domenica, marzo 15, 2009

Palestina e Medio Oriente 40 anni fa da una rivista di allora

Mentre riordinavo la mia Biblioteca è uscita fuori da uno scaffale una rivistina che ricordo di aver comprato nel 1968 nella Libreria Feltrinelli di via del Babuino in Roma. Ho voluto ripercorrerne le pagine. Ne ho sfogliato il sommario degli argomenti trattati nel numero datato giugno 1968, n. 2 della rivista “Maquis” il cui Direttore era Filippo Gaja, che personalmente non ho mai conosciuto ed il cui nome non ricordavo neppure come neppure ricordo di aver letto altre pubblicazioni. La mia attenzione si sofferma, 4o anni dopo, su alcuni servizi dedicati al Medio Oriente. Vi è un certo trionfalismo nell’esaltazione della causa palestinese. È certamente dignitosa e ammirevole la resistenza di questo popolo, che ancora resiste allo sterminio e alla pulizia etnica, ma in realtà mi sembra che vi sia poco trionfalismo da fare. Oggi, anche per gli stessi stati arabi che si sono arresi all’invasione e alla prepotenza, in primis l’Egitto, sembra che i palestinesi siano una palla al piede: meglio sarebbe stato se gli israeliani avessero finito di sterminarli, completando un’opera che i padri sionisti hanno avuto sempre in mente, traducendo magaro loro ciò che era nella mente di dio, beninteso del loro dio. Rileggo di seguito quell’articolo di 40 anni fa, comparandolo con il presente e riproducendone la documentazione fotografica, di cui non se se già esiste eguale in rete.

*

Sembra tipico di un tono trionfalistico di quegli anni la “situazione di debolezza” attribuita agli “atteggiamenti aggressivi” di Israele che in realtà ne hanno sempre caratterizzato la presenza in Medio Oriente fin dai primi insediamenti sionisti, il cui fine è sempre stato la “pulizia etnica” di quelle terre, che essi – altro che fondamentalismo religioso! – considerano di loro proprietù in quanto attribuite loro direttamente da dio, dal Jahvè biblico, che meriterebbe di essere portato davanti ad una corte di giustizia, come “istigatore all’odio”. Ancora attuali invece le seguenti frasi: «2 milioni e 300.000 ebrei sono troppo pochi per mantenere con la forza della repressione l’occupazione di un paese popolato da un milione e 300.000 arabi animati da uno spirito di affermazione nazionale e decisi a non lasciarsi umiliare». Il “provvisorio” dell’occupazione è un dato permanente e la “guerra guerreggiata” volta allo sterminio ed alla pulizia etnica ha avuto una recentissima conferma tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, per noi goym periodo delle maggiori festività dell’anno: anche questa una forma di disprezzo della nostra sensibilità da parte degli strateghi dell’operazione “piombo fuso”. Sono di valore documentario le foto della pagina 119 che riporto in evidenza qui di seguito, riproducendone testualmente le didascalie. La fonte iconografica non è diversamente indicata e non mi sono possibili riscontri:
Abitazioni arabe rase al suolo con la dinamite a Abu Niss. L’obiettivo è semplice: incitare gli arabi alla partenza.
Partigiani palestinesi arrestati

Il Il villaggio di Karamé, in territorio giordano, nel corso del raid israeliano del 20 marzo [1968]. Era una base dei guerriglieri.

Un partigiano arabo arrestato dalla polizia israeliana.


sabato, dicembre 13, 2008

Harry Truman, il presidente filosionista

Il mio presente interesse per il presidente Truman nasce dal fatto che a lui si deve la spartizione della Palestina ed il successivo riconoscimento di Israele. Ricordo di aver visto un grosso tomo con titolo Truman. Non saprei dire se era un libro a poco prezzo presente su una bancarella che non mi sono allora deciso ad acquistare o se avendolo acquistato a poco presso si trovi in qualche angolo nascosto della mia biblioteca, in Roma o in Calabria. Essendo però per fortuna nell’epoca di internet, tento qui una ricerca che mi aiuti ad approfondire quanto basti questo personaggio storico. Con opportuni link interni verranno poi collegate le ricerche fatte con gli opportuni aggiornamenti. Le notizie attinte saranno da me valutate criticamente. In fondo, la storia è sempre giudizio sui fatti ed i giudizi sono perennemente mutevoli a seconda del giudicante ovvero il tempo ed il punto di vista, pur restando rigorosamente tali ed identici i fatti. Se non si è capaci di autonoma valutazione, è meglio dedicare il proprio tempo a salutari passeggiate.

Versione 1.1
Status: 14.12.08
Sommario: 1. Cenni biografici. – 2. La Israel Lobby negli anni cruciali della Fondazione. –

1. Cenni biografici. – Nacque nel 1884, in pratica due anni dopo che in Palestina si ebbe il primo insediamento sionista. Il suo è un curriculum abbastanza banale fino a quando per la morte di Roosevelt da vicepresidente divenne presidente il 12 aprile 1945. Questo il dato che a noi interessa. Per il resto si legga pure la voce di Wikipedia o simili. Stavo dimenticando una cosa molto importante. Fu lui l’uomo della prima bomba atomica della storia. A lui si deve l’infamia di Hiroshima e Nagasaki. Quindi il suo nome deve essere associato a due fatti egualmente infausti per l’umanità: la bomba atomica e la vittoria del sionismo. Almeno questa è la mia opinione e poco mi importa di cosa ne pensino gli storici di mestiere. La modestia intellettuale che risulta dalla sua biografia spiega anche il disastro imperituro delle sue decisioni gravide di conseguenze per l’umanità intera. La sua dichiarazione giustificativa:
«Il mondo sappia che la prima bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, una base militare. Abbiamo vinto la gara per la scoperta dell'atomica contro i tedeschi. L'abbiamo usata per abbreviare l'agonia della guerra, per risparmiare la vita di migliaia e migliaia di giovani americani, e continueremo a usarla sino alla completa distruzione del potenziale bellico giapponese».
è buona per i fessi. Le migliaia di vite americane non possono essere contrapposte al maggior numero delle vittime e soprattutto al precedente che veniva in tal modo creato per il futuro. Con eguale legittimità ogni stato possessore di atomica, messo alle strette, potrà sempre dire che anche poche migliaia di vite dei propri elettori valgono molto più delle vite di milioni e miliardi di vite di non cittadini, non elettori. La stessa logica la si ritrova oggi nella comparazione dei morti nelle guerre mediorientali, secondo un rapporto di almeno 1 a 1000. Una vita americana o israeliana vale non meno di 1000 vite ignobili di iracheni o palestinesi. Almeno i tedeschi si fermavano al rapporto di 1 a 10. Fu riconfermato alla presidenza e si deve a lui la Nato ed il piano Marshall non a scopi umanitari, ma come strategia di contenimento del comunismo. In fondo una forma di corruzione mediante il denaro che sarà pure una costante della politica americana. Stati arabi come l’Egitto e la Giordania hanno stipulato la pace con Israele vendendola per danaro sganciato dagli Usa come forma indiretta di sostegno ad Israele.

