domenica, gennaio 28, 2007

La scoperta del cloroformio e la rivolta dei benpensanti

Interessante, da approfondire, sviluppare e commentare la seguente notizia:

Il 19 gennaio 1847 il dottor James Young Simpson,
un seguace di Lister, a Edimburgo durante un parto
particolarmente difficile, usa, per la prima volta,
il cloroformio, per addormentare la partoriente ed
alleviarne le sofferenze. Subito un immenso stuolo
di benpensanti grida allo scandalo citando la Genesi
che al capo III, versetto 16, recita: “tu, donna
partorirai con dolore ...”.

Prendo di peso dalla rete questo testo che mi riservo di rielaborare criticamente:

Cenni storici sull'analgesia e anestesia ostetrica


Il dolore del parto è presente fin dalle origini della storia umana e non è un frutto della cultura attuale, com'era ritenuto da alcuni.
L'analgesia in ostetricia ha radici antichissime. Sin dai tempi più remoti si è tentato di alleviare i dolori del travaglio e del parto impiegando le sostanze più disparate: gli antichi testi cinesi parlano dell'uso degli oppiacei, mentre in Europa le donne si affidavano ad "intrugli" di mandragola, di canapa, di papavero e di cicuta. Nella commedia di Plauto, "Anfitrione", Giove premia la moglie di Anfitrione concedendole di partorire nella notte senza dolore.
Con l'avvento del cristianesimo il dolore diviene un mezzo per ottenere la grazia divina e quindi anche il dolore del parto è ritenuto parte integrante e necessaria del partorire. Questo concetto era affermato non solo dal cristianesimo ma anche da tutte le altre religioni orientali e dal mondo occidentale. Dal Medio Evo in poi il dolore del travaglio è considerato giusto in quanto punizione divina. Ciò segna pesantemente il pensiero occidentale e ogni tentativo di alleviare tale dolore rappresenta una grave colpa, tanto che nel 1591 una donna di Edimburgo, Eufrania mac Alyane, viene bruciata viva per aver assunto un misterioso preparato come analgesico durante il travaglio.
L'era della moderna anestesia in ostetricia comincia nel 1847, quando James Young Simpson e Walter Channing pubblicano il loro studio sull'uso del dietiletere durante il travaglio di parto. Si tratta di uno studio rivoluzionario non solo per la medicina ma per tutta la cultura occidentale, in quanto mina alcuni pregiudizi cardinali. Gli ambienti conservatori e clericali si sollevano indignati, ma ad essi replicava lo stesso Simpson, fervente cattolico, citando il brano della Genesi in cui si narra come Adamo venga "anestetizzato" durante la "nascita" di Eva:
"Ora, il Signore Iddio fece cadere un sonno profondo su Adamo, che si addormentò.
E mentre dormiva, Dio prese una costola da lui, e al posto di essa formò di nuovo la carne.
E il Signore Iddio dalla costola tolta ad Adamo formò la donna.........."
(Genesi,2:21,22)
Nello stesso periodo al St. Bartholomiew Hospital di Londra Skey e Tracey eseguono un taglio cesareo in anestesia eterea, estraendo una bambina in condizioni ottime, mentre lo stesso Simpson sperimenta con successo l'analgesia con cloroformio durante il parto. Nel 1853 John Snow sottopone alla stessa metodica la regina Vittoria per la nascita del principe Leopoldo, e quattro anni dopo la ripete per la nascita della principessa Beatrice.
Da allora l'interesse pubblico e scientifico in questo campo dilaga. Nel 1885 Cornig realizza la prima analgesia epidurale, partendo dall'ipotesi che un medicamento iniettato nel canale vertebrale possa essere assorbito dalle vene intervertebrali e quindi essere trasportato al midollo spinale. Il primo ad utilizzare con successo le tecniche di analgesia loco-regionale in campo ostetrico è Soeckel nel 1909, ma è Aburel, nel 1931, a codificare la tecnica dell'analgesia epidurale continua in travaglio.
In seguito vengono compiuti numerosi studi non solo sulle tecniche anestesiologiche ma anche sui meccanismi del dolore durante lo svolgimento del travaglio e del parto. La tecnica di analgesia epidurale lombare continua, sulla quale si basa la moderna pratica anestesiologica, è messa appunto tra gli anni '40 e gli anni '50 da Dogliotti, Flowers e Bonica.
Ma questa branca della medicina incontra ancora forti resistenze culturali e la maledizione di Dio riportata nella Genesi viene ancora invocata dagli ambienti conservatori. Le polemiche sono così violente che nel 1956 lo stesso papa Pio XII deve intervenire, dichiarando che la Chiesa non si oppone alla prevenzione del dolore nel travaglio e nel parto. Dagli anni '60 si assiste ad una rapida evoluzione tecnica e farmacologica dell'analgesia epidurale che ne facilita la diffusione nei paesi anglosassoni prima e nel resto d'Europa più tardi.
Attualmente la moderna anestesiologia offre alla donna la possibilità di controllare il proprio dolore durante il travaglio ed il parto mediante l'analgesia epidurale, consentendo allo stesso tempo un parto naturale e spontaneo.

