LXmEPPI/AAAAAAAAJMI/POWn7lmbILU/s72-c/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7966361986318296063</id><published>2009-05-13T23:15:00.003+02:00</published><updated>2009-05-13T23:20:56.330+02:00</updated><title type='text'>Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Dedica al Cavaliere Giuseppe Compagnoni.</title><content type='html'>&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta-homepage.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs5Z3TUV4I/AAAAAAAAJMA/vuKtuvndgCs/s1600-h/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs5Z3TUV4I/AAAAAAAAJMA/vuKtuvndgCs/s200/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335421300054972290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;AL CAVALIERE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIUSEPPE COMPAGNONI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Potete aver dimenticato, mio caro Compagnoni, che la Sibilla Odaleta è  il primo romanzo storico e Ch'io ho pubblicato. Vi ricorderete però che questa operetta mi ha procurata la vostra amicizia, unico ma gratissimo frutto da me raccolto sul sentiero delle amene lettere. Essa dunque è cosa vostra, vostra fin nelle conseguenze, che il favore da Voi concessole ha fatto nascere. Se quando Vi fu presentata manoscritta l’aveste segnata col marchio della vostra riprovazione, avreste soffocato con lei buon numero di eroine e di eroi Liguri, Francesi, Sardi, Lombardi, e Dio sa di quali altre nazioni; omicidii a cui non pensavate allora, tanto è vero che non si pensa mai a tutto, e che gli avvenimenti più gravi tengono bene spesso a cagioni di lievissimo momento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro Stella venne, pe’ suoi fini, in determinazione di ristampare questa mia Sibilla ed io, pe’ miei, venni in quella di tormi il velo dell’anonimo e di accettare la responsabilità de’ miei scritti. Ma penso dividerla con Voi , mio dilettissimo Compagnoni, fregiando del vostro bel nome le prime pagine del mio libro. Direi che sarà per esso come una fronda d'alloro che scongiurerà i fulmini, se non sapessi che il fuoco del cielo si scaglia soltanto sulle torri e sui campanili; scongiurerà dunque le fiamme della terra che non isdegnano investire i più umili fumaiuoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piacciavi, mio ottimo Compagnoni, gradire questo tenuissimo tributo della mia riconoscenza, il solo ch'io possa offerirvi, e tenetemi pel più affezionato de' vostri amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voghera li 15 luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Varese Carlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7966361986318296063?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7966361986318296063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7966361986318296063&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7966361986318296063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7966361986318296063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta-dedica-al.html' title='Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Dedica al Cavaliere Giuseppe Compagnoni.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs5Z3TUV4I/AAAAAAAAJMA/vuKtuvndgCs/s72-c/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7386564544475475297</id><published>2009-05-13T22:39:00.011+02:00</published><updated>2009-05-13T23:41:29.532+02:00</updated><title type='text'>Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Homepage.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgszwt72w_I/AAAAAAAAJLw/LLvomi1Wtks/s1600-h/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgszwt72w_I/AAAAAAAAJLw/LLvomi1Wtks/s200/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335415095607870450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La “Sibilla Odaleta” appartiene al genere romanzo. Usciva anonimo lo stesso anno dei “Promessi Sposi” del Manzoni, che tutti abbiamo studiato a scuola, assumendone i canoni stilistici e linguistico-lessicali. Pur avendo avuto all’epoca un considerevole successo, il romanzo di Carlo Varese è caduto nel dimenticatoio. Grava sul testo anche un’accusa di antisemitismo, anche se nel 1827 il termine “antisemita” non era ancora stato coniato. Anche a scopo documentario può essere utile farsi un’idea di quale fosse il panorama culturale italiano nel 1827 e cercare di capire da cosa sia stata determinata nei decenni successivi la fortuna e la caduta in oblio del testo di Carlo Varese, che subito dopo la “Sibilla” si produrrà con un nuovo romanzo, La Fidanzata Ligure che non avrà maggior fortuna del precedente. Il testo ebbe una seconda edizione, riveduta dall’Autore, nel 1832. In questo blog si segue questo testo, che è di pubblico dominio in Google Libri. Si trova in rete un’&lt;a href="http://www.braidense.it/dire/sibilla1/sibilla1.html"&gt;ottima edizione digitale&lt;/a&gt; a cura di Guido Mura del testo del 1827, al quale si rinvia. Il nostro piano di edizione prevede una trascrizione diretta del testo della seconda edizione del 1832, con nostra propria iconografia e tutto lo studio possibile del testo secondo i propositi sopra enunciati. Non sappiamo adesso ciò che potremo scoprire seguendo le tracce del testo di un autore certamente dimenticato, non sapremmo dire se a ragione o a torto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta-dedica-al.html"&gt;Al Cavaliere Giuseppe Compagnoni&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta.html"&gt;Avvertimento degli Editori&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs4YsS4bJI/AAAAAAAAJL4/gNOKhec8aBY/s1600-h/Sibilla_Odaleta+11.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgs4YsS4bJI/AAAAAAAAJL4/gNOKhec8aBY/s200/Sibilla_Odaleta+11.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335420180408855698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaletta-capitolo.html"&gt;Capitolo Primo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;…Ecco opportuna&lt;br /&gt;Già la stagion che a guerreggiar s’aspetta&lt;br /&gt;Perchè dunque a frappor dimora alcuna&lt;br /&gt;A liberar Gerusalem soggetta?&lt;br /&gt;Tu i Principi a consiglio ormai raguna,&lt;br /&gt;Tu al fin dell’opra i neghittosi affretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tasso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Capitolo Secondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7386564544475475297?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7386564544475475297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7386564544475475297&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7386564544475475297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7386564544475475297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/carlo-varese-sibilla-odaleta-homepage.html' title='Carlo Varese: Sibilla Odaleta. – Homepage.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgszwt72w_I/AAAAAAAAJLw/LLvomi1Wtks/s72-c/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-4555845388344833927</id><published>2009-05-10T12:07:00.029+02:00</published><updated>2009-05-11T19:01:11.390+02:00</updated><title type='text'>Giuseppe Mazzini: «La Fidanzata Ligure» (I, 2 - 1828)</title><content type='html'>&lt;a href="http://giuseppemazzini.blogspot.com/"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgaoi0Cvg0I/AAAAAAAAJJw/uZ5B7fhiXY8/s1600-h/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 134px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgaoi0Cvg0I/AAAAAAAAJJw/uZ5B7fhiXY8/s200/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334136124706095938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il post, con successivi aggiornamenti, è stato trasferito su un nuovo blog interamente dedicato agli scritti di &lt;a href="http://giuseppemazzini.blogspot.com/"&gt;Giuseppe Mazzini&lt;/a&gt;. Vai &lt;a href="http://giuseppemazzini.blogspot.com/2009/05/giuseppe-mazzini-la-fidanzata-ligure-i.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;II.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA FIDANZATA LIGURE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;OSSIA USI, COSTUMANZE, E CARATTERI DEI POPOLI DELLA RIVIERA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AI NOSTRI TEMPI.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nuovo Romanzo dell’Autore della Sibilla Odaleta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Edizione Nazionale: Volume I, pp. 25-28. Apparve inizialmente anonimo in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indicatore Genovese&lt;/span&gt;, n. 1, del 10 maggio 1828.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gualtiero Scott pinse i costumi degli Scozzesi, e piacque utilmente, perché la Scozia, posta sotto l’influenza di singolari cause morali e fisiche, presenta un quadro, in cui grandeggiano le virtú, e i robusti delitti che accompagnano i popoli fluttuanti fra la nativa ferocia, e la novella civiltà. In Italia, la Corsica, e la Sardegna offrirebbero tuttora un campo fecondo a chi volesse ritrarre gli uomini, com’escono a un dipresso dalle mani della natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sga19kxJM_I/AAAAAAAAJJ4/ZKU1p7mIpG4/s1600-h/5.+La_fidanzata_ligure+12.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 124px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sga19kxJM_I/AAAAAAAAJJ4/ZKU1p7mIpG4/s200/5.+La_fidanzata_ligure+12.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334150878113379314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma poiché somiglianza di vicende, bisogni uniformi, e comunicazioni abituali tra popoli, indebolirono l’indole primitiva delle nazioni, la riviera Genovese non somministra singolarità d’usi, e costumi, che valga a far materia d’un romanzo, dove il genio non sappia trarre partito dalle poche diversità, figlie dell’antica forma di reggimento, e dal mare, che le bagna. Né seppe trarlo l’autore della Fidanzata, il quale descrisse, come esclusivamente Liguri, caratteri, ed abitudini di tutti i tempi, e luoghi, dacché v’han dappertutto onesti commercianti, albergatrici ciarliere, e stravaganti fanciulle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gl’intoppi, che la gelosia d’una donna, nomata appena, frappone tra i due fidanzati, formano una orditura priva d’incitamento che la novità versa pur sempre nell’animo di chi legge, e senza l’utile d’un fine morale. Del resto, nessuna originalità di caratteri, del che fan fede, tra gli altri, l’Erasmo, tolto di peso dalla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prateria&lt;/span&gt; di Cooper, e l’Ida, il cui modello sta nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiara dell’Acque di S. Ronano&lt;/span&gt;. Lo stile, malgrado i frequenti sali, e alcune reminiscenze dello Sterne, procede in generale freddo, e negletto. Il Romanzo intero, tranne il delirio d’Ida, e pochi altri squarci che parlano al cuore, non varca i confini del mediocre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;NOTE,  COMMENTI E APPARATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fra parentesi tonde le note  originali di Mazzini,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quadre quelle del Blogger.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si rinvia invece all’Edizione Nazionale&lt;br /&gt;per le note e le introduzioni dei Curatori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le illustrazioni al testo sono attinte liberamente dalla Rete.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Verranno soppresse in caso di contestazione degli aventi diritto&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgbJojagr1I/AAAAAAAAJKA/YtAAAplEohk/s1600-h/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 129px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgbJojagr1I/AAAAAAAAJKA/YtAAAplEohk/s200/Pagine+da+Pagine+da+Sibilla_Odaleta+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334172507205316434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’Autore del romanzo recensito dal giovane Mazzini, indicato non con il suo nome ma come autore di un precedente romanzo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Sibilla Odaleta&lt;/span&gt;,  si chiamava Carlo Varese (1793-1866). Sia “&lt;a href="http://books.google.it/books?id=OacKAAAAQAAJ&amp;amp;dq=%22Fidanzata+Ligure%22&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;source=bl&amp;amp;ots=bRFUcQc3o8&amp;amp;sig=Sd_YiQtUdjkyU-YZwBd50F3kILk&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=_7oGSsnkGIHK_gaji6X6Bg&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1"&gt;La Fidanzata Ligure&lt;/a&gt;” che “&lt;a href="http://books.google.it/books?id=aKYKAAAAQAAJ&amp;amp;pg=PA9&amp;amp;dq=Sibilla+Odaleta&amp;amp;ei=XrsGSo_OLJGiygSy_-23BQ#PPA3,M1"&gt;La Sibilla Odaleta&lt;/a&gt;” si possono scaricare da Google Libri. La “Fidanzata” ebbe anche una lunga recensione, stroncatoria, sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antologia&lt;/span&gt;, anno 1828, tomo XXXI, fascicolo di luglio n. 91 , pp. 115-128 a firma K. K. Y., che dovrebbe essere del Tommasèo che tenne conto della recensione già fatta dal Mazzini (cfr. p. 115). A prescindere dal valore letterario dei romanzi di Carlo Varese, morto nel 1866, scopriamo che il suo nome ricorre nella letteratura sull’antisemitismo. Nel suo romanzo, che fu alquanto popolare ma che oggi non si trova più menzionato neppure nel Dizionario Bompiani, si faceva riferimento agli “omicidi rituali” praticati dagli ebrei. Contro la sua opera e la sua memoria è scattata la censura ebraica ed è cosa che fa riflettere, imponendo perlomeno una revisione del giudizio critico stratificatosi nel tempo. Si veda al riguardo questa &lt;a href="http://books.google.it/books?id=6Saf0bvfI_0C&amp;amp;pg=PA37&amp;amp;lpg=PA37&amp;amp;dq=antisemitismo+%22Carlo+Varese%22&amp;amp;source=bl&amp;amp;ots=7bWtn8wcm3&amp;amp;sig=2Xb86Ie8IavaMxuf2WgIqn5kTLs&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=Z8oGSrT1CoqR_QbxrtWcBw&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1"&gt;pagina&lt;/a&gt;, nel contesto di un convegno sull’«Olocausto» tenutosi nel 1999 e dove fin dalla notte dei tempi, pare di capire, tutti stavano a preparare la Shoah. Il romanzo di Carlo Varese è del 1827!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-4555845388344833927?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/4555845388344833927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=4555845388344833927&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4555845388344833927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4555845388344833927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/giuseppe-mazzini-la-fidanzata-ligure-i.html' title='Giuseppe Mazzini: «La Fidanzata Ligure» (I, 2 - 1828)'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sgaoi0Cvg0I/AAAAAAAAJJw/uZ5B7fhiXY8/s72-c/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-4044880830950615507</id><published>2009-05-10T07:39:00.023+02:00</published><updated>2009-05-11T17:20:17.120+02:00</updated><title type='text'>Giuseppe Mazzini: «Dell’amor patrio di Dante» (I, 1 - 1826 o 1827)</title><content type='html'>&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/il-pensiero-politico-di-giuseppe.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgZpWOWb43I/AAAAAAAAJJY/QEheiJsLMCM/s1600-h/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 134px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgZpWOWb43I/AAAAAAAAJJY/QEheiJsLMCM/s200/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334066639197168498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vol. I, Capp. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;I.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DELL’AMOR PATRIO DI DANTE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(1826 o 1827)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Edizione Nazionale: vol. I, pp. 1-23. Edito originariamente nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Subalpino, Giornale di Scienze, lettere ed arti&lt;/span&gt;, ann. II, vol. I [1837], pp. 359-385.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le lettere formavan, come debbono, parte delle istituzioni, che reggevano i popoli, e non si consideravano ancora come conforto, bensí com’utile ministero, fu detto il poeta non essere un accozzatore di sillabe metriche, ma un uomo libero, spirato dai Numi a mostrare agli uomini la verità sotto il velo dell’allegoria; e gli antichi finsero le Muse castissime vergini, e abitatrici dei monti, perché i poeti imparassero a non prostituire le loro cetre a possanza terrestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne’ bei secoli della Grecia, i poeti, non immemori della loro sublime destinazione, consecravano il loro genio all’utile della patria; ed altri, come Teognide, spargevano tra’ loro concittadini i dettati della saggezza; altri, come Solone, racchiudevano ne’ loro poemi le leggi, che fanno dolce il viver sociale; altri, come Pindaro e Omero, eternavano i trionfi patrii; altri, come Esiodo, consegnavano ne’ loro versi i misteri, e le allegorie religiose. – Cosí santissimo uffizio affidava la patria ai poeti, l’educazione della gioventù al rispetto delle leggi religiose e civili, e all’amore della libertà; e finché l’inno d’Armodio, e le canzoni d’Alceo suonarono sulle labra dei giovani Greci, non paventarono né tirannide domestica, né giogo straniero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, come la civiltà degenerata in corruttela, i guasti costumi, il lusso, e il tempo distruggitore d’ogni buona cosa, ebbero inchinata la mente degli uomini alla servitù, e la prepotenza de’ pochi giganteggiò sulla sommessione abbietta de’ molti, la poesia tralignò anch’essa dalla sua prima indipendenza, si trafficaron gli ingegni, e furono compri da chi sperava, che il suonar delle cetre soffocasse il lamento dell’umanità conculcata; la poesia divenne l’arte di lusingare la credulità, e la intemperanza dei popoli; attizzò all’ire e alle voluttà i tiranni, e si fe’ maestra spesso di corruttela, quasi sempre d’inezie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno tutte le nazioni, e noi più ch’altri abbiamo, immensi scrittori, e troppi forse poeti. Ma quanti furono coloro, i quali non prostituirono l’ingegno, e la penna alla tirannide politica (perché anche la repubblica delle lettere ha i suoi dittatori)? – Le corti, le sette, le scuole, le accademie, i sistemi, e i pregiudizi, che ogni secolo trascina, corruppero i più, e pochissimi furono quei grandi, che non seguitarono stendardo, se non quello del vero, e del giusto. – De’ primi la posterità fece severo giudicio, ma dei secondi affidò la memoria all’amore di tutti i buoni, e loro commendò di serbare intatto quel sacro deposito a conforto nelle sciagure, e ad incitamento ne’ tempi migliori. Fra questi sommi, che stettero incontaminati in mezzo all’universale servaggio, e non mirarono ne’ loro scritti, come nella lor vita, che all’utile della patria; l’Italia avida di lavar la memoria dell’antica ingiustizia, diè il primato, quasi senza contrasto, al divino &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alighieri&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgaIidR5msI/AAAAAAAAJJg/mRr4ZPM7yXk/s1600-h/2.+Dante+Alighieri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 86px; height: 129px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgaIidR5msI/AAAAAAAAJJg/mRr4ZPM7yXk/s200/2.+Dante+Alighieri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334100934223567554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e se orgoglio municipale o spirito di contesa mossero alcuni a ribellarsi contro l’universale sentenza, fu leggiero vapore in un bel cielo sereno. – Un uomo di cui son calde ancora le ceneri, e di cui vivrà bella la memoria tra noi, finch’alme gentili alligneranno in Italia, pareva avere rivendicato a Dante il vanto d’ottimo cittadino in tal guisa, che più non dovesse sorgere alcuno a contrasto. – Pure da qualche tempi diversi libri, che vennero a luce, senza risuscitare la disputa, mossero alcune querele conto l’amor patrio dell’Alighieri; e a queste querele fece eco un letterato italiano, il quale in una sua lettera, che inserí in uno degli ultimi numeri della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antologia&lt;/span&gt;&lt;span&gt; [1]&lt;/span&gt;, accusollo d’intollerante, e ostinata fierezza, e d’ira eccessiva contro Fiorenza. – Perloché stimiamo bene d’opporre alcune nostre considerazioni a questa rinascente opinione: che se non ci verrà fatto di dir cose nuove, ci conforteremo pur col pensiero, che le voci di un italiano, quali esse siano, non andranno del tutto perdute presso la presente generazione, ove ragionino di cose, che toccan dappresso l’onor nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A voler giudicar dirittamente dalle ragioni d’un’opera, dei motivi, che la dettarono, dei sentimenti sotto la inspirazione de’ quali fu scritta, e quindi della sua interpretazione, parmi affacciarsi un’unica via, troppo spesso negletta; lo studio de’ tempi, in cui fu composta e quello della vita dello scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sempre è l’amor patrio nella sua essenza, e nel suo ultimo scopo; ma, come tutti gli affetti umani, subisce varie modificazioni, e veste forme diverse secondo che mutansi le abitudini, le costumanze, le opinioni religiose e civili, e le passioni degli uomini, che costituiscono questa patria, all’utile della quale si mira. – Come dunque variano i bisogni della patria, variar debbono i mezzi per cui può giungersi a soddisfarli o reprimerli, e quindi la direzione, che seguirà l’amor patrio in un secolo sarà totalmente diversa da quella d’un altro. – Ne’ bei tempi della romana repubblica il vero amor patrio era quello di Cincinnato; Bruto mostrò qual fosse sotto i principj della tirannide; Cocceo Nerva insegnò agli uomini qual alta prova rimanga a darsi dell’amor patrio, quando la servitù e irreparabile. – Ecco come la differenza de’ tempi modificava lo stesso affetto, che ardeva nell’anima di questi tre sommi. – Nello stesso modo s’esercita l’influenza dei tempi sugli scrittori, onde nascono le diverse tinte, che segnano le epoche varie di tutte le letterature. – Finché la storia della letteratura si confuse colla storia dei letterati, le strettissime relazioni, che passavano fra le istituzioni, e le costumanze d’un popolo, e la sua letteratura, sfuggirono inosservate; ma si scoprirono, quando le ricerche storico-letterarie presero una direzione più filosofica. – La tendenza del genio d’uno scrittore dipende in gran parte dalla posizione degli oggetti, che lo circondano; quindi l’amor patrio, ch’egli avrà in petto, apparirà in mille guise, secondo la diversa disposizione degli elementi sociali, de’ quali lo scrittore è in certo modo lo interprete. – In un secolo si manifesterà ravvolto in un magnanimo sdegno, dove in un altro si sarebbe confuso con un suono di lusinga e di pace. – Ponete uno storico (dotato d’altronde di tutte le qualità, che costituiscono l’uomo grande) nel secolo d’Augusto, testimone della calma, figlia della stanchezza, nella splendida corte, che imprimeva una nuova direzione all’attività del carattere romano, in mezzo alla apparente felicità, prodotta dal progresso della civiltà e della letteratura; e voi avrete Livio. – Trasportate lo stesso individuo dopo il regno di Nerone, sul principio di quello di Domiziano, dove era spenta ogni antica virtù, dove l’uomo strisciava privo di dignità in mezzo al contrasto della tirannide più feroce e della più umiliante viltà; e avrete Tacito. – Ambi erano di amor patrio caldissimi, ma il primo, sedotto dall’apparente tranquillità, credé Roma felice, e quindi tessé la storia delle sue antiche grandezze più com’inno, che lusinga l’orecchio dei forti, che come acerba rampogna al torpore dei neghittosi; laddove Tacito, venuto ai tempi, che non concedevan l’illudersi, scrisse la sua, come l’ultimo eco della libertà fuggitiva, non risparmiando ai suoi coetanei il quadro della loro immensa viltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A’ tempi dunque è d’uopo guardare per conoscere, se il linguaggio d’uno scrittore è tale, che possa dirsi spirato dall’affetto della sua patria, conveniente cioè alla situazione in che questa giace. Or quali furono i tempi dell’Alighieri? Come ordinati gli elementi sociali? Una brevissima esposizione della particolare fisionomia di quel secolo, dei tratti, che lo caratterizzano, e lo distinguono da’ successivi, non sarà forse inutile per coloro a’ quali non è dato l’inoltrarsi molto nella storia dell’età media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia del secolo decimoterzo offeriva riunito allo sguardo quanto ci presentò successivamente la storia intera del globo. Tutte le diverse forme di civili, e politiche istituzioni si dividevano le sue città. – Tutti gli elementi, che creano la miseria, o la felicità delle nazioni s’agitavano nel suo seno. – Una somma energia, un valore indomito, una insofferenza di giogo, una irrequieta fecondità nel formare progetti, una feroce costanza nel superare gli ostacoli, che s’attraversavano, stavano a contrasto con una rabbia di dominazione, con una smania di sovvertimento, con una intemperanza d’audacia, col più violento spirito di vendetta, colla brutalità più sfrenata. – Sublimi virtù, e grandi delitti, uomini d’altissimi sensi, e scellerati profondi segnan quel secolo, come ne’ climi, ove la natura è più feconda, giganteggian gl’opposti del bello, e dell’orrido. – Con questa energia, con questa sovrabbondanza di forza, l’Italia avrebbe potuto fondare in quel secolo la sua indipendenza contro l’insulto straniero, [2] ove alcuno avesse posseduto l’arte difficile di volgere tutte quelle passioni ad un solo scopo. – Ma poiché nol tollerò la discordia ingenita nelle menti italiane, e attizzata ognor più dall’ambizione di chi nelle discordie altrui eleva la propria potenza, e dallo spirito invasore dello straniero, fu forza, che quelle torbide genti, a cui l’inerzia era morte, non dirette, non frenate, rivolgessero a danno della madre comune il bisogno d’oprare. – Né mancavano le cagioni di turbamenti. – I nomi di Guelfi, e di Ghibellini, nomi infausti ad ogni orecchio italiano, suonavano per quasi tutta questa terra infelice, perché le fazioni sopravvivono alle cause dalle quali trassero origine, e queste tanto più si suddividevano, quanto mancavan sovente d’una mira determinata. – Né la riforma tentata, e in parte compiuta da Frate Giovanni da Vicenza, né il reggimento repubblicano, mercè il quale Fiorenza vide risorte le lettere, e l’arti, impedirono che la discordia ripullulasse ognor più feroce nella terra Lombarda, e nalla Toscana. – Dall’un termine all’altro le spade italiane grondarono sangue italiano. – Gli stati di Napoli lacerati dalle lunghe lotte di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manfredi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgaTkBMgcKI/AAAAAAAAJJo/5ve-s3AnaM8/s1600-h/3.+Re+Manfredi.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 135px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgaTkBMgcKI/AAAAAAAAJJo/5ve-s3AnaM8/s200/3.+Re+Manfredi.