Torna al Sommario.

2. La Israel lobby negli anni cruciali della Fondazione. – Emerge lentamente da letture multiple un’azione della Israel Lobby analoga a quella descritta da Mearheimer e Walt per anni recenti. La rielezione di Truman non sarebbe avvenuta se Truman non avesse concesso ciò che i sionisti chiedevano. Alcuni autori fanno credere ad uno spontaneo filosionismo da parte di Truman, mosso da umana pietà e simpatia per la causa degli ebrei. Nulla di tutto questo. Fu pressione bruta e brutale. I primi stati che facevano parte della nuova creatura della politica estera americana, l’ONU destinata a rimpiazzare la screditata Società delle Nazioni, furono ricattati dagli Usa, cone questi erano a loro volta ricattati dalla Lobby. Solo in seguito l’ONU si verrà progressivamente emancipando dai suoi padri padroni. Ed è per questo che oggi è in atto una campagna di delegittimazione di questa istituzione, di cui si ventila l’ipotesi che debba essere sostituita da una Lega delle democrazie. Intanto, per quel che riguarda Israele, ha dato nel 1948 quel che ha dato, poteva e doveva dare. Adesso non serve più e si può pure sputarci sopra.

venerdì, luglio 25, 2008

Cronologia palestinese

Versione 1.5
Status: 22.2.09
Sommario: Anni 1789 - 1812 - 1833 - 1834 - 1835 - 1836 - 1844 - 1856 - 1860- 1862 - 1867 - 1870 - 1871 - 1875 - 1878 - 1881 - 1882: Giugno: 30; Luglio; Settembre; Ottobre; Dicembre: 31 - 1884: Febbraio: 26; - 1886: Marzo: 29; 1888: Febbraio: 23; - 1890: Giugno: 24; - 1891 - 1892 - 1893 - 1895: Giugno; - 1896: Febbraio; - 1897: Gennaio: 3; Agosto: 29; Settembre: 3; 1898: Agosto: 28, 30, 31; - 1899: Marzo: 1; - 1901 - 1902: Settembre; - 1903: Maggio: 20; - 1904 - 1905: Aprile; Luglio - 1906: Ottobre; - 1922: Luglio: 24; Settembre: 1; - 1947 - 1948 - 1967 - 1980 - 2000: Luglio -

Le vicende connesse al conflitto principale della nostra epoca, il conflitto medio-orientale, ha le sue radici lontane nel tempo ed una complessità tale da richiedere la costruzione di un’accurata Cronologia che non sarà qui una meccanica raccolta di dati già disponibili altrove, ma uno sviluppo organico di connessioni e riscontri. In tal modo questa Cronologia sarà qualcosa di originale e di complementare alle “Ricerce Correlate” di cui sono dati i links.

Elenco delle Fonti internet o cartacee utilizzate:
1. Obama in Israele: articolo di giornale.
2. Dal movimento sionista a Israele.
3. Proud to be.
4. Sionismo.
5. Morin: Riferimenti cronologici, in Il mondo moderno, cit., 123-29.
6. Tony Judt: Dopoguerra. Come è cambiata L’Europa dal 1945 a oggi, Milano, ed. Mondolibri, 2008.


*
1789

• Rivoluzione francese. Gli ebrei sono cittadini della nazione francese. (Fonte5)

*
1812

• Gli ebrei sono cittadini della nazione prussiana. (Fonte5)

*
1833

• 1833-1841 – Gli ebrei sono cittadini della nazione Inghilterra. (Fonte5)

*
1834

• Gli ebrei sono cittadini della nazione Paesi Bassi. (Fonte5)

*
1835

• Gli ebrei sono cittadini della nazione Svezia. (Fonte 5)

*
1836

• «In una lettera indirizzata ad un componente della famiglia Rothschild da Berlino, il rabbino polacco Zvi Hirsch Kalischer scrive: “L’inizio della redenzione giungerà attraverso cause naturali grazie agli sforzi umani e alla volontà dei governi di riunire i dispersi di Israele nella Terra Santa”». (Fonte4)

*
1844

• Karl Marx (1818-1883) pubblica negli Annali franco-tedeschi il suo testo sulla Questione ebraica. (Fonte 5).

*
1856

• Gli ebrei sono cittadini della nazione Svizzera. (Fonte5)

*
1860

• Gli ebrei sono cittadini del granducato di Baden. (Fonte5)

*
1862

• «A Posen, il rabbino Zvi Hirsch Kalischer pubblica il libro intitolato “Drishat Sion” (“Cercando Sion”), a cura della Società per la colonizzazione della Palestina, fondata da Chaim Lorje. Nel libro, che esce a Francoforte sul Meno, il rabbino afferma che è giunto il momento per gli ebrei di fare ritorno in Palestina, iniziando a crearvi delle colonie agricole». (Fonte4)

• «Il giornalista Moses Hess, ebreo tedesco, scrive il libro “Roma e Gerusalemme”, nel quale afferma la necessità per gli ebrei di ritornare nella “Terra promessa” per rifondarvi uno Stato ebraico. E’ considerato il testo base del sionismo». (Fonte4)

• Creazione dell’Alleanza israelita universale. (Fonte 5)

*
1867

• Gli ebrei sono cittadini dell’Impero austriaco. (Fonte5)



• «Su invito del rabbino Zvi Hirsch Kalischer, l’Alliance israélite universelle fonda una colonia-scuola agricola a Giaffa (Palestina) chiamata Mikvé Israele (“Speranza d’Israele”)» (Fonte4).