lunedì, gennaio 08, 2007

Gli accordi Faysal-Weizmann del 4 gennaio 1919

Una Briciola da approfondire ed elaborare:

Il 4 gennaio 1919, Faysal (che fu in seguito re della
Grande Siria e re d'Iraq) e il dott. Chaim Weizmann,
Presidente dell'Organizzazione Sionista Mondiale,
firmarono gli Accordi Faysal-Weizmann in cui Faysal
accettò la condizione che la Dichiarazione Balfour
(che consentiva l'immigrazione illimitata di ebrei in
Palestina) costituisse una delle basi di discussione
per per il futuro dell'area alla fine del dominio
britannico: accordi che tuttavia non ebbero mai
seguito. Faysal operò per gli Alleati nel corso della
Prima guerra mondiale, come comandante delle truppe
arabe che suo padre aveva autorizzato a formare in
seguito alla proclamazione della "Grande Rivolta
Araba" contro il regime di Istanbul. Ebbe il sostegno
finanziario e operativo della Gran Bretagna nella
figura del ten. Thomas Edward Lawrence, noto come
"Lawrence d'Arabia".

giovedì, novembre 16, 2006

Stalin attacca la Finlandia il 30 novembre del 1939

Assai succinta la Briciola che ho ricevuto:
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Il 30 novembre 1939 Stalin attacca la Finlandia
con le truppe sovietiche.
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Me ne riservo studio ulteriore in un contesto più ampio di approfondimento delle vicende che hanno preceduto e accompagnato la seconda guerra mondiale. E' mia impressione che la "guerra ideologica", volta a dare una ben precisa interpretazione dell'accaduto, sia continuato fino ai giorni nostri. Forse è arrivato il tempo di toglierci dalla testa ciò che ci è stato insegnato a scuola.

mercoledì, novembre 15, 2006

Nascita degli Stati indipendenti della Siria e del Libano

Altra Briciola che mi riservo di approfondire:
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Il 3 gennaio 1944 la Siria ed il Libano  ottengono
l'indipendenza, riconosciuta dalla Francia che per
oltre venti anni ne aveva retto il protettorato.
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Momenti di storia islamica

Ricevo quest'altra Briciola che mi riservo di approfondire:
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Il 24 gennaio dell'anno 661 Ali, cugino di Maometto, 
ed anche genero avendone  sposato  la figlia Fatima, 
viene assassinato dai suoi oppositori. La sua  morte
sarà all'origine del più grave scisma che  mai abbia
conosciuto la religione islamica  e  che ancora oggi
divide gli Sciti dai Sunniti.
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giovedì, novembre 09, 2006

Machiavelli processato

Ricevo per il 7 novembre questa "briciola" che mi riservo di approfondire e sviluppare:
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Il 7 novembre 1512 inizia il processo contro Niccolò Machiavelli, accusato di aver partecipato ad un complotto "repubblicano" contro la casa de' Medici. Il processo si concluderà dopo tre giorni con la privazione dell'ufficio e la condanna ad un anno di confino. Tuttavia il "segretario fiorentino" nel marzo 1513, in seguito alla elezione a Papa di Giovanni de' Medici - Leone X -, verrà amnistiato.
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martedì, novembre 07, 2006

Passato e presente: problemi di interpretazione della storia

Ero studente di liceo al Visconti in Roma, quanto sentivo il mio professore di storia e filosofia citare Benedetto Croce a proposito del modo di ricostruire e interpretare la storia del passato. Si parte da un'esigenza del presente – così egli spiegava – e si ricostruisce il passato interpretandolo. La spiegazione mi sembrava ovvia e convincente. Provai a ripeterla all'università nei seminari tenuti da Armando Saitta, di cui per due anni ero stato fedelissimo discepolo o almeno studente, se i due termini non possono e debbono automaticamente equipararsi. Come studente mi andò più che bene sostenendo un ottimo esame. Ma non è di questo che voglio qui parlare, se non per esprimere un grato ricordo del Maestro.