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334113055672397986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; e dell’usurpatore Carlo d’Angiò fremevano sotto il sanguinoso giogo; la Sicilia vendicava col vespro il giovane Corradino; vendetta sterile, che poneala per qualche tempo sotto il dominio de’ re d’Aragona. – Nella Lombardia, i Della–Torre tentavan d’assidersi sulle rovine della tirannide d’Ezzelino. – Siena, Arezzo, Fiorenza combatteansi accanitamente. – La signora de’ mari provocava a guerra mortale Genova e Pisa. – E a danni di Pisa congiungevano l’armi Fiorenza, Lucca, Prato, Pistoia, Volterra ed altre nemiche giurate tra di loro prima che il furor Guelfo confondesse i loro interessi contro l’unica città Ghibellina della Toscana; ma guerre eran quelle non temperate da que’ precetti, che il pudore dettò alle nazioni e ch’esse approvarono col nome di dritto delle genti; guerre combattute colla ferocia dei tempi, e dallo scopo a cui tendevano, come quelle, che più spesso all’esterminio miravano, che a mutamenti di governo e di territorio. – Ogni occasione afferravasi, purché dannosa al nemico; ogni mezzo era buono, purché guidasse a vittoria. – Le tregue convertite in agguati, ogni maniera d’insidia, ogni genere di tradimento, tutto sembrava lecita parte di guerra. – E ad ognuno, il quale rammenti, nella sola guerra tra Genova e Pisa, il giuramento, con che s’astrinsero le città alleate de’ Genovesi, a struggere le mura Pisane, e disperderne i cittadini nelle terre vicine, la fuga del conte Ugolino nella battaglia della Meloria, – il modo, con cui si trattaron da’ Liguri undici mila prigionieri Pisani, frutto di questa vittoria, diecimila dei quali periron tra ceppi, fremerà l’anima in petto non discorde dalle nostre parole. Che se noi diamo un’occhiata all’intera situazione delle città, tal quadro ci s’appresenta, che noi non possiamo, se non gemere su questa nostra Italia, che diede sí miserando spettacolo al mondo. – Per ogni dove i cittadini correvano a’ tumulti, e alle risse, colla stessa ira, che con il furente lacera le proprie piaghe. – Per ogni dove gli oltraggi, le ferite, gli assassinj contaminavano le belle contrade, che sembravano create dalla natura ad una pace tranquilla ed eterna; ché agli uni poneva il sangue sul brando desio di prepotente dominio, agli altri timor di servaggio, e smania d’indipendenza forse tropp’ oltre spinta. – Le primarie famiglie nobili erano quasi tutte in aperta nimicizia tra loro; le minori parteggiavano per l’une o per le altre. – Quindi le città turbate sempre da’ privati dissidi che per lo più si decidevan coll’armi; ogni palazzo era roccia di guerra, ogni piazza potea divenir teatro di combattimenti. – Intanto gl’animi s’educavano al disprezzo di ogni ordine e d’ogni legge; la sommessione a’ tribunali da’ nobili si reputava viltà; ove un d’essi venisse tratto in giudizio, si tentava da coloro, che vincolo di parentela stringeva col reo, di trarlo a forza dalle mani de’ suoi custodi; ogni personale delitto faceasi per tal modo delitto di molti. – Le leggi erano: ma i governi erano impotenti a serbarne intatta l’esecuzione; onde, poiché nessuna cosa valeva a frenare l’intemperante audacia de’ nobili, il popolo stanco di sofferire in silenzio, levavasi in arme contro i perturbanti del suo riposo. – Siffatte popolari rivoluzioni non regolate dalla saggezza de’ Governanti, dirette da privati rancori, animate dalle memorie d’antichi oltraggi, attizzate ognor più da qualche adulatore di plebe, oltrepassavano quasi sempre lo scopo (del che abbiamo, per tacer d’altri, luminoso esempio nella rivoluzione, i il flagello della anarchia ogni cosa percotea; ed alla tirannide della nobiltà sottentrava l’ebbrietà della plebe, pur sempre tirannide. – Cosìs’avvicendava il disordine sotto forme diverse, finch’ una famiglia più avveduta dell’altre, invadesse la signoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali furono i tempi, ne’ quali Dante menò la dolorosa sua vita, tempi fecondi di gravi insegnamenti a chi dentro vi guardi con occhio filosofico, tempi, dallo studio dei quali non può venir che salute all’Italia. – Ora se v’ha taluno, al quale, dopo aver percorsa la storia di quest’età, non s’affacci sul volto, che un sorriso di sterile compassione, questi è da più, o da meno d’un uomo; ché le sciagure d’una nazione, la quale, piena di coraggio e di forze, le rivolge furiosamente contro i suoi figli, e prepara allo straniero la via, consumando miseramente se stessa, saranno sempre alto argomento di dolore, e di pianto a chi sente. – E diciamo di dolore, e di pianto, perché in ogni tempo i più s’appagano di gemere, e di tacere sovra infortunii, a cui non possono porre riparo. – Ma in tutti i secoli v’hanno delle anime di fuoco, che non possono acquetarsi all’universal corruttela, né starsi paghe d’uno steril silenzio. – Collocate dalla natura ad una immensa altezza comprendono in un’occhiata la situazione, e i bisogni de’ loro simili; straniere a’ vizi de’ loro contemporanei, tanto più vivamente ne sono affette; uno sdegno santo le invade; tormentate da un prepotente desío di far migliori i loro fratelli, mandano una voce possente e severa, come di Profeta, che gridi rampogna alle genti; voce, che il più delle volte vien male accolta da coloro, a’ quali è dirizzata, come da fanciulli la medicina. Ma chi dirà doversi anteporre la lusinga d’un plauso fugace alla riconoscenza più tarda de’ posteri? – A questa sola Dante mirava, e lo esprimeva in quei versi, che non dovrebbero obbliarsi mai da chi scrive –&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;E s’io al vero son timido amico,&lt;br /&gt;Temo di perder vita tra coloro,&lt;br /&gt;Che questo tempo chiameranno antico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parad&lt;/span&gt;., c. XVII&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;Forse egli gemeva della dura necessità, che astringevalo a denudare le piaghe della sua terra, forse ogni verso, in cui scolpiva una delle tante colpe, che la macchiavano, gli costava una lacrima, e gli dolea, che la sua voce dovesse esser molesta nel primo gusto; ma si confortava pensando, che avrebbe lasciato vital nutrimento, come fosse digesta, conforto veramente degno dell’alto animo suo; perché bella lode s’aspetta a chi tempra un inno alle glorie patrie, ma vieppiù bella a chi tenta ricondurre all’antica virtù i suoi degeneri concittadini, impresa difficile e perigliosa. – Utilmente lusingavano l’orecchio de’ giovani Greci le odi nazionali di Pindaro, quando la virtù dei vincitori nei ludi Elei splendeva incontaminata nel foro e nel campo; le stesse odi avrebbero suonato amaro scherno o adulazione codarda dopoché la libertà greca era spirata nelle pianure di Cheronea. Ond’è, che in un popolo guasto per molti vizi, o neghittoso per nullità di sentire, sarà santo sempre sovra ogni altro l’uffizio, che s’assume la satira, quando venga trattata non colle scurrilità di Settano, o coll’animosità cieca del Rosa, ma colla severità della virtù, con che Persio sentenzia gl’inetti dell’età sua, o colla onesta decenza del nostro Parini. – Però agli italiani del secolo decimoterzo, ad uomini educati all’ire dalle contese domestiche, ed estere, che sorridevano alla vendetta, come a delizia celeste, la fantasia de’ quali richiedea per essere scossa rappresentanze di dannati, e d’eterni tormenti (1), lo stil grave di Persio, e la dilicata ironia del Parini avrebber suonato inutili, come una voce isolata nel fremito della tempesta. – Per essi volevansi parole di fuoco, come l’indole loro, parole d’alto sdegno, d’iracondo dolore, di amaro scherno, tali insomma, che colpir valessero quelle menti indurate, perché l’aura, che offende la dilicata beltà, passa non sentita sulla cute incallita del villano, e agli scrittori è forza usar lo stile, che i tempi richieggono, ov’essi anelino all’utile, non ad una gloriuzza sterile e breve. – Tali parole proferí l’Alighieri, ispirandosi alle sciagure immense della sua patria, alle colpe e a’ vizi, che le eternavano, e all’anima sua bollente, mesta e severa per natura, allevata ne’ guai, di niuno amica, fuorché del vero. – Vestita la severità d’un giudice, flagellò le colpe e i colpevoli, ovunque fossero; non ebbe riguardo a fazioni, a partiti, ad antiche amicizie; non serví a timor di potenti, non s’innorpellò ad apparenze di libertà, ma denudò con imparziale giudizio l’anime ree, per vedere se il quadro della loro malvagità potesse ritrarre i suoi compatriotti dalle torte vie, in che s’erano messi, come i magistrati di Sparta, a chi s’avviliva coll’uscir da’ limiti della temperanza, presentavano l’abbietto spettacolo d’un Iloto briaco. – Or se questa è mente indegna di buon cittadino, noi confessiamo d’ignorare il valore di questo vocabolo; ma chi negasse una tal mente aver diretto l’intero poema, noi opporremo le parole stesse dell’Alighieri, il quale nella terza cantica si mostra così convinto della santità dell’opera sua, che illudendosi sulla riconoscenza de’ suoi coetanei, si conforta colla speranza, che il suo poema possa riaprirgli le porte dell’amata Fiorenza (2). – Questa testimonianza d’una coscienza immacolata non ci par cosa di poco peso nella Quistione, perché un tal voto, una tale speranza non s’affacciano ad un uomo, il quale arde d’ira contro la patria, e contro d’essa inveisce scrivendo. – E Dante esprimeva questa sua illusione nel canto vigesimo quinto del Paradiso, verso il termine dell’età sua; quando avea già ingoiato tutto il calice dell’esilio, quando ei dovea essere inacerbito da tutte le miserie, che accompagnano l’uomo bisognoso e d’animo fiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto noi non annoieremo chi legge collo schierare dinanzi tutti que’ tratti del divino poema, che pongono in evidenza la piena d’affetto patrio, di che avvampava l’esule illustre, e sarebbe opera inutile, dopo quanto ne sminuzzò il Perticari; ma diremo, che quand’anche non esistesse il sublime canto, in cui parla Sordello, né alcun altro di simil fatta, a chi s’inviscera nella mente d’uno scrittore, gli stessi tratti, che s’allogano a dimostrare la vendetta dell’Alighieri, verrebbero a far piena discolpa dell’animo suo. – Egli inveisce agramente contro le colpe, onde l’itala terra era lorda, ma non è scoppio di furore irragionevole, o d’offeso orgoglio; è suono d’alta mestizia, come d’uomo, che scriva piangendo; è il genio della  libertà patria che geme sulla sua statua rovesciata, e freme contro coloro, che la travolser nel fango. – Nei versi, che più infieriscono, tu senti un pianto, che gronda sulla dura necessità, che i fati della patria gl’impongono; tu discerni l’affetto d’un padre, il quale si sforza di vestire una severità, che non è nel suo cuore, per soffocare una passione crescente nel petto del figlio, che può trascinarlo in rovina. Le voci – patria, natio loco, mia terra – appaiono tratto tratto per farti risovvenire, che il poeta ama Fiorenza collo stesso ardore, con cui flagella i lupi, che le dan guerra. – Sovente egli cerca un tristo compenso nei giorni, che furono, e riposando il suo sguardo stanco sull’antica situazione della sua città, rammenta con orgoglio sublime ciò che fu un tempo, ritraendoci con tinte d’inimitabil dolcezza, la pace, la serenità, la virtù semplice, e queta, che faceano di quella terra un soggiorno celeste, primaché il puzzo del Villano d’Aguglione, e di quel da Signa contaminasse quella purità di costumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acerbissime dunque furono, nol neghiamo, le querele dell’Alighieri; ma tali quali esigevano i tempi, i costumi, le circostanze dell’età sua; tali specialmente, quali l’affetto patrio ben concepito impose a tutti gli uomini, che per genio, e virtù si sollevarono al di sopra degli altri (3). Il Perticari pose innanzi agli accusatori di Dante tratti non meno aspri e pungenti del Boccaccio, del Villani: memorò le parole severe, che Demostene, Aristofane, Tullio, Platone, Seneca, Tacito, ed altri mille scagliarono contro i peccati delle loro terre; e si lagnò della ingratitudine dei posteri, che della stessa cosa gli uni laudavano, mentre accusavano l’altro; perloché noi non ci tratterremo sopra questo argomento; e rimembreremo soltanto, come il Petrarca, di cui Perticari non fece motto, trascorse oltre lo sdegno dell’Alighieri, ogniqualvolta dall’oggetto eterno dell’amor suo torse il guardo all’Italia. – I tre sonetti, nei quali impreca ogni castigo a Roma, superano in ira quanto fu detto mai da Dante, o da alcun altro poeta. – Nella canzone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;egli mostra altamente il suo disprezzo pei tanti tirannetti, che laceravano la patria: nell’altra, ch’egli forse inviò a Stefano Colonna, e che incomincia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Spirto gentil che quelle membra reggi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;chiama l’Italia tutta vecchia, lenta, oziosa; e brama, che alcuno ponga mano nella sua venerabile chioma, e nelle sue trecce sparte. – E il Petrarca viveva in tempi di minor ferocia, benché d’egual corruzione; non avea certamente oltraggio da vendicare: era dotato d’animo sovra ogn’altro dolcissimo, nudrito di sospiri d’amore, educato alla pieghevolezza dalle corti, ove ei, troppo forse per l’onor suo, soggiornava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ultima prova intanto del vero, che per noi si sostiene, trarremo dagli altri scritti dell’Alighieri; e poiché le idee d’un autore debbono, come le leggi, interpretarsi l’una coll’altra, un guardo solo, che noi gettiamo sopra tuttociò, ch’egli andò di mano in mano vergando, ci convincerà ognor più dell’animo suo. – In tutti i suoi scritti, di qualunque genere essi siano, traluce sempre sotto forme diverse l’amore immenso, ch’ei portava alla patria; amore, che non nudrivasi di pregiudizietti, o di rancori municipali, ma di pensieri luminosi d’unione, e di pace; che non ristringevasi ad un cerchio di mura, ma sibbene a tutto il bel paese, dove il sí suona, perché la patria d’un italiano non è Roma, Firenze, o Milano, ma tutta l’Italia. Con tale mente egli scrisse il libro della Monarchia, in cui se tutte le idee non son tali da dover essere universalmente abbracciate, tutte almeno appaion dettate da un ottimo spirito, quale ammettevano i tempi; in questo egli mirò a congiungere in un sol corpo l’Italia piena di divisioni, e sottrarla al servaggio, che allora minacciavala più che mai. – E se il latino linguaggio, le forme scolastiche, che vi campeggiano, e la scarsezza delle edizioni copriron quest’opera quasi d’obblío, non è men vero, che ei vi gittò que’ semi d’indipendenza e di libertà, ch’ei profuse poscia nel suo poema, e che fruttificarono largamente nei secoli posteriori. – Con tal mente fu da lui concepito il trattato del volgare Eloquio, che concitò in questi ultimi tempi lo spirito irritabile de’ letterati italiani a controversie più argute forse, che utili. – In questo egli s’erge luminosamente al di sopra di quella torma di grammatici, che fanno intisichire la lingua per volerla costringere nelle fasce della sua infanzia; dimostra la vera favella italiana non esser Tosca, Lombarda, o d’altra Provincia; ma una sola, e di tutta la terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Ch’Appennin parte, e ’l mar circonda, e l’alpe.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Insegnando a’ suoi coetanei, come questo idioma illustre, fondamentale non aveva nessun limite, ma si facea bello di ciò, ch’era migliore in ogni dialetto, egli cercava di soffocare ogni contesa di primato in fatto di lingua nelle varie provincie, ed insinuava l’alta massima, che nella comunione reciproca delle idee sta gran parte de’ progressi dello spirito umano. – Siffatti pensieri ebbero da lui più ampio sviluppo nel suo Convivio, dov’egli si pronunzia con entusiasmo campione della favella italiana volgare, e predice a questa verginella modesta, ch’egli educava a più nobili fati, glorie, e trionfi sull’idioma latino, ch’era ormai sole al tramonto. – Egli si mostra, come fu notato da uno scrittore, ben più altero della nobiltà, e dell’efficacia della sua lingua, che del merito dei proprii versi. – Sembra ch’egli col pascersi di quest’avvenire cerchi stornare la mestizia, che gl’infortunj politici d’Italia, e di se stesso gli procacciavano; perch’egli scriveva quest’opera, quando avea già sperimentato, come l’arco dell’esilio saetti acuto lo strale, quando la sua vita dechinava al fine. – Eppure l’affetto di patria ardeva sempre vivissimo nel cuor suo, come ci fanno fede que’ tratti commoventissimi, ne’ quali piange la sorte, che lo gittò fuori del dolce seno della bellissima, e famosissima figlia di Roma, Fiorenza. – Quest’affetto di patria mai nol lasciò, accompagnandolo nelle sue peregrinazioni per l’Italia; non formò pensiero, non mise sospiro, che non lo spirasse; e per tacere della bella canzone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Tre donne intorno al cor mi son venute&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;e della bellissima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;O patria degna di triunfal fama,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;perfino quand’egli scrive ciò, che amore gli detta, non&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pensa tanto alla sua Beatrice, che obblii la città, dove nacque; cosìnella canzone, che incomincia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Amor, da che convien pur ch’io mi doglia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;il lamento, ch’ei mette per la crudeltà della donna sua, gli è cagione di rimembrare la crudeltà di Fiorenza, che fuor di sé lo serrava,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Vota d’amor, e nuda di pietate;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;e nell’altra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;La dispietata mente che pur mira&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;tutta d’amor, ricorda il dolce paese, ch’ha lasciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ove pure alcuni squarci del poema potessero lasciare un senso d’esitazione nell’animo, noi abbiamo una testimonianza irrecusabile, che non lascia alcun dubbio sulla mente, che animò la sua cantica. – Questa è la sua vita. Ciò, che in essa più monta è oramai conosciuto abbastanza, benché l’Italia, malgrado un diluvio di commenti, note, memorie, e saggi, non possegga finora una vita degna di questo sommo, e il voto del nostro buon Pelli rimanga pur sempre inesaudito. – Ond’è, che noi moveremo intorno ad essa parole brevissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non difficil cosa sarebbe, crediamo, il dimostrare, come il mutamento di parte, di che lo accusaron taluni, fosse figlio non d’una mente volubile, o della necessità dell’esilio, bensí d’un affinato discernimento, e d’una imparzialità a tutta prova, dappoiché la Guelfa fazione, che potea parere a prima vista animata da uno spirito più italiano, e che egli seguí, finché il bollore giovanile gli fe’ legge di seguir la parte, in che tutti i suoi s’eran messi, appunto in quel torno, guasta da’ nuovi partiti, piegò dal proposito primo, e mostrò evidentemente di servire a privati affetti, e agli interessi di chi la moveva più, che a quei della patria. – Ma questa, ed altre quistioni di simil fatta non son tali, che possano trovar luogo ne’ brevi limiti di un articolo di giornale, e spetterebbero a chi s’assumesse di dare all’Italia una buona vita dell’Alighieri. – Ben diremo che siccom’egli siede, e siederà gran pezza primo fra i poeti, che durano eterni, cosìla sua vita può presentarsi con tutta fidanza a modello di coloro, che san cos’è patria, e com’essa vuol esser servita. – Un’esistenza d’undici lustri non fu per lui, che un solo sospiro, e questo fu per la Italia. – Non ebbe riposo giammai nella lotta, ch’egli intraprese animosamente contro i suoi oppressori, contro i pregiudizi, che la dominavano, contro l’ignoranza, che sovr’essa pesava. – Logorò il fiore dell’età sua in sagrifizi continui per la terra, che lo rinnegò. – Sembra impossibile, che dopo aver percorse le circostanze della sua vita, alcuno abbia potuto muovere sospetto sullo spirito, che lo animava. – L’uomo, che combatté valorosamente nella giornata di Campaldino (1289) contro la gente di Arezzo, che guerreggiò un anno dopo contro i Pisani; – l’uomo, che Firenze scelse all’età d’anni trentacinque ad uno de’ tre reggitori della repubblica – che seppe in tempi difficilissimi ottenersi tanta fama di senno, e d’integrità, che, come sul suo capo posassero le sorti delle cose patrie, i due priori, suoi compagni, a lui solo affidavano il maneggio degli affari più perigliosi; – l’uomo che nelle gare de’ Bianchi, e dei Neri, spogliatosi d’ogni privata affezione, pronunziò la sentenza d’esilio contro ambe le parti (1301), monumento di severa imparzialità; – che volò a’ piedi di Bonifazio per vedere di smuoverlo da’ consigli, che ponevano Fiorenza sotto la tirannide di Carlo di Valois; e che più tardi, quando più gemeva sotto il pondo delle ingiurie della fortuna, ritrovò tanta forza d’animo da condannarsi ad un bando perpetuo, anziché avvilir sé, e la sua patria colla vergogna d’una sommessione disonorevole (4). – Quest’uomo, diciamo, presenta un tal quadro, che sfida il mordere dell’invidia. – Poiché fu bandito, errò lunga pezza per tutta l’Italia, vivendo di memorie, grande del suo dolore, forte di quell’ingegno, che niuno può torre. – L’infortunio non l’avvilí; la miseria, che, a detta di Omero, dimezza l’anima dello schiavo, non gli tolse pur una dramma del suo generoso sentire; ma stette contro i colpi della fortuna, com’uomo che duolsi più dell’altrui, che del proprio danno; e bench’ei fosse astretto a mendicare dai signori italiani un tozzo di quel pane, che sa di sale, non piegò dinanzi al potere, non prostituí il suo genio, e la musa a speranze di principesca mercede. – Com’ei vide tronca ogni via per soccorrere col senno, e col braccio alla patria inferma, diè mano allo scrivere, e legò in un poema eterno a’ suoi posteri l’amore il più ardente della indipendenza, e l’odio il più fiero contro i vizi, che trassero a mal partito la sua Fiorenza. – Compié il suo mortale pellegrinaggio in Ravenna; ivi riposano ancora le sue ossa, segnate da un monumento indegno di lui, lontane dalla terra, che tanto amò, e dove l’inerzia di Leon X non permise che a lui s’ergesse una tomba da Michelangelo, erede del suo genio, e l’unico forse degno di pagargli il tributo, che l’Italia deve alla sua memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O Italiani! Studiate Dante; non su’commenti, non sulle glosse; ma nella storia del secolo, in ch’egli visse, nella sua vita, e nelle sue opere. – Ma badate! V’ha più che il verso nel suo poema; e per questo non vi fidate ai grammatici, e agli interpreti: essi sono come la gente, che dissecca cadaveri; voi vedete le ossa, i muscoli, le vene che formavano il corpo; ma dov’è la scintilla, che l’animò? – Ricordatevi, che Socrate disse il migliore interprete d’Omero essere l’ingegno più altamente spirato dalle muse. Avete voi un’anima di fuoco? – Avete mai provato il sublime fremito, che destano l’antiche memorie? – Avete mai abbracciate le tombe de’pochi grandi, che spesero per la patria vita, e intelletto? – Avete voi versata mai una lacrima sulla bella contrada, che gli odi, i partiti, le dissensioni, e la prepotenza straniera ridussero al nulla? – Se tali siete, studiate Dante; da quelle pagine profondamente energiche, succhiate quello sdegno magnanimo, onde l’esule illustre nudriva l’anima; ché l’ira contro i vizi e le corruttele è virtù. – Apprendete da lui, come si serva alla terra natía, finché l’oprare non è vietato; come si viva nella sciagura. – La forza delle cose molto ci ha tolto; ma nessuno può torci i nostri grandi; né l’invidia, né l’indifferenza della servitù poté struggerne i nomi, ed i monumenti; ed ora stanno come quelle colonne, che s’affacciano al pellegrino nelle mute solitudini dell’Egitto, e gli additano, che in que’ luoghi fu possente città. – Circondiamo d’affetto figliale la loro memoria. – Ogni fronda del lauro immortale, che i secoli posarono su’ loro sepolcri, è pegno di gloria per noi; né potete appressare a quella corona una mano sacrilega, che non facciate piaga profonda nell’onore della terra, che vi diè vita. – O Italiani! – non obbliate giammai, che il primo passo a produrre uomini grandi sta nello onorare i già spenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;NOTE,  COMMENTI E APPARATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fra parentesi tonde le note  originali di Mazzini,&lt;br /&gt;quadre quelle del Blogger.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si rinvia invece all’Edizione Nazionale per le note e le introduzioni dei Curatori.&lt;br /&gt;Le illustrazioni al testo sono attinte liberamente dalla Rete.&lt;br /&gt;Verranno soppresse in caso di contestazione degli aventi diritto&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(1) Giovanni VILLANI, Ist. Fior., lib. III, n. 70.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Se mai continga che il poema sacro,&lt;br /&gt;Al quale ha posto mano e cielo, e terra,&lt;br /&gt;Sí che m’ha fatto per più anni macro,&lt;br /&gt;Vinca la crudeltà che fuor mi serra&lt;br /&gt;Del bello ovile ov’io dormi’ agnello&lt;br /&gt;Nimico ai lupi che gli danno guerra; ecc.&lt;br /&gt;               &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parad&lt;/span&gt;., c XXV.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(3) Se vero è, come risulta dalla vita di Dante del Boccaccio, da due novelle di Franco Sacchetti, e da altri, che i primi sette canti almeno fossero di già composti, e diffusi in Firenze, prima ch’ei ne fosse cacciato, ognun vede dal tenore di quei canti, e dallo stile, che in essi s’adopra, non doversi ascrivere all’ira della sciagura, bensí ad alto, e fermissimo proposito dello Scrittore, l’aspre parole, e i rimproveri, ch’egli proferisce nel suo poema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4) Noi non esitiamo a porre tra i fatti più degni di lode dello Alighieri questo suo rifiuto d’entrare in Fiorenza, benché alcuno abbia voluto inferirne rancore, e superbia. – A chiunque rammemori tutte le vie ch’ei tentò per ricuperare la patria, e la lettera, ch’egli scrisse al suo popolo, mentovata da Leonardo Bruni nella sua Vita di Dante, non può venir dubbio sul desiderio, ch’egli nutriva di rimpatriare. – E dove si considerino le turpissime condizioni, che a lui s’offerivano, memorate dal Boccaccio nella vita, ch’egli lasciò di lui, e la lettera intera di Dante, ch’egli inviò a chi gli faceva tali proposte, non riman luogo, che ad altissima ammirazione; perché l’uomo deve prima di tutto rispettare la sua patria in se stesso, e la qualità di cittadino allora veramente si perde, quando ottiensi colla viltà, o coll’infamia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;[1] Non abbiamo ancora ancora trovato il riferimento esatto del giovane Mazzini, ma in compenso abbiamo trovato in rete la Collezione della famosa “Antologia” di Viessieux, uscita a Firenze nel 1821 e continuata a cadenze trimestrali per i decenni successivi. La rivista nasceva dopo analoghe esperienze in Francia, in Germania, in Inghilterra. Si ispira particolarmente alle riviste francesi, da cui traduce estratti. Grazie alla comodità offerta da Google Libri, che ci risparmia pesanti sedute in biblioteca pubbliche, scorreremo rapidamente l’intera Collezione digitalizzata per ricavare una diretta impressione dello spirito dell’epoca, da noi distante due secoli. Ci soffermeremo su quanto ci parrà interessante. Ma intanto possiamo desumere che questa rivista, l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antologia&lt;/span&gt;, contribuì alla formazione intellettuale e politica del giovane Mazzini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[2] Ecco qui una tipica insofferenza verso lo “straniero” in quanto dominatore che viene da fuori e porta oppressione. L’edizione nazionale degli scritti di Mazzini rubrica come “letterari” questo ed altri scritti. A nostro avviso, Mazzini resta sempre in ogni sua riga, anche quando si interessa di letteratura, sempre uno scrittore politico che trasporta le preoccupazioni della sua epoca e le sue proprie idealità ad ogni oggetto che si trova a trattare. Questo gli funge solo da pretesto. Non dimenticando la nostra ricerca sul sionismo, già da queste primissime righe del giovane Mazzini ci sembra infondato un qualsiasi accostamento delle idealità giovanili del Mazzini ad un’ideologia che sulla base di una pura superstizione religiosa invade la “patria” altrui, quella dei palestinesi che in Palestina vivevano da sempre, non solo per scacciarli dai loro villaggi ancestrali, ma facendone strage e genocidio. Come ciò potesse avere l’avallo del Mazzini, è ciò che non ci stancheremo di verificare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-4044880830950615507?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/4044880830950615507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=4044880830950615507&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4044880830950615507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4044880830950615507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/giuseppe-mazzini-dellamor-patrio-di_10.html' title='Giuseppe Mazzini: «Dell’amor patrio di Dante» (I, 1 - 1826 o 1827)'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgZpWOWb43I/AAAAAAAAJJY/QEheiJsLMCM/s72-c/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-8437359075216949353</id><published>2009-05-09T19:39:00.013+02:00</published><updated>2009-05-11T17:18:19.374+02:00</updated><title type='text'>Il Pensiero politico di Giuseppe Mazzini. Homepage</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 9.5.