• Gli ebrei sono cittadini della Germania unificata. (Fonte5)


• «All’incirca nel 1875 compare il termine antisemita». (Fonte5). Così almeno dice Morin.


• «Trattato di Berlino; emancipazione degli ebrei in Serbia, Montenegro, Bulgaria» (Fonte5).
• Prima colonia sionista in Palestina: Petah Tikva.


*
1881

• «In Palestina, è presente una popolazione di 457 mila persone: 400 mila arabi mussulmani, 13-20 mila ebrei, 42 mila cristiani, in gran parte greco-ortodossi». (Fonte4)
• «Massacro degli ebrei in Russia» (Fonte5).
• 1881-1914 - «Immigrazione a New York di popolazioni ebree che fuggono dalla Russia e dalla Polonia». (Fonte5)



*
1882

*
Giugno

*
30

30 giugno 1882 - «A Karkov (Russia), 14 membri del Bet Ya’akov Ve-Nelkah (Bilu, “Casa di Giacobbe, vieni camminiamo”) partono in direzione della Palestina». (Fonte4)

*
Luglio

• 25.000 immigranti ebrei, provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est, si insediano in Palestina (Pappe, 345).
Luglio 1882 - «A Gerusalemme, Ben-Yehuda, che vi si era insediato nel mese di settembre del 1881, scrive a Perez Smolenskin, a Vienna: “Quel che dobbiamo fare ora è rafforzarci il più possibile, conquistare il paese di nascosto, a poco a poco... Possiamo riuscirci solo di soppiatto senza rumore... Non creeremo comitati, perché gli arabi capirebbero subito le nostre intenzioni, ma silenziosi come spie, compreremo, compreremo, compreremo”». (Fonte4)


*
Settembre

Settembre 1882 - «A Berlino, Leo Pinsker, ebreo di Odessa, pubblica in forma anonima un pamphlet dal titolo “Autoemancipazione: un avvertimento al suo popolo da un ebreo russo”. Nel testo, chiede per gli ebrei una patria da costruire in un “territorio qualunque”, non necessariamente la Palestina». (Fonte4)

*
Ottobre

Ottobre 1882 - «Pen-Yehuda e Yehiel Michal Pines, dalla Palestina, scrivono a Rashi Pin, a Vilnius: “Lo scopo è risuscitare la nostra nazione nella sua terra… se solo riusciremo ad accrescere il nostro numero qui fino ad essere la maggioranza… Ora come ora, ci sono solo circa cinquecento (mila) arabi, non particolarmente temibili e ai quali sottrarremo facilmente il controllo del paese giocando d’astuzia (e) senza attirarci la loro ostilità prima di esser diventati i più forti e i più numerosi”». (Fonte4)

*
Dicembre

*
31

31 dicembre dicembre - «In Palestina, sono presenti 24 mila ebrei su una popolazione di circa 600 mila abitanti, dei quali 70 mila arabi cristiani». (Fonte4)



*

1884

1884: Febbraio: 26; - 1888: Febbraio: 23; 1922: Luglio: 24; Settembre: 1; - 1947 - 1967 - 1980 - 2000: Luglio -

• «A Kattowitz, nell’Alta Slesia, si svolge una conferenza di Chabatt Zion (“Amore per Sion”), alla quale prendono parte 36 delegati, che eleggono presidente Leo Pinsker». (Fonte4)

*
Febbraio


*
26

26 febbraio 1884 - «A Berlino, si chiude la conferenza aperta nel novembre 1884 cui hanno partecipato le potenze imperialiste (Inghilterra, Francia, Belgio, Stati uniti, Germania, Austria-Ungheria, Spagna, Portogallo, Danimarca, Olanda, Svezia, Norvegia, Russia, Turchia), con la sottoscrizione di un ‘Atto generale’ che sancisce il comune intento di spartirsi le conquiste coloniali. Fra le dichiarazioni spicca il reciproco riconoscimento del diritto di conquista, così espresso: “Non si possono occupare che terre non appartenenti ad alcuno e abitate da tribù barbare”, comportante il mero obbligo di notificare alle altre nazioni firmatarie l’avvenuta occupazione delle terre stesse. L'accordo salterà per l’inasprirsi dei conflitti che porteranno alla Grande Guerra tramandando peraltro il principio colonialista della ‘terra di nessuno’ e/o ‘abitata da barbari’, foriero della tragedia palestinese, fra le altre». (Fonte3)

*
1886

*
Marzo

*
29

29 marzo 1886 - «In Palestina, dopo che gli ebrei residenti nell’insediamento di Petech Tiqvah avevano sequestrato 9 muli, appartenenti a cittadini arabi, sorpresi a brucare nei loro campi, 50-60 arabi attaccano l’insediamento danneggiando i campi, le abitazioni e ferendo 4 ebrei, portandosi inoltre appresso tutto il bestiame. È il primo scontro di rilievo ». (Fonte4)

*
1888
*
Febbraio

*
23

23 febbraio 1888 - «Replicando ai governi britannico e francese, che premono per l’abrogazione dei limiti posti dall’amministrazione imperiale all’ingresso di ebrei in Palestina, il ministro degli Esteri ottomano afferma: “Tutti sanno che, quando gli ebrei furono espulsi da diverse parti dell’Europa, trovarono asilo, sicurezza e piena libertà di coscienza in Turchia. Ancora oggi, un grande numero di ebrei vengono a trovare rifugio sul suolo ottomano…Tranne che in Palestina gli ebrei sono in effetti liberi di stabilirsi nell’Impero e di esercitare le loro attività senza alcun ostacolo”. Il limite della Palestina – spiega il ministro- è dovuto al fatto che “le risorse di quel territorio non sarebbero bastanti ai bisogni di una popolazione più numerosa”. I magnati ebrei, fra i quali il barone Rotschild, appoggiati dai governi europei, non tengono in conto le disposizioni limitative, spesso disattese dalle stesse autorità in cambio di “regali”, e continuano a promuovere attività a sostegno dei migranti, delle quali si trova traccia già alla metà del secolo e, più massicciamente, dal 1882». (Fonte)

*
1890

• A Mosca, il governo concede a “Chabatt Zion” il riconoscimento giuridico.