E' invece interessante riportare la reazione di Armando Saitta alla mia citazione, presa non direttamente da Benedetto Croce, ma attraverso il ricordo dell'insegnamento liceale. Saitta disse che era assolutamente sbagliato quel modo di intendere la storia, ossia è come ricerca o metodo storico e come interpretazione. Ma anche Carl Schmitt ebbe a citare Benedetto Croce allo stesso riguardo e condividendone le conclusioni. Nel 1929, il 12 ottobre, in Barcellona, egli teneva la sua relazione su "L'epoca delle neutralizzazioni e delle spoliticizzazioni. Ad un certo punto dice testualmente: «Il fatto che ogni conoscenza storica è conoscenza del presente, che essa riceva dal presente la sua luce e la sua intensità e che nel senso più profondo serve solo al presente, perché ogni spirito è solo spirito presente, ce lo hanno detto a partire da Hegel in molti e nel modo migliore Benedetto Croce». Se può passare che un professore universitario possa correggere un professore di liceo, pure molto bravo come io ritengo tuttora quel mio primo insegnante liceale di storia e filosofia, pare arduo dirimere la divergenza quando dall'altra parte si trova un autore sommo come Carl Schmitt. Di Benedetto Croce non sono mai riuscito a diventare un entusiasta estimatore, anche se mi sono affaticato su non pochi suoi libri.

Tutto è interpretazione e direi che si possa conciliare anche l'apparente divergenza fra opinioni contrastanti. E come? A me sembra indubitabile che l'interprete non si trovi egli stesso fuori del tempo e dello spazio o più precisamente immerso in un determinato contesto culturale, linguistico, religioso, sociale, politico. E come non esserne influenzato? Intanto, se scrivo di storia, scrivo in una lingua determinata. La conoscenza di una lingua piuttosto di un'altra condiziona non poco nell'uso delle fonti. E simili. Ma tolto ciò non si può e non si deve ammettere che l'inevitabile ed anche lecitamente ammissibile condizionamento del presente debba significare una deliberata e cosciente falsificazione del passato calando in esso tesi preconcette del presente. Per cui se il presente è improntato al razzismo tutta la storia passata deve diventare una storia della razza, se è invece si tratta di un presente antinazista fondato sulla resistenza e sulle ideologie di comodo del secondo dopoguerra la stessa storia deve essere in modo compatibile con i governi in carica.

Ritengo che il giusto metodo sia quello di indagare il passato, facendo tutto il possibile per liberarsi dai pregiudizi del presente ed accettando perfino di essere corretti dalle cose passate nel giudizio del presente. Il passato può dunque diventare una confutazione e sconfessione del presente. La sua conoscenza può esserci di aiuto per venir fuori da situazioni concettuali assurde che i mezzi di condizionamento mentale di cui dispongono i governi possono farci apparire come plaubisibili. Del resto sarebbe inutile lo studio del passato se tutto ciò che possiamo scoprire in esso è già contenuto nel presente. Gli uomini di ogni generazione hanno i loro segreti che spesso muoiono insieme con chi li custodisce gelosamente. Questi segreti a volte (non sempre) vengono fuori in modo imprevisto e casuale. I posteri possono venire a sapere cose che i contemporanei non conoscevano. Insomma penso che a ben interpretare il problema avessero ragione tutti quanti: il professore di liceo, il professore universitario e Carl Schmitt che cita Hegel e Croce. Tutto sta a non venir meno all'onestà scientifica e al rispetto una Verità che è certamente pluralitas ma è anche troppo spesso retoricamente e dogmaticamente invocata.

Del resto, lo stesso Schmitt distingue per le epoche passate differenti ambiti concettuali che costituivano il modo di pensare delle generazioni dell'epoca e quindi il modo in cui essi si formavano i giudizi anche rispetto all'interpretazione del passato, a ciò che per loro aveva importanza o non ne aveva affatto. Ammette Schmitt implicitamente che nel ricostruire noi il passato dobbiamo anche cercare di entrare nella testa della gente del passato. Nella Teologia Politica IIª egli rileva come in epoca bizantina si verificassero addirittura moti di piazza per questioni oggi per noi astrusamente teologiche. Eppure allora ci scappava il morto. Se tuttavia noi abbiamo interesse a capire quegli eventi passati l'interesse è di oggi ma la chiave di lettura occorre trovarla nel passato stesso. La porta può essere aperta solo con la chiave che gli è propria. La si può anche sfondare, ma non è la stessa cosa che aprirla. Possiamo distinguere uno storico buono da quello cattivo a seconda che faccia uso della giusta chiave di lettura del passato o che lo violenti sfondando la porta del tempo.