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgXKouvPGwI/AAAAAAAAJJM/aCyswK3awN0/s1600-h/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 134px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgXKouvPGwI/AAAAAAAAJJM/aCyswK3awN0/s200/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333892134779951874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giuseppe Mazzini è un nome noto a chiunque in Italia abbia frequentato le scuole dell’obbligo. Il suo nome è associato al Risorgimento italiano, anzi è il Risorgimento italiano. Come sempre, tutto ciò che è scolastico viene penalizzato dalla costrizione e dalla mancanza di spontaneità ed autonomo interesse dello scolaro, i cui curricula sono spesso pesanti bardature che cadono quando viene meno la pressione pedagogica. L’idea di Risorgimento, di unificazione nazionale, che ci eravamo tutti formata aveva perlomeno chiare coordinate storiche e mentali: l’insieme di stati autonomi in cui era divisa la geografia politica della Penisola si uniscono per dare vita ad un unico grande stato che era l’Itale e l’Italia di tutti gli italiani, dal nord al sud. Non fu dunque una conquista coloniale di uno Stato a danno di altri stati, ma un convinto processo unitario, dove nessuna parte d’Italia restava mortificata. Dunque l’idea di Risorgimento era in primo luogo indigena, autoctona, costituente. Niente a che vedere con una qualsiasi idea o concetto di conquista, di oppressione, di sterminio, di pulizia etnica. Eppure, autorevolemente ed istitzionalmente, ci capita di vedere associato il nome di Mazzini e l’idea di Risorgimento ad un mostro politico che porta il nome di sionismo. Nella parte che abbiamo finora esplorato dell’Opera omnia di Mazzini trova conferma il nostro giudizio di assoluta arbitrarietà ed infondatezza dell’operazione che gruppi politici certamente illiberali pensano di poter impunemente condurre. L’opera di Mazzini consta di più di 100 volumi finora editi e non è certo agevole leggerli tutti. Avevano pensato di pubblicarli in rete con un nostro commento. Ma ci rendiamo conto che è un lavoro insostenibile per una sola persona. Optiamo per un progetto più limitato, all’interno di questo blog intitolato “Spigolature storiche”, dove l’interesse per una rivisitazione dell’opera di Giuseppe Mazzini è si occasionato da un intento polemico, ma non ne è condizionato e soprattutto ci consente di cogliere una più ampia opportunità di rivisitare, non più scolasticamente, l’intero Risorgimento italiano e il processo di unificazione politica dell’Italia dal primo impatto con la Rivoluzione francese fino ai giorni nostri. L’edizione a cui facciamo riferimento ed a cui attingiamo è l’Edizione nazionale degli “Scritti editi ed inediti”, iniziata nel 1906 e dopo un secolo giunta al 100° volume ed oltre. Supponiamo che per i testi di Mazzini non ci sia nessun copyright e siano testi di pubblico dominio. Ad ogni buon conto e per cautela soppriremo tutte le note e i commenti dei curatori dell’Edizione nazionali, sostituendoli, se ci parrà in caso con nostri propri commenti. Procederemo secondo un piano e questa sarà la pagina di unione dei numerosi post previsti. Post distinti ed autonomi saranno dedicati ai personaggi che certamente verranno fuori numerosi dalla diretta lettura del testo mazziniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Edizione  Nazionale&lt;br /&gt;degli Scritti&lt;br /&gt;di&lt;br /&gt;GIUSEPPE MAZZINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volume I&lt;br /&gt;(Letteratura - Vol. I)&lt;br /&gt;Imola, 1906&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;I.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://giuseppemazzini.blogspot.com/2009/05/giuseppe-mazzini-dellamor-patrio-di.html"&gt;Dell’amor patrio di Dante&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;(1826 o 1827)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/giuseppe-mazzini-la-fidanzata-ligure-i.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Fidanzata Ligure&lt;/span&gt;, romanzo di Carlo Varese&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;(1828)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III.&lt;br /&gt;Del romanzo in generale ed anche dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Promessi Sposi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV.&lt;br /&gt;Poesia contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IX.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;X.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XIV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XVI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XVII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XVIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XIX.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XX.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XXI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XXII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XXIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XXIV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XXV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;XXVI.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-8437359075216949353?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/8437359075216949353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=8437359075216949353&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8437359075216949353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8437359075216949353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/05/il-pensiero-politico-di-giuseppe.html' title='Il Pensiero politico di Giuseppe Mazzini. Homepage'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SgXKouvPGwI/AAAAAAAAJJM/aCyswK3awN0/s72-c/1.+Giuseppe+Mazzini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-8152659520776312107</id><published>2009-04-12T14:13:00.009+02:00</published><updated>2009-04-12T21:49:04.365+02:00</updated><title type='text'>Il B’naï B’rith: Dizionario.</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 12.4.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHfPZguzAI/AAAAAAAAI6Q/v527s56-vgc/s1600-h/1.Libro+di+Ratier.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHfPZguzAI/AAAAAAAAI6Q/v527s56-vgc/s200/1.Libro+di+Ratier.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323781690167839746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-storia-misteri-personaggi.html"&gt;Storia&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-cronologia.html"&gt;Cronologia&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-dizionario.html"&gt;Dizionario&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La memoria non potrebbe conservare i nomi di numerosi personaggi che amano agire nell’ombra. Ed anche noi saremmo ben lieti di lasciarli nell’oscurità. Tuttavia, per poterci rendere conto di numerosi eventi, come ad esempio la produzione di leggi liberticide in Francia, Germania, Austria, Italia, per avere contezza e memoria dei personaggi che si sono mossi nelle segrete stanze, per ottenere leggi pronunciate in nome del popolo, ma nell’interesse di pochi e spesso contrarie alle libertà dei più, è necessario ricordare determinati nomi e quindi collegarli con altri nomi. La redazione di un Dizionario potrà essere utile in tal senso. Non occorre che sia completo. Non si propone di essere completo e non potrebbe mai esserlo. Vuole essere invece selettivo e soprattutto significativo. Pensiamo che ciò sia possibile ed anche utile. Di ogni voce verrà data la fonte ed in caso di fonti plurime si tenterà una redazione unica dei testi, indicando alla fine della voce stessa le diverse fonti utilizzate. Per voci particolarmente ampie verrà redatto un post autonomo sotto apposita rubrica, che può aver per titolo “Personaggi” del B’naï B’rith.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jacob, Georges&lt;/span&gt;. – «Presidente dell’A.D.L. europea, che è attiva a partire dal 1953, fu l’avvocato Georges Jacob, che era stato internato per cinque anni a Lübeck e che aveva presieduto la loggia France del B’naï B’rith (conserverà la presidenza dell’A.D.L. europea almeno fino al 1964). Fu lui che impose a ogni loggia di avere la sua commissione A.D.L. Questa commissione europea disponeva già all’epoca di un suo proprio “centro di documentazione incaricato di lottare contro le manovre antisemite di una certa stampa e di certi gruppi (e beneficiava della) collaborazione devota, attiva e vivace di M. J.-P. Bloch e di M. Gaston Kahn, ed era fulcro di un gran numero di associazioni ebraiche culturali, di culto e sociali» (Ratier, 269-70).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rutelli, Francesco&lt;/span&gt;. – Da Sindaco di Roma, Francesco Rutelli ebbe «la malaugurata idea, nel settembre del 1995, di voler intitolare una strada della capitale all’ex gerarca fascista Giuseppe Bottai». Mal gliene incolse, come scrive Dino Martirano sul Corriere della Sera del 19 settembre 1995: «Stop a “Largo Giuseppe Bottai”. Ieri Francesco Rutelli ha annunciato a sorpresa di voler  una temporanea marcia indietro dopo le tante pressioni e proteste ricevute in questi ultimi giorni. E successo tutto in una flotte. Sono le 21 di domenica quando il sindaco entra nell’istituto “Pitigliani”: lì, a Trastevere, ci sono ad attenderlo gli aderenti al Bené Berith, la potente associazione ebraica che in mezzo mondo si batte per il rispetto dei diritti umani. Rutelli ha davanti a sé professori universitari, avvocati, ingegneri, imprenditori, che senza usare mezze parole gli ricordano il dolore e la vergogna delle leggi razziali del ’38 applicate da Bottai nelle scuole: in sala ci sono anche l’architetto Bruno Zevi [figlio di Tullia Zevi] ed il medico personale del primo cittadino Massimo Finzi, che b conosce bene da molti anni. È la svolta. Quando il sindaco abbandona la riunione, è teso, e si limita a dire: “Ci penserò attentamente”. Ma ha già in tasca il testo della dichiarazione con la quale, 12 ore dopo, congelerà lo slargo di Valle Giulia intitolata appena cinque giorni fa al ministro dell’Educazione Nazionale. (...) Così Rutelli invita in Campidoglio l’ambasciatore Bruno Bottai, il figlio del Gerarca, e lo riceve nel suo studio insieme con Guido Di Veroli, presidente del XIX distretto Europeo del “Bené Berith” . L’incontro a tre davanti telecamere e cronisti è brevissimo. Il sindaco misura le parole e dice di aver fretta, Di Veroli si rallegra per il rinvio e annuncia che comunicherà la “felice soluzione” alla sede centrale di Washington». &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeJEY2IKBdI/AAAAAAAAI64/dvB_ldyc6WI/s1600-h/7.Doc+BB.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 147px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeJEY2IKBdI/AAAAAAAAI64/dvB_ldyc6WI/s200/7.Doc+BB.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323892903142622674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Proprio da Washington era partito il Fax (che pubblichiamo) firmato da Abraham Foxman che, come già per Berlusconi, pungolava il primo cittadino della città eterna consigliandogli di tornare sui suoi passi, tanto più che “sicuramente ci saranno altre persone, nella storia di Roma, più degne di tale onore”». Fin qui riportato da Ratier a p. 319-20. In fatto di onore sarà il successivo sindaco Veltroni che concederà a Foxman la cittadinanza onoraria di Roma e possiamo scommettere, che magari appena defunto, quel largo che è stato indecorosamente sottratto a Bottai padre davanti al figlio verrà altrettanto indecorosamente intitolato ad Abraham Foxman, cittadino onorario di Roma, di una Roma mai così umiliata. L’influenza della comunità ebraica sull’attuale sindaco Alemanno è fortissima ed a tutti evidente. L’amministrazione comunale ha stanziato 23 milioni di euro per un museo romano della Shoah, che pare sarà ubicata in villa Torlonia, già abitazione privata di Mussolini. I suoi elettori, fra cui chi scrive, ne potrebbero raccontare di belle, ma di questi tempi incomincia a diventare pericoloso raccontarle. Ne sa qualcosa il docente di un liceo artistico romano, reo di aver giudicato negativamente i viaggi di istruzione ad Auschwitz che ogni anno vengono finanziati a spese del contribuente romano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sorani, Settimio&lt;/span&gt;. – Era presidente della Loggia del B’naï B’rith fondata nel febbraio 1958.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-8152659520776312107?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/8152659520776312107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=8152659520776312107&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8152659520776312107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8152659520776312107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-dizionario.html' title='Il B’naï B’rith: Dizionario.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHfPZguzAI/AAAAAAAAI6Q/v527s56-vgc/s72-c/1.Libro+di+Ratier.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-6332153693594453100</id><published>2009-04-12T13:23:00.018+02:00</published><updated>2009-04-12T20:06:21.365+02:00</updated><title type='text'>Il B’naï B’rith: Cronologia.</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 12.4.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHTsU3mhTI/AAAAAAAAI6A/0UBzsVOVyqM/s1600-h/1.Libro+di+Ratier.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHTsU3mhTI/AAAAAAAAI6A/0UBzsVOVyqM/s200/1.Libro+di+Ratier.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323768992998262066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-storia-misteri-personaggi.html"&gt;Storia&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-cronologia.html"&gt;Cronologia&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-dizionario.html"&gt;Dizionario&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per capirci qualcosa, per potersi districare in un mondo che ama il segreto, il mistero, i rituali, la Cronologia è essenziale. Di ogni evento si sarà quel minimo di spiegazione che è necessario per dare senso ad una data che resterebbe altrimenti inesplicabile. Non meno importante è dare ogni volta la fonte del data riportata, che in fase di avvio si basa sul citato volume di Ratier, il quale fa lo status della situazione al 1993. Da allora sono passati 15 anni. Allora internet era appena agli esordi. Se non ci metterano il bavaglio, attingeremo da questa nuovo fonte restituendo ad essa cià che da essa prendiamo. Il valore aggiunto sarà data dalla connessione di notizie altrimenti slegate e prive di senso. Tutto potrà sempre essere riscritto, rettificato, integrato, migliorato. È questo il grande vantaggio rispetto alla carta stampata. Internet è un grande, immenso luogo di incontro fra chi produce conoscenza e chi la cerca, ma è anche il luogo dove il fruitore di conoscenza può trasformarsi in produttore di conoscenza.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;13 ottobre 1843&lt;/span&gt;. – «Il 13 ottobre 1843 il B’nai B’rith fu fondato al Caffé Sinsheimer, nel quartiere di Wall Street, a New York. Allora fu chiamato Bundes-Brueder (che significa Lega dei fratelli), nome tedesco a causa dell’origine dei fondatori ebrei-tedeschi, che parlavano soltanto il tedesco o l’yiddish. Il B’nai B’rith è pertanto una delle più antiche associazioni americane ancora esistenti. Il fondatore, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Henry Jones&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHtFWBzNmI/AAAAAAAAI6Y/VeLomcqWzK0/s1600-h/3.+Henry+Jones.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 105px; height: 148px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHtFWBzNmI/AAAAAAAAI6Y/VeLomcqWzK0/s200/3.+Henry+Jones.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323796910596896354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; cercò dei co-fondatori reclutandoli presso la Sinagoga, di cui era uno dei principali responsabili. Il B’nai B’rith stesso riconosce inoltre che almeno quattro dei suoi fondatori erano massoni. L’Ordine del B’nai B’rith, per libera scelta dei fondatori, era riservato ai soli ebrei. I fondatori volevano creare un Ordine che avrebbe dovuto essere il mezzo per unire gli ebrei d’America e “illuminare” così “come un faro il mondo intero”. Un mese dopo la creazione dell’Ordine, si decise che la sede sarebbe stata a New York; il locale scelto per fondare la prima Loggia di New York, non fu una sala della Sinagoga, ma il tempio massonico situato all’angolo di Oliver Street e Henry Street, proprio per mostrare la sua origine massonica. I fondatori decisero di cambiare nome all’associazione, stimando che un Ordine ebraico dovesse avere un nome ebraico. Conservarono così le iniziali B. B., ma cambiarono il nome dell’Ordine, che da Bundes-Brueder (Lega dei Fratelli) divenne “B’nai B’rith” (Figli dell’Alleanza). Il motto dell’Ordine era: “Benevolenza, Amore fraterno e Armonia”. Si scelse perciò come simbolo dell’Ordine la “menorah”, il candeliere a sette bracci, che simboleggia appunto la luce» (Fonte: &lt;a href="http://www.disinformazione.it/bnaibrith.htm"&gt;Disinformazione&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aprile 1954&lt;/span&gt;. – Nasce a Milano il B’naï B’rith italiano, che fa parte del distretto dell’Europa continentale raggruppante Francia, Svizzera, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania, Austria e Grecia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luglio 1955&lt;/span&gt;. – Si estende a Roma il B’naï B’rith, che ha fatto la sua comparsa a Milano nell’aprile 1954. A Roma viene fondata l’influente loggia Elia Benamozegh.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Febbraio 1958&lt;/span&gt;. – Viene fondata a Firenze una loggia del B’naï B’rith, di cui nel 1962 era presidente Settimio Sorani. A quella di Firenze segue la fondazione della Loggia di Livorno.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;13 luglio 1990&lt;/span&gt;. – «Il B’naï B’rith contribuisce largamente all’adozione della legge &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fabius&lt;/span&gt;-&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gayssot&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeIXblVGf1I/AAAAAAAAI6o/9WwtrRThlgc/s1600-h/5.+Laurent+Fabius.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 144px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeIXblVGf1I/AAAAAAAAI6o/9WwtrRThlgc/s200/5.+Laurent+Fabius.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323843472149872466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che istituisce il delitto di opinione revisionista, vale a dire la proibizione di ogni ricerca storica che voglia mettere in discussione, interamente o solo in parte, il giudizio del Tribunale di Norimberga ed in particolare l’esistenza di camere a gas durante la Seconda Guerra mondiale nei paesi dell’Est. “Esso (il B’naï B’rith) si è distinto in questi ultimi anni per le azioni senza sosta contro i revisionisti ed il loro lavoro di disinformazione sulla Shoah. Il revisionismo storico è stato sempre seguito, a livello mondiale, dal B’naï B’rith e dall’A.D.L. Per esempio, Abraham Foxman, direttore dell'A.D.L., si era preoccupato di spedire dagli Stati Uniti una lettera di protesta al Rettore dell’Università di Nantes ed al ministro dell’Educazione, Alain Devaquet, per chiedere che fosse tolto il titolo di dottore allo storico Henri Roques ‘che ne! suo lavoro nega lo sterminio degli ebrei per mano dei Nazisti’. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeIaTkz4gOI/AAAAAAAAI6w/e1F16g9SRuo/s1600-h/6.Doc.+BB.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 141px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeIaTkz4gOI/AAAAAAAAI6w/e1F16g9SRuo/s200/6.Doc.+BB.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323846633106473186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Loggia Mazeltov del B’naï B’rith di Parigi domandava ugualmente ‘con estrema fermezza’ la condanna di questa tesi, e l’Unione Francese delle Associazioni del B’naï B’rith (U.E.A.B.B.) partecipava alla manifestazione di protesta organizzata davanti al Memorial del martire ebreo ignoto a Parigi. Nel settembre 1987 il B’naï B’rith, soddisfatto di vedere ‘la classe politica francese ed europea’ condannare quello che definiva ‘le dichiarazioni calunniose di Le Pen sulla Shoah’ chiedeva la promulgazione di una legge speciale  che condannasse ogni ricerca storica critica indipendente su certi episodi ed avvenimenti della Seconda Guerra mondiale, in particolare sulle camere a gas:&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeIXbezF11I/AAAAAAAAI6g/AN38LAZH0nQ/s1600-h/4.Jean+Claude+Gayssot.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 144px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeIXbezF11I/AAAAAAAAI6g/AN38LAZH0nQ/s200/4.Jean+Claude+Gayssot.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323843470396610386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ‘Noi invitiamo il nostro governo a presentare all’Assemblea Nazionale una legge che preveda la condanna di ogni pubblicazione e di ogni discorso discriminatorio di carattere razzista o antisemita. Questa legge comporterà in specie una severa condanna di ogni negazione dello sterminio del popolo ebraico o la banalizzazione della storia di quell’epoca‘. Il B’naï B’rith sarebbe stato esaudito qualche mese dopo grazie al duo Fabius-Gayssot a alla sua legge Faurissonia» (Ratier, p. 295).&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;24 ottobre 1993&lt;/span&gt;. – «Giornata mondiale del B’naï B’rith, in occasione dei suoi 150 anni. Gran cena di gala a washington sotto l’alto patrocinio di François Mitterand (e di Bill Clinton, Richard von Weizaecker, Helmut Kohl ecc.). In tale occasione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Simone Veil&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHVMsweZrI/AAAAAAAAI6I/n09FqmnQk-M/s1600-h/2.Simone+Veil.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 97px; height: 123px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHVMsweZrI/AAAAAAAAI6I/n09FqmnQk-M/s200/2.Simone+Veil.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323770648678262450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; malgrado le sue responsabilità pubbliche, essendo allora Ministro di Stato per gli affari sociali, la sanità e la città, effettuò il viaggio per essere decorata con la medaglia d’oro del B’naï B’rith» (Ratier, 264). Sottraendo 150 a 1993 viene fuori l’anno 1843, dunque ufficialmente riconosciuto come anno di fondazione della Massoneria ebraica. I “falsi” Protocolli di Sion sono degli inizi del Novecento. Credo che il loro contenuti principalmente censurato sia l’esistenza di una lobby, di Savi, di Anziani, il cui scopo è il dominio ovvero l’egemonia sul mondo intero. Se si associa il B’naï B’rith ai Savi del contestato pamplet non credo si possa escludere una certa verosimiglianza, lasciando aperte tutte le questioni filologiche che ci restano ancora da indagare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-6332153693594453100?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/6332153693594453100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=6332153693594453100&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6332153693594453100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6332153693594453100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-cronologia.html' title='Il B’naï B’rith: Cronologia.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeHTsU3mhTI/AAAAAAAAI6A/0UBzsVOVyqM/s72-c/1.Libro+di+Ratier.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-656349683733476219</id><published>2009-04-12T10:28:00.013+02:00</published><updated>2009-04-12T14:34:11.869+02:00</updated><title type='text'>Il B’naï B’rith: Storia, misteri, personaggi, cronache.</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 12.4.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeGsv2sF2iI/AAAAAAAAI54/Pp29OSpCMCQ/s1600-h/1.Libro+di+Ratier.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeGsv2sF2iI/AAAAAAAAI54/Pp29OSpCMCQ/s200/1.Libro+di+Ratier.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323726172662913570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-storia-misteri-personaggi.html"&gt;Storia&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-cronologia.html"&gt;Cronologia&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-dizionario.html"&gt;Dizionario&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia prima fonte sull’argomento è il volume di Emmanuel Ratier, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Misteri e segreti del B’naï B’rith&lt;/span&gt;, apparsa in edizione francese nel 1993 e tradotta in italiano a cura del Centro Librario Sodalitium nel 1995 con una seconda edizione nel 1999. Anche soltanto a giudicare dalle date le notizie ivi apprese andrebbero aggiornate alla data odierna. Il libro poi mi è riuscito alquanto ostico. I nomi quasi tutti finora ignoti e soprattutto difficili da ricordare. Il tutto parrebbe una curiosità sulla quale non vale sprecare del tempo. Se però si collegano strane ed assurde leggi che attentano alle nostre libertà civili ed alle ragioni o cause per le quali sono state prodotte, allora sembrano convincenti e illuminanti le relazioni ed i collegamenti ascrivibile ad una vera e propria associazione segreta come il B’naï B’rith. Esiste un testo famigerato, noto più per la sua asserità falsità che non per il suo contenuto: I protocolli dei Savi di Sion. Non intendo qui entrare nel merito di questo libro, ma la mia curiosità mi porta a chiedermi ed indagare in cosa consista l’asserità falsità. Non mi riesce difficile credere che sia stato opera di un qualche agente della polizia zarista, come ho letto da qualche parte. Non mi soffermo oltre, ma la mia associazione di idee va ai personaggi del B’naï B’rith, che preesistevano all’anno in cui i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;falsi &lt;/span&gt;Protocolli furono redatti ed editi. Mi chiedo se in fondo il redattore dei Protocolli non abbia inteso all’inizio del secolo XX scrivere un libro sul B’naï B’rith, così come Emmanuel Ratier lo ha scritto alla fine dello stesso secolo. Noi qui non intendiamo qui accingerci a riscrivere lo stesso libro nel primo decennio del XXI secolo, ma servendoci dell’immensa biblioteca e fonte di notizie che è internet tenere memoria dei nomi, dei luoghi e degli eventi citati dai menzionati autori, aggiornandoli ove possibile e sempre e soltanto con lo scopo pratico di vigilare sulle nostre libertà, intendo dire sulle libertà di noi poveri goym.  Mi chiedo quale certezza dei nostri diritti possiamo avere se uno di questi personaggi entra nei ranghi della magistratura e ci tocca essere giudicati proprio da costoro. La ricerca verrà portata avanti in margine a molte altre cose e sarà soprattutto una mnemotecnica per registrare, ricordare e trovare nozioni, nomi ed eventi già noti e in svolgimento. Quindi, questo e altri post saranno curati e aggiornati solo in modo saltuario. In pratica, riscriveremo lo stesso libro o gli stessi libri in modo da capirci qualcosa in un linguaggio tutto nostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: 1. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-storia-misteri-personaggi.html#uno"&gt;Chi è Emmanuel Ratier&lt;/a&gt;. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Chi è Emmanuel Ratier&lt;/span&gt;. – Apprendiamo da &lt;a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Ratier"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt; francese che è nato nel 1957 ed è vivente. Non intendiamo ricopiare qui le notizie che possono leggersi in &lt;a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Ratier"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt; o altrove, ma se mai integrarle con nostri commenti. Pare ovvio che con il suo libro di sia guadagnata la patente di antisemita. Come poteva essere diversamente? Da osservare che in Francia vive e risiede una comunità ebraica di oltre 400.000 persone, cioè dieci volte di più di quanti ebrei vi siano in Italia. Difficile immaginare che non sia riconducibile al mondo ebraico francese la legge Fabius-Gayssot, un’autentica vergogna che affossa la civiltà giuridica nata proprio dalla rivoluzione francese e che nei principi di libertà di pensiero e di espressione aveva i suoi cardini. Che un libro come quello di Ratier – che francamente a noi riesce farraginoso – dovesse apparire proprio in Francia, mi sembra cosa ovvia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-storia-misteri-personaggi.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-656349683733476219?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/656349683733476219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=656349683733476219&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/656349683733476219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/656349683733476219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/04/il-bnai-brith-storia-misteri-personaggi.html' title='Il B’naï B’rith: Storia, misteri, personaggi, cronache.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SeGsv2sF2iI/AAAAAAAAI54/Pp29OSpCMCQ/s72-c/1.Libro+di+Ratier.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-8132918506835066388</id><published>2009-03-30T12:47:00.018+02:00</published><updated>2009-05-19T11:12:04.718+02:00</updated><title type='text'>I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: d) Glossario dei termini giuridici e istituzionali inusuali.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avvertenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo post ed i suoi sviluppi sono stati trasferiti su un nuovo blog, appositamente dedicato alla “gens” dei Caracciolo. Per accedervi cliccare sul link:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://gens-caracciolo.blogspot.com/"&gt;cuncti una gens sumus&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 30.3.