*
1891

• Dal barone tedesco Maurice de Hirsch è fondata a Londra la Jewish Colonization Association (Jca), finalizzata ad assorbire gradatamente le attività a sostegno dei coloni ebrei in Palestina».

*
1896

• L’Associazione per la Colonizzazione inizia le sue operazioni in Palestina.
*
Febbraio

• Febbraio 1896 - «A Vienna, il leader sionista Theodore Herzl pubblica il saggio- manifesto “Lo Stato degli ebrei”, nel quale scrive testualmente: “Se Sua maestà il Sultano ci desse la Palestina, noi /i sionisti NdR/ potremmo farci carico di assestare completamente le finanze della Turchia. Per l'Europa, costituiremmo un baluardo contro l'Asia, saremmo la sentinella avanzata della civiltà contro la barbarie” , motivo per il quale “l'Europa dovrebbe garantire la nostra esistenza”. Il diario di Herzl, che sarà pubblicato a New York nel 1960 sotto il titolo “The complete Diaries of T. Herzl”, riprende significativamente la formula berlinese (v. nota 26 febbraio 1885) “una terra senza popolo per un popolo senza terra”, cancellando anticipatamente il popolo palestinese. Vi si legge fra l'altro: “Per prima cosa i sionisti dovranno procurarsi terre arabe in quantità sufficiente…La popolazione araba sarebbe giusto adatta per servire ai bisogni coloniali degli ebrei” e più in là “Dovremo sforzarci di espellere le popolazioni povere, cercando per loro un lavoro nei paesi di transito e negando loro lavoro nel nostro paese. Il processo di espropriazione e trasferimento dei poveri deve essere realizzato con discrezione e circospezione”». (Fonte2)

*
1897

• Il Congresso sionista richiede una terra per il popolo ebraico in Palestina.
• Un pamphplet del fondatore del socialismo sionista, Nahman Syrkin, sostiene che la Palestina “deve essere evacuata per gli ebrei” (Pappe).
• Il primo Congresso sionista in Svizzerra istituisce l’Associazione Sionista Mondiale (WZO) e presenta una petizione per “una casa per il popolo ebraico in Palestina” (Pappe).
*
1922


• «La Palestina è stata fondata dalla Società delle Nazioni nel 1922 che, nella conferenza di San Remo tenutasi il 26 aprile 1920, assegnò alla Gran Bretagna il governatorato della stessa, considerando che furono gli inglesi di Allenby a conquistarla. Prima di ciò, la Palestina fece parte dell’impero ottomano per più di 400 anni. Dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale l’impero in questione fu smembrato in quello che oggi è il moderno Medioriente». (Fonte3) «La Società delle Nazioni ufficializza il Mandato inglese sulla Palestina, richiamando esplicitamente la Dichiarazione Balfour. Ne è esclusa la Transgiordania.» (Fonte2)


*
Luglio


Luglio 1922 - «È pubblicizzato il primo Libro bianco britannico, sottoscritto da Winston Churchill, sulla situazione delle comunità araba ed ebraica. Circa quest’ultima si scrive che la immigrazione ebraica in Palestina troverà limiti nella “capacità economica del paese di assorbire i nuovi arrivati”». (Fonte3)
*
24

24 luglio 1922 - «La Società delle Nazioni ufficializza il Mandato inglese sulla Palestina, richiamando esplicitamente la Dichiarazione Balfour. Ne è esclusa la Transgiordania». (Fonte2)

*
Settembre

*
1

1 settembre 1922 - «È costituito l’emirato di Transgiordania, a capo del quale è posto Abdallah, figlio dello sceriffo Hussein. Uno stato creato a tavolino, rispondente agli scopi della dominazione britannica sulla regione mediorientale e, fra questi, il controllo della Palestina». (Fonte2)

*
1933

24 marzo 1933 -L’inglese “The Daily Express” pubblica questa titolo: Judea Declares War on Germany. Jews of All the World Unite in Action: La Giudea dichiara guerra alla Germania. Ebrei di tutto il mondo uniti nell’azione. (Fonte).

*
1947

1884: Febbraio: 26; - 1888: Febbraio: 23; 1922: Luglio: 24; Settembre: 1; - 1947 - 1967 - 1980 - 2000: Luglio -

• «Il nodo irrisolto. La risoluzione dell’Onu del 1947, respinta dagli arabi, prevedeva la creazione in Palestina di due Stati, uno ebraico e uno palestinese. Per Gerusalemme veniva stabilito uno status di corpo separato. Al termine del primo conflitto arabo-israeliano, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana». (Fonte1)

15 maggio 1947 - All’ONU l’Assemblea Generale dispose la creazione di unn Comitato Speciale sulla Palestina, detto UNSCOP, per redigere un rapporto sulla Questione della Palestina da sottoporre alla successiva sessione.

