mercoledì, maggio 03, 2006

L'imperialismo americano visto nel 1932: passato e presente.

Mi sono proposto come criterio redazionale di non infarcire i miei blogs con citazioni. Ed ho rispettato abbastanza questa regola di autodisciplina. Tuttavia, mentre sto rileggendo le bozze di un libro di Carl Schmitt, la cui pubblicazione sto ritardando oltre misura, non posso trattenermi dal mettere in rete la seguente citazione, sulla quale possono farsi molte riflessioni, che in effetti ci proponiamo di fare. Già nel 1932, cioè prima della presa del potere da parte del nazismo, Schmitt individuava la natura dell'imperialismo americano, che fin dai suoi esordi si era caratterizzato per il suo contenuto sfacciatamente economico: gli affari, le materie prime, i soldi. Dicono oggi gli americani che passano per strada: il denaro e il denaro si trattasse pure di un centesimo. Questa la religione, vera autentica e profonda dei nostri tempi. Una religione a cui soggiacciono le stesse chiese ufficiali, con in testa il Vaticano, che in Italia ha la sua base storica, il suo tempio, dal quale fa escursioni sul resto del mondo. L'otto per mille e gli infinti privilegi economici di cui gode la chiesa cattolica ne fanno un esponente di quell'imperialismo economico a cui certo Schmitt, cattolico dichiarato, non aveva probabilmente pensato. Ma ecco la citazione di Carl Schmitt:

«L'imperialismo degli Stati Uniti d'America soprattutto passa nell'odierno modo di esprimersi e di pensare come l'imperialismo più moderno, e propriamente perché esso è soprattutto un imperialismo economico e sembra distinguersi da tutte le altre specie, in particolare da ogni imperialismo militare. L'economico vi si trova in primo piano al punto che talvolta è perfino adoperato per negare assolutamente l'esistenza stessa di un imperialismo, contrapponendo economia e politica sulla base di un'antitesi tradizionale del XIX secolo e indicando l'economico come qualcosa di essenzialmente impoliticio e il politico come qualcosa di essenzialmente 'non' economico».

Schmitt diceva ciò in una conferenza del 1932 in Könisberg, oggi Kaliningrad. Allora l'imperialismo americamo poteva essere notò per la guerra cubano-spagnola-americana o per l'intervento nella prima guerra mondiale. Oggi il carattere "militare" di quello che a Schmitt poteva ancora apparire, sia pure con riserva mentale, come solamente economico, è alquanto evidente. Non c'è angolo della terra che non ospiti una base americana, dove non vige altra legge che quella americana. Nessuna persona di comune buon senso può oggi prestare credito alle dichiarazioni pubbliche dei governanti, che mentono spesso sapendo di mentire e di restare impuniti nel caso in cui vengano scoperti come mendaci. Nessuno può credere a degli USA difensori del modno libero e della democrazia, quando non rifuggono con le dittature più bieche purché ciò risponda ai lor interessi. Diventa arduo spiegare come una volta siano stati alleati di Saddam quando questi faceva guerra all'Iran e poi gli facciano guerra per abbatterlo dal potere ed insediarvi una democrazia fabbricata su misura e nata come prodotto di importazione. Molte sono ancora le considerazioni che possono farsi semplicemente facendo un confronto fra passato e presente.

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