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SdCrsnDKj8I/AAAAAAAAI0I/3rsPDnQ4Es0/s1600-h/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 148px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SdCrsnDKj8I/AAAAAAAAI0I/3rsPDnQ4Es0/s200/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318939942809407426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sezioni:  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di.html"&gt;a&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_28.html"&gt;b&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_29.html"&gt;c&lt;/a&gt;  - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_30.html"&gt;d &lt;/a&gt;- e - f - g - h -&lt;a href="http://gens-caracciolo.blogspot.com/2009/05/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_19.html"&gt;i&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In 1000 anni di storia il mondo ha subito non pochi mutamenti, anche se in un certo senso si può sostenere, per dirla con Nietzsche, che si tratta in fondo sempre del ritorno dell’identico e la storia abbia un andamento ciclico. Esistono però tanti termini e istituti oggi desueti, che occorre conoscere per avere un’esatta percezione dell’epoca e di quanto nel tempo ha mutato di forma. Verranno qui registrati i termini che ci sembrano bisognosi di chiarimento via via che li incontriamo. Dobbiamo chiaramente attingere a fonti, ma di un significato polisenso noi cercheremo di circoscriverne l’ambito semantico al nostro specifico contesto. Indicheremo le fonti di cui ci avvarremo o con un link diretto o nei modi che parranno più opportuni. Assolutamente non è nel nostro stile attingere ad altri senza dichiararne il debito di conoscenza. Ci scusiamo per quelle volte in cui potrà sfuggirci l’indicazione della fonte. Per ragioni stilistiche non sempre potremo indicare fra virgoletti i testi che in tutto o in parte, magari con lieve modifica, vengono da noi riprodotti. Infatti, pur attingendo, i testi hanno spesso parti che non sono di nostro interesse, mentre le virgolette denotano una citazione testuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Connestabile&lt;/span&gt;. – Fu  connestabile e giudice di Napoli un Giovanni Caracciolo Rosso morto dopo il 1167. Il connestabile era in origine durante il Basso impero romano e in alcuni regni romano-barbarici colui che sovrintendeva alle scuderie del sovrano. In seguito, in molte monarchie europee medievali e dell’età moderna, il titolo di connestabile o gran connestabile viene attribuito ad un alto dignitario con funzioni militari, al quale era generalmente affidato il comando in capo della cavalleria o – come in Francia e nel regno di Napoli e di Sicilia – dell’intero esercito (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conestabile"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Feudo&lt;/span&gt;. – Il feudo è nella sua essenza un beneficio. L’istituto ha tuttava una sua evoluzione nel tempo e nello spazio. Qui ne traiamo una sintesi da un volume della Treccani dedicato al periodo di Federico II. Associata all’idea di befeficio e di feudo è l’idea di vassallaggio e di un giuramento di fedeltà. Dal beneficio derivava al suo possessore un vero e proprio reddito. Prima del XII secolo il beneficio e il feudo erano pensati come una sorta di corrispettivo per un servizio in genere di natura militare. Anche qui vi erano gli istituti connessi della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fidelitas,&lt;/span&gt; del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dominus,&lt;/span&gt; del vassallo o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vassus&lt;/span&gt;. Si passa però dall’idea di un corrispettivo connesso a un fare alla diversa idea di alla munifica disponibilità alla concessione di un beneficio da parte di un dominus, accompagnata da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fidelitas&lt;/span&gt;. In altre parole si passa presto all’idea di un privilegio ereditario, che può essere revocato in caso di demerito con o senza prova della colpa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nobiltà&lt;/span&gt;. – Attingo alla pagine iniziali del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Settecento calabrese&lt;/span&gt; di Franz von Lobstein, che inizia la sua opera osservando che linguisticamente e concettualmente “nobiltà” viene da “notabilità”. Si chiede se ancora oggi sia possibile conseguire la “notabilità” e quindi anche la “nobiltà”. Per la seconda è più difficile in quanto insieme con i troni vanno scomparendo le “fontes honorum”. L’Autore distingue poi fra nobiltà “di privilegio” che è conferita ad una sola persona e nobiltà “generosa” quando in una stessa famiglia per tre discendenti di seguito si consegue una determinata dignità: diventa in tal modo ereditaria. L’Autore si basa su costumanze del passato per inferirne su presente e con particolare riferimento agli ordine cavallereschi ancora esistenti, in primis quello di Malta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-8132918506835066388?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/8132918506835066388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=8132918506835066388&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8132918506835066388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8132918506835066388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_30.html' title='I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: d) Glossario dei termini giuridici e istituzionali inusuali.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SdCrsnDKj8I/AAAAAAAAI0I/3rsPDnQ4Es0/s72-c/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7862952584284674509</id><published>2009-03-29T18:56:00.015+02:00</published><updated>2009-04-04T14:50:40.762+02:00</updated><title type='text'>I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: c) Dizionario dei Toponimi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avvertenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo post ed i suoi sviluppi sono stati trasferiti su un nuovo blog, appositamente dedicato alla “gens” dei Caracciolo. Per accedervi cliccare sul link:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://gens-caracciolo.blogspot.com/"&gt;cuncti una gens sumus&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 29.3.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc-uda7oiaI/AAAAAAAAIzw/_TYUtFMixUI/s1600-h/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 148px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc-uda7oiaI/AAAAAAAAIzw/_TYUtFMixUI/s200/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318661505416726946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sezioni: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di.html"&gt;a&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_28.html"&gt;b&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_29.html"&gt;c &lt;/a&gt;- &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_30.html"&gt;d&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo post la storia diventa geografia. I Caracciolo abitarono molti luoghi, in prevalenza nell’Italia meridionale, ma in molte città grandi e piccole, lasciando segni tangibili della loro presenza. Studiandone le orme, ciò che potrebbe sembrare un arido elenco genealogico acquista umanità non di rado interessando l’arte, la musica, la letteratura, la scienza, la religione, la spiritualità. Viene redatto un elenco alfabetico dei Toponimi, appena questi risultano associati ad un nome di persona, ad un titolo, ad un feudo. Di ogni luogo tenteremo di ricostruire la storia sociale, economica, culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Montemarano&lt;/span&gt;. – Era di Montemarano la contessa Marotta, sposa di Riccardo Caracciolo detto “Rosso”, che fu capostipite dei Caracciolo Rossi. Marotta era figlia ed erede di Landolfo Conte di Monterano. Riccardo acquisì per matrimonio il titolo e il feudo di Conte di Monterarano che trasmise ai suoi eredi. Il comune di Montemarano si trova oggi in provincia di Avellino ed ha una superficie eguale a quella del comune di Seminara, in Calabria, cioè di 33 kmq, ed ha pure un eguale numero di abitanti, cioè circa 3.000.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pisciotta&lt;/span&gt;. – Era figlia dei Signori di Pisciotta una Sibilla Copella, andata sposa a Landolfo Caracciolo, conte di Montemarano. I Caracciolo ebbero a più riprese il feudo di Pisciotta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7862952584284674509?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7862952584284674509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7862952584284674509&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7862952584284674509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7862952584284674509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_29.html' title='I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: c) Dizionario dei Toponimi.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc-uda7oiaI/AAAAAAAAIzw/_TYUtFMixUI/s72-c/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-645826681758202598</id><published>2009-03-28T10:46:00.030+01:00</published><updated>2009-04-04T14:50:12.644+02:00</updated><title type='text'>I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: b) Cronologia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avvertenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post ed i suoi sviluppi sono stati trasferiti su un nuovo blog, appositamente dedicato alla “gens” dei Caracciolo. Per accedervi cliccare sul link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gens-caracciolo.blogspot.com/"&gt;cuncti una gens sumus&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 29.3.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc9INeT7TGI/AAAAAAAAIzg/9TCGuawcY1c/s1600-h/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 148px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc9INeT7TGI/AAAAAAAAIzg/9TCGuawcY1c/s200/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318549081259986018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sezione: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di.html"&gt;a&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_28.html"&gt;b&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_29.html"&gt;c&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_30.html"&gt;d&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo distinto post, necessaria integrazione del Dizionario, viene redatta una Cronologia di date attinte tutte dal Dizionario stesso. Non è una genealogia, ma dalla successione cronologia delle date di nascita e di morte dei singoli personaggi, nonché degli eventi che li riguardano direttamente, si potrà avere – confido – un quadro unitario di persone che all’inizio della nostra ricerca hanno per noi in comune solo il cognome. Per questa via non escludo che possano scoprirsi tracce di una comune storia familiare. Non mi sono note storie redatte con questa ottica di “storia familiare”. È probabile che siano nascoste in Platee e documenti inediti. Per chi ne abbia interesse potrà essere un’affascinante ricerca, che per ovvie ragioni richiede un concorso collettivo di ricercatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XVI"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="X"&gt;X&lt;/a&gt; Secolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="976"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;941&lt;/span&gt;. – Alcune fonti genealogiche collocano intorno a quest’epoca l’anno di nascita di Teodoro Caracciolo, morto a 35 anni, patrizio napoletano da cui discendono tutti i rami dei Caracciolo.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;947&lt;/span&gt;. – Nasce Urania, moglie di Teodoro Caracciolo.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;976&lt;/span&gt;. – Anno di morte di Teodoro Caracciolo, capostipide della famiglia Caracciolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;XI Secolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;20 novembre 1010&lt;/span&gt;. – Dopo questa data le fonti genealogiche indicano l’anno di morte di Gregorio Caracciolo, figlio di Teodoro e Urania. È incerta la parentela, ma non il cognome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;XII Secolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1139&lt;/span&gt;. – Gregorio Caracciolo,  figlio di Giovanni, marito di Sichelgarda, morì in un monastero agli inizi del 1139.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;XIII Secolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1255&lt;/span&gt;. – Muore in quest’anno Berardo Caracciolo, che le antiche fonti dicono Cardinale fin dal dicembre 1244, ma la notizia è senza fondamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="XIV"&gt;XIV&lt;/a&gt; Secolo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1305-07&lt;/span&gt;. – È in questi anni che Fra Landolfo Caracciolo indossè l’abito francescano.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1310-1316&lt;/span&gt;. – Fra Landolfo Caracciolo fu professore dello Studio Teologico di San Lorenzo Maggiore, istituendovi la prima Cattedra Scotista del Mezzogiorno d’Italia e illustrando la dottrina del maestro Giovanni Duns Scoto.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1314&lt;/span&gt;. – Nel 1314, in qualità di nunzio speciale e protonotaro Fra Landolfo Caracciolo ebbe l’incarico di compiere gli atti per la celebrazione del matrimonio di Beatrice, primogenita del re di Napoli Carlo II lo Zoppo.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1351&lt;/span&gt;. – Muore ad Amalfi fra Landolfo Caracciolo, di cui non si conosce l’anno della nascita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XV"&gt;XV&lt;/a&gt; Secolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XVI"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aprile 1469&lt;/span&gt;. – Un canonico di nome Luigi Caracciolo viene nominato vescovo di Potenza. (&lt;a href="http://books.google.it/books?id=PeluBDxBad0C&amp;amp;printsec=frontcover#PPA566,M1"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1472"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XVI"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1472&lt;/span&gt;. – Luigi Caracciolo, vescovo di Potenza, tiene un sinodo. (&lt;a href="http://books.google.it/books?id=PeluBDxBad0C&amp;amp;printsec=frontcover#PPA566,M1"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XVI"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XVI"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;XVI&lt;/a&gt; Secolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;13 ottobre 1563&lt;/span&gt;. – S. Francesco Caracciolo, discendente da una famiglia principesca, nacque nel feudo paterno a Villa Santa Maria (Chieti). (&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1° luglio 1588&lt;/span&gt;. – Da papa Sisto V viene approvato con il nome di Chierici Regolari Minori l’ordine fondato da san Francesco Caracciolo insieme con il Ven. Agostino Adorno e Fabrizio Caracciolo. (&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;XVII Secolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4 giugno 1608&lt;/span&gt;. – A soli 44 anni muore ad Agnone San Francesco Caracciolo. (Fonte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;XVIII Secolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1752"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1769"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;18 gennaio 1752&lt;/span&gt;. – Nasce a Napoli il Francesco Caracciolo che diverrà Ufficiale della Regia Marina di Napoli e sarà protagonista della rivoluzione partenopea del 1799.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1769"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a name="1769"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1769"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1769"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1769&lt;/span&gt;. – San Francesco nel 1769 è beatificato da Clemente XIV. (&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;28 giugno 1799&lt;/span&gt;. –  Muore giustiziato Francesco Caracciolo, già Ufficiale della marina borbonica e partecipe dei moti rivoluzionari del 1799.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XIX"&gt;&lt;/a&gt;XIX&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Secolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1807"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1807&lt;/span&gt;. –  San Francesco Caracciolo è santificato da Pio VII. (&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="XX"&gt;&lt;/a&gt;XX Secolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1925"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1925&lt;/span&gt;. – Nel 1925 i Vescovi abruzzesi scelgono San Francesco Caracciolo come Patrono dei Congressi eucaristici e di tutto il movimento eucaristico della Regione Abruzzo. (&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;26 marzo 1996&lt;/span&gt;. – Per la riconosciuta professionalità nell’arte culinaria dei cuochi di Villa Santa Maria, le cui origini si fanno risalire alla famiglia Caracciolo, dopo una consolidata venerazione del Santo da parte dei cuochi villesi e italiani, con la richiesta della Federazione Italiana Cuochi e con l’approvazione della Conferenza Episcopale Italiana, la Santa Sede dichiara San Francesco Caracciolo Patrono dei Cuochi d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-645826681758202598?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/645826681758202598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=645826681758202598&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/645826681758202598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/645826681758202598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_28.html' title='I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: b) Cronologia'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc9INeT7TGI/AAAAAAAAIzg/9TCGuawcY1c/s72-c/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-6806006967312641357</id><published>2009-03-28T09:39:00.048+01:00</published><updated>2009-04-04T14:49:42.928+02:00</updated><title type='text'>I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: a) Dizionario alfabetico delle persone.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avvertenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post ed i suoi sviluppi sono stati trasferiti su un nuovo blog, appositamente dedicato alla “gens” dei Caracciolo. Per accedervi cliccare sul link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gens-caracciolo.blogspot.com/"&gt;cuncti una gens sumus&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.2&lt;br /&gt;Status: 31.3.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc4Ru-IWARI/AAAAAAAAIzY/uqNvOM5Z27s/s1600-h/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 148px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc4Ru-IWARI/AAAAAAAAIzY/uqNvOM5Z27s/s200/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318207708620783890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sezione: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di.html"&gt;a&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_28.html"&gt;b&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_29.html"&gt;c&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di_30.html"&gt;d&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’occasione di questa ricerca sui Caracciolo mi è data dalla reiterata insistenza in cui mi vengono attribuite radici ebraiche. Preciso subito che questa non sarebbe per me un’onta. Non cambierebbero le mie attuali posizioni nella critica alla politica israeliana, alla ferma condanna della pulizia etnica in Palestina, non diversamente da come fa uno storico certamente ebreo e israeliano come Ilan Pappe. Per non parlare poi dei tanti intellettuali ebrei con i quali concordo in tutto o in parte. Per citarne alcuni: Israel Shamir, Shlomo Sand, Avraham Burg ed altri il cui pensier vado conoscendo nel tempo in cui dura questa occupazione con tematiche mediorientali e soprattutto con la grave minaccia alla libertà di pensiero e di ricerca che si nascondono dietro polemiche come la Shoah, la beatificazione di Pio XII, il caso Williamson, il concilio Vaticano II e simili. Per tornare ai Caracciolo a me non risulta in nessun modo che siano di origini ebraiche, ma questa tesi – sostenuta da ebrei in polemica con le mie citate posizioni – è nondimeno una magnifica occasione di studio e di ricerca su tutta la storia dei Caracciolo. Non ci avrei mai pensato se non mi fosse giunta questa provocazione. La mia personale genealogia per parte di padre si ferma con una nascita nel 1805 in Sinopoli, quando gli archivi si interrompono e non sono più accessibili. Sono nato nella vicina Seminara al pari dei miei prossimi antenati. In Seminara il cognome Caracciolo lo si trova documentato fin dal 1313 (Caracciolo detti Viola), ma non è mai venuta nelle mie ricerche nessuna connessione con gli ebrei. Considerando il caso di san Francesco Caracciolo dichiarato patrono dei cuochi d’Italia per la riconosciuta arte culinaria dei Caracciolo mi chiedo se per caso anche la cucina italiana non discenda dalla cucina ebraica. Non avevo mai voluto affrontare una genealogia generale o una storia dei Caracciolo perché non ne trovavo una ragionevole motivazione. Infatti, non sono alla ricerca di titoli nobiliari o di illustri ascendenze in linea retta, ma anche da un punto di vista storica la ricerca è di ampio respiro e di difficile ordinamento. Sono però adesso mutate le condizioni e spero di potermi avvalere di una “&lt;a href="http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1132200784003#/group.php?gid=109689430077&amp;amp;ref=share"&gt;Community dei Caracciolo&lt;/a&gt;”, sparsa per il mondo, spontamente e volentieri raccoltasi attraverso il gioco “Facebook”. Su di loro conto nella veste di “ricercatori” che sappiano lavorare secondo un progetto che mi assumo l’onere di definire e coordinare. Le notizie che seguono vengono raccolte il schede biografiche attinte dalle fonti più disparare, che vengono poi indicate alla fine della voce. Fonti diverse possono da me essere integrate e fuse, dando vita ad una mia scheda originale. Per una genealogia generale dei Caracciolo si rinvia al &lt;a href="http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letterac/Caracciolo/anteprimacaracciolo.htm"&gt;Libro d’Oro della Nobiltà Mediterranea&lt;/a&gt;. Questo nostro post ha qui carattero storico-biografico e sociale, non strettamente genealogico. Aggiungo che per me sono dei Caracciolo tutti quanti portano questo cognome per nascita. Non mi pongo il problema dei “naturali”, dei servi che assumevano il cognome dei padroni, dei battezzati che assumevano un cognome cristiano, o dei nobili caduti in digrazia ed impoveriti.  Nella redazione progressiva di questo Dizionario verranno perciò compresi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutti&lt;/span&gt; i nomi e le notizie che si trovano nella Genealogia di Ambrogino Caracciolo, ma anche ogni altro nome di cui si riesce a ricostruire un minimo profilo. Le vicende umane di un contadino non hanno per noi meno senso di quelle di un vicerè o di un Pontefice: la loro umanità, fatta di sofferenza e di qualche momento felice, ci è più vicina. Percorrere la grande storia dei Caracciolo significa rivisitare la storia del mezzogiorno d’Italia con occhi diversi da quelli dei Manuali scolastici.&lt;br /&gt;Abbreviazione: A1 = Ambrogino Caracciolo, Genealogia etc. Il numero dopo la lettera rinvia alla Tavola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ascanio&lt;/span&gt; Caracciolo. – Era il nome di battesimo di san Francesco Caracciolo (vedi), che ancora con il nome di Ascanio dimorava ed aveva recapito presso la Congregazione dei Bianchi della Giustizia, che si dedicava all’assistenza dei condannati a morte, presso la quale esercitava la stessa opera umanitaria un altro sacerdote con l’identico nome di Ascanio Caracciolo. Fonte: &lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/55750"&gt;Piero Bargellini&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;B&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bernardino&lt;/span&gt; Caracciolo. – Dottore in entrambe le leggi e perito nelle scienze mediche, Suddiacono Apostolico e Diacono, Arcivescovo di Napoli dal 10 gennaio 1252, Legato Pontificio nel luglio 1254, morì il 5 maggio 1262.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&lt;br /&gt;D&lt;br /&gt;E&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;F&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fabrizio&lt;/span&gt; Caracciolo. – Della famiglia dei principi di Marsiconovo.  Insieme con San Francesco Caracciolo ed Agostino Adorno fondò un nuovo ordine religioso per rispondere alle necessità della Chiesa dopo il Concilio di Trento. L’ordine con il nome di Chierici Regolari Minori fu riconosciuto il 10 luglio 1588 da papa Sisto v. (&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;). Fabrizio era abate di S. Maria Maggiore di Napoli (Fonte: &lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/55750"&gt;Piero Bargellini&lt;/a&gt;). || Al nome dell’abate Fabrizio di S. Angelo a Fasanella è legato un Sinodo tenutosi nel 1594. Questa Sinodo ha sue proprie peculiarità che sono state studiate da Adriana Di Leo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Sinodo inedito dell’abate Fabrizio Caracciolo di S. Angelo a Fasanella&lt;/span&gt; (1594), in AA.VV., &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Concilio di trento e il Mezzogiorno&lt;/span&gt;, 1988, vol. II, pp. 617-658. Leggendo gli atti del Sinodo Caracciolo, la figura del prete ideale non si discosta ovviamente dal modello "tridentino", così come si ritrova nella maggior parte delle costituzioni sinodali, ma in questo caso i comandi non hanno i soliti toni perentori, codicistici, rivelano invece un garbo e una accuratezza nella lingua, che è raro riscontrare nei testi sinodali, in più l'abate si dimostra tollerante verso il prete che per vivere deve darsi al lavoro dei campi: "E perciò comandamo che ogni prete, diacono e subdiacono, e clerico vadino in habbito e tonsura, con haver la corona in capo conveniente al suo grado, et ogni sacerdote habbi sempre tosato il labro soprano, acciò non li sia d'impedimento nella sumptione del Santissimo Sacramento, ordinamo de più che tutti tanto preti, quanto clerici, diaconi e subdiaconi portino veste lungha, con ferraiolo decente al decoro clericale, non usino cammise con fattuche, né al collo né alle maniche, né portino anelle nelle dita, salvo che per alcun grado o dignità se gli convenisse, e non vestino veste di seta, né altro colore che negro; mai si vegga alcuno né prete né clerico di qualsivoglia grado, armato, et in nessun tempo si veda ammascherato sotto pena di cinquanta carlini de Cammera e d'altre pene riservate ad nostro arbitrio". Il testo continua con il consueto ordine che i preti "non habbitino con donne suspette" e nemmeno "con donne non suspette e di buona fama, anchore che gli fussero parenti", con una singolare aggiunta che il prete dovesse essere di "buon esempio agli angioli, agli huomini et al mondo". Ancora si continuava con la descrizione di un prete che doveva astenersi dagli spettacoli teatrali, dal giuoco dei dadi, dalle crapule, e che conservasse la sua dignità nei confronti dei "signori temporali", astenendosi da "esercizi vili et particolarmente di farnosi condurre per operari con altri laici a far opere manuali, ma avendo riguardo alla loro povertà, ci contentamo che possano essercitare l'agricoltura, e di fatigarvi con le proprie mani, pur che non lascino il serviggio della Chiesa". Due raccomandazioni importanti, che ci rinviano l'una alla secolare preoccupazione dei vescovi che la "privatizza-zione" delle chiese ricettizie o di giuspatronato riducesse il clero ad una condizione servile; l'altra, che richiamava la più lontana lezione dei Santi Padri, di San Basilio che nelle sue Regole lunghe ammoniva: "Non dobbiamo ritenere perciò che scopo della vita di pietà sia la neghittosità pretestuosa o la fuga dal lavoro". Il problema, dunque, era sempre il medesimo: che nella ricerca dell'autonomia si evitasse il rischio della "privatizzazione" del clero, fenomeno che nel XVI secolo e fino al XVIII appariva ben strutturato nella vita del Mezzogiorno, con radici che risalivano all'età longobarda, quando i duchi con i loro popoli attestavano fedeltà e devozione religiosa, fondando chiese di cui rimanevano proprietari. A questa antica consuetudine il clero ricettizio faceva risalire le sue prerogative autonomistiche nei confronti del vescovo, prerogative che la Real Giurisdizione nel Regno aveva tutto l'interesse a sostenere. Il capitolo del Sinodo di Sant'Angelo a Fasanella, riguardante il De vita et honestate clericorum, si conclude con la vista del prete e del chierico, immerso nella lettura della vita dei Santi Padri, ed anche questo modo di esporre, che tende ad addolcire il linguaggio imperativo, perentorio della normativa tridentina, non è consueto: "Essortiamo tutti tanto preti quanto chierici, chiamati alla sorte del Signore che siano studiosi della scrittura sacra, havendo di continuo nelle mani le vite dei Santi Padri, quali voglino imitare a gloria di Sua Divina Maestà, tutti astretti a dir l'ufficio del Signore habbino il proprio Breviario, Missale, il Concilio tridentino o almeno il Cathechismo volgare (...)". Uniformità, dunque, dei sinodi, per i loro riferimenti normativi, ma varianti, disuguaglianze, accenti e linguaggi diversi non solo nella casistica, ma anche nei modi di svolgere i capitoli e di dare i "comandi": il che rinvia a un'altra ricerca, sulla cultura, sull'abito mentale, sulla provenienza del vescovo. Fonte: &lt;a href="http://www.blogger.com/Leggendo%20gli%20atti%20del%20Sinodo%20Caracciolo,%20la%20figura%20del%20prete%20ideale%20non%20si%20discosta%20ovviamente%20dal%20modello%20%22tridentino%22,%20cos%C3%83%C2%AC%20come%20si%20ritrova%20nella%20maggior%20parte%20delle%20costituzioni%20sinodali,%20ma%20in%20questo%20caso%20i%20comandi%20non%20hanno%20i%20soliti%20toni%20perentori,%20codicistici,%20rivelano%20invece%20un%20garbo%20e%20una%20accuratezza%20nella%20lingua,%20che%20%C3%83%C2%A8%20raro%20riscontrare%20nei%20testi%20sinodali,%20in%20pi%C3%83%C2%B9%20l%27abate%20si%20dimostra%20tollerante%20verso%20il%20prete%20che%20per%20vivere%20deve%20darsi%20al%20lavoro%20dei%20campi:%20%22E%20perci%C3%83%C2%B2%20comandamo%20che%20ogni%20prete,%20diacono%20e%20subdiacono,%20e%20clerico%20vadino%20in%20habbito%20e%20tonsura,%20con%20haver%20la%20corona%20in%20capo%20conveniente%20al%20suo%20grado,%20et%20ogni%20sacerdote%20habbi%20sempre%20tosato%20il%20labro%20soprano,%20acci%C3%83%C2%B2%20non%20li%20sia%20d%27impedimento%20nella%20sumptione%20del%20Santissimo%20Sacramento,%20ordinamo%20de%20pi%C3%83%C2%B9%20che%20tutti%20tanto%20preti,%20quanto%20clerici,%20diaconi%20e%20subdiaconi%20portino%20veste%20lungha,%20con%20ferraiolo%20decente%20al%20decoro%20clericale,%20non%20usino%20cammise%20con%20fattuche,%20n%C3%83%C2%A9%20al%20collo%20n%C3%83%C2%A9%20alle%20maniche,%20n%C3%83%C2%A9%20portino%20anelle%20nelle%20dita,%20salvo%20che%20per%20alcun%20grado%20o%20dignit%C3%83%C2%A0%20se%20gli%20convenisse,%20e%20non%20vestino%20veste%20di%20seta,%20n%C3%83%C2%A9%20altro%20colore%20che%20negro;%20mai%20si%20vegga%20alcuno%20n%C3%83%C2%A9%20prete%20n%C3%83%C2%A9%20clerico%20di%20qualsivoglia%20grado,%20armato,%20et%20in%20nessun%20tempo%20si%20veda%20ammascherato%20sotto%20pena%20di%20cinquanta%20carlini%20de%20Cammera%20e%20d%27altre%20pene%20riservate%20ad%20nostro%20arbitrio%22.