*
1948

*
Gennaio

*
12
12 gennaio 1948 - Solomon Mikhoels, principale artefice del Comitato ebraico antifascista e figura di spicco nel teatro yiddish russo e «nazionalista borghese ebreo», fu assassinato il 12 gennaio 1948 (Judt, 228, 233). «La mattina del 13 gennaio del 1948, un gruppo di operai rinvenne in una strada di Minsk in Bielorussia il cadavere di Solomon Mikhoels, il celebre attore e direttore del Teatro Yiddish di Mosca, presidente del Comitato antifascista ebraico, pilastro della resistenza contro l’invasione tedesca nella seconda guerra mondiale, amico di Albert Einstein e del grande basso americano Paul Robeson. L’evento destò scalpore in tutto il mondo. Stalin ordinò accertamenti sulla causa della morte - un investimento stradale, fu il responso - ed esequie di Stato in onore del defunto. Ma documenti segreti declassificati di recente dal Cremlino dimostrano che Mikhoels fu assassinato dal Kgb, la polizia politica sovietica, su ordine del dittatore, e che il suo omicidio segnò l’inizio della persecuzione degli ebrei nell’Urss. Persecuzione che sfociò nella esecuzione dei loro più influenti intellettuali alla Lubianka, il famigerato penitenziario moscovita, il 12 agosto del ’52, “la notte della strage dei poeti”. Su questo oscuro capitolo della storia sovietica hanno scritto un libro sconvolgente lo storico americano Joshua Rubenstein, dirigente di Amnesty international, e uno studioso russo Vladimir Naumov, segretario della Commissione presidenziale per la riabilitazione delle vittime politiche a Mosca. Il libro, pubblicato dalla Yale university press e il Museo dell’Olocausto (527 pagine 35 dollari), s’intitola Il pogrom segreto di Stalin: l’inquisizione del Comitato antifascista ebraico nel dopoguerra, e condensa i voluminosi atti del processo farsa ai compagni di Mikhoels, quindici esponenti culturali di cui soltanto uno, Linha Shtern, la prima donna accolta nell’Accademia delle scienze sovietica, fu risparmiata. I quindici, scomparsi dalla vita pubblica nel ’48, al loro arresto, vennero riabilitati segretamente nel ’55. Che negli ultimi anni di vita Stalin, morto nel ’53, fosse ossessionato “dai complotti ebrei” era piu' che noto: si diffusero voci di esecuzioni di politici, letterati e medici, di epurazioni e confini in massa. Ma il libro di Rubenstein e di Naumov ha il pregio di fornire cifre e volti al pogrom; analizzarne i motivi; e sottolineare il silenzio di alcuni comunisti occidentali - non fanno nomi di italiani - su “La notte della strage dei poeti”. Il libro illustra come Stalin, dapprima critico dell’antisemitismo (“E' la più pericolosa sopravvivenza del cannibalismo” dichiarò nel ’31), adottò una politica antisemita. Kruscev notò che lo nascose negli scritti e nei discorsi, ma che nel ’39 assicurò a Von Ribbentrop, il ministro degli Esteri tedesco, che avrebbe rimosso tutti gli ebrei dai posti di comando. Il dittatore diede il via alle epurazioni e ai confini nel ’44, quando non ebbe più bisogno di loro, facendo anche arrestare il fidanzato della figlia. Il Comitato antifascista ebraico venne fondato nel ’42, sotto la supervisione di Solomon Lozovsky [1978-1952], vice commissario agli esteri e alla stampa del Partito, che affiancò a Mikhoels due poeti famosi, Peretz Markish e Isaac Fefer. Per un paio d’anni, svolse un ruolo prezioso per lo stalinismo, denunciando le atrocità naziste nell’Urss occupata, mobilitando l’opinione pubblica interna, e procacciando fondi negli Stati Uniti per la guerra. Stalin gli concesse uno spazio senza precedenti, lasciandogli pubblicare la rivista Enykayat e mandando Mikhoels e Fefer in visita in America e in Europa per sei mesi nel ’43. Le sue future vittime strinsero rapporti con Albert Einstein, Paul Robeson, Thomas Mann, il pittore emigrato Marc Chagall, e numerosi altri, il gotha culturale euro americano. Ma quando il Comitato incominciò a raccogliere testimonianze per un Libro nero sull’Olocausto e a discutere la formazione di uno Stato ebraico sovietico in Crimea, il dittatore si allarmò. Questi ebrei - ammonì - vanno fermati. All’inizio del ’48, sulla scia dell’assassinio di Michoels e della chiusura della rivista Eynkayat, Lozovsky, Markish, Fefer e dodici compagni finirono alla Lubianka. Il settembre di quell’anno, Golda Meir guidò la prima delegazione israeliana a Mosca sollevando l’entusiasmo popolare per lo Stato d’Israele. Stalin, sostengono Rubenstein e Naumov, avvertì una minaccia sionista al suo regime. A titolo di esempio venne imbastito un processo contro i quindici. Nonostante le torture la maggioranza rifiutò di confessare. Al processo del ’52, Markish, il più ribelle dei poeti, un uomo di tremenda intelligenza e debolezza morale, incriminò gli altri. Lozovsky, che si era battuto con Lenin e Stalin contro gli zar dal 1905, si difese invece coraggiosamente; le esecuzioni ebbero luogo nei sotterranei della Lubianka. Rubenstein e Naumov rimproverano agli intellettuali ebrei europei e americani, anche non comunisti, tra cui il drammaturgo Arthur Miller e il romanziere Norman Mailer, di non essere intervenuti a favore dei quindici nel ’49, quando gli scrittori sovietici Alexander Fadeyev e Ilya Ehrenburg parteciparono alle Conferenze della pace di New York prima e di Parigi poi. Ne notarono la scomparsa, osservano, ma non pretesero risposte. E chi le ottenne, come il dirigente del Pc Usa Howard Fast, tacque per non screditare Stalin. Paul Robeson mosse un passo: al suo ultimo concerto nell’Urss, riuscì a incontrare Fefer in albergo a Mosca, rimesso a nuovo dal Kgb per l’occasione. Capì che era stato incarcerato, e al concerto cantò la canzone della rivolta del ghetto di Varsavia. Ma al rientro in America, smentì che nell’Urss vigesse l’antisemitismo. Nel ’57, dopo la rivoluzione d’Ungheria, nel libro “Il Dio nudo”, Fast ammise che se lui e Robeson avessero parlato forse i quindici sarebbero sopravvissuti.» (Ennio Caretto)

Marzo
10

10 marzo 1948. - Fu messo a punto il quarto e definitivo Piano Dalet per la pulizia etnica dei palestinesi.