%20Il%20testo%20continua%20con%20il%20consueto%20ordine%20che%20i%20preti%20%22non%20habbitino%20con%20donne%20suspette%22%20e%20nemmeno%20%22con%20donne%20non%20suspette%20e%20di%20buona%20fama,%20anchore%20che%20gli%20fussero%20parenti%22,%20con%20una%20singolare%20aggiunta%20che%20il%20prete%20dovesse%20essere%20di%20%22buon%20esempio%20agli%20angioli,%20agli%20huomini%20et%20al%20mondo%22.%20Ancora%20si%20continuava%20con%20la%20descrizione%20di%20un%20prete%20che%20doveva%20astenersi%20dagli%20spettacoli%20teatrali,%20dal%20giuoco%20dei%20dadi,%20dalle%20crapule,%20e%20che%20conservasse%20la%20sua%20dignit%C3%83%C2%A0%20nei%20confronti%20dei%20%22signori%20temporali%22,%20astenendosi%20da%20%22esercizi%20vili%20et%20particolarmente%20di%20farnosi%20condurre%20per%20operari%20con%20altri%20laici%20a%20far%20opere%20manuali,%20ma%20avendo%20riguardo%20alla%20loro%20povert%C3%83%C2%A0,%20ci%20contentamo%20che%20possano%20essercitare%20l%27agricoltura,%20e%20di%20fatigarvi%20con%20le%20proprie%20mani,%20pur%20che%20non%20lascino%20il%20serviggio%20della%20Chiesa%22.%20Due%20raccomandazioni%20importanti,%20che%20ci%20rinviano%20l%27una%20alla%20secolare%20preoccupazione%20dei%20vescovi%20che%20la%20%22privatizza-zione%22%20delle%20chiese%20ricettizie%20o%20di%20giuspatronato%20riducesse%20il%20clero%20ad%20una%20condizione%20servile;%20l%27altra,%20che%20richiamava%20la%20pi%C3%83%C2%B9%20lontana%20lezione%20dei%20Santi%20Padri,%20di%20San%20Basilio%20che%20nelle%20sue%20Regole%20lunghe%20ammoniva:%20%22Non%20dobbiamo%20ritenere%20perci%C3%83%C2%B2%20che%20scopo%20della%20vita%20di%20piet%C3%83%C2%A0%20sia%20la%20neghittosit%C3%83%C2%A0%20pretestuosa%20o%20la%20fuga%20dal%20lavoro%22.%20Il%20problema,%20dunque,%20era%20sempre%20il%20medesimo:%20che%20nella%20ricerca%20dell%27autonomia%20si%20evitasse%20il%20rischio%20della%20%22privatizzazione%22%20del%20clero,%20fenomeno%20che%20nel%20XVI%20secolo%20e%20fino%20al%20XVIII%20appariva%20ben%20strutturato%20nella%20vita%20del%20Mezzogiorno,%20con%20radici%20che%20risalivano%20all%27et%C3%83%C2%A0%20longobarda,%20quando%20i%20duchi%20con%20i%20loro%20popoli%20attestavano%20fedelt%C3%83%C2%A0%20e%20devozione%20religiosa,%20fondando%20chiese%20di%20cui%20rimanevano%20proprietari.%20A%20questa%20antica%20consuetudine%20il%20clero%20ricettizio%20faceva%20risalire%20le%20sue%20prerogative%20autonomistiche%20nei%20confronti%20del%20vescovo,%20prerogative%20che%20la%20Real%20Giurisdizione%20nel%20Regno%20aveva%20tutto%20l%27interesse%20a%20sostenere.%20Il%20capitolo%20del%20Sinodo%20di%20Sant%27Angelo%20a%20Fasanella,%20riguardante%20il%20De%20vita%20et%20honestate%20clericorum,%20si%20conclude%20con%20la%20vista%20del%20prete%20e%20del%20chierico,%20immerso%20nella%20lettura%20della%20vita%20dei%20Santi%20Padri,%20ed%20anche%20questo%20modo%20di%20esporre,%20che%20tende%20ad%20addolcire%20il%20linguaggio%20imperativo,%20perentorio%20della%20normativa%20tridentina,%20non%20%C3%83%C2%A8%20consueto:%20%22Essortiamo%20tutti%20tanto%20preti%20quanto%20chierici,%20chiamati%20alla%20sorte%20del%20Signore%20che%20si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De Rosa&lt;/a&gt;. || Fonti: &lt;a href="http://www.blogger.com/Leggendo%20gli%20atti%20del%20Sinodo%20Caracciolo,%20la%20figura%20del%20prete%20ideale%20non%20si%20discosta%20ovviamente%20dal%20modello%20%22tridentino%22,%20cos%C3%83%C2%AC%20come%20si%20ritrova%20nella%20maggior%20parte%20delle%20costituzioni%20sinodali,%20ma%20in%20questo%20caso%20i%20comandi%20non%20hanno%20i%20soliti%20toni%20perentori,%20codicistici,%20rivelano%20invece%20un%20garbo%20e%20una%20accuratezza%20nella%20lingua,%20che%20%C3%83%C2%A8%20raro%20riscontrare%20nei%20testi%20sinodali,%20in%20pi%C3%83%C2%B9%20l%27abate%20si%20dimostra%20tollerante%20verso%20il%20prete%20che%20per%20vivere%20deve%20darsi%20al%20lavoro%20dei%20campi:%20%22E%20perci%C3%83%C2%B2%20comandamo%20che%20ogni%20prete,%20diacono%20e%20subdiacono,%20e%20clerico%20vadino%20in%20habbito%20e%20tonsura,%20con%20haver%20la%20corona%20in%20capo%20conveniente%20al%20suo%20grado,%20et%20ogni%20sacerdote%20habbi%20sempre%20tosato%20il%20labro%20soprano,%20acci%C3%83%C2%B2%20non%20li%20sia%20d%27impedimento%20nella%20sumptione%20del%20Santissimo%20Sacramento,%20ordinamo%20de%20pi%C3%83%C2%B9%20che%20tutti%20tanto%20preti,%20quanto%20clerici,%20diaconi%20e%20subdiaconi%20portino%20veste%20lungha,%20con%20ferraiolo%20decente%20al%20decoro%20clericale,%20non%20usino%20cammise%20con%20fattuche,%20n%C3%83%C2%A9%20al%20collo%20n%C3%83%C2%A9%20alle%20maniche,%20n%C3%83%C2%A9%20portino%20anelle%20nelle%20dita,%20salvo%20che%20per%20alcun%20grado%20o%20dignit%C3%83%C2%A0%20se%20gli%20convenisse,%20e%20non%20vestino%20veste%20di%20seta,%20n%C3%83%C2%A9%20altro%20colore%20che%20negro;%20mai%20si%20vegga%20alcuno%20n%C3%83%C2%A9%20prete%20n%C3%83%C2%A9%20clerico%20di%20qualsivoglia%20grado,%20armato,%20et%20in%20nessun%20tempo%20si%20veda%20ammascherato%20sotto%20pena%20di%20cinquanta%20carlini%20de%20Cammera%20e%20d%27altre%20pene%20riservate%20ad%20nostro%20arbitrio%22.%20Il%20testo%20continua%20con%20il%20consueto%20ordine%20che%20i%20preti%20%22non%20habbitino%20con%20donne%20suspette%22%20e%20nemmeno%20%22con%20donne%20non%20suspette%20e%20di%20buona%20fama,%20anchore%20che%20gli%20fussero%20parenti%22,%20con%20una%20singolare%20aggiunta%20che%20il%20prete%20dovesse%20essere%20di%20%22buon%20esempio%20agli%20angioli,%20agli%20huomini%20et%20al%20mondo%22.%20Ancora%20si%20continuava%20con%20la%20descrizione%20di%20un%20prete%20che%20doveva%20astenersi%20dagli%20spettacoli%20teatrali,%20dal%20giuoco%20dei%20dadi,%20dalle%20crapule,%20e%20che%20conservasse%20la%20sua%20dignit%C3%83%C2%A0%20nei%20confronti%20dei%20%22signori%20temporali%22,%20astenendosi%20da%20%22esercizi%20vili%20et%20particolarmente%20di%20farnosi%20condurre%20per%20operari%20con%20altri%20laici%20a%20far%20opere%20manuali,%20ma%20avendo%20riguardo%20alla%20loro%20povert%C3%83%C2%A0,%20ci%20contentamo%20che%20possano%20essercitare%20l%27agricoltura,%20e%20di%20fatigarvi%20con%20le%20proprie%20mani,%20pur%20che%20non%20lascino%20il%20serviggio%20della%20Chiesa%22.%20Due%20raccomandazioni%20importanti,%20che%20ci%20rinviano%20l%27una%20alla%20secolare%20preoccupazione%20dei%20vescovi%20che%20la%20%22privatizza-zione%22%20delle%20chiese%20ricettizie%20o%20di%20giuspatronato%20riducesse%20il%20clero%20ad%20una%20condizione%20servile;%20l%27altra,%20che%20richiamava%20la%20pi%C3%83%C2%B9%20lontana%20lezione%20dei%20Santi%20Padri,%20di%20San%20Basilio%20che%20nelle%20sue%20Regole%20lunghe%20ammoniva:%20%22Non%20dobbiamo%20ritenere%20perci%C3%83%C2%B2%20che%20scopo%20della%20vita%20di%20piet%C3%83%C2%A0%20sia%20la%20neghittosit%C3%83%C2%A0%20pretestuosa%20o%20la%20fuga%20dal%20lavoro%22.%20Il%20problema,%20dunque,%20era%20sempre%20il%20medesimo:%20che%20nella%20ricerca%20dell%27autonomia%20si%20evitasse%20il%20rischio%20della%20%22privatizzazione%22%20del%20clero,%20fenomeno%20che%20nel%20XVI%20secolo%20e%20fino%20al%20XVIII%20appariva%20ben%20strutturato%20nella%20vita%20del%20Mezzogiorno,%20con%20radici%20che%20risalivano%20all%27et%C3%83%C2%A0%20longobarda,%20quando%20i%20duchi%20con%20i%20loro%20popoli%20attestavano%20fedelt%C3%83%C2%A0%20e%20devozione%20religiosa,%20fondando%20chiese%20di%20cui%20rimanevano%20proprietari.%20A%20questa%20antica%20consuetudine%20il%20clero%20ricettizio%20faceva%20risalire%20le%20sue%20prerogative%20autonomistiche%20nei%20confronti%20del%20vescovo,%20prerogative%20che%20la%20Real%20Giurisdizione%20nel%20Regno%20aveva%20tutto%20l%27interesse%20a%20sostenere.%20Il%20capitolo%20del%20Sinodo%20di%20Sant%27Angelo%20a%20Fasanella,%20riguardante%20il%20De%20vita%20et%20honestate%20clericorum,%20si%20conclude%20con%20la%20vista%20del%20prete%20e%20del%20chierico,%20immerso%20nella%20lettura%20della%20vita%20dei%20Santi%20Padri,%20ed%20anche%20questo%20modo%20di%20esporre,%20che%20tende%20ad%20addolcire%20il%20linguaggio%20imperativo,%20perentorio%20della%20normativa%20tridentina,%20non%20%C3%83%C2%A8%20consueto:%20%22Essortiamo%20tutti%20tanto%20preti%20quanto%20chierici,%20chiamati%20alla%20sorte%20del%20Signore%20che%20si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De Rosa&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/55750"&gt;Santi e Beati&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;San&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Francesco&lt;/span&gt; Caracciolo. – Nasce il 13 ottobre 1563 a Villa Santa Maria in provincia di Chieti. Morì in Agnone il 4 giugno 1608. Il nome di Francesco fu assunto con i voti religiosi, ma il suo nome di battesimo era Ascanio: &lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/55750"&gt;vedi&lt;/a&gt;. All’età di 22 si trasferì a Napoli per completarvi gli studi teologici. Alla Fondazione dell’Ordine fu invitato dal genovese Agostino Adorno e da Fabrizio Caracciolo, abate di Santa Maria Maggiore di Napoli. All’eremo di Camaldoli Francesco scrisse la Regola, approvata nel 1588. Nel 1593 la piccola Congregazione tenne il suo primo capitolo generale e Francesco dovette accettare per obbedienza la carica di Preposto generale. Intanto, la congregazione approdava a Roma, alla chiesa di sant’Agnese in Piazza Navona. Scaduto il suo mandato, tornò in Spagna dov’era stato già nel 1593 e vi fondò una casa religiosa a Valladolid e un collegio ad Alcalà. Fu maestro dei novizi a Madrid e di nuovo preposto della casa di S. maria Maggiore di Napoli. || La nostra prima fonte così ci parla del santo: «S. Francesco Caracciolo, discendente da una famiglia principesca, nacque nel feudo paterno a Villa Santa Maria (Chieti) il 13 ottobre 1563. Guarito da una grave malattia, decise di rinunciare a tutti i suoi beni e titoli nobiliari per consacrarsi totalmente al servizio di Dio e degli uomini. Si recò a Napoli per studiare e diventare sacerdote, durante gli anni di questa preparazione coltivò un grande spirito di preghiera sostando spesso davanti al Santissimo Sacramento dell'Eucaristia e, per aiutare il prossimo, si iscrisse alla Compagnia dei Bianchi che aveva lo scopo di assistere gli infermi, i poveri, i carcerati e i condannati a morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc3w8JFrvTI/AAAAAAAAIzQ/0X67NISRjio/s1600-h/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 297px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc3w8JFrvTI/AAAAAAAAIzQ/0X67NISRjio/s400/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318171651016998194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;San Francesco Caracciolo Patrono dei Cuochi d’Italia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Quadro che si venera nella chiesa dei SS. Angeli Custodi a Roma,&lt;br /&gt;opera di Romano Corradetti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dio guardava con particolare predilezione a questo suo servo e dispose, nei suoi disegni sapienti e provvidenziali, che fosse chiamato a fondare insieme al Ven. Agostino Adorno e Fabrizio Caracciolo un nuovo Ordine religioso per rispondere alle necessità della Chiesa dopo il Concilio di Trento. Insieme agli altri due, si ritirò nell'eremo di Camaldoli e qui, nella preghiera e nella riflessione, formulò le Regole per una nuova Famiglia religiosa: oltre alle finalità comuni degli altri Ordini e ai tre voti di castità, povertà e obbedienza, volle aggiungere il quarto voto di non ambire dignità ecclesiastiche e una dedizione particolare al culto divino incentrato nella devozione Eucaristica alimentata dalla Preghiera Circolare Continua. L'Ordine venne approvato dal Papa Sisto V il 1° luglio 1588 con il nome di Chierici Regolari Minori. Ottenuta l'approvazione, egli impiegò tutte le sue energie per la sua diffusione in Italia e in Spagna e molti, attratti dalla sua santità, si consacrarono al Signore in questa nuova Famiglia religiosa che ben presto si consolidò con la fondazione di numerose comunità. Sostenne le fatiche e anche le prove per la diffusione dell'Ordine con una profonda conversione interiore che si manifestava nella preghiera e adorazione di giorno e di notte, nella mortificazione, umiltà e allontanamento di tutto ciò che poteva sembrargli onore, per cui rinunciò all'Episcopato offertogli dal Sommo Pontefice e, dopo insistenti e appassionate suppliche, rinunciò anche alla carica di Superiore Generale. Insieme all'impegno per la diffusione dell'Ordine, ebbe grande zelo per la salvezza delle anime. La sua vita è un intreccio di episodi mirabili riconducibili all'intervento della grazia divina e a una autentica carità, per cui fu chiamato: il padre dei poveri, il predicatore dell'amore di Dio, l'uomo di bronzo, il cacciatore delle anime. Si distinse soprattutto per una intensa spiritualità Eucaristica. L'adorazione davanti al Tabernacolo fu la sua vita, ad essa dedicava il maggior tempo possibile, con edificante spirito di fede e devozione si preparava e celebrava la Santa Messa. Raggiunto il culmine della santità, a soli 44 anni, rese la sua anima al Signore in Agnone il 4 giugno 1608, nella vigilia del Corpus Domini, pronunciando le parole: "Andiamo, andiamo al cielo". Molti furono i prodigi operati per sua intercessione, fu beatificato da Clemente XIV nel 1769 e santificato da Pio VII nel 1807. Nel 1925 i Vescovi abruzzesi scelsero San Francesco Caracciolo come Patrono dei Congressi eucaristici e di tutto il movimento eucaristico della regione Abruzzo. Il 26 marzo 1996, per la riconosciuta professionalità nell'arte culinaria dei cuochi di Villa Santa Maria, le cui origini si fanno risalire alla famiglia Caracciolo, dopo una consolidata venerazione del Santo da parte dei cuochi villesi e italiani, con la richiesta della Federazione Italiana Cuochi e con l'approvazione della Conferenza Episcopale Italiana, la Santa Sede ha dichiarato San Francesco Caracciolo». Non lo sapevo, ma san Francesco è il patrono dei cuochi d’Italia. || Fonti:  B&lt;a href="http://icewines.myblog.it/archive/2008/11/05/san-francesco-caracciolo-patrono-dei-cuochi-d-italia.html"&gt;ravocook Made in Italy&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/55750"&gt;Santi e Beati&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francesco&lt;/span&gt; Caracciolo. –&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc3r-3cx3tI/AAAAAAAAIzI/ghhqm9SLIqY/s1600-h/2.Francesco+Caracciolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 92px; height: 109px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc3r-3cx3tI/AAAAAAAAIzI/ghhqm9SLIqY/s200/2.Francesco+Caracciolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318166200263499474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nasce a Napoli il 18 gennaio 1752, muore in Napoli il 28 giugno 1799.  || Per ragioni scolastiche è forse il più noto dei Caracciolo, essendo stato impiccato da Nelson a conclusione della sventurata rivoluzione partenopea del 1799. Riporto da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Caracciolo"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;, il cui testo mi riservo di rimaneggiare integrando con altre Fonti: «Sin da giovanissimo fu avviato alla carriera marinara, rivelandosi ben presto, per le sue qualità umane e militari, valente ufficiale della Regia Marina del Regno di Napoli. Il potenziamento della marina in atto in quegli anni ad opera del nobile inglese Giovanni Acton giunto a Napoli al servizio del sovrano Ferdinando IV di Borbone, portò Caracciolo nei massimi ranghi della flotta, dopo un periodo di pratica sul vascello inglese "Malborough". Nel 1782 divenne tenente di vascello, mentre l'anno successivo era già capitano di fregata a combattere i pirati del Mar Mediterraneo, prendendo parte nel 1793 alla battaglia di Tolone. Nel dicembre del 1798 scortò con la sua fregata, la Sannita, il convoglio navale guidato dall'ammiraglio Nelson che trasportava re Ferdinando e la consorte Maria Carolina, in fuga verso Palermo per l'arrivo delle truppe francesi a Napoli. Nel 1799, autorizzato dal re, rientrò a Napoli per attendere ai suoi affari personali, in una città in cui persino le classi aristocratiche sembravano infatuate dai nuovi ideali rivoluzionari portati dai francesi; egli stesso iniziò a simpatizzare per quelle idee. Con l'approssimarsi della restaurazione borbonica Caracciolo combatté contro la stessa flotta reale, di ritorno a Napoli per scacciarvi i francesi, colpendo fra l'altro la nave Minerva guidata dall'ammiraglio inglese Thurn. Il suo successivo tentativo di fuga fallì e, il 29 giugno 1799, fu arrestato e condotto sulla nave di Nelson, il Foudroyant; la condanna a morte fu eseguita il 30 giugno e il corpo dell'ammiraglio fu appeso alla chiglia della Minerva e quindi gettato in mare; l'esecuzione di Caracciolo resta un'onta sulla brillante personalità dell'ammiraglio Nelson[1]. Le esequie di Caracciolo furono celebrate nella Chiesa di Santa Maria della Catena nel quartiere napoletano di Santa Lucia, dove un epitaffio, posto nel 1881, lo ricorda». – Fonti: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Caracciolo"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;G&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovanni&lt;/span&gt; Caracciolo. – Figlio di Landolfo, figlio di Pietro, figlio di Teodoro (†976) e Urania.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gregorio&lt;/span&gt; Caracciolo. – Figlio di Giovanni, marito di Sichelgarda, morì in un monastero agli inizi del 1139.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Fra&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Landolfo&lt;/span&gt; Caracciolo. – Trovo questa scheda che riporto integralmente: «Non si conosce con esattezza l’anno di nascita di Landolfo Caracciolo, né è possibile reperire notizie precise sulla sua infanzia e sulla sua formazione giovanile. Indossato l’abito francescano, tra il 1305 e il 1307, su sollecitazione dell’Ordine, il frate napoletano fu a Parigi in veste di uditore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giovanni Duns Scoto&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc_NdOeq--I/AAAAAAAAI0A/tCXOdNlUo0s/s1600-h/5.Giovanni+Duns+Scoto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 84px; height: 111px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc_NdOeq--I/AAAAAAAAI0A/tCXOdNlUo0s/s200/5.Giovanni+Duns+Scoto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318695586934488034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; in quegli anni professore presso l’Università. Frà Landolfo fu riconosciuto come uno dei migliori allievi del Dottor Sottile, emergendo a tal punto per acume e vivacità intellettuale nelle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quaestiones disputatae&lt;/span&gt; e nelle esercitazioni culturali sabbatine da meritarsi il titolo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Doctor Collectivus&lt;/span&gt;. Nel 1314, in qualità di nunzio speciale e protonotaro, ebbe l’incarico di compiere gli atti per la celebrazione del matrimonio di Beatrice, primogenita del re di Napoli Carlo II lo Zoppo. Tra il 1310 e il 1316 fu professore della Studio Teologico di San Lorenzo Maggiore, istituendovi la prima Cattedra Scotista del Mezzogiorno d’Italia ed illustrando la dottrina del maestro Giovanni Duns Scoto: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scripsit multum vestigia sequendo Scoti, ipsum in omnibus declamando&lt;/span&gt;”. La fama di Landolfo Caracciolo varcò ben presto i confini del Regno di Napoli attirando anche l’attenzione del Papa Giovanni XXII, eletto ad Avignone il 7 agosto 1316. Su sollecitazione della Corte Pontificia, il Padre Maestro napoletano fu inviato a Parigi con il difficile compito dell’esame di censura delle proposizioni teologiche; contestualmente (1317-1320) Landolfo occupò la cattedra universitaria magno omnium plauso, imponendo con gli scritti e con l’insegnamento la dottrina scotista e dedicandosi al monumentale commento ai quattro libri delle Sentenze di Pietro Lombardo. In virtù del successo dell’insegnamento parigino e dell’unanime stima di cui godeva, nel 1324, Fra Landolfo fu nominato Ministro Provinciale della Provincia Religiosa Terrae Laboris, trovandosi così ad affrontare, risolvendoli con successo, i problemi scaturiti dalle lotte tra Papato e Impero e dall’interpretazione della regola di San Francesco d’Assisi da parte degli Spirituali e dei Fraticelli. A distanza di due anni fu eletto vescovo di Castellamare di Stabia da Papa Giovanni XXII e poi, ormai in fame di santità, nel 1331 arcivescovo di Amalfi. Nel 1340, in Napoli, consacrò il Monastero e la Chiesa di Santa Chiara. Infine, investito dei poteri di logoteta e protonotaro pacificò le fazioni siciliane in lotta, riuscendo a concludere il contratto di pace tra l’Ungaro e la regina Giovanna. Morì ad Amalfi il 1351 ed ivi fu sepolto» (Fonte: &lt;a href="http://www.bibliotecasanlorenzomaggiore.na.it/biblioteca_caracciolo.php"&gt;Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc_MSPmxZmI/AAAAAAAAIz4/qEJGJPb2oHk/s1600-h/4.+caracciolo.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 101px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc_MSPmxZmI/AAAAAAAAIz4/qEJGJPb2oHk/s400/4.+caracciolo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318694298746709602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Landolfo&lt;/span&gt; Caracciolo. – Figlio di Pietro, a sua volta figlio di Teodoro Caracciolo (†976) e Urania.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luigi&lt;/span&gt; Caracciolo. – È il nome di un canonico napoletano che fu nominato vescovo nell’aprile del 1469 e che tenne un Sinodo a Potenza nel 1472. Fonte: &lt;a href="http://books.google.it/books?id=PeluBDxBad0C&amp;amp;printsec=frontcover#PPA566,M1"&gt;Geronimo Seripando e la Chiesa del suo tempo&lt;/a&gt;, p. 566.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;M&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Malfredo&lt;/span&gt; Caracciolo. – Detto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bebe&lt;/span&gt;. Figlio di Teodoro, morto nel 976, e fratello di Maria e Teodonanda (A1).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Malfredo&lt;/span&gt; Caracciolo. – Qualificato come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;comes&lt;/span&gt;. Figlio di Giovanni, figlio di Landulfo, figlio di Pietro, figlio del capostipite Teodoro. Malfredo è padre di Olfo, il cui nome insieme con quello del padre si trova in un atto notarile del 1° febbraio 1104 (A1).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maria&lt;/span&gt; Caracciolo. – Figlia di Teodoro, morto nel 976,  e sorella di Teodonanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;O&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olfo&lt;/span&gt; Caracciolo. – Figlio di Malfredo detto comes. Il suo nome si trova in un atto notarile del 1° febbraio 1104. (A1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;P&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pietro&lt;/span&gt; Caracciolo. – Figlio di Teodoro Caracciolo († 976) e Urania. Di lui non si sa altro se non che fu suo figlio Landolfo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;T&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Teodonanda&lt;/span&gt; Caracciolo. –&lt;/span&gt;&lt;span&gt; Figlia di Teodoro Caracciolo († 976) e Urania.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;Sorella di Maria. «Ripete la donazione al monastero di s. Sergio e Bacco, già fatta con altra carta smarrita, di una rendita sui beni ereditati dal padre» (Ambrogino, Tav. I).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Teodoro Caracciolo&lt;/span&gt;. – Nei documenti è scritto “Caraziolus”. Si lui si sa soltanto che è morto nel 976, che era un patrizio della città di Napoli e che sposò una donna di nome Urania. È il capostipide riconosciuto dei Caracciolo, che secondo quanto ammettono i genealogisti è una delle poche famiglie di cui si può documentare una discendenza di oltre 1000, fatto piuttosto raro nella storia delle famiglie nobiliari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;U&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Urania&lt;/span&gt;. – Moglie di Teodoro, capostipide dei Caracciolo. Di lei non si sa altro. Ebbe due figli: Teodonanda e Pietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;v&lt;br /&gt;Z&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-6806006967312641357?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/6806006967312641357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=6806006967312641357&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6806006967312641357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/6806006967312641357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/i-caracciolo-in-oltre-1000-anni-di.html' title='I Caracciolo in oltre 1000 anni di storia: a) Dizionario alfabetico delle persone.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sc4Ru-IWARI/AAAAAAAAIzY/uqNvOM5Z27s/s72-c/3.+San+Francesco+Caracciolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-810673940566409319</id><published>2009-03-15T13:23:00.010+01:00</published><updated>2009-03-15T15:00:01.749+01:00</updated><title type='text'>Palestina e Medio Oriente 40 anni fa da una rivista di allora</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz4KqfM7cI/AAAAAAAAItk/tNe5O_XCt5s/s1600-h/Maquis001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 139px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz4KqfM7cI/AAAAAAAAItk/tNe5O_XCt5s/s200/Maquis001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313394522477882818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mentre riordinavo la mia Biblioteca è uscita fuori da uno scaffale una rivistina che ricordo di aver comprato nel 1968 nella Libreria Feltrinelli di via del Babuino in Roma. Ho voluto ripercorrerne le pagine. Ne ho sfogliato il sommario degli argomenti trattati nel numero datato giugno 1968, n. 2 della rivista “Maquis” il cui Direttore era Filippo Gaja, che personalmente non ho mai conosciuto ed il cui nome non ricordavo neppure come neppure ricordo di aver letto altre pubblicazioni. La mia attenzione si sofferma, 4o anni dopo, su alcuni servizi dedicati al Medio Oriente. Vi è un certo trionfalismo nell’esaltazione della causa palestinese. È certamente dignitosa e ammirevole la resistenza di questo popolo, che ancora resiste allo sterminio e alla pulizia etnica, ma in realtà mi sembra che vi sia poco trionfalismo da fare. Oggi, anche per gli stessi stati arabi che si sono arresi all’invasione e alla prepotenza,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; in primis &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l’Egitto, sembra che i palestinesi siano una palla al piede: meglio sarebbe stato se gli israeliani avessero finito di sterminarli, completando un’opera che i padri sionisti hanno avuto sempre in mente, traducendo magaro loro ciò che era nella mente di dio, beninteso del&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; loro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; dio. Rileggo di seguito quell’articolo di 40 anni fa, comparandolo con il presente e riproducendone la documentazione fotografica, di cui non se se già esiste eguale in rete.