*

1967

1884: Febbraio: 26; - 1888: Febbraio: 23; 1922: Luglio: 24; Settembre: 1; - 1947 - 1967 - 1980 - 2000: Luglio -

• «Il nodo irrisolto. La risoluzione dell’Onu del 1947, respinta dagli arabi, prevedeva la creazione in Palestina di due Stati, uno ebraico e uno palestinese. Per Gerusalemme veniva stabilito uno status di corpo separato. Al termine del primo conflitto arabo-israeliano, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana. Nel 1967 Israele occupò anche i quartieri orientali. Quelli che i palestinesi rivendicano e che considerano capitale del futuro stato di Palestina. Nel 1980, Israele proclamò la città sua “eterna e indivisa capitale”, uno status non riconosciuto dagli altri Stati». (Fonte1)

*
1978

16 aprile 1978. - Negli USA è il giorno della prima puntata del serial televisivo “Olocausto”, che poi avrà formidabili proiezione in Europa e condizioneranno il concetto stesso e la percezione del fenomeno, dovuto ad almeno tre fattori: a) l’impetuosa crescita del revisionismo storico; b) la condanna Onu nel 1975 del sionismo come “forma di razzismo e discriminazione razziale”; c) la necessità di giustificare una politica israeliana sempre più aggressiva verso i palestinesi, vere vittime di sterminio e pulizia etnica, ancora prima della seconda guerra mondiale.

*
1980

• «Il nodo irrisolto. La risoluzione dell’Onu del 1947, respinta dagli arabi, prevedeva la creazione in Palestina di due Stati, uno ebraico e uno palestinese. Per Gerusalemme veniva stabilito uno status di corpo separato. Al termine del primo conflitto arabo-israeliano, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana. Nel 1967 Israele occupò anche i quartieri orientali. Quelli che i palestinesi rivendicano e che considerano capitale del futuro stato di Palestina. Nel 1980, Israele proclamò la città sua “eterna e indivisa capitale”, uno status non riconosciuto dagli altri Stati». (Fonte1)

*
2000

*
Luglio

1884: Febbraio: 26; - 1888: Febbraio: 23; 1922: Luglio: 24; Settembre: 1; - 1947 - 1967 - 1980 - 2000: Luglio -

Luglio 2000 - «“Gerusalemme capitale di Israele”. Proprio questo fu uno dei grandi ostacoli che fece fallire gli accordi del luglio del 2000 fa a Camp David, nel Maryland, svolti con la mediazione dell’ultimo presidente democratico Bill Clinton. I protagonisti allora erano l’ex premier israeliano Ehud Barak e lo storico leader palestinese Yasser Arafat. Sul futuro di Gerusalemme il senatore dell’Illinois ha però precisato: “Quello di capitale è uno status finale che dovrà essere deciso dai negoziati e in accordo con i palestinesi”. La comunità internazionale, inclusi gli Usa, non riconosce la rivendicazione israeliana di Gerusalemme come sua eterna e indivisa capitale”. Nei confronti dei palestinesi, Obama apre all’Anp e chiude ad Hamas. Poco prima di arrivare a Sderot, era a Ramallah, dove ha garantito al presidente Abu Mazen che se verrà eletto sarà “un attore importante” nel processo di pace per il Medio Oriente.» (Fonte1)

martedì, dicembre 25, 2007

Piano per lo studio in rete della costituzione e dell'attivita del Tribunale di Norimberga

Versione 1.0

In data 8 agosto 1945 – guarda caso due giorno dopo lo sganciamento dell’atomica su Hiroshima – gli alleati si accordano per la costituzione del Tribunale di Norimberga.

Links:
1. Data dell’Accordo;

La Germania sconfitta, giorno per giorno, dal 1 maggio 1945 in poi

Versione 1.4

Attingendo prevalentemente dalle risorse della Rete e dai documenti in essa presenti nelle lingue a me accessibili tenterò di realizzare l'equivalente elettronico della cronica di Manfred Overesch, “Das besetzte Deutschland”, in due volumi. È una storia che mi pare terribile, deprimente ma anche altamente istruttiva se vogliamo recuperare la nostra consapevolezza, ossia la base per poter ricominciare. Il lavoro di una cronologia generale dal 1° maggio 1945 fin dove possibile è enorme, ma è già una cosa incominciarlo e pensarlo. La periodizzazione dal 1° maggio è scelta simbolicamente in quanto giorno successivo al suicidio di Hitler. Decisamente, una nuova fase, una nuova storia iniziava per la Germania e per l’Europa intera.

* * *


1 maggio 1945: «Il 1 maggio 1945, il giorno dopo il suicidio di Hitler, Goebbels fece dapprima uccidere i sei figli con iniezioni letali, sembra dallo stesso medico che il giorno prima aveva soppresso i cani del Führer. Tuttavia come per i momenti finali di vita di Hitler, i dettagli della morte del ministro della Propaganda e di sua moglie restano poco chiari.

Mentre è certo i figli furono tutti avvelenati mediante cianuro, alcuni sostengono che sparò alla moglie e poi rivolse l'arma verso di sé altri che egli e la moglie, date disposizioni per la cremazione dei loro corpi, si fecero uccidere da un attendente con due colpi alla nuca. Anche se quando i loro corpi vennero trovati dai sovietici erano troppo carbonizzati per discernere la verità» (Fonte).
Links:
1. El señor de las palabras.