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz69TJXYEI/AAAAAAAAIts/cYPV2V8lWSE/s1600-h/Maquis002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 135px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz69TJXYEI/AAAAAAAAIts/cYPV2V8lWSE/s200/Maquis002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313397591408861250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sembra tipico di un tono trionfalistico di quegli anni la “situazione di debolezza” attribuita agli “atteggiamenti aggressivi” di Israele che in realtà ne hanno sempre caratterizzato la presenza in Medio Oriente fin dai primi insediamenti sionisti, il cui fine è sempre stato la “pulizia etnica” di quelle terre, che essi – altro che fondamentalismo religioso! – considerano di loro proprietù in quanto attribuite loro direttamente da dio, dal Jahvè biblico, che meriterebbe di essere portato davanti ad una corte di giustizia, come “istigatore all’odio”. Ancora attuali invece le seguenti frasi: «2 milioni e 300.000 ebrei sono troppo pochi per mantenere con la forza della repressione l’occupazione di un paese popolato da un milione e 300.000 arabi animati da uno spirito di affermazione nazionale e decisi a non lasciarsi umiliare». Il “provvisorio” dell’occupazione è un dato permanente e la “guerra guerreggiata” volta allo sterminio ed alla pulizia etnica ha avuto una recentissima conferma tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, per noi goym periodo delle maggiori festività dell’anno: anche questa una forma di disprezzo della nostra sensibilità da parte degli strateghi dell’operazione “piombo fuso”. Sono di valore documentario le foto della pagina 119 che riporto in evidenza qui di seguito, riproducendone testualmente le didascalie. La fonte iconografica non è diversamente indicata e non mi sono possibili riscontri:&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz_-4u7ZPI/AAAAAAAAIuM/pxHrLKnjVv0/s1600-h/Maquis006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 294px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz_-4u7ZPI/AAAAAAAAIuM/pxHrLKnjVv0/s400/Maquis006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313403116236530930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Abitazioni arabe rase al suolo con la dinamite a Abu Niss. L’obiettivo è semplice: incitare gli arabi alla partenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz_-ml6MNI/AAAAAAAAIuE/mIR_ZCOvfLg/s1600-h/Maquis004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 234px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz_-ml6MNI/AAAAAAAAIuE/mIR_ZCOvfLg/s400/Maquis004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313403111366865106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Partigiani palestinesi arrestati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz_-JyOWPI/AAAAAAAAIt8/stiooQQnJ_U/s1600-h/Maquis003.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 280px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz_-JyOWPI/AAAAAAAAIt8/stiooQQnJ_U/s400/Maquis003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313403103633889522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il villaggio di Karamé, in territorio giordano, nel corso del raid israeliano del 20 marzo [1968]. Era una base dei guerriglieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sb0JkJyvM9I/AAAAAAAAIuU/LBGQAUUGbOw/s1600-h/Maquis005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 262px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sb0JkJyvM9I/AAAAAAAAIuU/LBGQAUUGbOw/s400/Maquis005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313413652075721682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Un partigiano arabo arrestato dalla polizia israeliana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-810673940566409319?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/810673940566409319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=810673940566409319&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/810673940566409319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/810673940566409319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2009/03/palestina-e-medio-oriente-40-anni-fa-da.html' title='Palestina e Medio Oriente 40 anni fa da una rivista di allora'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Sbz4KqfM7cI/AAAAAAAAItk/tNe5O_XCt5s/s72-c/Maquis001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-1228453731981379187</id><published>2008-12-13T21:30:00.020+01:00</published><updated>2008-12-14T08:14:49.518+01:00</updated><title type='text'>Harry Truman, il presidente filosionista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio presente interesse per il presidente Truman nasce dal fatto che a lui si deve la spartizione della Palestina ed il successivo riconoscimento di Israele. Ricordo di aver visto un grosso tomo con titolo Truman. Non saprei dire se era un libro a poco prezzo presente su una bancarella che non mi sono allora deciso ad acquistare o se avendolo acquistato a poco presso si trovi in qualche angolo nascosto della mia biblioteca, in Roma o in Calabria. Essendo però per fortuna nell’epoca di internet, tento qui una ricerca che mi aiuti ad approfondire quanto basti questo personaggio storico. Con opportuni link interni verranno poi collegate le ricerche fatte con gli opportuni aggiornamenti. Le notizie attinte saranno da me valutate criticamente. In fondo, la storia è sempre giudizio sui fatti ed i giudizi sono perennemente mutevoli a seconda del giudicante ovvero il tempo ed il punto di vista, pur restando rigorosamente tali ed identici i fatti. Se non si è capaci di autonoma valutazione, è meglio dedicare il proprio tempo a salutari passeggiate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.1&lt;br /&gt;Status: 14.12.08&lt;br /&gt;&lt;a name="sommario"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUQfuuzxMbI/AAAAAAAAH28/EJtEGQx1aOM/s1600-h/1.+Harry-truman.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 160px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUQfuuzxMbI/AAAAAAAAH28/EJtEGQx1aOM/s200/1.+Harry-truman.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279379550884671922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sommario: 1. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/12/tr.html#uno"&gt;Cenni biografici&lt;/a&gt;. – 2. &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/12/tr.html#due"&gt;La Israel Lobby negli anni cruciali della Fondazione&lt;/a&gt;. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harry_Truman"&gt;Cenni biografici.&lt;/a&gt; – Nacque nel 1884, in pratica due anni dopo che in Palestina si ebbe il primo insediamento sionista. Il suo è un curriculum abbastanza banale fino a quando per la morte di Roosevelt da vicepresidente divenne presidente il 12 aprile 1945. Questo il dato che a noi interessa. Per il resto si legga pure la voce di Wikipedia o simili. Stavo dimenticando una cosa molto importante. Fu lui l’uomo della prima bomba atomica della storia. A lui si deve l’infamia di Hiroshima e Nagasaki. Quindi il suo nome deve essere associato a due fatti egualmente infausti per l’umanità: la bomba atomica e la vittoria del sionismo. Almeno questa è la mia opinione e poco mi importa di cosa ne pensino gli storici di mestiere. La modestia intellettuale che risulta dalla sua biografia spiega anche il disastro imperituro delle sue decisioni gravide di conseguenze per l’umanità intera. La sua dichiarazione giustificativa:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Il mondo sappia che la prima bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, una base militare. Abbiamo vinto la gara per la scoperta dell'atomica contro i tedeschi. L'abbiamo usata per abbreviare l'agonia della guerra, per risparmiare la vita di migliaia e migliaia di giovani americani, e continueremo a usarla sino alla completa distruzione del potenziale bellico giapponese».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;è buona per i fessi. Le migliaia di vite americane non possono essere contrapposte al maggior numero delle vittime e soprattutto al precedente che veniva in tal modo creato per il futuro. Con eguale legittimità ogni stato possessore di atomica, messo alle strette, potrà sempre dire che anche poche migliaia di vite dei propri elettori valgono molto più delle vite di milioni e miliardi di vite di non cittadini, non elettori. La stessa logica la si ritrova oggi nella comparazione dei morti nelle guerre mediorientali, secondo un rapporto di almeno 1 a 1000. Una vita americana o israeliana vale non meno di 1000 vite ignobili di iracheni o palestinesi. Almeno i tedeschi si fermavano al rapporto di 1 a 10. Fu riconfermato alla presidenza e si deve a lui la Nato ed il piano Marshall non a scopi umanitari, ma come strategia di contenimento del comunismo. In fondo una forma di corruzione mediante il denaro che sarà pure una costante della politica americana. Stati arabi come l’Egitto e la Giordania hanno stipulato la pace con Israele vendendola per danaro sganciato dagli Usa come forma indiretta di sostegno ad Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/12/tr.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Israel lobby negli anni cruciali della Fondazione&lt;/span&gt;. – Emerge lentamente da letture multiple un’azione della Israel Lobby analoga a quella descritta da Mearheimer e Walt per anni recenti. La rielezione di Truman non sarebbe avvenuta se Truman non avesse concesso ciò che i sionisti chiedevano. Alcuni autori fanno credere ad uno spontaneo filosionismo da parte di Truman, mosso da umana pietà e simpatia per la causa degli ebrei. Nulla di tutto questo. Fu pressione bruta e brutale. I primi stati che facevano parte della nuova creatura della politica estera americana, l’ONU destinata a rimpiazzare la screditata Società delle Nazioni, furono ricattati dagli Usa, cone questi erano a loro volta ricattati dalla Lobby. Solo in seguito l’ONU si verrà progressivamente emancipando dai suoi padri padroni. Ed è per questo che oggi è in atto una campagna di delegittimazione di questa istituzione, di cui si ventila l’ipotesi che debba essere sostituita da una Lega delle democrazie. Intanto, per quel che riguarda Israele, ha dato nel 1948 quel che ha dato, poteva e doveva dare. Adesso non serve più e si può pure sputarci sopra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-1228453731981379187?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/1228453731981379187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=1228453731981379187&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/1228453731981379187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/1228453731981379187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/12/tr.html' title='Harry Truman, il presidente filosionista'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUQfuuzxMbI/AAAAAAAAH28/EJtEGQx1aOM/s72-c/1.+Harry-truman.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-5322674598351641333</id><published>2008-07-25T11:07:00.081+02:00</published><updated>2009-04-12T11:31:34.494+02:00</updated><title type='text'>Cronologia palestinese</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.5&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Status: 22.2.09&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SImlbuFtBzI/AAAAAAAAEwk/V7_6FS1DAss/s1600-h/1.gaza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SImlbuFtBzI/AAAAAAAAEwk/V7_6FS1DAss/s200/1.gaza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226890738187175730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: Anni &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1789"&gt;1789&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1812"&gt;1812&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1833"&gt;1833&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1834"&gt;1834&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1835"&gt;1835&lt;/a&gt; -  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1836"&gt;1836&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1844"&gt;1844 &lt;/a&gt;-  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1856"&gt;1856&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1860"&gt;1860&lt;/a&gt;-  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1862"&gt;1862&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1867"&gt;1867&lt;/a&gt; -  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1870"&gt;1870&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1871"&gt;1871&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1875"&gt;1875&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1878"&gt;1878&lt;/a&gt; -  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1881"&gt;1881&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882"&gt;1882&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882giugno"&gt;Giugno&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882giugno30"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882giugno30"&gt;0&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882ottobre"&gt;Ottobre&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882dicembre"&gt;Dicembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1882dicembre31"&gt;31&lt;/a&gt; -  &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1886"&gt;1886&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1886marzo"&gt;Marzo&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1886marzo29"&gt;29&lt;/a&gt;; 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1890"&gt;1890&lt;/a&gt;: Giugno: 24; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1891"&gt;1891&lt;/a&gt; - 1892 - 1893 - 1895: Giugno; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1896"&gt;1896&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;; - 1897: Gennaio: 3; Agosto: 29; Settembre: 3; 1898: Agosto: 28, 30, 31; - 1899: Marzo: 1; - 1901 - 1902: Settembre; - 1903: Maggio: 20; - 1904 - 1905: Aprile;  Luglio - 1906: Ottobre; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1948"&gt;1948&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le vicende connesse al conflitto principale della nostra epoca, il conflitto medio-orientale, ha  le sue radici lontane nel tempo ed una complessità tale da richiedere la costruzione di un’accurata Cronologia che non sarà qui una meccanica raccolta di dati già disponibili altrove, ma uno sviluppo organico di connessioni e riscontri. In tal modo questa Cronologia sarà qualcosa di originale e di complementare alle “Ricerce Correlate” di cui sono dati i links.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elenco delle Fonti internet o cartacee utilizzate:&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/obama-afghanistan/obama-sderot/obama-sderot.html?ref=rephpnews"&gt;Obama in Israele&lt;/a&gt;: articolo di giornale.&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://www.fondazionecipriani.it/Palestina/guerra_sei_giorni.htm"&gt;Dal movimento sionista a Israele&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;3. &lt;a href="http://orabasta.iobloggo.com/archive.php?eid=183&amp;amp;keyw=coloni"&gt;Proud to be&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;4. &lt;a href="http://www.marilenagrill.org/PDF/SIONISMO.pdf"&gt;Sionismo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;5. Morin: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riferimenti cronologici,&lt;/span&gt; in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo moderno&lt;/span&gt;, cit., 123-29.&lt;br /&gt;6. Tony Judt: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dopoguerra. Come è cambiata L’Europa dal 1945 a oggi&lt;/span&gt;, Milano, ed. Mondolibri, 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1885"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1836"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1789"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1789&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1836"&gt;&lt;/a&gt;• Rivoluzione francese. Gli ebrei sono cittadini della nazione francese. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1812"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1812&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini della nazione prussiana. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1813"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1833&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;• 1833-1841 – Gli ebrei sono cittadini della nazione Inghilterra. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1834"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1834&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini della nazione Paesi Bassi. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1835"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1835&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini della nazione Svezia. (Fonte 5)&lt;br /&gt;&lt;a name="1836"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1836"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1836"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1836&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;• «In una lettera indirizzata ad un componente della famiglia Rothschild da Berlino, il rabbino polacco Zvi Hirsch Kalischer scrive:  “L’inizio della redenzione giungerà attraverso cause naturali grazie agli sforzi umani e alla volontà dei governi di riunire i dispersi di Israele nella Terra Santa”». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1844"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1844&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Karl Marx (1818-1883) pubblica negli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Annali franco-tedeschi &lt;/span&gt;il suo testo sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questione ebraica&lt;/span&gt;. (Fonte 5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1856"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1856&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini della nazione Svizzera. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1860"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1860&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini del granducato di Baden. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1862"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1862&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;• «A Posen, il rabbino Zvi Hirsch Kalischer pubblica il libro intitolato “Drishat Sion” (“Cercando Sion”), a cura della Società per la colonizzazione della Palestina, fondata da Chaim Lorje. Nel libro, che esce a Francoforte sul Meno, il rabbino afferma che è giunto il momento per gli ebrei di fare ritorno in Palestina, iniziando a crearvi delle colonie agricole». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•  «Il giornalista Moses Hess, ebreo tedesco, scrive il libro “Roma e Gerusalemme”, nel quale afferma la necessità per gli ebrei di ritornare nella “Terra promessa” per rifondarvi uno Stato ebraico. E’ considerato il testo base del sionismo». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Creazione dell’Alleanza israelita universale. (Fonte 5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1867"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1867&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini dell’Impero austriaco. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1870"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;1870&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;• «Su invito del rabbino Zvi Hirsch Kalischer, l’Alliance israélite universelle  fonda una colonia-scuola agricola a Giaffa (Palestina) chiamata Mikvé Israele (“Speranza d’Israele”)» (Fonte4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1871"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;1871&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;br /&gt;• Gli ebrei sono cittadini della Germania unificata. (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1875"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;1875&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;br /&gt;• «All’incirca nel 1875 compare il termine antisemita». (Fonte5). Così almeno dice Morin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1878"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;1878&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;br /&gt;• «Trattato di Berlino; emancipazione degli ebrei in Serbia, Montenegro, Bulgaria» (Fonte5).&lt;br /&gt;• Prima colonia sionista in Palestina: Petah Tikva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1881"&gt; *&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1881&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1885"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1885"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1885"&gt;&lt;/a&gt;• «In Palestina, è presente una popolazione di 457 mila persone: 400 mila arabi mussulmani, 13-20 mila ebrei, 42 mila cristiani, in gran parte greco-ortodossi». (Fonte4)&lt;br /&gt;• «Massacro degli ebrei in Russia» (Fonte5).&lt;br /&gt;• 1881-1914 - «Immigrazione a New York di popolazioni ebree che fuggono dalla Russia e dalla Polonia». (Fonte5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1882"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1882&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1882giugno"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giugno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1882giugno30"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;30&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;30 giugno 1882&lt;/span&gt; - «A Karkov (Russia), 14 membri del Bet Ya’akov Ve-Nelkah (Bilu, “Casa di Giacobbe, vieni camminiamo”) partono in direzione della Palestina». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1882luglio"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Luglio&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;• 25.000 immigranti ebrei, provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est, si insediano in Palestina (Pappe, 345).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luglio 1882&lt;/span&gt; - «A Gerusalemme, Ben-Yehuda, che vi si era insediato nel mese di settembre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;del 1881, scrive a Perez Smolenskin, a Vienna: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;“Quel che dobbiamo fare ora è rafforzarci il più possibile, conquistare il paese &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;di nascosto, a poco a poco... Possiamo riuscirci solo di soppiatto senza &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;rumore... Non creeremo comitati, perché gli arabi capirebbero subito le nostre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;intenzioni, ma silenziosi come spie, compreremo, compreremo, compreremo”». (Fonte4)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1882settembre"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Settembre&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Settembre 1882&lt;/span&gt; - «A Berlino, Leo Pinsker, ebreo di Odessa, pubblica in forma anonima un pamphlet dal titolo “Autoemancipazione: un avvertimento al suo popolo da un ebreo russo”. Nel testo, chiede per gli ebrei una patria da costruire in un “territorio qualunque”, non necessariamente la Palestina». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1882ottobre"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ottobre 1882&lt;/span&gt; - «Pen-Yehuda e Yehiel Michal Pines, dalla Palestina, scrivono a Rashi Pin, a Vilnius: “Lo scopo è risuscitare la nostra nazione nella sua terra… se solo riusciremo ad accrescere il nostro numero qui fino ad essere la maggioranza… Ora come ora, ci sono solo circa cinquecento (mila) arabi, non particolarmente temibili e ai quali sottrarremo facilmente il controllo del paese giocando d’astuzia (e) senza attirarci la loro ostilità prima di esser diventati i più forti e i più numerosi”». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1882dicembre"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dicembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1882dicembre31"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;31&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;31 dicembre dicembre&lt;/span&gt; - «In Palestina, sono presenti 24 mila ebrei su una popolazione di circa 600 mila abitanti, dei quali 70 mila arabi cristiani». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1881"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1885"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1885"&gt;&lt;br /&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1884&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «A Kattowitz, nell’Alta Slesia, si svolge una conferenza di Chabatt Zion (“Amore per Sion”), alla quale prendono parte 36 delegati, che eleggono presidente Leo Pinsker». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1885febbraio"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1885febbraio"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Febbraio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1884febbraio26"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;26&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;26 febbraio 1884&lt;/span&gt; - «A Berlino, si chiude la conferenza aperta nel novembre 1884 cui hanno partecipato le potenze imperialiste (Inghilterra, Francia, Belgio, Stati uniti, Germania, Austria-Ungheria, Spagna, Portogallo, Danimarca, Olanda, Svezia, Norvegia, Russia, Turchia), con la sottoscrizione di un ‘Atto generale’ che sancisce il comune intento di spartirsi le conquiste coloniali. Fra le dichiarazioni spicca il reciproco riconoscimento del diritto di conquista, così espresso: “Non si possono occupare che terre non appartenenti ad alcuno e abitate da tribù barbare”, comportante il mero obbligo di notificare alle altre nazioni firmatarie l’avvenuta occupazione delle terre stesse. L'accordo salterà per l’inasprirsi dei conflitti che porteranno alla Grande Guerra tramandando peraltro il principio colonialista della ‘terra di nessuno’ e/o ‘abitata da barbari’, foriero della tragedia palestinese, fra le altre». (&lt;a href="http://www.fondazionecipriani.it/Palestina/guerra_sei_giorni.htm"&gt;Fonte3&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1886"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1886&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1886marzo"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1886marzo29"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;29&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;29 marzo 1886&lt;/span&gt; - «In Palestina, dopo che gli ebrei residenti nell’insediamento di Petech Tiqvah avevano sequestrato 9 muli, appartenenti a cittadini arabi, sorpresi a brucare nei loro campi, 50-60 arabi attaccano l’insediamento danneggiando i campi, le abitazioni e ferendo 4 ebrei, portandosi inoltre appresso tutto il bestiame. È il primo scontro di rilievo ». (Fonte4)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1888"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;1888&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1888febbraio"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Febbraio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1888febbraio23"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;23&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;23 febbraio 1888&lt;/span&gt; - «Replicando ai governi britannico e francese, che premono per l’abrogazione dei limiti posti dall’amministrazione imperiale all’ingresso di ebrei in Palestina, il ministro degli Esteri ottomano afferma: “Tutti sanno che, quando gli ebrei furono espulsi da diverse parti dell’Europa, trovarono asilo, sicurezza e piena libertà di coscienza in Turchia. Ancora oggi, un grande numero di ebrei vengono a trovare rifugio sul suolo ottomano…Tranne che in Palestina gli ebrei sono in effetti liberi di stabilirsi nell’Impero e di esercitare le loro attività senza alcun ostacolo”. Il limite della Palestina – spiega il ministro- è dovuto al fatto che “le risorse di quel territorio non sarebbero bastanti ai bisogni di una popolazione più numerosa”. I magnati ebrei, fra i quali il barone Rotschild, appoggiati dai governi europei, non tengono in conto le disposizioni limitative, spesso disattese dalle stesse autorità in cambio di “regali”, e continuano a promuovere attività a sostegno dei migranti, delle quali si trova traccia già alla metà del secolo e, più massicciamente, dal 1882».  (&lt;a href="http://www.fondazionecipriani.it/Palestina/guerra_sei_giorni.htm"&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1922"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1890"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1922"&gt;1890&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;a name="1922"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;a name="1922"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• A Mosca, il governo concede a “Chabatt Zion” il riconoscimento giuridico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1891"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1891&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Dal barone tedesco Maurice de Hirsch è fondata a Londra la Jewish Colonization Association (Jca), finalizzata ad assorbire gradatamente le attività a sostegno dei coloni ebrei in Palestina».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1896"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1896&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• L’Associazione per la Colonizzazione inizia le sue operazioni in Palestina.