• «Il 1 maggio 1945 (Hitler era già morto) i russi avanzavano nella Wihlemstrasse, nell'Unter den Linden e nel Tiergarten»; «Il 1° maggio 1945 il maresciallo Stalin annunciava l'entità delle perdite subite al fronte orientale dalle truppe tedesche negli ultimi tre mesi di guerra. Esse ammontavano a 1.00.000 di morti, 800.000 prigionieri, 6.000 aerei, 12.000 carri armati e semoventi, oltre 23.000 pezzi di artiglieria distrutti o catturati. Intanto, mentre cessava l'eroica resistenza di Berlino, restavano ancora numerose isole di resistenza tedesche: 30 divisioni agli ordini del maresciallo Busch nel Brandeburgo, 15 divisioni alle foci dei fiumi Weser; Elba e Oder, 20 divisioni agli ordini del maresciallo Schorner in Boemia, un gruppo di unita agli ordini diretti del maresciallo Kesselring in Baviera, le truppe della Norvegia, Danimarca. Olanda occidentale, Curlandia, Creta, Foresta Nera, i presidi di Lorient, Saint-Nazaire, La Rochelle, Dunkerque e delle Isole Normanne, il valoroso presidio di Breslavia in Slesia accerchiato da imponenti forze sovietiche» (Fonte).

2 maggio 1945: «Il 2 maggio 1945, il generale Weidling, ultimo comandante tedesco di Berlino, firmava la resa al Comando sovietico, mentre in alcune zone della capitale si combatteva ancora»
(Fonte). «La battaglia di Berlino fu la battaglia finale del teatro europeo nella seconda guerra mondiale. Fu un massiccio attacco sovietico da est. La battaglia durò dal 16 aprile al 2 maggio. Il 30 aprile Adolf Hitler, vista persa la guerra, si suicidò e la Germania si arrese l’8 maggio, 6 giorni dopo la fine della battaglia» (Fonte). «Dopo la morte di Adolfo Hitler, fra le rovine di Berlino, i reparti superstiti della Waffen SS ed i giovanissimi combattenti della « Hitler Jugend » continuavano a combattere disperatamente fino al 2 maggio, quando tutta la città era ormai nelle mani, dell'Armata Rossa. Il 2 il Generale Weidling si arrendeva con i superstiti della guarnigione, ma altri scontri proseguivano in alcuni punti della città anche nei giorni successivi» (Fonte).

• A Parigi in una edizione straordinaria del giornale per i militari americani “The Stars and Stripes” viene data la notizia della morte di Hitler.
• Ad Amburgo fine della guerra.
• Scomparsa di Martin Bormann, per la cui scheda linkata da Olokaustos si raccomandano tutte le cautele connesse a questo tipo di storiografia ufficiale: «Bormann fu giudicato colpevole al processo di Norimberga e condannato a morte in contumacia. Nulla di certo si sapeva di lui da quando aveva abbandonato il Führerbunker insieme al dottore delle SS Ludwig Stumpfegger e al capo della gioventù hitleriana, Artur Axmann. L'ultimo uomo ad averlo visto era stato Erich Kempka, autista di Hitler, durante la notte fra il 1 e il 2
maggio 1945» (Fonte). Circa le leggende sulla morte di Bormann in un diffuso contesto da caccia al nazista tipico del dopoguerra: «Il Tribunale di Francoforte chiude definitivamente la pratica con una dichiarazione di morte di Bormann avvenuta il 2 maggio 1945» (Fonte).

3 maggio 1945: «Il 3 maggio a Wittenberg, sull'Elba, avveniva anche il congiungimento tra le truppe britanniche e quelle sovietiche.» (
Fonte).

4 maggio 1945: «Il 4 maggio 1945 si arrendevano al XXI Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery, le truppe tedesche dell'Olanda, della Danimarca e della Germania nord-occidentale. Firmavano la resa il generale ammiraglio von Friedeburg, il vice ammiraglio Wagner ed il generale Kienzl» (Fonte). «Il 4 e il 5 maggio si arrendevano agli anglo-americani le truppe tedesche in Olanda, Danimarca, Germania nord occidentale e Baviera orientale» (Fonte).

• «Strumento di resa di tutte le forze armate tedesche in Olanda, nel nord ovest della Germania incluse tutte le isole e in Danimarca.
1. Il Comando tedesco accetta la resa di tutte le forze armate in Olanda, nella Germania del nordovest incluse le Isole di FRISLIAN e HELIGOLAND e tutte le altre isole, in SCHLESWIG-HOLSTEIN e in Danimarca, al Comandante in Capo del 21° Gruppo dell'esercito. Ciò include tutte le navi in queste aree. Queste forze devono gettare le armi e arrendersi incondizionatamente.
2. Tutte le ostilità su terra, su mare o nell'aria da forze tedesche nelle sopra citate aree cesseranno alle ore 0800 British Double Summer Time di sabato 5 Maggio 1945.
3. Il comando tedesco deve subito eseguire, e senza discussioni o commenti, tutti gli ulteriori ordini che saranno pubblicati dalle Potenze Alleate su qualsiasi soggetto.
4. La disubbidienza a ordini o il loro mancato adempimento, saranno visti come una violazione di questi termini di resa e saranno trattati dalle Potenze Alleate in concordanza con le leggi e usi di guerra.
5. Questo strumento di resa è indipendente da, senza pregiudizio di e sarà sostituito da qualsiasi strumento generale di resa imposto dalle Potenze Alleate e applicabile alla Germania e alle forze armate tedesche nel loro complesso.
6. Questo strumento di resa è scritto in inglese e in tedesco. La versione inglese è il testo autentico.
7. La decisione delle Potenze Alleate sarà definitiva se qualsiasi dubbio o disputa sorgessero riguardo il significato o l'interpretazione dei termini della resa.

Hans GEORG von FRIEDBERGKINZELG. WAGNERB. L. MONTGOMERY FieldMarshal POLECK FRIEDEL
4 Maggio 1945 ore 1830» (Fonte).

5 maggio 1945:
«Il 4 e il 5 maggio si arrendevano agli anglo-americani le truppe tedesche in Olanda, Danimarca, Germania nord occidentale e Baviera orientale» (Fonte).

6 maggio 1945: «Il 6 la città di Breslavia, in Slesia, si arrendeva dopo oltre due mesi di assedio» (
Fonte).

7 maggio 1945: «Oltre alla capitolazione delle singole unità tedesche, avvenuta tra il 4 ed il 13 maggio ad eccezione delle truppe in Italia che avevano capitolato il giorno 29 aprile, la resa ufficiale della Germania veniva firmata il 7 maggio 1945, dal colonnello generale Jodl e dal generale ammiraglio von Friedeburg a nome del Grande Ammiraglio Donitz, presso i! comando alleato del fronte occidentale a Rheims, davanti ai rappresentanti militari delle potenze vincitrici» (
Fonte). «Il 17 maggio si arrendevano poi gli ultimi sommergibili in missione di guerra (avevano silurato navi nemiche fino al giorno 5). Con il crollo totale della Germania, dopo quasi sette anni di lutti e di rovine, aveva termine la guerra in Europa» (Fonte).

• «La concessione del Presidente del Reich Donitz al Colonnello Generale Jodl di concludere una resa generale:
Quartiere Generale il 6 Maggio 1945.
Io autorizzo il Generale J o d l , Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht, alla conclusione di un cessate il fuoco presso il quartiere generale del comandante Eisenhower .

[Sigilli]
DONITZ
Grande Ammiraglio .

Solo la versione inglese e russa di questo testo fa fede di documento autentico.
Atto Di Resa Militare
1. Noi sottoscritti, agendo da autorità dell'Alto Comando tedesco ci arrendiamo col presente atto incondizionatamente al Comandante Supremo, delle Forze di Spedizione Alleate e simultaneamente all'Alto Comando sovietico con tutte le forze di terra, mare e aria che a questa data sono sotto controllo tedesco.
2. L'alto comando tedesco subito pubblicherà ordini per tutte le autorità militari, navali e aeree e per tutte le forze sotto controllo tedesco di cessare operazioni attive alle ore 23.01 tempo europeo e Centrale dell'8 Maggio e di rimanere nelle posizioni occupate a quel tempo. Nessuna nave, vascello o aereo deve essere occultato o qualsiasi danno fatto al loro scafo, macchinari o equipaggiamento.
3. L'Alto Comando tedesco subito li invierà al comandante competente e assicurerà l'esecuzione di qualsiasi ordine ulteriore pubblicato dal Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate e dall'Alto comando sovietico.
4. Questo atto di resa militare è senza pregiudizio a e sarà sostituito da qualsiasi strumento generale di resa imposto da, o per conto delle Nazioni Unito e applicabile alla Germania e alle forze armate tedesche nel loro complesso. 5. Nell'eventualità che l'Alto Comando tedesco o alcune delle forze sotto il suo controllo non riescano ad agire in concordanza con questo Atto di Resa, il Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate e il l'Alto Comando sovietico decideranno azione punitiva o altra misura da loro ritenuta opportuna.

Firmato a RHEIMS alle 02.41 del 7 Maggio, 1945.
Francia

Per conto dell'Alto tedesco.
JODL

In Presenza Di

Per conto del Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate, W. B. SMITH. Per conto dell'Alto Comando sovietico SOUSLOPAROV
F SEVEZ, Maggiore Generale dell'Esercito Francese (Testimone)

Comando Supremo, Forze di Spedizione Alleate
SERIE 1
Ordini del Comandante Supremo delle Forze di Spedizione Alleate relativi all'esercito e alle forze aeree sotto controllo tedesco

1. I Comandanti locali dell'Esercito e aeronautica militare sotto controllo tedesco sul Fronte Occidentale, in Norvegia e nelle Isole del Canale si terranno pronti a ricevere ordini particolareggiati per la resa delle loro forze dai comandanti subalterni del Comandante Supremo opposti sul loro fronte.
2. Nel caso della Norvegia i rappresentanti del Comandante Supremo saranno l'Ufficiale Generale Comandante in Capo, Comando scozzese e Ufficiale dell'aria che comanda il 13° Gruppo RAF.
3. Nel caso delle Isole del Canale i rappresentanti del Comandante Supremo saranno l'Ufficiale Generale Comandante in Capo, Comando Meridionale e Ufficiale dell'Aria che comanda il 10° Gruppo RAF.

WALTER B SMITH Firmò.................... Per il Comandante Supremo, RAF.


Datato 02.41 7 Maggio, 1945 Rheims Francia» (
Fonte).

9 maggio 1945: «Il 9, a Berlino, si arrendeva anche il Coniando Supremo della Wehrmacht. Lo stesso giorno capitolavano Lorient, Saint-Nazaire, La Rochelle e le Isole Normanne» (
Fonte).

10 maggio 1945: «Mein Heimatort Gießhübel war von den Kriegsereignissen verschont geblieben. Erst am 10. Mai 1945 – zwei Tage vor der Kapitulation – wurde unser Städtchen von den Russen besetzt. Mit dem Einmarsch der Sowjetsoldaten begannen für die Bevölkerung Schreckenstage. Es erfolgten Einquartierungen. Soldaten drangen auch gewaltsam in Häuser ein und verlangten Speisen und Getränke. Frauen wurden vergewaltigt, Mädchen versteckten sich auf Dachböden und in Kellerräumen, um den Nachstellungen der Rotarmisten zu entgehen; es kam zu Plünderungen. Männer wurden abgeholt und zu Arbeiten für das Militär herangezogen, doch niemand wusste, ob sie jemals wiederkehrten. Man wagte sich nicht auf die Straße…»

Traduzione italiana: «Il mio luogo di nascita Gießhübel [in Turingia] era stato risparmiato dagli eventi della guerra. Solo il 10 maggio 1945 – due giorni prima della capitolazione – la nostra cittadina fu occupata dai russi. Con l’ingresso dei soldati sovietici iniziarono per la popolazione giorni di terrore. Ebbero luogo gli acquartieramenti. I soldati entrarono anche in modo violento nelle case e chiedevano da mangiare e da bere. Le donne furono violentate, le ragazze si nascondevano nelle soffitte per sottrarsi alle insidie dei soldati rossi; vi furono saccheggi. Gli uomini furono prelevati e costretti a lavori per l’esercito, ma nessuno seppe se sono mai ritornati. Nessuno osava andare in strada… » (Fonte).

• viene arrestato a Bolzano il Ten. Col. Herbert Kappler. Fonte.