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="febbraio"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Febbraio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Febbraio 1896 - «A Vienna, il leader sionista Theodore Herzl pubblica il saggio- manifesto “Lo Stato degli ebrei”, nel quale scrive testualmente: “Se Sua maestà il Sultano ci desse la Palestina, noi /i sionisti NdR/ potremmo farci carico di assestare completamente le finanze della Turchia. Per l'Europa, costituiremmo un baluardo contro l'Asia, saremmo la sentinella avanzata della civiltà contro la barbarie” , motivo per il quale “l'Europa dovrebbe garantire la nostra esistenza”. Il diario di Herzl, che sarà pubblicato a New York nel 1960 sotto il titolo “The complete Diaries of T. Herzl”, riprende significativamente la formula berlinese (v. nota 26 febbraio 1885) “una terra senza popolo per un popolo senza terra”, cancellando anticipatamente il popolo palestinese. Vi si legge fra l'altro: “Per prima cosa i sionisti dovranno procurarsi terre arabe in quantità sufficiente…La popolazione araba sarebbe giusto adatta per servire ai bisogni coloniali degli ebrei” e più in là “Dovremo sforzarci di espellere le popolazioni povere, cercando per loro un lavoro nei paesi di transito e negando loro lavoro nel nostro paese. Il processo di espropriazione e trasferimento dei poveri deve essere realizzato con discrezione e circospezione”». (Fonte2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;*&lt;br /&gt;1897&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• Il Congresso sionista richiede una terra per il popolo ebraico in Palestina.&lt;br /&gt;• Un pamphplet del fondatore del socialismo sionista, Nahman Syrkin, sostiene che la Palestina “deve essere evacuata per gli ebrei” (Pappe).&lt;br /&gt;• Il primo Congresso sionista in Svizzerra istituisce l’Associazione Sionista Mondiale (WZO) e presenta una petizione per “una casa per il popolo ebraico in Palestina” (Pappe).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1922"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1922"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1922&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;• «La Palestina è stata fondata dalla Società delle Nazioni nel 1922&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SItUpW161sI/AAAAAAAAExU/Wi17M9QmU3U/s1600-h/2.Edmund_Allenby.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SItUpW161sI/AAAAAAAAExU/Wi17M9QmU3U/s200/2.Edmund_Allenby.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227364861976696514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che, nella conferenza di San Remo tenutasi il 26 aprile 1920, assegnò alla Gran Bretagna il governatorato della stessa, considerando che furono gli inglesi di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Edmund_Allenby,_1st_Viscount_Allenby"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allenby &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;a conquistarla. Prima di ciò, la Palestina fece parte dell’impero ottomano per più di 400 anni. Dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale l’impero in questione fu smembrato in quello che oggi è il moderno Medioriente». (&lt;a href="http://orabasta.iobloggo.com/archive.php?eid=183&amp;amp;keyw=coloni"&gt;Fonte3&lt;/a&gt;) «La Società delle Nazioni ufficializza il Mandato inglese sulla Palestina, richiamando esplicitamente la Dichiarazione Balfour. Ne è esclusa la Transgiordania.» (&lt;a href="http://www.fondazionecipriani.it/Palestina/guerra_sei_giorni.htm"&gt;Fonte2&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1922luglio"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Luglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luglio 1922&lt;/span&gt; - «È pubblicizzato il primo Libro bianco britannico, sottoscritto da Winston Churchill, sulla situazione delle comunità araba ed ebraica. Circa quest’ultima si scrive che la immigrazione ebraica in Palestina troverà limiti nella “capacità economica del paese di assorbire i nuovi arrivati”». (&lt;a href="http://www.blogger.com/%C3%83%C2%88%20pubblicizzato%20il%20primo%20Libro%20bianco%20britannico,%20sottoscritto%20da%20Winston%20Churchill,%20sulla%20situazione%20delle%20comunit%C3%83%C2%A0%20araba%20ed%20ebraica.%20Circa%20quest%C3%A2%C2%80%C2%99ultima%20si%20scrive%20che%20la%20immigrazione%20ebraica%20in%20Palestina%20trover%C3%83%C2%A0%20limiti%20nella%20%C3%A2%C2%80%C2%9Ccapacit%C3%83%C2%A0%20economica%20del%20paese%20di%20assorbire%20i%20nuovi%20arrivati%C3%A2%C2%80%C2%9D."&gt;Fonte3&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1922luglio24"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;24&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;24 luglio 1922&lt;/span&gt; - «La Società delle Nazioni ufficializza il Mandato inglese sulla Palestina, richiamando esplicitamente la Dichiarazione Balfour. Ne è esclusa la Transgiordania». (&lt;a href="http://www.fondazionecipriani.it/Palestina/guerra_sei_giorni.htm"&gt;Fonte2&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name=""&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Settembre&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1922settembre1"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1 settembre 1922&lt;/span&gt; - «È costituito l’emirato di Transgiordania, a capo del quale è posto Abdallah, figlio dello sceriffo Hussein. Uno stato creato a tavolino, rispondente agli scopi della dominazione britannica sulla regione mediorientale e, fra questi, il controllo della Palestina». (&lt;a href="http://www.blogger.com/%C3%83%C2%88%20costituito%20l%C3%A2%C2%80%C2%99emirato%20di%20Transgiordania,%20a%20capo%20del%20quale%20%C3%83%C2%A8%20posto%20Abdallah,%20figlio%20dello%20sceriffo%20Hussein.%20Uno%20stato%20creato%20a%20tavolino,%20rispondente%20agli%20scopi%20della%20dominazione%20britannica%20sulla%20regione%20mediorientale%20e,%20fra%20questi,%20il%20controllo%20della%20Palestina."&gt;Fonte2&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1933&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;24 marzo 1933&lt;/span&gt; -L’inglese  “The Daily Express” pubblica questa titolo: J&lt;span style="font-style: italic;"&gt;udea Declares War on Germany. Jews of All the World Unite in Action&lt;/span&gt;: La Giudea dichiara guerra alla Germania. Ebrei di tutto il mondo uniti nell’azione. (&lt;a href="http://www.gerusalemmeterrasanta.org/sionismosenzamici.htm"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a name="1947"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1947&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il nodo irrisolto&lt;/span&gt;. La risoluzione dell’Onu del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;1947&lt;/span&gt;, respinta dagli arabi, prevedeva la creazione in Palestina di due Stati, uno ebraico e uno palestinese. Per Gerusalemme veniva stabilito uno status di corpo separato. Al termine del primo conflitto arabo-israeliano, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana». (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/obama-afghanistan/obama-sderot/obama-sderot.html?ref=rephpnews"&gt;Fonte1&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;15 maggio 1947&lt;/span&gt; - All’ONU l’Assemblea Generale dispose la creazione di unn Comitato Speciale sulla Palestina, detto UNSCOP, per redigere un rapporto sulla Questione della Palestina da sottoporre alla successiva sessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1967"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="1948"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1948&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;Gennaio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;12&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a name="1967"&gt;•&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1967"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1967"&gt;&lt;/a&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;12 gennaio 1948&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solomon Mikhoels,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SJWrEbNp6aI/AAAAAAAAEz8/TeXLWz7HPcU/s1600-h/3.SolomonMikhoels.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SJWrEbNp6aI/AAAAAAAAEz8/TeXLWz7HPcU/s200/3.SolomonMikhoels.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230274634773555618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; principale artefice del Comitato ebraico antifascista e figura di spicco nel teatro yiddish russo e «nazionalista borghese ebreo», fu assassinato il 12 gennaio 1948 (Judt, 228, 233). «La mattina del 13 gennaio del 1948, un gruppo di operai rinvenne in una strada di Minsk in Bielorussia il cadavere di Solomon Mikhoels, il celebre attore e direttore del Teatro Yiddish di Mosca, presidente del Comitato antifascista ebraico, pilastro della resistenza contro l’invasione tedesca nella seconda guerra mondiale, amico di Albert Einstein e del grande basso americano Paul Robeson. L’evento destò scalpore in tutto il mondo. Stalin ordinò accertamenti sulla causa della morte - un investimento stradale, fu il responso - ed esequie di Stato in onore del defunto. Ma documenti segreti declassificati di recente dal Cremlino dimostrano che Mikhoels fu assassinato dal Kgb, la polizia politica sovietica, su ordine del dittatore, e che il suo omicidio segnò l’inizio della persecuzione degli ebrei nell’Urss. Persecuzione che sfociò nella esecuzione dei loro più influenti intellettuali alla Lubianka, il famigerato penitenziario moscovita, il 12 agosto del ’52, “la notte della strage dei poeti”. Su questo oscuro capitolo della storia sovietica hanno scritto un libro sconvolgente lo storico americano Joshua Rubenstein, dirigente di Amnesty international, e uno studioso russo Vladimir Naumov, segretario della Commissione presidenziale per la riabilitazione delle vittime politiche a Mosca. Il libro, pubblicato dalla Yale university press e il Museo dell’Olocausto (527 pagine 35 dollari), s’intitola Il pogrom segreto di Stalin: l’inquisizione del Comitato antifascista ebraico nel dopoguerra, e condensa i voluminosi atti del processo farsa ai compagni di Mikhoels, quindici esponenti culturali di cui soltanto uno, Linha Shtern, la prima donna accolta nell’Accademia delle scienze sovietica, fu risparmiata. I quindici, scomparsi dalla vita pubblica nel ’48, al loro arresto, vennero riabilitati segretamente nel ’55. Che negli ultimi anni di vita Stalin, morto nel ’53, fosse ossessionato “dai complotti ebrei” era piu' che noto: si diffusero voci di esecuzioni di politici, letterati e medici, di epurazioni e confini in massa. Ma il libro di Rubenstein e di Naumov ha il pregio di fornire cifre e volti al pogrom; analizzarne i motivi; e sottolineare il silenzio di alcuni comunisti occidentali - non fanno nomi di italiani - su “La notte della strage dei poeti”. Il libro illustra come Stalin, dapprima critico dell’antisemitismo (“E' la più pericolosa sopravvivenza del cannibalismo” dichiarò nel ’31), adottò una politica antisemita. Kruscev notò che lo nascose negli scritti e nei discorsi, ma che nel ’39 assicurò a Von Ribbentrop, il ministro degli Esteri tedesco, che avrebbe rimosso tutti gli ebrei dai posti di comando. Il dittatore diede il via alle epurazioni e ai confini nel ’44, quando non ebbe più bisogno di loro, facendo anche arrestare il fidanzato della figlia. Il Comitato antifascista ebraico venne fondato nel ’42, sotto la supervisione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solomon Lozovsky&lt;/span&gt;&lt;span&gt; [1978-1952]&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SJW0grBj3ZI/AAAAAAAAE0E/v7GNAGBtKvs/s1600-h/4.SolomonLozovsky.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SJW0grBj3ZI/AAAAAAAAE0E/v7GNAGBtKvs/s200/4.SolomonLozovsky.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230285015658782098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; vice commissario agli esteri e alla stampa del Partito, che affiancò a Mikhoels due poeti famosi, Peretz Markish e Isaac Fefer. Per un paio d’anni, svolse un ruolo prezioso per lo stalinismo, denunciando le atrocità  naziste nell’Urss occupata, mobilitando l’opinione pubblica interna, e procacciando fondi negli Stati Uniti per la guerra. Stalin gli concesse uno spazio senza precedenti, lasciandogli pubblicare la rivista Enykayat e mandando Mikhoels e Fefer in visita in America e in Europa per sei mesi nel ’43. Le sue future vittime strinsero rapporti con Albert Einstein, Paul Robeson, Thomas Mann, il pittore emigrato Marc Chagall, e numerosi altri, il gotha culturale euro americano. Ma quando il Comitato incominciò a raccogliere testimonianze per un Libro nero sull’Olocausto e a discutere la formazione di uno Stato ebraico sovietico in Crimea, il dittatore si allarmò. Questi ebrei - ammonì - vanno fermati. All’inizio del ’48, sulla scia dell’assassinio di Michoels e della chiusura della rivista Eynkayat, Lozovsky, Markish, Fefer e dodici compagni finirono alla Lubianka. Il settembre di quell’anno, Golda Meir guidò la prima delegazione israeliana a Mosca sollevando l’entusiasmo popolare per lo Stato d’Israele. Stalin, sostengono Rubenstein e Naumov, avvertì una minaccia sionista al suo regime. A titolo di esempio venne imbastito un processo contro i quindici. Nonostante le torture la maggioranza rifiutò di confessare. Al processo del ’52, Markish, il più ribelle dei poeti, un uomo di tremenda intelligenza e debolezza morale, incriminò gli altri. Lozovsky, che si era battuto con Lenin e Stalin contro gli zar dal 1905, si difese invece coraggiosamente; le esecuzioni ebbero luogo nei sotterranei della Lubianka. Rubenstein e Naumov rimproverano agli intellettuali ebrei europei e americani, anche non comunisti, tra cui il drammaturgo Arthur Miller e il romanziere Norman Mailer, di non essere intervenuti a favore dei quindici nel ’49, quando gli scrittori sovietici Alexander Fadeyev e Ilya Ehrenburg parteciparono alle Conferenze della pace di New York prima e di Parigi poi. Ne notarono la scomparsa, osservano, ma non pretesero risposte. E chi le ottenne, come il dirigente del Pc Usa Howard Fast, tacque per non screditare Stalin. Paul Robeson mosse un passo: al suo ultimo concerto nell’Urss, riuscì a incontrare Fefer in albergo a Mosca, rimesso a nuovo dal Kgb per l’occasione. Capì che era stato incarcerato, e al concerto cantò la canzone della rivolta del ghetto di Varsavia. Ma al rientro in America, smentì che nell’Urss vigesse l’antisemitismo. Nel ’57, dopo la rivoluzione d’Ungheria, nel libro “Il Dio nudo”, Fast ammise che se lui e Robeson avessero parlato forse i quindici sarebbero sopravvissuti.» (&lt;a href="http://www.foonews.net/it-politica-internazionale/4351293-comunismo-antisemitismo-stalin-notte-sangue-degli-ebrei.html"&gt;Ennio Caretto&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Marzo&lt;br /&gt;10&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10 marzo 1948&lt;/span&gt;. - Fu messo a punto il quarto e definitivo Piano Dalet per la pulizia etnica dei palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;a name="1967"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1967"&gt;&lt;br /&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1967&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «Il nodo irrisolto. La risoluzione dell’Onu del 1947, respinta dagli arabi, prevedeva la creazione in Palestina di due Stati, uno ebraico e uno palestinese. Per Gerusalemme veniva stabilito uno status di corpo separato. Al termine del primo conflitto arabo-israeliano, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana. Nel 1&lt;span style="font-style: italic;"&gt;967 &lt;/span&gt;Israele occupò anche i quartieri orientali. Quelli che i palestinesi rivendicano e che considerano capitale del futuro stato di Palestina. Nel 1980, Israele proclamò la città sua “eterna e indivisa capitale”, uno status non riconosciuto dagli altri Stati».  (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/obama-afghanistan/obama-sderot/obama-sderot.html?ref=rephpnews"&gt;Fonte1&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1980"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1978&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="1980"&gt;&lt;/a&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;16 aprile 1978.&lt;/span&gt; - Negli USA è il giorno della prima puntata del serial televisivo “Olocausto”, che poi avrà formidabili proiezione in Europa e condizioneranno il concetto stesso e la percezione del fenomeno, dovuto ad almeno tre fattori: a) l’impetuosa crescita del revisionismo storico; b) la condanna Onu nel 1975 del sionismo come “forma di razzismo e discriminazione razziale”; c) la necessità di giustificare una politica israeliana sempre più aggressiva verso i palestinesi, vere vittime di sterminio e pulizia etnica, ancora prima della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="1980"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="1980"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1980&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• «Il nodo irrisolto. La risoluzione dell’Onu del 1947, respinta dagli arabi, prevedeva la creazione in Palestina di due Stati, uno ebraico e uno palestinese. Per Gerusalemme veniva stabilito uno status di corpo separato. Al termine del primo conflitto arabo-israeliano, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana. Nel 1967&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;Israele occupò anche i quartieri orientali. Quelli che i palestinesi rivendicano e che considerano capitale del futuro stato di Palestina. Nel &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;1980&lt;/span&gt;, Israele proclamò la città sua “eterna e indivisa capitale”, uno status non riconosciuto dagli altri Stati». (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/obama-afghanistan/obama-sderot/obama-sderot.html?ref=rephpnews"&gt;Fonte1&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="2000"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;/div&gt;&lt;a name="2000luglio"&gt;*&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1885"&gt;1884&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1884febbraio26"&gt;26&lt;/a&gt;; - 1&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888"&gt;888&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio"&gt;Febbraio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1888febbraio23"&gt;23&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922"&gt;1922&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922luglio24"&gt;24&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre"&gt;Settembre&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1922settembre1"&gt;1&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1947"&gt;1947&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1967"&gt;1967&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#1980"&gt;1980&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000"&gt;2000&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html#2000luglio"&gt;Luglio&lt;/a&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luglio 2000&lt;/span&gt; -  «“Gerusalemme capitale di Israele”. Proprio questo fu uno dei grandi ostacoli che fece fallire gli accordi del &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-style: italic;"&gt;luglio del 2000&lt;/span&gt; fa a Camp David, nel Maryland, svolti con la mediazione dell’ultimo presidente democratico Bill Clinton. I protagonisti allora erano l’ex premier israeliano Ehud Barak e lo storico leader palestinese Yasser Arafat. Sul futuro di Gerusalemme il senatore dell’Illinois ha però precisato: “Quello di capitale è uno status finale che dovrà essere deciso dai negoziati e in accordo con i palestinesi”. La comunità internazionale, inclusi gli Usa, non riconosce la rivendicazione israeliana di Gerusalemme come sua eterna e indivisa capitale”. Nei confronti dei palestinesi, Obama apre all’Anp e chiude ad Hamas. Poco prima di arrivare a Sderot, era a Ramallah, dove ha garantito al presidente Abu Mazen che se verrà eletto sarà “un attore importante” nel processo di pace per il Medio Oriente.» (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/obama-afghanistan/obama-sderot/obama-sderot.html?ref=rephpnews"&gt;Fonte1&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-5322674598351641333?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/5322674598351641333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=5322674598351641333&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5322674598351641333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5322674598351641333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2008/07/cronologia-del-conflitto-ebraico.html' title='Cronologia palestinese'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/SImlbuFtBzI/AAAAAAAAEwk/V7_6FS1DAss/s72-c/1.gaza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-9142087656969214116</id><published>2007-12-25T16:52:00.002+01:00</published><updated>2008-07-26T15:33:49.599+02:00</updated><title type='text'>Piano per lo studio in rete della costituzione e dell'attivita del Tribunale di Norimberga</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In data 8 agosto 1945 – guarda caso due giorno dopo lo sganciamento dell’atomica su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_atomico_di_Hiroshima_e_Nagasaki"&gt;Hiroshima&lt;/a&gt; – gli alleati si accordano per la costituzione del Tribunale di Norimberga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://www.tesionline.it/news/cronologia.jsp?evid=3298"&gt;Data dell’Accordo&lt;/a&gt;;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-9142087656969214116?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/9142087656969214116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=9142087656969214116&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/9142087656969214116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/9142087656969214116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/12/piano-per-lo-studio-in-rete-della.html' title='Piano per lo studio in rete della costituzione e dell&apos;attivita del Tribunale di Norimberga'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-1167965632258797294</id><published>2007-12-25T12:43:00.002+01:00</published><updated>2008-08-03T15:30:19.280+02:00</updated><title type='text'>La Germania sconfitta, giorno per giorno,  dal 1 maggio 1945 in poi</title><content type='html'>Versione 1.4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Attingendo prevalentemente dalle risorse della Rete e dai documenti in essa presenti nelle lingue a me accessibili tenterò di realizzare l'equivalente elettronico della cronica di Manfred Overesch, “Das besetzte Deutschland”, in due volumi. È una storia che mi pare terribile, deprimente ma anche altamente istruttiva se vogliamo recuperare la nostra consapevolezza, ossia la base per poter ricominciare. Il lavoro di una cronologia generale dal 1° maggio 1945 fin dove possibile è enorme, ma è già una cosa incominciarlo e pensarlo. La periodizzazione dal 1° maggio è scelta simbolicamente in quanto giorno successivo al suicidio di Hitler. Decisamente, una nuova fase, una nuova storia iniziava per la Germania e per l’Europa intera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Il 1 maggio 1945, il giorno dopo il suicidio di Hitler, Goebbels fece dapprima uccidere i sei figli con iniezioni letali, sembra dallo stesso medico che il giorno prima aveva soppresso i cani del Führer. Tuttavia come per i momenti finali di vita di Hitler, i dettagli della morte del ministro della Propaganda e di sua moglie restano poco chiari.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3DzR7s5YqI/AAAAAAAAB2w/11N_7bRZndE/s1600-h/1.goebbelsfamily.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3DzR7s5YqI/AAAAAAAAB2w/11N_7bRZndE/s200/1.goebbelsfamily.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147881863493804706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre è certo i figli furono tutti avvelenati mediante cianuro, alcuni sostengono che sparò alla moglie e poi rivolse l'arma verso di sé altri che egli e la moglie, date disposizioni per la cremazione dei loro corpi, si fecero uccidere da un attendente con due colpi alla nuca. Anche se quando i loro corpi vennero trovati dai sovietici erano troppo carbonizzati per discernere la verità» (&lt;a href="http://www.massimopolidoro.com/profeta/il_mondo_del_profeta_del_reich/Joseph-Goebbels-ministro-della-propaganda-nazista.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://amigosdepeter.nireblog.com/post/2007/10/18/la-alargada-sombra-de-goebbels-el-senor-de-las-palabras"&gt;El señor de las palabras&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «Il 1 maggio 1945 (Hitler era già morto) i russi avanzavano nella Wihlemstrasse, nell'Unter den Linden e nel Tiergarten»;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3D_07s5YrI/AAAAAAAAB24/RCvkxz5t104/s1600-h/2.Reichstag.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3D_07s5YrI/AAAAAAAAB24/RCvkxz5t104/s200/2.Reichstag.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147895658928759474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;   «Il 1° maggio 1945 il maresciallo Stalin annunciava l'entità delle perdite subite al fronte orientale dalle truppe tedesche negli ultimi tre mesi di guerra. Esse ammontavano a 1.00.000 di morti, 800.000 prigionieri, 6.000 aerei, 12.000 carri armati e semoventi, oltre 23.000 pezzi di artiglieria distrutti o catturati. Intanto, mentre cessava l'eroica resistenza di Berlino, restavano ancora numerose isole di resistenza tedesche: 30 divisioni agli ordini del maresciallo Busch nel Brandeburgo, 15 divisioni alle foci dei fiumi Weser; Elba e Oder, 20 divisioni agli ordini del maresciallo Schorner in Boemia, un gruppo di unita agli ordini diretti del maresciallo Kesselring in Baviera, le truppe della Norvegia, Danimarca. Olanda occidentale, Curlandia, Creta, Foresta Nera, i presidi di Lorient, Saint-Nazaire, La Rochelle, Dunkerque e delle Isole Normanne, il valoroso presidio di Breslavia in Slesia accerchiato da imponenti forze sovietiche»  (&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-28.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Il 2 maggio 1945, il generale &lt;a href="http://www.hronos.km.ru/biograf/bio_we/weidling.html"&gt;Weidling&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3EG2bs5YsI/AAAAAAAAB3A/Lun6KPX6mXg/s1600-h/4.Weidling.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3EG2bs5YsI/AAAAAAAAB3A/Lun6KPX6mXg/s200/4.Weidling.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147903381279957698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ultimo comandante tedesco di Berlino, firmava la resa al Comando sovietico, mentre in alcune zone della capitale si combatteva ancora» &lt;/span&gt;&lt;span&gt;(&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-28.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;). «La battaglia di Berlino fu la battaglia finale  del teatro europeo nella seconda guerra mondiale. Fu un massiccio attacco sovietico da est. La battaglia durò dal 16 aprile al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;2 maggio&lt;/span&gt;. Il 30 aprile Adolf Hitler, vista persa la guerra, si suicidò e la Germania si arrese l’8 maggio, 6 giorni dopo la fine della battaglia» &lt;a href="http://rkkaforum.forumcommunity.net/?t=6383711"&gt;(Fonte)&lt;/a&gt;. «Dopo la morte di Adolfo Hitler, fra le rovine di Berlino, i reparti superstiti della Waffen SS ed i giovanissimi combattenti della « Hitler Jugend » continuavano a combattere disperatamente fino al 2 maggio, quando tutta la città era ormai nelle mani, dell'Armata Rossa. Il 2 il Generale Weidling si arrendeva con i superstiti della guarnigione, ma altri scontri proseguivano in alcuni punti della città anche nei giorni successivi» (&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• A Parigi in una edizione &lt;a href="http://www.dhm.de/lemo/objekte/pict/689_2/index.html"&gt;straordinaria&lt;/a&gt; del giornale per i militari americani “The Stars and Stripes” viene data la notizia della morte di Hitler.&lt;br /&gt;• Ad Amburgo &lt;a href="http://www.abendblatt.de/daten/2005/05/02/428786.html"&gt;fine&lt;/a&gt; della guerra.&lt;br /&gt;• Scomparsa di &lt;a href="http://www.olokaustos.org/bionazi/leaders/bormann.htm"&gt;Martin Bormann&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3EV57s5YtI/AAAAAAAAB3I/z0TYie0mvLQ/s1600-h/5.Bormann.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3EV57s5YtI/AAAAAAAAB3I/z0TYie0mvLQ/s200/5.Bormann.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147919934083916498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; per la cui scheda linkata da Olokaustos si raccomandano tutte le cautele connesse a questo tipo di storiografia ufficiale: «Bormann fu giudicato colpevole al processo di Norimberga e condannato a morte in contumacia. Nulla di certo si sapeva di lui da quando aveva abbandonato il Führerbunker insieme al dottore delle SS Ludwig Stumpfegger e al capo della gioventù hitleriana, Artur Axmann. L'ultimo uomo ad averlo visto era stato Erich Kempka, autista di Hitler, durante la notte fra il 1 e il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;2 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;maggio&lt;/span&gt; 1945» (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Bormann"&gt;Fonte&lt;/a&gt;). Circa le leggende sulla morte di Bormann in un diffuso contesto da caccia al nazista tipico del dopoguerra: «Il Tribunale di Francoforte chiude definitivamente la pratica con una dichiarazione di morte di Bormann avvenuta il 2 maggio 1945» (&lt;a href="http://www.inilossum.org/nazismo6.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Il 3 maggio a Wittenberg, sull'Elba, avveniva anche il congiungimento tra le truppe britanniche e quelle sovietiche.» (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Il 4 maggio 1945 si arrendevano al XXI Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery, le truppe tedesche dell'Olanda, della Danimarca e della Germania nord-occidentale. Firmavano la resa il generale ammiraglio von Friedeburg, il vice ammiraglio Wagner ed il generale Kienzl» (&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-29.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;). «Il 4 e il 5 maggio si arrendevano agli anglo-americani le truppe tedesche in Olanda, Danimarca, Germania nord occidentale e Baviera orientale» (&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «Strumento di resa di tutte le forze armate tedesche in Olanda, nel nord ovest della Germania incluse tutte le isole e in Danimarca.&lt;br /&gt;1. Il Comando tedesco accetta la resa di tutte le forze armate in Olanda, nella Germania del nordovest incluse le Isole di FRISLIAN e HELIGOLAND e tutte le altre isole, in SCHLESWIG-HOLSTEIN e in Danimarca, al Comandante in Capo del 21° Gruppo dell'esercito. Ciò include tutte le navi in queste aree. Queste forze devono gettare le armi e arrendersi incondizionatamente.&lt;br /&gt;2. Tutte le ostilità su terra, su mare o nell'aria da forze tedesche nelle sopra citate aree cesseranno alle ore 0800 British Double Summer Time di sabato 5 Maggio 1945.&lt;br /&gt;3. Il comando tedesco deve subito eseguire, e senza discussioni o commenti, tutti gli ulteriori ordini che saranno pubblicati dalle Potenze Alleate su qualsiasi soggetto.&lt;br /&gt;4. La disubbidienza a ordini o il loro mancato adempimento, saranno visti come una violazione di questi termini di resa e saranno trattati dalle Potenze Alleate in concordanza con le leggi e usi di guerra.&lt;br /&gt;5. Questo strumento di resa è indipendente da, senza pregiudizio di e sarà sostituito da qualsiasi strumento generale di resa imposto dalle Potenze Alleate e applicabile alla Germania e alle forze armate tedesche nel loro complesso.&lt;br /&gt;6. Questo strumento di resa è scritto in inglese e in tedesco. La versione inglese è il testo autentico.&lt;br /&gt;7. La decisione delle Potenze Alleate sarà definitiva se qualsiasi dubbio o disputa sorgessero riguardo il significato o l'interpretazione dei termini della resa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hans GEORG von FRIEDBERGKINZELG. WAGNERB. L. MONTGOMERY FieldMarshal POLECK FRIEDEL&lt;br /&gt;4 Maggio 1945 ore 1830» (&lt;a href="http://pdsm.altervista.org/resa_tedesca.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5 maggio 1945&lt;/span&gt;: &lt;/span&gt;&lt;span&gt;«Il 4 e il 5 maggio si arrendevano agli anglo-americani le truppe tedesche in Olanda, Danimarca, Germania nord occidentale e Baviera orientale» (&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Il 6 la città di Breslavia, in Slesia, si arrendeva dopo oltre due mesi di assedio» (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Oltre alla capitolazione delle singole unità tedesche, avvenuta tra il 4 ed il 13 maggio ad eccezione delle truppe in Italia che avevano capitolato il giorno 29 aprile, la resa ufficiale della Germania veniva firmata il 7 maggio 1945, dal colonnello generale Jodl e dal generale ammiraglio von Friedeburg a nome del Grande Ammiraglio Donitz, presso i! comando alleato del fronte occidentale a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rheims&lt;/span&gt;, davanti ai rappresentanti militari delle potenze vincitrici» (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-29.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;). «Il 17 maggio si arrendevano poi gli ultimi sommergibili in missione di guerra (avevano silurato navi nemiche fino al giorno 5). Con il crollo totale della Germania, dopo quasi sette anni di lutti e di rovine, aveva termine la guerra in Europa» &lt;/span&gt;&lt;span&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «La concessione del Presidente del Reich Donitz al Colonnello Generale Jodl di concludere una resa generale:&lt;br /&gt;Quartiere Generale il 6 Maggio 1945.&lt;br /&gt;Io autorizzo il Generale J o d l , Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht, alla conclusione di un cessate il fuoco presso il quartiere generale del comandante Eisenhower .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Sigilli]&lt;br /&gt;DONITZ&lt;br /&gt;Grande Ammiraglio .&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3GGors5YwI/AAAAAAAAB3g/aNzh5RxEFBY/s1600-h/6.Reims.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3GGors5YwI/AAAAAAAAB3g/aNzh5RxEFBY/s200/6.Reims.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148043882545111810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Solo la versione inglese e russa di questo testo fa fede di documento autentico.&lt;br /&gt;Atto Di Resa Militare&lt;br /&gt;1. Noi sottoscritti, agendo da autorità dell'Alto Comando tedesco ci arrendiamo col presente atto incondizionatamente al Comandante Supremo, delle Forze di Spedizione Alleate e simultaneamente all'Alto Comando sovietico con tutte le forze di terra, mare e aria che a questa data sono sotto controllo tedesco.&lt;br /&gt;2. L'alto comando tedesco subito pubblicherà ordini per tutte le autorità militari, navali e aeree e per tutte le forze sotto controllo tedesco di cessare operazioni attive alle ore 23.01 tempo europeo e Centrale dell'8 Maggio e di rimanere nelle posizioni occupate a quel tempo. Nessuna nave, vascello o aereo deve essere occultato o qualsiasi danno fatto al loro scafo, macchinari o equipaggiamento.&lt;br /&gt;3. L'Alto Comando tedesco subito li invierà al comandante competente e assicurerà l'esecuzione di qualsiasi ordine ulteriore pubblicato dal Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate e dall'Alto comando sovietico.&lt;br /&gt;4. Questo atto di resa militare è senza pregiudizio a e sarà sostituito da qualsiasi strumento generale di resa imposto da, o per conto delle Nazioni Unito e applicabile alla Germania e alle forze armate tedesche nel loro complesso. 5. Nell'eventualità che l'Alto Comando tedesco o alcune delle forze sotto il suo controllo non riescano ad agire in concordanza con questo Atto di Resa, il Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate e il l'Alto Comando sovietico decideranno azione punitiva o altra misura da loro ritenuta opportuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span&gt;Firmato a RHEIMS alle 02.41 del 7 Maggio, 1945.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Francia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Per conto dell'Alto tedesco.&lt;br /&gt;JODL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Presenza Di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per conto del Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate, W. B. SMITH. Per conto dell'Alto Comando sovietico SOUSLOPAROV&lt;br /&gt;F SEVEZ, Maggiore Generale dell'Esercito Francese (Testimone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comando Supremo, Forze di Spedizione Alleate&lt;br /&gt;SERIE 1&lt;br /&gt;Ordini del Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate relativi all'esercito e alle forze aeree sotto controllo tedesco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I Comandanti locali dell'Esercito e aeronautica militare sotto controllo tedesco sul Fronte Occidentale, in Norvegia e nelle Isole del Canale si terranno pronti a ricevere ordini particolareggiati per la resa delle loro forze dai comandanti subalterni del Comandante Supremo opposti sul loro fronte.&lt;br /&gt;2. Nel caso della Norvegia i rappresentanti del Comandante Supremo saranno l'Ufficiale Generale Comandante in Capo, Comando scozzese e Ufficiale dell'aria che comanda il 13° Gruppo RAF.&lt;br /&gt;3. Nel caso delle Isole del Canale i rappresentanti del Comandante Supremo saranno l'Ufficiale Generale Comandante in Capo, Comando Meridionale e Ufficiale dell'Aria che comanda il 10° Gruppo RAF.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER B SMITH Firmò.................... Per il Comandante Supremo, RAF.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Datato 02.41 7 Maggio, 1945 Rheims Francia» (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://pdsm.altervista.org/resa_tedesca.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Il 9, a Berlino, si arrendeva anche il Coniando Supremo della Wehrmacht. Lo stesso giorno capitolavano Lorient, Saint-Nazaire, La Rochelle e le Isole Normanne» (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-26.html"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10 maggio 1945&lt;/span&gt;: «Mein Heimatort Gießhübel war von den Kriegsereignissen verschont geblieben.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3I_d7s5YyI/AAAAAAAAB3w/Z7jVCi8b8YI/s1600-h/7.franzwondrejz.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3I_d7s5YyI/AAAAAAAAB3w/Z7jVCi8b8YI/s200/7.franzwondrejz.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148247107512656674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Erst am 10. Mai 1945 – zwei Tage vor der Kapitulation – wurde unser Städtchen von den Russen besetzt. Mit dem Einmarsch der Sowjetsoldaten begannen für die Bevölkerung Schreckenstage. Es erfolgten Einquartierungen. Soldaten drangen auch gewaltsam in Häuser ein und verlangten Speisen und Getränke. Frauen wurden vergewaltigt, Mädchen versteckten sich auf Dachböden und in Kellerräumen, um den Nachstellungen der Rotarmisten zu entgehen; es kam zu Plünderungen. Männer wurden abgeholt und zu Arbeiten für das Militär herangezogen, doch niemand wusste, ob sie jemals wiederkehrten. Man wagte sich nicht auf die Straße…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana: «Il mio luogo di nascita &lt;a href="http://www.giesshuebl.noe.gv.at/system/web/default.aspx"&gt;Gießhübel&lt;/a&gt; [in Turingia] era stato risparmiato dagli eventi della guerra. Solo il 10 maggio 1945 – due giorni prima della capitolazione – la nostra cittadina fu occupata dai russi. Con l’ingresso dei soldati sovietici iniziarono per la popolazione giorni di terrore. Ebbero luogo gli acquartieramenti. I soldati entrarono anche in modo violento nelle case e chiedevano da mangiare e da bere. Le donne furono violentate, le ragazze si nascondevano nelle soffitte per sottrarsi alle insidie dei soldati rossi; vi furono saccheggi. Gli uomini furono prelevati e costretti a lavori per l’esercito, ma nessuno seppe se sono mai ritornati. Nessuno osava andare in strada… » (&lt;a href="http://www.giesshuebel.de/619schreckenstage.htm"&gt;Fonte&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• viene arrestato a Bolzano il Ten. Col. Herbert Kappler. &lt;a href="http://www.difesa.it/GiustiziaMilitare/RassegnaGM/Processi/Kappler+Herbert/14istanza_26-04-73.htm"&gt;Fonte&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-1167965632258797294?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/1167965632258797294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=1167965632258797294&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/1167965632258797294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/1167965632258797294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/12/germania-giorno-per-giorno-dal-1-maggio.html' title='La Germania sconfitta, giorno per giorno,  dal 1 maggio 1945 in poi'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R3DzR7s5YqI/AAAAAAAAB2w/11N_7bRZndE/s72-c/1.goebbelsfamily.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-4285270393931535035</id><published>2007-12-25T12:38:00.001+01:00</published><updated>2007-12-25T12:39:31.188+01:00</updated><title type='text'>1919, maggio: Trattato di pace con la Germania a Versailles</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi i seguenti links:&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://cronologia.leonardo.it/patto2.htm"&gt;Un preludio alla seconda guerra mondiale&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-4285270393931535035?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/4285270393931535035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=4285270393931535035&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4285270393931535035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/4285270393931535035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/12/1919-maggio-trattato-di-pace-con-la.html' title='1919, maggio: Trattato di pace con la Germania a Versailles'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-8461690044119570886</id><published>2007-12-25T12:30:00.000+01:00</published><updated>2007-12-25T12:33:46.178+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trattati di pace'/><title type='text'>1947, 10 febbraio: Trattato di pace con l’Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi i seguenti links:&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://cronologia.leonardo.it/storia/a1947aa.htm"&gt;Fu un'imposizione unilaterale degli Alleati, altro che Liberazione!&lt;/a&gt;. Nel link si può trovare anche il testo completo, in lingua inglese, del Trattato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-8461690044119570886?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/8461690044119570886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=8461690044119570886&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8461690044119570886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/8461690044119570886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/12/1947-10-febbraio-trattato-di-pace-con.html' title='1947, 10 febbraio: Trattato di pace con l’Italia'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7801072829856023900</id><published>2007-12-23T23:47:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T23:50:21.890+01:00</updated><title type='text'>Ilan Pappe storico anticonformista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa pagina mi propongo di raccogliere notizie su Ilan Pappe, ovvero di studiarne l’opera storica che per quanto mi sembra corrisponde alle visione delle cose che mi sono fatto riguardo la fondazione dello stato di israele e la sorte delm popolo palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7801072829856023900?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7801072829856023900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7801072829856023900&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7801072829856023900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7801072829856023900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/12/ilan-pappe-storico-anticonformista.html' title='Ilan Pappe storico anticonformista'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-5536908388989167704</id><published>2007-09-09T13:55:00.000+02:00</published><updated>2007-09-09T14:09:31.076+02:00</updated><title type='text'>La mania dei documenti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sto proseguendo nella lettura del recentissimo libro di Peter W. Galbraith, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La fine dell’Iraq&lt;/span&gt;, apparso da pochi giorni in traduzione italiana presso Mondadori. L’originale inglese è dello scorso anno, cioè del 2006. Al pari di altri libri che sto pure leggendo, è frequente l’impulso a scrivere annotazioni critiche via via che legge. Ma ciò può significare che non arriverò all’Ùltima pagine del libro in lettura sequenziale. Tuttavia, voglio qui fare una di queste annotazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore ha passione da archivista. Si preoccupa di raccogliere tutti i documenti che possono poi servire ad imbastire il solito processo per genocidio da infliggere al nemico vinto, ovvero per fornire motivazioni adatte ad orientare le opinioni pubbliche a favore di un intervento militare contro questo o quello stato, detto “canaglia” con grande sofisticazione scientifica. Si tratta chiaramente di una carità “pelosa” e di un ulteriore mezzo bellico: la “diffamazione”, fondata o infondata che sia, dell’avversario, o meglio del “nemico” di turno, magari fedele alleato, appena il giorno prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quale pulpito viene la predica, il sermone morale? Basta una elementarissima conoscenza della storia degli USA per chiedersi: a) della sorte degli indiani d’America; b) della tratta dei negri e della discriminazione razziale fino ai nostri giorni; c) lo statuto morale della distruzione di Hiroshima e Nagasaki. Nessun processo è stato mai imbastito contro gli USA, che invece si ergono a moralisti e giudici del mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Medio Oriente stanno recitando il copione scritto per l’Europa prima e dopo il 1945. Chiaramente, il Medio Oriente non è l’Europa. Ma ciò che gli USA, in stretta intesa con Israele, ci è molto utile a ben vedere per capire cosa è stato fatto a noi europei e cosa siamo in conseguenza di ciò che a noi è stato fatto. Qui mi rendo conto che le valutazioni si divaricano, ma qui fermo anche questa mia estemporanea riflessione in margine al libro di Peter W. Galbraith.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-5536908388989167704?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/5536908388989167704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=5536908388989167704&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5536908388989167704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5536908388989167704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/09/la-mania-dei-documenti.html' title='La mania dei documenti'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-5682674440500808733</id><published>2007-09-05T16:59:00.000+02:00</published><updated>2007-09-05T17:09:52.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trattati di pace'/><title type='text'>1639: trattato di pace di aqasr-e-Shirin fra ottomani e persiani.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evento: «Da quando, con il trattato di pace  di Qasr-e-Shirin del 1639, ottomani e persiani concordarono una linea di demarcazione tra i loro due imperi, tale linea, che ora segna il confine tra Iran e Iraq, ha sempre separati i persiani dagli arabi, ovvero i paesi governati dagli sciiti da quelli guidati dai sunniti» (Peter W. Galbraith, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La fine dell’Iraq. Come gli Stati Uniti hanno distrutto il paese che intendevano liberare&lt;/span&gt;, Milano, Mondadori, 2007, p. 9).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-5682674440500808733?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/5682674440500808733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=5682674440500808733&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5682674440500808733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/5682674440500808733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/09/1639-trattato-di-pace-di-aqasr-e-shirin.html' title='1639: trattato di pace di aqasr-e-Shirin fra ottomani e persiani.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-7491761420579931202</id><published>2007-07-28T19:24:00.000+02:00</published><updated>2007-07-28T20:17:06.014+02:00</updated><title type='text'>Una recensione della recensione: la solita paccottiglia. Elia Valori recensito da Alain Elkan.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho trovato il libro nella libreria Feltrinelli sotto casa, ma da quanto ne dice Alain Elkan su “La Stampa” di oggi 28 luglio 2007, alla pagina VI dell’inserto Tuttolibri, non dubito che il libro di Giancarlo Elia Valori rientri in quel vasto filone di paccottiglia che sta inondando il mercato, credo forse come una campagna preparatoria per nuove avventure belliche in Medio Oriente. Alla vigilia dell’ultima guerra contro l’Iraq si era messa in circolazione la bugia degli inesistenti armanenti di Saddam. Per quanto riguarda la prima guerra erano stati invece taciuti alcuni fatti che si trovano nei documenti ufficiali dell’ONU e che riguardano territori e proventi petroliferi che il Kuwait avrebbe dovuto restituire all’Iraq alla fine della guerra con l’Iran. Ormai, la stampa quotidiana su carta stampata è qualcosa della quale occorre sistematicamente diffidare quanto più alta è la sua tiratura e la sua capacità di diffusione. La verità delle cose – per chi è amante di conoscerla – occorre andarla a trovare in piccoli anfratti. La recensione di Alain Elkan non è per nulla una recensione, cioè una lettura critica del libro. È un’inserzione pubblicitaria che appena serve a richiamare l’attenzione sul libro, di cui si vuol favorire la diffusione libraria. Poiché mi dicono che vi è addirittura un capitolo su Carl Schmitt, vi ritornerò sopra appena lo avrò fra le mani e me ne occuperò nel mio blog “Carl-Schmitt-Studien”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui mi limito solo ad alcune osservazioni del recensore, che sono forse ancor prima sue che dell’autore del libro recensito. La solita solfa sull’antisemitismo, che viebe presentato come una colpa dell’intera umanità verso il popolo ebreo, dando per scontato che gli ebrei non abbiano nessuna colpa verso tutti gli altri popoli esistiti lungo della loro storia. Una comune osservazione di comune buon senso porta a formulare questa semplice domanda: Ma perché nel corso di almeno tre mila anni, prima e dopo di Cristo, tutti hanno sempre dimostrato per lo meno antipatia verso gli ebrei? Un’antipatia che spesso si è manifestata in forme ben più consistenti di quanto non sia una semplice non corrispondenza di amorosi sensi. Possibile che gli ebrei stessi non abbiano nessun neo che abbia potuto renderli a molti odiosi nel corso di tremila anni? Credo che la risposta sarebbe più interessanti di quanto Valori possa dire. Inoltre in 3000 anni di antisemitismo quello specificamente nazista credo che si collochi storicamente negli anni della seconda guerra mondiale all’interno di un contesto ben più grande e tragico di quell’evento che gli autori ebraici vogliono considerare di rilevanza cosmica, adottando perfino una terminologia religiosa che ha ben poco da invidiare ad alcune limitate reazioni musulmane a seguito di citazioni irriverenti dei testi coranici o vignette satiriche. Tutta la storia ultramillenaria dell’antisemitismo viene collocata nella nicchia nazista. In realtà si è trattato di un’operazione politica sulla base della quale alla Germania postbellica ed ai popoli europei vinti, ad Est ed Ovest, si è spillato e si continua a spillare una quantità enorme di denaro, senza il quale non si potrebbe parlare di «miracolo economico» israeliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La solfa continua con il paventato timore di un nuovo antisemitismo, mai sopito. Del resto, semiti sono anche gli arabi e semmai dovrebbe parlarsi di antigiudiaismo, cioè di una reazione insofferente verso il solo popolo o comunità ebraica. A mio avviso, non esistono per nulla i pericoli che hanno portato agli orrori della guerra civile europea, di cui hanno sofferto non solo gli ebrei, che non possono in alcun modo pretendere al “monopolio del dolore”, ed ai relativi conforti, spesso di carattere economico. Si è passati da un’indubbia emarginazione e discriminazione quale vi è stata in tutti i paesi d’Europa, Russia compresa, ad una situazione di iperprotezione e di privilegio. Ed il privilegio rende spesso odiosi. Io credo che se oggi antisemtismo vi è, questo non abbia niente a che fare con quello che è stato l’antisemitismo nazista, una goccia nel mare dell’antisemitismo durato tre mila anni. Si tratta piuttosto di una comprensibile reazione a posizioni di privilegio ed iperprotezione, quando non addirittura di sopraffazione come nel caso della occupazione israeliana di terre arabe. Ma qui entriamo nella dinamica di una guerra che dura da almeno 60 anni e che non accenna a spegnersi. Ormai credo che dobbiamo abituarci al concetto di guerra permanente, che si combatte anche nelle retrovie nel campo dei media e dell’educazione delle nuove generazioni da plasmare in modo “politicamente corretto”. Proprio l’altra sera ho potuto assistere, nell’allestimento di un pubblico spettacolo, di uno scoppio di espressioni certamente non gentili verso i calabresi. Mi son subito detto: se al posto di calabresi, si fosse trattato di ebrei, qui sarebbe scoppiato il finimondo. Come calabrese che ha captato l’insulto ho reagito e propestato. Il proprietario mi ha chiesto scusa per le parole del suo dipendente, ma io ormai mi ero perso la voglia di godermi lo spettacolo pagato con il denaro dei calabresi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23930192-7491761420579931202?l=spigolature-storiche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/feeds/7491761420579931202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23930192&amp;postID=7491761420579931202&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7491761420579931202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23930192/posts/default/7491761420579931202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/07/una-recensione-della-recensione-la.html' title='Una recensione della recensione: la solita paccottiglia. Elia Valori recensito da Alain Elkan.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23930192.post-3259992222392721705</id><published>2007-07-09T23:33:00.000+02:00</published><updated>2007-07-09T23:40:53.741+02:00</updated><title type='text'>Il regno di Aratta: una retrodazione delle più antiche civiltà esistite</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da La Repubblica del 3 luglio:&lt;br /&gt; il cui testo è tutto da studiare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;Un pool di archeologi è convinto di avere scoperto i resti della mitica città&lt;br /&gt;Gli scavi hanno riportato alla luce delle tavolette incise prima dei sumeri&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div&gt;                                  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;Tra le rovine del regno di Aratta&lt;br /&gt;la scrittura più antica del mondo&lt;/b&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                                  &lt;/div&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;In Iran riemerge una civiltà sepolta: potrebbe cambiare la storia&lt;br /&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;di VANNA VANNUCCINI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                             &lt;br /&gt;                      &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="fotosxb"&gt;                    &lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/aratta-scrittura/aratta-scrittura/cron_10722130_22510.jpg" alt="" /&gt;Tra le rovine del regno di Aratta&lt;br /&gt;la scrittura più antica del mondo" width="280"&gt;&lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                              &lt;p&gt;&lt;!-- inizio DIDA --&gt;Un reperto archeologico di Jiroft&lt;!-- fine DIDA --&gt;&lt;/p&gt;                                        &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                                                    &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                                                                             &lt;b&gt;JIROFT (Iran Sud Orientale)&lt;/b&gt; - "Gilgamesh sii il mio amante! Fammi dono della tua virilità! Quando entrerai nella nostra casa la soglia splendidamente dorata bacerà i tuoi piedi". Così Ishtar, la dea dell'amore, si rivolge al leggendario re di Uruk nel più famoso poema epico lasciatoci dai sumeri.&lt;br /&gt;                              &lt;br /&gt;"Splendidamente" è scritto nella traduzione, ma la parola sumera è arattù, ovvero alla maniera di Aratta. Aratta era per i sumeri simbolo di eccellenza, il topos di tutti i miti come Troia lo fu per quelli dell'Asia Minore. I poemi sumerici ne parlano come di una città magica, "distante sette montagne", in cui viveva un sovrano che in alcuni testi è "il Signore di Aratta", in altri è chiamato Ensurgiranna.&lt;br /&gt;                              &lt;br /&gt;Gli studiosi si sono affannati a cercare quale luogo geografico potesse corrispondere a questa leggendaria città. Ma finora il mito era rimasto sospeso nel nulla. La singolarità di Aratta infatti è che mentre nelle fonti letterarie vi sono innumerevoli riferimenti alla città e alle sue ricchezze, il nome non compare in nessuna delle 450.000 tavolette di argilla arrivate inalterate fino a noi, nelle quali i sumeri diligentemente registravano scambi commerciali, elenchi dei tributi ricevuti dai sudditi, derrate agricole o editti dei re. Non può essere un caso, sostengono quegli archeologi che ormai si erano convinti che Aratta non fosse mai esistita.&lt;br /&gt;                                                                               &lt;!--inserto--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="ad-box"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                &lt;br /&gt;Ma uno scavo recente potrebbe aver riportato alla luce il mitico regno. Se così fosse, sarebbe la scoperta archeologica del secolo. Una nuova Troia.&lt;br /&gt;Che sia così, è il convincimento dell'archeologo iraniano Yussef Majidzadegh, che con una squadra internazionale (di cui fa parte anche l'italiano Massimo Vidale, archeologo dell'Isiao) guida gli scavi di Jiroft, nell'Iran sud-orientale. Majidzadeh sostiene che Jiroft è la più antica civiltà orientale, precedente di almeno un paio di secoli quella sumerica.&lt;br /&gt;                              &lt;br /&gt;L'archeologo presenterà in questi giorni la sua tesi al convegno internazionale di archeologia a Ravenna. "È venuta alla luce una civiltà complessa, pari o 
